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Premiazione Rete Città Sane

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  • 2 Marzo 2019

La premiazione di oggi è il segno di una grande sensibilità degli amministratori locali che hanno capito che costruire città e mandare messaggi che promuovono stili di vita sani, il mangiare in maniera appropriata e iniziative che servono a mantenerci attivi per tutto il nostro percorso di vita è un’azione fondamentale e importante per la salute della comunità e dei singoli cittadini. Complimenti a tutti i cittadini che hanno seguito con entusiasmo le iniziative messe in campo dagli amministratori locali con Ats Bergamo”. Con queste parole l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera si è congratulato per i risultati raggiunti dal programma Rete Città Sane promosso da Ats Bergamo con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci e con i Comuni che, nella sala Lombardia di Ats di Bergamo sono stati premiati per essersi distinti nel corso del 2018 nella promozione della salute e del benessere dei propri cittadini.

Un’iniziativa di forte impatto – ha sottolineato il direttore sanitario di Ats Carlo Albero Tersalvicome dimostrano i numeri dei partecipanti saliti in 5 anni a 23 comuni per un totale di 330 mila cittadini, il 30% della popolazione della provincia di Bergamo, coinvolti in ben 600 azioni di prevenzione e miglioramento del benessere e della qualità della vita grazie all’impegno della propria amministrazione comunale a favore della salute. Azioni trasversali, che toccano tutta la popolazione, dall’infanzia agli anziani, attraverso pratiche di miglioramento della qualità della vita a 360°: dall’attività fisica all’alimentazione, dal consumo di alcol e tabacco alla salute mentale. Una partecipazione cresciuta in modo significativo nel corso degli anni a conferma di quanto la salute sia un patrimonio condiviso, a cui ogni ente e cittadino può contribuire prendendosi la responsabilità del proprio agire”.

L’iniziativa, a cura dell’UOS Promozione della Salute del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats di Bergamo, coinvolge i residenti dei Comuni iscritti alla Rete (Albino, Alzano Lombardo, Brignano Gera d’Adda, Bergamo, Caravaggio, Ciserano, Clusone, Cologno al Serio, Costa Volpino, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Nembro, Paladina, Ranica, Romano di Lombardia, San Paolo d’Argon, San Pellegrino Terme, Trescore Balneario, Val Brembilla e Zogno) impegnati ad attuare azioni concrete e di riconosciuta efficacia per migliorare la salute e il benessere dei cittadini, seguendo un percorso pluriennale e mettendo in atto politiche ed iniziative che coinvolgano attivamente i cittadini e le associazioni presenti sul territorio.

 

Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, sottolinea il ruolo attivo dei Comuni nel progetto Città Sane, dichiarando “coinvolgere gli Enti e le Istituzioni Locali che promuovono buone pratiche, ma anche gli stessi cittadini che si rendono protagonisti dell’attività di promozione della propria salute, risponde all’esigenza di “fare rete” nel perseguire l’obiettivo di migliorare la salute delle comunità locali”.

Il programma Rete Città Sane, nato nel 2013 ispirandosi all’iniziativa “Healthy Cities” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha l’obiettivo di migliorare la salute delle città, della popolazione e dell’ambiente, costruendo un network provinciale tra le comunità locali e l’Agenzia di Tutela della Salute per promuovere e implementare azioni eque e sostenibili per la salute, il benessere e la qualità di vita dei cittadini. Le amministrazioni comunali giocano un ruolo fondamentale in favore della salute e del benessere di tutti i cittadini nel corso di tutta la vita.

 

Sono i comportamenti corretti a fare la differenza e le ‘città sane’ sono infatti il risultato dei comportamenti adottati da amministratori, cittadini, imprenditori, operatori commerciali e dai turisti che visitano i nostri territori –  ha detto in video conferenza il Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio aggiungendo – È per questa ragione che Anci Lombardia è molto interessata alla diffusione delle buone pratiche già sperimentate grazie al progetto Rete Città Sane. Guardare con interesse a queste iniziative, per Anci Lombardia significa prendersi l’impegno, attraverso i propri dipartimenti e canali di comunicazione, di diffondere queste pratiche. Come Associazione dei Comuni lombardi stiamo per ricostituire il coordinamento tra gli amministratori, i direttori generali delle Asst e delle Ats lombarde, che diventerà un ulteriore luogo in cui riprendere e affrontare i temi che riguardano la salute dei nostri cittadini e delle nostre città”.

Uno degli elementi fondamentali della Rete è lo scambio di progettualità, idee ed esperienze fra i Comuni durante i periodici incontri di coordinamento ai quali partecipano gli amministratori, gli operatori delle amministrazioni locali e dell’Ats. Una pianificazione efficace e una più facile realizzazione delle buone pratiche è determinata anche dalla condivisione di capacità progettuali, di strumenti operativi, di conoscenze e competenze specifiche tra Comuni e Ats.

Ogni anno Ats premia con la targa “Comune che promuove salute” quei Comuni che abbiano realizzato almeno 5 buone pratiche concordate con Ats. Dal 2013 al 2018, i Comuni aderenti alla Rete hanno messo in atto circa 600 buone pratiche riconducibili a 14 diversi settori: infanzia e giovani, anziani, vulnerabilità, attività fisica, alimentazione e obesità, alcol, tabagismo, salute mentale e benessere, formazione e promozione della salute, alleanze tra istituzioni e cittadini, pianificazione urbana, trasporti, ecologia e cambiamenti climatici, abitazioni e riqualificazione urbana.

Nel corso dell’evento è stato presentato “Take 5 – 5 passi per star bene”, un programma nato sul modello realizzato nell’Irlanda del Nord dalla Belfast Strategic Partnership e dalla Public Health Agency, che coniuga la promozione del benessere mentale con quello con quello fisico.

“Ciò che facciamo quotidianamente e il nostro modo di pensare influenzano il nostro benessere – dichiara Roberto Moretti, responsabile dell’Unità di Promozione della Salute di Ats di Bergamo – Take 5 propone cinque semplici passi che, messi in pratica tutti i giorni, possono aiutare le persone a migliorare l’umore, reagire meglio alle difficoltà e stringere relazioni con gli altri. Rimani connesso, muoviti, sii consapevole, impara e dona. Un’azione al giorno per ognuno di questi 5 passi per stare bene con sé stessi, con conseguenti vantaggi sulla salute fisica.”

