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Digital wealth management, Gian Maria Mossa: Banca Generali aperta a fintech e blockchain

Banca Generali va incontro alle sfide del futuro con un approccio sempre più orientato al digital wealth management. Servizi fintech e innovazioni come la blockchain possono essere di impulso anche ai settori più conservatori, ha detto l’AD Gian Maria Mossa al Salone del Risparmio di Milano.

Banca Generali, l’evoluzione del digital wealth management al Salone del Risparmio di Milano

Con l’arrivo sul mercato dei nativi digitali anche un’industria tradizionale come quella del risparmio, per sopravvivere, dovrà necessariamente aprirsi all’innovazione. Ed è quello che Banca Generali sta facendo ormai dal 2015: l’Istituto è sempre più orientato verso un modello di digital wealth management in grado di cogliere le potenzialità delle nuove frontiere del mondo finanziario. Integrare servizi fintech e nuove tecnologie nel proprio ecosistema assume oggi un valore sempre più strategico. Ne è convinto l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Salone del Risparmio di Milano. Nel suo intervento, il manager ha ricordato il percorso avviato da Banca Generali, prima in Italia a dotarsi di un’architettura digitale e di una piattaforma di open banking. Una strategia che oggi consente all’Istituto di “rispondere con puntualità alle necessità dei clienti” e di guardare a tecnologie come la blockchain, che secondo l’AD “porterà una grande innovazione in termini di semplicità, trasparenza, accesso ed efficacia”.

Digital wealth management: il modello di Banca Generali, eccellenza italiana

In poco meno di dieci anni Banca Generali è riuscita, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e servizi di partner terzi, a superare i confini del private banking adottando a tutti gli effetti uno dei modelli di digital wealth management più avanzati nel panorama nazionale. Un risultato riconosciuto anche dal “Financial Times”, che nel 2021 ha nominato l’Istituto “Best Private Bank in Italy”. Al Salone di Milano Gian Maria Mossa ha parlato anche di Nft, token e criptovalute, ricordando “BG Conio”, la recente iniziativa lanciata in collaborazione con l’azienda fondata da Vincenzo di Nicola e Christian Miccoli. Un servizio che dallo scorso febbraio consente ai clienti di comprare e vendere Bitcoin operando direttamente mediante il proprio conto corrente attraverso l’app di Mobile Banking Banca Generali Private. Finora sono circa 20mila i clienti che hanno usufruito della novità, secondo l’AD segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo delle criptovalute. Un trend che ha ormai destato l’attenzione di tutto il settore, dalle banche centrali agli operatori privati: “Credo sia molto positivo che anche in Italia gli organismi preposti stiano guardando in chiave costruttiva a questo percorso di innovazione che può aprire a nuove opportunità”.

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Digital Wealth Management: il focus di Banca Generali sulle caratteristiche del settore

Digital Wealth Management, quali le strategie più efficaci per proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio? Banca Generali ne ha esplorato il funzionamento con un’analisi pubblicata sul blog ufficiale.

Cos’è il Digital Wealth Management? Il focus di Banca Generali

Un servizio integrato e multidisciplinare è quello che contraddistingue il Wealth Management, espressione in lingua inglese che indica il concetto di "gestione della ricchezza". Il termine prende le forme del Digital Wealth Management quando tale servizio integra con sé gli approcci e gli strumenti legati al digitale. Come illustrato da Banca Generali, si tratta di un servizio professionale rivolto principalmente a individui e/o famiglie benestanti, con il fine di proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio. In questa prospettiva, per "patrimonio" "non si intende esclusivamente la liquidità e gli investimenti finanziari", bensì "la ricchezza familiare nel suo complesso, che può anche essere costituita da proprietà immobiliari, da altri beni di valore, quali ad esempio collezioni di opere d’arte e, nel caso delle famiglie imprenditoriali, dall’impresa di famiglia". Strategie efficaci in tal senso prevedono una necessaria visione d’insieme (in altri termini, un "approccio olistico") che mira, per l’appunto, a proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio "secondo le volontà ed in piena conformità con la normativa di riferimento". Per far ciò, specifica Banca Generali, è di centrale importanza la figura del consulente di fiducia, anche per improntare strategie che, piuttosto che basarsi su piani a breve termine, prediligano l’adozione di approcci con una visione nel lungo periodo.

