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Crisi Economica la Causa della Diffusione dei Compro Oro

Crisi economica è la principale causa della nascita e della diffusione del settore compro oro in italia, una tesi sostenuta dal fatto che moltissimi italiani in difficoltà economica sono stati costretti a vendere oro usato sotto ogni forma.
I compro oro Firenze o di qualsiasi altro luogo sono attività commerciali che hanno come business primario l’acquisto di oro usato sotto ogni forma.
La crisi economica ha indotto le persone che desiderano monetizzare il valore dell’oro contenuto in oggetti o gioielli a recarsi presso queste attività commerciali.
Questo genere di attività ha conosciuto un grande incremento del numero di operatori fino a qualche anno fa complice l’altissimo costo che l’oro aveva raggiunto e la difficile congiuntura economica che ha indotto alcune persone a monetizzare il considerevole valore raggiunto da gioielli e oggetti che possedevano sfruttando così il momento propizio per realizzare somme utili alle necessità quotidiane.
L’oro non è il solo metallo prezioso che viene acquistato da questo genere di attività commerciali, generalmente molti compro oro si occupano di acquistare anche l’argento anche se la differenza di prezzo tra i due metalli è notevole.
Oggi il prezzo dell’oro è diminuito notevolmente rispetto alle quotazioni record di agosto 2020 momento in cui la crisi economica non era ancora stata metabolizzata.
La apparente normalizzazione dell’economia ha prodotto una diminuzione di interesse nelle persone nel vendere oro che attualmente verrebbe valutato in modo decisamente minore. oltretutto il calo di acquisti del settore delle gioielleria che ormai perdura da diversi anni ha inevitabilmente condotto ad una sostanziale diminuzione dell’oro posseduto dalle persone che anche in caso di necessità non possano più contare su quella che si poteva considerare una scorta di valore di una certa consistenza.
Con la diminuzione della crisi economica chi acquista oro usato stia subendo una riduzione del volume di affari, gli anni del boom sono serviti per far conoscere questo settore in modo diffuso, questa tipologia di attività un tempo si limitava a poche gioiellerie che scontavano sull’acquisto di nuovi gioielli il valore dei gioielli vecchi che venivano ritirati.
Prima dell’avvento dei compro oro la sola possibilità di monetizzare il valore dei gioielli era quello di portarli al banco dei pegni che in cambio di una piccola parte del valore si appropriava degli oggetti preziosi ritirati se questi non venivano riscattati entro un certo periodo di tempo, cosa che avveniva molto frequentemente dato che le persone che vi ricorrevano erano sicuramente in condizioni economiche difficili da risolvere in brevi periodi di tempo.
Oggi con la diffusione di questo genere di attività su tutto il territorio e le capillari campagne pubblicitarie realizzate dai compro oro hanno reso le persone consapevoli che possano monetizzare l’intero valore dell’oro che possiedano, anche se scontato di una certa percentuale, in modo semplice e immediato con il solo obbligo di presentare un documento di identità valido che verrà registrato per comprovare la proprietà degli oggetti.
Gli operatori che hanno agito in modo corretto proponendo prezzi di acquisto dell’oro giusti anche nel periodi di maggior lavoro oggi potranno beneficiare di una clientela fidelizzata che si rivolgerà a loro consapevoli di effettuare una semplice operazione di vendita per monetizzare il valore del proprio oro.

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Compro Oro, in quali città pagano di più l’oro usato