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Premiazione dei Comuni virtuosi della Rete Città Sane di Bergamo

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  • 28 Febbraio 2019

Nell’ambito della Rete Città Sane – promossa da Ats Bergamo con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci –  Venerdì 1° marzo 2019 dalle 15 alle 17.30, presso la sala Lombardia di Ats Bergamo, saranno premiati i Comuni bergamaschi che nell’anno 2018 abbiano realizzato almeno 5 buone pratiche per migliorare la salute e i benessere dei cittadini.
La Rete, nata nel 2013 ispirandosi ai principi del programma “Healthy Cities” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha l’obiettivo di migliorare la salute delle città, della popolazione e dell’ambiente, tramite un modello operativo sviluppato in collaborazione con i Comuni del territorio e basato su azioni eque e sostenibili per la salute, il benessere e la qualità di vita dei cittadini.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il programma “Take 5 – 5 passi per star bene”, realizzato nell’Irlanda del Nord dalla Belfast Strategic Partnership e dalla Public Health Agency e adottato in Italia da Ats di Bergamo, che propone cinque semplici passi che, messi in pratica tutti i giorni, possono aiutare le persone a migliorare l’umore, reagire meglio alle difficoltà e stringere relazioni con gli altri.
L’iniziativa è a cura dell’UOS Promozione della Salute del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS di Bergamo.
I Comuni aderenti alla Rete sono 23: Albino, Alzano Lombardo, Bergamo, Brignano Gera d’Adda, Caravaggio, Ciserano, Clusone, Cologno al Serio, Costa Volpino, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Nembro, Paladina, Ranica, Romano di Lombardia, San Paolo d’Argon, San Pellegrino Terme, Trescore Balneario, Val Brembilla e Zogno.

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Ats Bergamo: il direttore generale Massimo Giupponi nomina i componenti della nuova Direzione Strategica

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  • 12 Febbraio 2019

Sono stati nominati questa mattina dal direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi, i tre nuovi direttori che entreranno a far parte della Direzione Strategica di Ats Bergamo.

La squadra del Direttore Generale vede Paolo Giuseppe Cogliati ricoprire la posizione di Direttore Amministrativo. Classe 1966, laureato in Economia e commercio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cogliati si specializza seguendo numerosi corsi di formazione manageriale, alcuni specifici per il settore sanitario. Un percorso professionale che inizia nel settore privato, come dirigente e amministrativo di imprese e come dottore commercialista. Poi, l’approdo in ambito pubblico nel 2009 presso l’Asst Papa Giovanni XXIII, dove è stato direttore di unità complessa e struttura semplice, per poi passare nel 2016 alla direzione amministrativa dell’Ats della Brianza.

Come Direttore Socio-Sanitario Giupponi ha scelto Cristina Sarchi, 55 anni ad aprile, ex-dirigente amministrativa dell’Unità “Coordinamento delle Reti integrate dell’area socio-sanitaria” dell’Ats della Brianza, dove ha coordinato i lavori con tutti i direttori del percorso cronicità dell’Ats. Dopo la laurea in Economia e Commercio presso l’università LUISS Guido Carli di Roma, accresce la sua formazione conseguendo specializzazioni e certificazioni, l’ultima lo scorso 2018 in “Programmazione integrata dei servizi sociosanitari: analisi del bisogno ed erogazione dei servizi”. Dopo alcuni anni di lavoro nel privato e nel mondo delle associazioni, Cristina Sarchi approda nel mondo sociosanitario nel 2007 come Direttore Generale di una Residenza Sanitaria Assistenziale in provincia di Lecco, dove resta fino all’inizio dell’incarico presso l’Ats brianzola, nel 2016.

Il nuovo Direttore Sanitario è il milanese Carlo Alberto Tersalvi, classe 1963, ex-direttore sanitario dell’Asst dei Sette Laghi di Varese. Un’esperienza, la sua, maturata in anni di esperienze nel settore sanitario pubblico, presso l’Assessorato alla Sanità di Regione Lombardia e Aziende ospedaliere della regione. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, si specializza in Ortopedia e Traumatologia e, successivamente, in Igiene e Medicina Preventiva. In quest’ultimo campo vanta anni di esperienza come dirigente medico presso le aziende ospedaliere delle province di Lecco, Monza e Como.

«Ringrazio vivamente i direttori amministrativo, sociosanitario e sanitario uscenti, ovvero Adriano Vaini, Renato Bresciani e Pietro Imbrogno, e Piero Canino, responsabile dell’Area Risorse Umane, per il lavoro svolto – dichiara il Direttore Generale della Ats di Bergamo e sottolinea – Avere una squadra competente e una solida organizzazione sono alla base del lavoro che sto impostando dal mio arrivo a Bergamo, in forte sinergia con enti e realtà del territorio in un’ottica di “sistema”» I tre neodirettori entreranno in carica a partire da venerdì 15 febbraio 2019.

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L’evoluzione del Servizio Sociosanitario Lombardo

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  • 12 Febbraio 2019

Quali sono le competenze richieste a un Coordinatore delle professioni sanitarie e sociosanitarie? Quale sarà il futuro di questa importante funzione? Quali gli strumenti che consentono a questa figura manageriale di svolgere correttamente la sua strategica funzione? Questi e molti altri sono i temi di cui discuterà venerdì 15 febbraio presso l’Aula Galeotti della sede dell’Università degli Studi di Bergamo in via dei Caniana in occasione del convegno dedicato al ruolo del Coordinatore delle professioni sanitarie e sociali alla luce dell’evoluzione del Servizio Sociosanitario Lombardo. La partecipazione è libera previa iscrizione da effettuarsi sul portale web dell’Università di Bergamo (Sezione News ed Eventi).

Durante i lavori, aperti alle 9.30 da Edoardo Ezio Della Torre, Direttore SDM, Angelo Renoldi, Direttore del Master e Chiara Casadio, Coordinatore del Master e che vedono l’intervento di Massimo Giupponi, Direttore Generale ATS Bergamo e Annalisa Pennini, Direttore scientifico Format, saranno presentati i risultati emersi dalla ricerca guidata da Gaia Bassani, Professore a contratto dell’Università degli Studi di Bergamo, e da Iorio Riva, Sociologo ATS Bergamo.

In due anni, sono stati intervistati circa 200 coordinatori, analizzando l’impatto sui mutamenti organizzativi e professionali a tre anni dall’entrata in vigore della Riforma regionale. Tra le prime evidenze emerse si riscontra una sempre maggiore adesione delle Organizzazioni ai princìpi imposti dalla Riforma, a partire da una visione sistemica per la presa in carico, la continuità assistenziale delle cronicità e delle fragilità e una indispensabile integrazione tra gli interventi sanitari sociosanitari e sociali.

Sfide che impongono riflessioni accurate e che coinvolgono, in primis, la funzione di raccordo e di regia delle figure che coordinano i servizi e gli interventi. Una funzione professionale per cui SdMSchool of Management dell’Università degli Studi di Bergamo organizza il Master di I° livello “Management delle professioni sanitarie e sociosanitarie. Coordinamento e organizzazione dei servizi ospedalieri domiciliari e territoriali”, già alla sua decima edizione con oltre 300 coordinatori formati.