Digital Wealth Management e consulenti di fiducia: alcuni esempi di successo in Banca Generali

L’analisi di Banca Generali prosegue focalizzandosi sul ruolo del consulente di fiducia nei servizi di Digital Wealth Management. Una figura, come precisato, di cruciale importanza per "assistere la famiglia nella predisposizione di un inventario del patrimonio familiare", passaggio che consente di esprimere una stima del valore del patrimonio complessivo. Il consulente di fiducia, inoltre, "supporta il referente del nucleo familiare nella rilevazione dei bisogni e dei progetti di vita" e "imposta e sviluppa la pianificazione, tipicamente pluriennale, degli interventi e delle attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti". Il suo ruolo prevede un lavoro di collaborazione con gli altri professionisti di fiducia – quali il commercialista o l’avvocato – nonché di monitoraggio sulle attività svolte dai diversi specialisti. Tra i suoi compiti figurano anche quello di aggiornare costantemente la famiglia sull’avanzamento del piano concordato e di verificare con il referente eventuali modifiche da apportare. Emerge dall’analisi di Banca Generali come ciò presupponga un rapporto di fiducia consolidato con la famiglia, oltre che una conoscenza profonda sugli obiettivi e sulle dinamiche in essa presenti. È questo il motivo per cui l’Istituto dedica grande attenzione alla specializzazione e alla multidisciplinarità nel Digital Wealth Management: per farlo, non a caso, può contare su professionisti dedicati, partner d’eccellenza e strumenti tecnologici avanzati. Tale impegno ha condotto, ad esempio, all’elaborazione di BG Personal Advisory, modello di consulenza evoluto che garantisce una visione integrata sul patrimonio, e alla realizzazione della piattaforma BGPA, strumento ad alto impatto tecnologico che consente di esaminare la sfera degli investimenti finanziari e le altre componenti del patrimonio, come gli asset immobiliari, familiari e di impresa.

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Digital Wealth Management: l’approfondimento di Gian Maria Mossa, AD e DG di Banca Generali

Metaverso, modelli fintech, blockchain e monete digitali, come si evolve il settore del Digital Wealth Management? Ne ha parlato l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa.

Banca Generali: Digital Wealth Management, le necessità di specializzazione

Con un intervento pubblicato sul profilo LinkedIn, l’AD e DG di Banca Generali, Gian Maria Mossa, propone alcune considerazioni sul futuro del risparmio e sul ruolo della consulenza finanziaria, in particolare nell’area del Digital Wealth Management. Prendendo le mosse da un importante avvenimento accaduto il 1° maggio 2022 – ovvero la prima trasmissione di una partita, Milan-Fiorentina, sul metaverso – l’AD e DG pone l’attenzione su quanto la realtà oggi sia sempre più connessa all’evoluzione tecnologica. Ad esempio, “la prima banca al mondo, l’americana JP Morgan, ha presentato nelle scorse settimane la prima filiale digitale nel metaverso all’interno di un centro commerciale virtuale”, scrive nell’intervento. “Decentraland”, questo il suo nome, consente all’utente di interagire all’interno di spazi virtuali: è solo un esempio di quel “cambiamento del mondo bancario e finanziario iniziato ‘solo’ una decina d’anni fa”, prosegue l’AD e DG di Banca Generali. La velocità di internet ha poi condotto a nuovi modelli fintech, all’Open Banking e all’Open Finance, a cui si è sommata la rivoluzione della blockchain e delle monete digitali. In un contesto di tale portata emergono “nuove necessità di specializzazione che comprendano la digitalizzazione dei processi, l’analisi dei dati e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale”, anche in un’efficace ottica di Digital Wealth Management.

Banca Generali: Digital Wealth Management, il ruolo del capitale umano rimane centrale

La portata del cambiamento “è enorme”, come evidenziato da Gian Maria Mossa: un panorama in cui si inseriscono anche i rischi di frode – ad esempio da parte dei criptopirati – e altri aspetti quali il rischio di disintermediazione per alcuni operatori importanti e la possibilità di esclusione di una fascia di clienti più matura, meno avvezza alla tecnologia ma più facoltosa. Rimanendo in tema di Digital Wealth Management, nello scenario italiano emerge un binomio incentrato su “voglia di digitale e bisogno di consulenza”: “In questo contesto il bisogno di consulenza diventa ancora più impellente. La tecnologia è transformational e non disruptive nel nostro mondo dei servizi finanziari”. Per l’AD e DG di Banca Generali, ben venga “l’innovazione che porti con sé semplificazione, valore ai dati, e miglioramento nell’esperienza e nel servizio bancario. Ma il ruolo del capitale umano, non solo nella comprensione e nella pianificazione dei bisogni del cliente, ma anche nell’accompagnamento a questa sfida verso la nuova frontiera del fintech, resta quanto mai centrale”. Nel Digital Wealth Management, così come nel più ampio mondo dei servizi finanziari, il percorso è ancora ricco di stimoli e “la consulenza avrà sempre più il forte vantaggio di presentarsi con la flessibilità e la prontezza alla ricezione di questi input d’innovazione” insieme alla “consapevolezza di essere custodi di quanto di più caro in ogni ambito transazionale: la fiducia”, così l’AD e DG di Banca Generali al termine dell’intervento.

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