I compro oro sono attività commerciali che si sono diffuse a causa delle ristrettezze economiche che si sono verificate con l’arrivo della crisi all’inizio del millennio, un altro fattore che ha favorito l’affermarsi di queste attività è l’alto prezzo della quotazione oro che in quegli anni raggiunto e superato più volte il proprio record storico.
Non in tutte le città i compro oro però pagano lo stesso prezzo nonostante il prezzo a cui viene rivenduto da queste attività commerciali sia lo stesso a livello nazionale.
Le differenze tra i prezzi di acquisto dell’oro usato sono si basano soprattutto sulla concorrenza che questo si fanno sul territorio.
Ma in quali città i compro oro sono disposti a pagare di più gli oggetti preziosi ?
Tra quelli che pagano meglio gioielli e oggetti in oro ci sono i compro oro Firenze, questi si sono diffusi nel capoluogo velocemente ed in gran numero.
L’elevata concorrenza che si è venuta a creare a Firenze tra i vari operatori che acquistano oro, per riuscire a convincere il cliente a vendere il proprio oro i compro oro Firenze hanno cominciato una vera battaglia sui prezzi di acquisto che ha portato il prezzo medio pagato nel capoluogo toscano ad essere tra quelli che pagano di più non solo in Toscana ma in tutta italia.
La particolare posizione di Firenze rende questa città ideale da essere raggiunta, oltretutto la diffusione di questi operatori permette a chi si reca spesso a Firenze di poter conoscere la valutazione del proprio oro da vari compro oro in poco tempo grazie alla dimensione relativa della città che può essere attraversata in breve tempo.
Questa caratteristica ha determinato la presenza a Firenze oltre che di operatori compro oro autonomi anche la presenza di molti franchising nazionali che in città hanno aperto anche più di un punto di acquisto.
L’elevato prezzo dell’oro usato a Firenze é riscontrabile anche in altre grandi città come Roma, Milano, Torino ed altre

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Attività commerciali: crescono le richieste per l’acquisto di palestre, solarium e ristoranti

Gli anni della crisi economica hanno ridisegnato il panorama della attività commerciali in Italia, mettendo in ginocchio le più piccole a favore della grande distribuzione. Ma qual è oggi la situazione del mercato italiano delle licenze? Se lo è chiesto Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) che ha analizzato tutti gli annunci di attività e licenze in vendita sul portale, scoprendo come la popolarità dei settori del food e del wellness si rifletta in un aumento della domanda per l’acquisto di ristoranti pari al 7,5%, di palestre (+3,5%) e di centri estetici e solarium (+2%).

Food blogger e chef superstar hanno risvegliato l’interesse di aspiranti imprenditori verso il mondo del cibo e dei prodotti artigianali. Nell’ultimo anno i prezzi dei ristoranti in vendita sono aumentati del 2,5% a fronte di una domanda in aumento (+7,5%) e di un’offerta in calo del 3,5%. Seppur in maniera più ridotta, anche le gelaterie e le pasticcerie sono sempre più cercate da chi vuole intraprendere un’attività commerciale: in un anno la domanda è aumentata rispettivamente del 5% e del 3%.

Nonostante il successo della grande distribuzione, sembra tenere il mercato degli alimentari: se i prezzi risultano in calo del 2%, nell’ultimo anno la domanda va di pari passo con l’offerta, aumentando del 3%. Le panetterie sembrano vivere un momento di stallo e sono sempre meno richieste, con una domanda ha segnato un -6% negli ultimi dodici mesi.

A fronte della riscoperta del buon cibo, che si riflette nella vivacità del mercato delle licenze legate alla cucina, gli italiani non dimenticano la cura del corpo: la domanda di palestre è salita del 3,5% nell’ultimo anno e i prezzi di queste attività risultano in aumento dell’1,5%. Anche parrucchieri, centri estetici e solarium rappresentano un settore molto attrattivo per gli imprenditori, al punto che la domanda è cresciuta rispettivamente del 5% e 2%.

Guardando alle attività più gettonate nell’ultimo anno i negozi di telefonia sembrano aver guadagnato interesse, essendo accessibili e veloci da avviare, supportati dal brand a cui ci si affilia: a fronte di un’offerta aumentata del 4%, la domanda ha fatto meglio crescendo del 7,5%. Al contrario hanno perso di fascino i centri di scommesse, soppiantati dalla possibilità di giocare sul web: dopo il boom degli ultimi anni, oggi l’offerta risulta cresciuta del 6% rispetto all’anno scorso e la domanda è in calo dell’8%.