 

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

ore 9,30 Apertura dei lavori

Edoardo Ezio Della Torre – Direttore SDM

Angelo Renoldi – Direttore del Master

Chiara Casadio – Coordinatore del Master

ore 10,00 Presentazione degli esiti della ricerca sull’attività e le competenze del Coordinatore alla luce della Legge Regionale 23/2015

Gaia Bassani – Professore a contratto dell’Università degli Studi di Bergamo

Iorio Riva – Dirigente Sociologo ATS Bergamo

ore 10,30 La sfida dell’integrazione sociosanitaria

Massimo Giupponi – Direttore Generale ATS Bergamo

ore 11,00 Evoluzione della figura del coordinatore: funzioni di management e di leadership fra passato, presente e futuro

Annalisa Pennini – Direttore scientifico Format

ore 12,30 Chiusura lavori

Chiara Casadio – Coordinatore del Master

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News Salute e Benessere

Morbillo: Gallera, “vaccinazioni gratuite anche per adulti per contrastare aumento casi” DG Giupponi: “Superare paure e rivolgersi a centri vaccini”

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  • 2 Febbraio 2019

Nelle ultime settimane, in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale, anche in Lombardia si sta registrando un nuovo aumento del numero di casi di morbillo con l’insorgenza di diversi focolai, in prevalenza nella popolazione giovane/adulta.

Un fenomeno che si verifica con un andamento ciclico: quante più si accumulano persone non vaccinate e non immuni (che non hanno ancora contratto la malattia) tanto più si sviluppano focolai di diffusione.  Il fenomeno riguarda soprattutto le fasce che vanno fra i 25 e i 35 anni, ovvero i nati negli anni in cui l’indirizzo alla vaccinazione non era per nulla intenso.

“Appare dunque evidente che l’unica arma efficace – sottolinea l’Assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera – contro la diffusione del morbillo, malattia dagli esiti anche gravi, resta la vaccinazione di tutte le persone suscettibili. L’opera di prevenzione che Regione Lombardia sta mettendo in campo in questi anni prevede la somministrazione gratuita del vaccino anche per gli adulti.

Ma non solo: accanto all’offerta del vaccino al compimento dell’anno di vita e a 5-6 anni, viene colta l’occasione, a ogni accesso ai centri vaccinali, per offrire gratuitamente la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia a tutti gli utenti “a rischio” o vaccinati parzialmente con una sola dose”.

“La nostra campagna è resa ancora più efficace – prosegue l’Assessore Gallera – dall’indirizzo alla vaccinazione per gli insegnanti, gli operatori sanitari e i soggetti maggiormente esposti al contatto con un numero elevato di persone. L’azione specifica e mirata si avvale altresì dell’opera di informazione e di sensibilizzazione dei medici di medicina generale nei confronti dei loro assistiti”.

La tendenza nazionale è confermata anche a Bergamo, dove, nell’area territoriale di Bergamo Ovest, sono stati registrati 2 casi a fine dicembre 2018 saliti a 23 nel mese di gennaio 2019 con contagi soprattutto tra i giovani adulti, tra i 25 e i 35 anni.

Il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi coglie l’occasione per ricordare che i centri vaccinali, indicati nella sezione “Vaccinazioni” sul sito www.ats-bg.it, offrono la vaccinazione gratuita anche a tutti gli adulti e spiega “Nella nostra provincia le buone coperture vaccinali dei minori, che si attesta attorno al 93 – 94 % possono garantire una riduzione dei casi nei bambini molto piccoli. E’ però importante che procedano con la vaccinazione gli adolescenti e giovani adulti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Per questo, invito tutti a superare remore e paure infondate, e a rivolgersi al centro più vicino a casa per estirpare ogni dubbio”.

L’ultima importante epidemia che ha dato all’Italia, insieme alla Romania, il primato dei casi di morbillo a livello europeo, si è registrata nel 2017 con 4.991 casi, inclusi 4 decessi, e un’età mediana di 27 anni. Nel 2018 l’epidemia è continuata, seppur con minore intensità, con 2.526 casi e ben 8 decessi e un’età mediana di 25 anni.

Questi sono alcuni dei dati disponibili sul sito Epicentro dell’ISS, che riporta anche in sintesi i dati regionali: in Lombardia nel 2018 i casi sono stati 162, con una incidenza pari a 16,1 casi ogni 100.000 abitanti.

CHE COSA È

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un virus.

COME SI TRASMETTE

Il contagio avviene per via aerea. Il morbillo è molto contagioso e la persona malata può trasmettere il virus da 4 giorni prima fino a 4-5 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea (esantema).

COME SI MANIFESTA

Il periodo di incubazione è solitamente di circa 10-12 giorni, ma in alcuni casi può essere più lungo.
La malattia si manifesta con febbre, tosse, rinite (raffreddore) e congiuntivite (occhi arrossati); successivamente dopo pochi giorni compare l’eruzione cutanea sotto forma di macchioline rosse che dal volto si estende al corpo (esantema).

Il morbillo guarisce in pochi giorni ma in alcuni casi può dare delle complicazioni anche gravi: diarrea, otiti (infiammazioni dell’orecchio), polmoniti, encefaliti (infiammazione del sistema nervoso centrale).

La malattia può avere un decorso più grave nei bambini molto piccoli, negli adulti e nelle persone che hanno il sistema immunitario indebolito. In gravidanza può provocare danni al feto.

COME SI PREVIENE

Il morbillo può essere prevenuto esclusivamente con la vaccinazione. Il vaccino, oltre al morbillo, contiene nella stessa fiala anche il vaccino contro la parotite e la rosolia (noto come vaccino MPR). Viene somministrato di routine ai bambini al compimento del 1° anno di vita e ripetuto al 6° anno.
Per una persona non vaccinata che viene a contatto con un caso di morbillo, la vaccinazione è raccomandata perché se effettuata entro le 72 ore dal contatto con il malato in fase contagiosa può evitare lo sviluppo della malattia; se tale periodo è già trascorso la vaccinazione è comunque utile per prevenire rischi di contagio in futuro.

In caso di esposizione a un caso malato in fase contagiosa il vaccino MPR può essere fatto a partire dall’età di 6 mesi.

CHE COSA FARE

In caso di sintomatologia compatibile con il morbillo è importante rivolgersi al proprio medico curante, avvisandolo prima telefonicamente. In caso di accesso al Pronto Soccorso è importante avvisare subito il personale sanitario e fare uso della mascherina per evitare di diffondere l’infezione. Tutti i casi di morbillo devono essere confermati con accertamenti di laboratorio.

 