Il digitale e le grandi catene hanno cambiato il destino di cartolerie e librerie, soprattutto nel caso delle piccole attività a conduzione familiare: nell’ultimo anno l’offerta è aumentata del 10,5% e la domanda risulta scesa del 6%. Resistono meglio le edicole, seppure in sofferenza, per cui si rileva una crescita dell’offerta del 3% e un calo della domanda del 5%. Per entrambe le attività i prezzi risultano ancora stabili (-1%).

Negozi di abbigliamento e ferramenta soffrono la concorrenza della grande distribuzione e la domanda per queste due attività è scesa ancora nell’ultimo anno, con un calo del 4%.

Sta mutando anche il panorama delle attività legate al mondo dei fumatori: dopo gli anni del boom, i negozi di sigarette elettroniche avevano attraversato un momento di forte crisi che però, stando alle ultime rilevazioni, sembra essere in fase di attenuazione con una domanda che torna timidamente a crescere dell’1%. Scema invece l’interesse verso le tabaccherie più classiche, attività che soffrono la difficoltà del passaggio generazionale: l’offerta risulta in crescita del 4% a cui corrisponde una uguale percentuale, ma in negativo, della domanda, a fronte di prezzi che scendono del 5%.

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BISOGNI D’ACQUISTO: IL LUSSO ACCESSIBILE TRA I PREFERITI DEI SICILIANI

Nel 2014 percentuali di crescita a doppia cifra per Sicilia Outlet Village

Presenze record per l’avvio dei saldi 2015, con fatturati superiori alle previsioni

I dati parlano chiaro: i siciliani preferiscono l’outlet di lusso. Nei primi dieci giorni del 2015 Sicilia Outlet Village – prima e unica realtà del settore nell’Isola – ha registrato un flusso di visitatori maggiore dell’11% se comparato al 2014, con un picco di presenze nei primi due weekend dell’anno di oltre 50mila persone. Un’affluenza tale da tradursi in una crescita del fatturato del 22%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: un numero sorprendente se si considera che nell’intera regione la stagione dei saldi invernali ha stentato a far decollare le vendite, come annunciato nelle ultime settimane dalle associazioni di settore. Qui le etichette registrano ribassi fino al 70% sul prezzo già scontato dal 30 al 50%, interessando l’ampia varietà merceologica degli oltre 130 negozi presenti, dall’abbigliamento sportivo al casual, dalle calzature agli accessori, fino alle ambite collezioni dei più prestigiosi marchi nazionali e internazionali della moda.
Si tratta di una significativa controtendenza economica ma la performance straordinaria del Village va letta soprattutto in una prospettiva ben più ampia: il bisogno dei siciliani, e anche di chi fa visita a questa terra, di orientare le proprie abitudini d’acquisto verso realtà commerciali che consentono di accedere ai prodotti di qualità e di moda con una concreta attenzione ai costi. La crescita di Sicilia Outlet Village è stata infatti costante nell’arco di tutto il 2014, in termini economici (+26% del fatturato rispetto al 2013), di visitatori (+15%), di flussi turistici (+20%), secondo i dati forniti dalla società di gestione Arcus Real Estate e annunciati dal suo General Manager Victor Busser Casas.
Il mix vincente di qualità, lusso e convenienza, in voga tutto l’anno, ha raggiunto alte vette di riconoscimento nel mercato siciliano: in arrivo da tutte le provincie dell’isola, ma anche da altre parti d’Italia e dall’estero, i visitatori scelgono di vivere quella “shopping experience” che trasforma i desideri in realtà, e dunque di acquistare in maniera sostenibile, senza rinunciare al fascino, alle tendenze, alle griffe.
Non solo, nel 2014 il Village ha registrato importanti aperture, portando all’interno della struttura 13 nuovi negozi. Un esempio positivo, che fa ben sperare se si pensa alle molte saracinesche chiuse nelle grandi città e nei piccoli centri.

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GooCity presenta GooCity Business, l’innovativa piattaforma di marketing che fa crescere le attività commerciali.

GooCity, il primo Social Shopping Network dedicato ai commercianti e ai loro clienti, presenta la nuova piattaforma GooCity Business. Per attirare, fidelizzare e comunicare in modo semplice ed efficace!

 

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