CENTRI VACCINALI BERGAMO E PROVINCIA

Sede Vaccinale ASST di appartenenza Comune sede vaccinale Indirizzo sede vaccinale
CV ALZANO LOMBARDO ASST DI BERGAMO EST ALZANO LOMBARDO Via Ribolla,1
CV CLUSONE ASST DI BERGAMO EST CLUSONE Via Somvico,2
CV GAZZANIGA ASST DI BERGAMO EST GAZZANIGA Via Manzoni,98
CV GROMO ASST DI BERGAMO EST GROMO Piazza Pertini,1
CV GRUMELLO DEL MONTE ASST DI BERGAMO EST GRUMELLO DEL MONTE Via Nembrini,1
CV LOVERE ASST DI BERGAMO EST LOVERE Piazzale Bonomelli,8
CV SARNICO ASST DI BERGAMO EST SARNICO Via Libertà,37
CV SERIATE ASST DI BERGAMO EST SERIATE Via Paderno,40
CV TRESCORE BALNEARIO ASST DI BERGAMO EST TRESCORE BALNEARIO Via Mazzini,13
CV VILMINORE ASST DI BERGAMO EST VILMINORE DI SCALVE Via Polini,7
CV CALUSCO D’ADDA ASST BERGAMO OVEST CALUSCO D’ADDA Via Locatelli,265
CV CARAVAGGIO ASST BERGAMO OVEST CARAVAGGIO Largo Donatori di sangue,4
CV DALMINE ASST BERGAMO OVEST DALMINE Viale Betelli,2
CV OSIO SOTTO ASST BERGAMO OVEST OSIO SOTTO Via Covour,6
CV PONTE SAN PIETRO ASST BERGAMO OVEST PONTE SAN PIETRO Via Caironi,7
CV ZANICA ASST BERGAMO OVEST ZANICA Via Serio,1
CV TREVIGLIO ASST BERGAMO OVEST TREVIGLIO Via San Giovanni Bosco,1
CV  ROMANO ASST BERGAMO OVEST ROMANO DI LOMBARDIA Via Mario Cavagnari,5-(piano terra)
CV BORGO PALAZZO ASST PAPA GIOVANNI XXIII BERGAMO Via Borgo Palazzo,130-Padiglione 6/F
CV presso OSPEDALE SAN GIOVANNI BIANCO ASST PAPA GIOVANNI XXIII SAN GIOVANNI BIANCO Via Castelli,5
CV S. OMOBONO TERME ASST PAPA GIOVANNI XXIII S. OMOBONO TERME Via Vanoncini,20
CV VILLA D’ALME’ ASST PAPA GIOVANNI XXIII VILLA D’ALME’ Viale Roma,16
CV ZOGNO ASST PAPA GIOVANNI XXIII ZOGNO Piazza Belotti,1
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Adolescenti bergamaschi e psicofarmaci: la pillola è nell’armadietto di casa

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  • 1 Febbraio 2019

Ats Bergamo, insieme a Ordine dei Farmacisti e Federfarma Bergamo, promuove un test e informazioni corrette per non sottovalutare l’utilizzo degli psicofarmaci, un fenomeno in costante crescita tra gli adolescenti, soprattutto bergamaschi. Il progetto pilota nelle farmacie del Distretto di Seriate, la campagna anche on line.

 

Il 21,2% degli studenti bergamaschi dai 15 ai 19 anni, contro la media nazionale del 18%, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza che questi siano stati prescritti loro dal medico, 3,2 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Lo rileva lo studio ESPAD condotto in provincia di Bergamo nel 2016 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa su mandato dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, in collaborazione con il proprio Osservatorio Dipendenze.

Dai farmaci che migliorano l’attenzione ai medicinali assunti per il dimagrimento a quelli che regolarizzano l’umore, con un utilizzo maggiore dei farmaci che favoriscono il sonno e il rilassamento il cui consumo senza prescrizione medica risulta in aumento: l’8,3% degli studenti bergamaschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Il 12% dei giovani ha utilizzato psicofarmaci negli ultimi 12 mesi, il 7% nel mese antecedente e il 2,2% almeno 10 volte nell’ultimo mese La cosa più grave è che la fonte di reperimento senza prescrizione è l’armadietto di casa.

Uno scenario al quale risponde Ats Bergamo grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Farmacisti e di Federfarma Bergamo.

 

Abbiamo deciso di dare il via a questa campagna insieme – annuncia il direttore generale Massimo Giupponiper informare su questo fenomeno in crescita e preoccupante. L’effetto nel medio-lungo termine degli psicofarmaci in soggetti in cui le strutture cerebrali sono ancora in fase di sviluppo è infatti poco conosciuto. Partiamo dalle farmacie del Distretto di Seriate ma l’obiettivo è di raggiungere il maggior numero di famiglie possibili. Ecco perché la campagna sarà anche digitale con la possibilità di compilare il test e raccogliere informazioni anche sul web. L’obiettivo è di aiutare i genitori a riconoscere nei propri figli adolescenti atteggiamenti riconducibili all’utilizzo, all’abuso o alla dipendenza da psicofarmaci e a chiedere aiuto”.

11 farmacie mettono a disposizione dei pazienti opuscoli informativi circa la corretta gestione in ambito domestico di psicofarmaci e un questionario da compilare in forma anonima e da riconsegnare in busta chiusa al farmacista o da compilare online sul sito di Ats nella sezione servizio farmaceutico territoriale o collegandosi QUI

«L’uso di psicofarmaci non prescritti, soprattutto in età adolescenziale, comporta rischi importanti per lo sviluppo e per la salute – commenta la dottoressa Elvira Beato, responsabile dell’Osservatorio Dipendenze di Ats BergamoGli adolescenti vivono in un contesto in cui il consumo di psicofarmaci è sempre più diffuso nel mondo adulto e non sempre è appropriato. Finalità importante e auspicabile del progetto consiste nel ridurre i rischi di un uso improprio, di abuso e di dipendenza da psicofarmaci non prescritti in età adolescenziale”.

Inoltre l’iniziativa ha l’obiettivo di rilevare i comportamenti degli adulti assuntori di psicofarmaci e di aiutarli a riconoscere se i figli assumono o sono a rischio abuso/dipendenza.

Parla con tuo figlio, soprattutto quando vedi che ha degli sbalzi d’umore – raccomanda Luca Biffi,
Responsabile dell’unità di Prevenzione delle Dipendenze del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo che raccomanda – se segnala qualcosa che non va, ascoltalo. Molte volte una buona relazione è il migliore psicofarmaco”.

 

Concludono il presidente di Federfarma Bergamo Gianni Petrosillo e il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo Ernesto De Amici : “Attraverso la raccolta dei dati e con le successive analisi, intendiamo  conoscere meglio la situazione per poter mirare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione all’uso corretto e alla conservazione di questi farmaci in sicurezza. La divulgazione di materiale informativo si svolge in un’ottica di prevenzione e di farmacovigilanza. D’ altra parte, se è vero che  una buona relazione molte volte è il migliore psicofarmaco,  è anche vero che è pericoloso permettere che si affermi la convinzione che esista una pastiglia per qualsiasi problema”.

 

In caso di dubbi il servizio Farmaceutico Territoriale di Ats di Bergamo raccomanda di chiedere aiuto al medico di base, al farmacista o al servizio per le dipendenze (SerD) del territorio di appartenenza.

 

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Ats e comuni insieme nella programmazione

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  • 26 Gennaio 2019

Si sono svolti nella giornata di giovedì 24 e venerdì 25 gennaio gli incontri di presentazione delle Regole di Sistema del 2019 per la gestione del Servizio sociosanitario lombardo. Il Direttore Generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi, ha introdotto gli incontri con gli erogatori pubblici e privati degli interventi e delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie, definendo il quadro in cui si svilupperanno le azioni contenute nel Documento delle Regole.

Tra gli obiettivi principali: la necessità dell’integrazione tra gli interventi sanitari, sociosanitari e sociali, il completamento del modello di presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche, il riordino della rete dell’offerta e il contenimento dei tempi di attesa per la fruizione delle prestazioni ambulatoriali.

 

«L’Ats di Bergamo – dichiara il Direttore Generale Massimo Giupponi ha l’obiettivo, con l’applicazione delle Regole 2019, di ridurre la frammentazione nell’erogazione dell’assistenza attraverso una visione complessiva dei processi di cura con lo sviluppo di nuove forme di coordinamento tra ospedale e territorio». Aggiunge inoltre: «La Salute non è semplicemente una questione di regole o costi, la salute è ricchezza: da qui la necessità di custodire uno dei beni più preziosi per sé e per la propria comunità. In questa dimensione, l’ATS analizza, interpreta, utilizza e restituisce i dati epidemiologici di conoscenza dei diversi fenomeni ai programmatori, agli erogatori e al territorio».

 

Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, ha sottolineato l’importanza dell’inserimento nel Documento delle Regole di una parte dedicata all’integrazione delle Politiche Sanitarie e sociosanitarie con le Politiche Sociali: «La novità di queste Regole, per noi, sistema dei Comuni, è il fatto di “esserci”. Esserci con un ruolo significativo per quel che riguarda l’integrazione delle politiche sociali con quelle sanitarie è un fatto estremamente positivo così come l’impostazione di un lavoro sinergico con la nuova Direzione di ATS».

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Bergamo: al via il tavolo Ats e sanità privata

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  • 21 Gennaio 2019

Dopo aver avviato il tavolo permanente e itinerante tra Ats e le Asst del territorio, il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi, ha convocato presso la sede di via Gallicciolli le direzioni della sanità privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale per le attività ambulatoriali e di ricovero: Casa di Cura Palazzolo, Casa di Cura San Francesco, Clinica Quarenghi,  Humanitas  Gavazzeni, Humanitas Castelli, FERB Onlus – Fondazione Europea Ricerca Biomedica Trescore, Centro Alzheimer Gazzaniga, NephroCare – Seriate, gruppo Habilita e gruppo San Donato Policlinico San Marco e Policlinico S. Pietro.

 

Sotto la lente, con l’obiettivo di attivare un sistema integrato e sinergico, il livello dei servizi offerti ai cittadini e i bisogni sanitari e sociosanitari del territorio come sottolineato al termine dell’incontro da Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo:

 

Il settore della sanità privata, è un tassello imprescindibile nell’offerta di salute e assistenza e il clima e la volontà di dialogo che hanno caratterizzato l’incontro con i vertici della sanità privata accreditata confermano che fare squadra per il cittadino è urgente e possibile. Abbiamo impostato il lavoro di squadra verso cui dirigere impegno e sforzi comuni con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi rispetto ai bisogni dei cittadini. La rete degli ospedali privati dal punto di vista numerico e del peso che hanno sul territorio esprimono una significatività che deve essere valorizzata. Coinvolgeremo quindi anche le strutture private accreditate nei tavoli dei gruppi di lavoro che partiranno a breve. il sistema di accreditamento attivato da Regione Lombardia riconosce il valore pubblico delle attività svolte anche dalle strutture private e pertanto la direzione di Ats Bergamo intende garantire attenzione e coinvolgimento anche alle strutture private in quanto titolari di un servizio ognuno con la sua competenza specifica”,

 

Corale la risposta delle strutture sedute al tavolo:

Francesco Galli, amministratore delegato Istituti Ospedalieri Bergamaschi: “Siamo molto soddisfatti della volontà di collaborazione e sinergia espressa dal dottor Giupponi, con il quale peraltro abbiamo già avuto modo di lavorare proficuamente in passato, anche nell’area dell’ATS Brianza dove era DG. Auspichiamo un’attenzione particolare al tema dell’urgenza che per noi è sicuramente tra le priorità, dovendo quotidianamente rispondere alle esigenze di salute del territorio provinciale e altresì l’ulteriore potenziamento dell’unica rete integrata territoriale che è sempre stata la forza del sistema sanitario bergamasco”

 

Enzo Vigutto, direttore generale Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto-casa di Cura San Francesco: “L’attenzione ai diversi bisogni delle persone, come realtà sanitaria cristiana ci ha sempre spinto a strutturare collaborazioni con gli altri soggetti sanitari pubblici e privati, per proporre risposte sempre più professionalmente e umanamente adeguate. Accogliamo con grande soddisfazione che questo coinvolgimento possa avvenire sin dalle fasi di programmazione, certi che rappresenterà un potenziamento dell’unica rete territoriale bergamasca”.

 

Gianbattista Martinelli, direttore generale Casa di Cura Istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo: “Ringraziamo il dott. Giupponi che, all’inizio del mandato, ci ha coinvolto in un dialogo di rete e di tavoli comuni pubblico – privato, manifestando una promessa di ascolto, soprattutto sui percorsi innovativi per la salute che le strutture private accreditate sono capaci di realizzare. Con l’impegno di tutti restano da definire le modalità di un confronto che auspichiamo paritetico, concreto e lungimirante”.

 

Giuseppe Fraizzoli, Amministratore Delegato Humanitas Gavazzeni e Castelli: “Oggi più di prima, il ruolo di un ospedale privato accreditato è rispondere al bisogno della popolazione, coordinandosi con le altre realtà territoriali. In tal senso ringraziamo il dott. Giupponi per il coinvolgimento in un dialogo di rete. La nostra sfida più grande è investire su qualità, professionalità, tecnologia, ricerca e formazione, traducendo tutto questo in un servizio per i cittadini e per le nuove generazioni. L’impatto è sì territoriale, ma facendo crescere le competenze si avvia anche un processo di apertura, con una Bergamo sempre più punto di riferimento nazionale per l’eccellenza delle prestazioni erogate”.

 

Roberto Rusconi, direttore generale della Casa di Cura Habilita e Habilita Ospedale di Sarnico “Auguro buon lavoro al dott. Giupponi, confermando che i 180 posti letto di riabilitazione neurologica di Zingonia e Sarnico e tutta l’attività delle nostre sei strutture sul territorio provinciale sono a completa disposizione della pianificazione dell’Ats per raggiungere insieme ambiziosi obiettivi in una logica di accurata spending review”.

 

Michèle Quarenghi, consigliere delegato Istituto Clinico Quarenghi «L’obiettivo condiviso fra Sanità Pubblica e Privata accreditata è di far crescere la qualità della Sanità Lombarda, in particolare nella nostra provincia. «Il coinvolgimento ai tavoli di lavoro di Ats del nostro Istituto, all’avanguardia da oltre 90 anni in ogni ambito della riabilitazione, oltre che nei servizi di diagnostica per immagini, cardiovascolare e nelle prestazioni ambulatoriali, è significativo per l’assistenza che potrà garantire, attraverso percorsi di cura sempre più accessibili e sicuri, contribuendo ad abbreviare le liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali». 

 

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1° dicembre 2018 giornata mondiale dell’HIV

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  • 26 Novembre 2018

Sono 2989 le persone che, in provincia di Bergamo al 31.12.2017 soffrono di HIV o AIDS, cioè di malattia conclamata.  Il fenomeno, fotografato dai dati messi a disposizione dal servizio epidemiologico di Ats Bergamo, per quanto ridotto rispetto al passato, è ancora presente. Per questo Ats Bergamo e ASST Papa Giovanni XXIII aderiscono alla giornata mondiale dell’HIV che ricorre sabato 1 dicembre 2018. In particolare, Ats promuove in collaborazione con la consulta degli studenti dell’Università degli studi di Bergamo la possibilità di sottoporsi al test salivare HIV, promosso dal personale sanitario del dipartimento di igiene e profilassi sanitaria (DIPS) di Ats Bergamo, in forma gratuita ed in anonimato presso le sedi universitarie bergamasche.

 

In provincia di Bergamo – rileva Livia Trezzi, responsabile dell’unità prevenzione e sorveglianza malattie Infettive di Ats Bergamo – a essere affetti da HIV e AIDS sono per il 74% persone di sesso maschile, per la maggior parte italiani. Ogni anno emergono circa 30 – 40 nuovi casi di AIDS: nel 2017 sono stati segnalati 33 nuovi casi (24 uomini e 9 donne), il 78,9% frutto di una diagnosi tardiva. Si tratta di persone che non hanno potuto beneficiare delle terapie antiretrovirali che rallentano la moltiplicazione del virus, prolungando la sopravvivenza e migliorando di molto la qualità della vita di chi risulta essere sieropositivo. Molto spesso, infatti, le diagnosi avvengono circa tra i 40 e i 59 anni, anche se l’infezione è stata contratta circa 10 anni prima”.

 

Per quanto riguarda le nuove diagnosi per infezioni da HIV, in provincia di Bergamo – come nel resto d’Italia – si registra un calo: nel 2017 sono state diagnosticate 69 infezioni da HIV contro le 105 dell’anno precedente. “Speriamo che continui così – continua Livia TrezziQuesto starebbe a significare che c’è un segnale di rallentamento della diffusione dell’HIV con la quota maschile di persone infette sempre più numerosa rispetto a quella femminile.  Un andamento positivo che resta comunque da confermare in quanto i dati necessitano di essere ancora monitorati nel tempo”.  

 

«La scienza ha fatto importanti passi avanti ma non si può abbassare la guardia. Anche se i farmaci sono molto efficaci, ancora non sono in grado di debellare l’infezione o di sconfiggere definitivamente la malattia che nel 90% dei casi viene trasmessa tramite rapporti sessuali non protetti. Un aspetto di cui si è poco consapevoli visto che negli ultimi tempi si è diffusa tra la popolazione una bassa percezione del rischio. È fondamentale, dunque, continuare un’intensa attività di informazione e prevenzione. Per questo, uniamo le forze con ASST Papa Giovanni XXIII e con la consulta degli studenti dell’Università degli studi di Bergamo per rinnovare la nostra azione di sensibilizzazione contro l’HIV» –  sottolinea Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

 

All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono in cura 2.589 persone con HIV, il 97% delle quali in terapia antiretrovirale (2.511 persone) e la quasi totalità con buona prognosi e a minimo rischio di trasmissione del virus.

 

«Per quanto riguarda la situazione nella nostra provincia, ci sono motivi per essere ragionevolmente ottimisti – ha dichiarato Marco Rizzi, direttore delle Malattie infettive dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Si registra un aumento nell’accesso alle terapie e una diminuzione nella diffusione dell’epidemia. I dati sul 2018 ci dicono che a Bergamo ci sono stati progressi significativi e che siamo per alcuni aspetti già oltre il cosiddetto “Obiettivo 90-90-90” fissato dai programmi internazionali di lotta contro l’AIDS e le infezioni da HIV. La previsione è quella di riuscire a raggiungere e superare entro il 2020 tutti e tre i target previsti: il 90% delle infezioni da HIV diagnosticate, il 90% delle persone trovate HIV-positive in trattamento e il 90% di queste ultime con carica virale soppressa. Rimane da lavorare sulla fascia residuale di soggetti che stimiamo sieropositivi, ma ancora in assenza di diagnosi. Seppur nettamente inferiore rispetto ai valori degli scorsi decenni, il ‘sommerso’ è comunque motivo di preoccupazione. La diagnosi tardiva costituisce infatti un fattore di rischio per il paziente ed è fonte di potenziale trasmissione del virus“.

 

«La consulta degli studenti dell’Università di Bergamo anche quest’anno rinnova con grande piacere la collaborazione con Ats Bergamo per effettuare test salivari HIV nelle varie sedi dell’Ateneo. I test, rapidi e gratuiti, oltre ad avere un’immediata utilità pratica, hanno la capacità di sensibilizzare gli studenti sul tema dell’HIV/AIDS e in generale sull’importanza della prevenzione, spesso sottovalutata anche dalla nostra generazione» – dichiara Claudia Mema, presidente della consulta degli studenti dell’Università degli Studi di Bergamo

 

Sarà possibile sottoporsi al test salivare HIV, promosso dal personale sanitario del dipartimento di igiene e profilassi sanitaria (DIPS) di Ats Bergamo, in forma gratuita ed in anonimato presso le seguenti sedi universitarie bergamasche:

-lunedì        26 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di Dalmine

-martedì     27 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di via Caniana, città bassa

-mercoledì 28 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di Sant’Agostino, città alta

-giovedì      29 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di via Salvecchio, città alta

 

Infine, il 1° dicembre alle 17 l’infettivologa del Papa Giovanni Serena Venturelli interverrà all’inaugurazione della mostra «HIVAIDS – Tra invisibile e visibile», promossa dall’associazione Arcigay Bergamo Cives, che da diversi anni si impegna per contrastare la diffusione del virus attraverso iniziative con istituzioni territoriali. Sculture, dipinti e istallazioni in mostra alla Gamec di Bergamo fino al 9 dicembre per raccontare l’HIV e l’AIDS evidenziandone gli aspetti più inediti e personali, al fine di coinvolgere la popolazione e di favorire la diffusione di informazioni corrette, a oggi ancora carenti. L’ingresso alla mostra è libero, da lunedì a domenica, tranne il martedì, dalle 10 alle 18.

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Influenza: al via dal 5 novembre le vaccinazioni antinfluenzali e antipneumococco

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  • 24 Ottobre 2018

5 milioni e 400 mila italiani si stima che siano stati colpiti dall’influenza del 2017-2018. E nel  2018-2019 saranno 4 i sierotipi del virus influenzale che saranno contenuti nel vaccino per contrastare la malattia. Questa si presenterà con sintomi quali: febbre all’improvviso sopra i 38 gradi, brividi, tosse e mal di gola, dolori muscolari, inappetenza. Sintomi da non confondere con la parainfluenza che da diversi giorni sta infastidendo gli italiani: si tratta di microrganismi parainfluenzali, adenovirus e rinovirus, che ogni anno attaccano tra il 4 e il 12% della popolazione.

Il vaccino quadrivalente, che Ats Bergamo e le Asst della provincia di Bergamo raccomandano a tutta la popolazione, in base a indicazioni ministeriali, contiene i quattro sierotipi del virus, al fine di contrastare efficacemente l’attecchimento della malattia.

A partire dal 5 novembre 2018 il vaccino è disponibile offerto gratuitamente a particolari gruppi di persone, in particolar modo a soggetti più fragili, bambini e anziani.

«Mai come in questi ultimi anni – sottolinea il direttore generale di Ats Bergamo, Mari Azzi:  – l’influenza è stata percepita come problema globale. Lo dimostrano l’attenzione dei media, le disposizioni internazionali e nazionali che regolamentano  la composizione stagionale del vaccino antinfluenzale e la scelta dei gruppi di popolazione da raggiungere. La campagna di vaccinazione antinfluenzale costituisce il più importante e complesso intervento di prevenzione effettuato annualmente dal Servizio Sanitario Nazionale in termini di dimensioni di popolazione raggiunta, diversità di professionalità e strutture coinvolte. I risultati che raggiungiamo sono sempre più significativi perchè sono i servizi di prevenzione locali a rendere effettivamente operativa l’offerta vaccinale.  E’ a livello territoriale che l’organizzazione e l’efficacia della campagna di vaccinazione rendono l’intero programma più o meno efficace».

La campagna di vaccinazione regionale prevede la somministrazione gratuita del vaccino ai soggetti più esposti al contagio: donne e uomini dai 65 anni in su, future mamme al secondo e terzo mese di gravidanza, bambini e adulti da 6 mesi a 65 anni con patologie croniche, operatori di servizi pubblici, forze di polizia e vigili del fuoco,  veterinari e donatori di sangue.

Il vaccino è disponibile dal 5 novembre presso i centri vaccinali delle Asst di riferimento per bambini e adulti di età inferiore a 65 anni. Gli assistiti dai 65 anni in su possono rivolgersi direttamente al proprio medico di famiglia.

«Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l’influenza e rappresenta un’importante protezione soprattutto per i soggetti a rischio come i bambini, gli anziani o le persone affette da malattie croniche. Ed è importante ripetere la somministrazione ogni anno perché il vaccino ha una protezione limitata nel tempo, pari a circa 6 – 12 mesi, e i virus influenzali mutano molto velocemente» precisa Giorgio Barbaglio, direttore sanitario di Ats Bergamo.

Sconsigliata, invece, la somministrazione ai bambini al di sotto dei sei mesi e ai soggetti in cui è in corso una malattia acuta di media o grave entità.

Giancarlo Malchiodi, direttore dell’unità Medicina preventiva nelle comunità afferente al dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria di Ats Bergamo, conclude: «Il vaccino è indicato per tutti i soggetti che desiderino evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni. Esso rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire l’influenza e ridurne le complicanze in quanto  viene controllato durante la produzione e prima dell’immissione in commercio secondo gli standard previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA)».

Per ulteriori approfondimenti il Ministero della Salute ha dedicato la sezione FAQ – Influenza e vaccinazione antinfluenzale sul portale www.salute.gov.it mentre sul portale di Ats Bergamo www.ats-bg.it è disponibile il “manifesto antinfluenzale e antipneumococco”, vademecum per l’anno 2018 – 2019.

 

VACCINI IN GRAVIDANZA

Accanto alla vaccinazione anti-influenzale, l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo continua a promuovere la campagna “Mamma proteggi il tuo bambino. Prima che nasca!”, dedicata a informare e sensibilizzare le donne al sesto mese di gravidanza sull’importanza di vaccinarsi contro la pertosse. Per vaccinarsi contro la pertosse, malattia infettiva che attacca le vie respiratorie molto pericolosa soprattutto per i neonati fino a 1 anno d’età, è sufficiente fare richiesta al proprio ginecologo del  trivalente  Difterite-Tetano-Pertosse (DTPa).

Il periodo ideale di somministrazione è la 28esima settimana in quanto gli anticorpi della madre riescono a raggiungere il nascituro e lo proteggono almeno fino ai 6 mesi di vita, quando poi il bambino completerà il ciclo vaccinale primario irrobustendo il proprio sistema immunitario. È necessario che si vaccinino anche le donne incinte che sono già state vaccinate o che hanno contratto in passato la malattia per dare a loro stesse e al bambino una difesa rinnovata contro la pertosse. La vaccinazione anti-influenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne che all’inizio della stagione epidemica dell’influenza si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza

 

Per tutti i vaccini da assumere in gravidanza: http://percorsonascita.ats-bg.it

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Bergamo si confronta sulla tutela della salute: ieri oggi e domani

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  • 13 Ottobre 2018

Il servizio sanitario compie 40 anni. Un momento utile per condividere e costruire il futuro con l’attenzione rivolta verso i bisogni effettivi dei cittadini, gli aspetti economico-sociali. Sotto la lente i cambiamenti sia organizzativi sia tecnologici per arricchire il sistema salute di nuovi saperi, nuove pratiche e nuove figure professionali.

 

In occasione dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale venerdì 19 ottobre dalle 9 alle 13 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo, in Citta Alta ex Chiesa di S. Agostino, si terrà il convegno “Tutela della salute: ieri oggi e domani”,  promosso dal Tavolo per lo sviluppo e la competitività di Bergamo sulla salute, nell’ambito della collaborazione tra ATS Bergamo, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, ASST Papa Giovanni XXII, Humanitas Gavazzeni, Istituti Ospedalieri Bergamaschi,  Camera di Commercio, Confindustria Bergamo, Imprese&Territorio e Università degli Studi di Bergamo.

 

Dopo i saluti di Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Giorgio Gori sindaco della città, e Paolo Malvestiti Presidente della Camera di Commercio di Bergamo, i lavori saranno suddivisi in due sessioni: la prima concentrata sul Servizio Sanitario Nazionale e i cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi 40 anni grazie alle testimonianze video di Giancarlo Borra, membro della Commissione Sanità della Camera dei deputati per circa 8 anni, Carlo Saffioti,  per lunghi anni Presidente della Commissione Sanità nel Consiglio regionale lombardo, relatore del primo Piano Sanitario Regionale, nonché estensore della Legge Regionale n. 31/1997 e di Vittorio Carreri, già docente all’Università Bocconi (SDA) e alle Università degli Studi di Milano e Pavia, nonché autore di testi autorevoli, insignito della Medaglia d’Oro al merito della Sanità pubblica nel 2003.

 

Fino al 23 dicembre del 1978, giorno in cui con l’approvazione delle legge 883 fu sancita l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso alle cure era garantito dalle casse mutue. Ogni categoria professionale era obbligata a iscriversi alla propria, insieme ai familiari a carico. Così si otteneva la tutela contro le malattie sul lavoro e il rimborso delle spese ospedaliere.  Il diritto alla salute era dunque basato sulla condizione di lavoratore e non su quella di cittadino e l’entità dei contributi e la qualità delle prestazioni variavano sensibilmente a seconda della cassa di appartenenza.  Ma il sistema non resse: le spese superavano le entrate e molte casse finirono in bancarotta, schiacciate dai debiti. Da qui l’idea del governo Andreotti (ministro della Sanità era Tina Anselmi) di far nascere il Servizio Sanitario Nazionale, che finì per assorbire i debiti contratti singolarmente dalle casse mutue.  I principi fondanti erano: universalità, uguaglianza, gratuità, globalità dei servizi offerti, solidarietà, democraticità, controllo pubblico e unicità (niente privati).

 

Una Riforma che, alla luce dei suoi 40 anni, sarà ripensata guardando oltre, verso il futuro con nuove prospettive puntando sull’innovazione grazie agli interventi di:

Mario Calderini, Dipartimento Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano,

Carlo Lucchina, Esperto in Sistemi della Sanità,

Gianmaria Martini, Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione, Università degli Studi di Bergamo,

Andrea Remuzzi, Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione, Università degli Studi di Bergamo,

Stefano Tomelleri, Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università degli Studi di Bergamo.

 

A concludere, una tavola rotonda con i rappresentanti del sistema socio sanitario territoriale: direttori generali di Ats Bergamo, Mara Azzi, Asst Papa Giovanni XXIII, Carlo Nicora, Asst Bergamo Papa Giovanni XXIII, Francesco Locati, Asst Bergamo Ovest, Elisabetta Fabbrini, amministratore delegato e direttore generale di Humanitas Gavazzeni Castelli Giuseppe Fraizzoli, amministratore delegato degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi, appartenenti al Gruppo ospedaliero San Donato, Francesco Galli e Orazio Amboni, “Comitato di Progetto del Tavolo per lo Sviluppo e la Competitività”.

 

La mattinata di studi, affidata alla segreteria scientifica e organizzativa di Caterina Rizzi, direttore del dipartimento di ingegneria gestionale, dell’Informazione e della produzione dell’Università degli Studi di Bergamo, coordinatore del Tavolo per lo sviluppo e la competitività di Bergamo sulla Salute,  rientra negli eventi di celebrazione dei 50 anni di fondazione dell’Università degli Studi di Bergamo, gode del patrocinio dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Bergamo, è a partecipazione libera e gratuita fino ad esaurimento posti ed è dedicata a operatori sanitari, politici rappresentanti di Istituzioni e Associazioni che operano nel settore sanità, studenti, docenti universitari e tutti i cittadini.

 

Per informazioni e iscrizioni: [email protected] indicando nome, cognome ed eventuale affiliazione.

 

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6° Global Healthy Workplace Awards&Summit – Sicurezza sul lavoro, scelti i finalisti internazionali

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  • 5 Luglio 2018

Promuovere la salute e la sicurezza sui posti di lavoro è un obbligo per le aziende di tutto il mondo. Ma anche, da qualche anno, un’opportunità per essere riconosciuti e premiati a livello internazionale. E’ questo il senso del Global Center for Healthy Worplaces, l’ente di certificazione che per il 6° anno consecutivo organizza il Global Healty Workplace Awards & Summit, un premio, appunto, da assegnare alle imprese internazionali più virtuose. Due giorni di massimo fermento culturale, il 6 e il 7 settembre 2018, sui temi dello stile di vita e la salute, tra le Mura venete, patrimonio dell’Unesco e le bellezze storiche della città di Bergamo, grazie al programma avviato da Ats Bergamo con la collaborazione di Confindustria Bergamo.

Nella suggestiva cornice dell’ex chiesa di Sant’Agostino, Aula Magna dell’Università degli studi di Bergamo, saranno premiate le aziende più virtuose al mondo, suddivise nelle categorie Piccole e Medie Imprese, Grandi Imprese e Imprese Multinazionali. Un’europea, un’asiatica due americane e due australiane, due vincitrici per ogni categoria: queste le provenienze delle 6 aziende finaliste, selezionate per la serata finale.

Per la categoria Piccole e Medie Imprese si contenderanno il premio AB May (USA) e VitaS (Belgio); per la categoria Grandi Imprese, l’Ospedale Alemão Oswaldo Cruz (Brasile)e la National Environment Agency di Singapore, e per la categoria Imprese Multinazionali, le australiane Lendlease e Flight Center Travel Group.

I finalisti presenteranno il loro programma al Summit di Bergamo il 6 e 7 settembre 2018 per giocarsi la possibilità di ottenere il riconoscimento nella rispettiva categoria, come azienda con il miglior programma di promozione della salute sul lavoro in tutto il mondo.

 

La giuria che sceglierà i vincitori di questa edizione è formata da: Stephen Bevan, Institute for Employment Studies UK, Alberto Jose Niituma Ogata, ABQV Brazil, Joseph A. Leutzinger, Health Improvement Solutions USA, Edieth Essie Clarke, M.Ed Sci Occupational Health, FZ Safety & Healty Centre of Ghana e dalla prof. Cordia Chu AM, Centre for Enviornment and Population Health, Griffith University Australia.

 

Tra i partecipanti della Rete WHP Bergamo ammessi, anche se non giunti in finale, ci sono la Alfa Laval Olmi di Suisio, la Rulli Rulmeca di Almè, la Sanpellegrino di San Pellegrino Terme, il gruppo Evoca con diverse sedi in provincia, il gruppo IVS, la Lucchini RS di Lovere e la Sneider Electric, gruppo francese con uno stabilimento a Stezzano.

Dopo le edizioni di Londra, Shanghai, Florianopolis (Brasile), Washington DC e Singapore, il Global Healty Workplace Awards & Summit arriva a Bergamo, grazie ad  Ats Bergamo che, con la collaborazione di Confindustria Bergamo, fin dal 2012, ha attivato il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia, diventando modello virtuoso anche a livello europeo. Iscritti alla rete Bergamo ci sono 125 luoghi di lavoro con circa 30.000 lavoratori coinvolti,

Alle giornate del 6 e 7 settembre prenderanno parte esperti di fama internazionale dall’organizzazione mondiale della sanità, dalla banca mondiale. Sarà quindi un’occasione per parlare di tutti i temi che riguardano la salute e la sicurezza sui posti di lavoro, dallo sviluppo di programmi innovativi per promuovere salute e benessere al lavoro, alle nuove sfide aperte dall’Intelligenza Artificiale nella promozione del benessere, fino agli investimenti in salute e ai fattori di successo e gli elementi innovativi rilevati nella creazione di ambienti di lavoro salubri.

Per maggiori informazioni e iscrizioni, è possibile consultare il link: https://www.globalhealthyworkplace.org/event/6th-global-healthy-workplace-summit-bergamo-2018/

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Piani di zona 2018-2020: La nuova programmazione sociale locale

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  • 20 Giugno 2018

Entro il 30 giugno 2018 l’ATS di Bergamo invierà a Regione Lombardia i Piani di Zona 2018-2020 degli Ambiti Territoriali.

Il Piano di Zona, una sorta di piano regolatore delle politiche sociali, è lo strumento programmatorio attraverso il quale gli Ambiti Territoriali dell’ATS di Bergamo, in forma associata e in collaborazione con altri soggetti che a diverso titolo sono attivi sul territorio, progettano un piano integrato di interventi per realizzare la rete locale di servizi sociali. Questo significa far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati, per l’attuazione di interventi a favore di anziani, disabili, minori e famiglie, ma anche di interventi relativi a politiche giovanili e prevenzione, disagio adulto, salute mentale.

Una novità significativa per questa nuova triennalità è che i Piani di Zona dovranno ricomprendere nella loro programmazione anche i nuovi provvedimenti nazionali e regionali per il contrasto alla povertà (Re.I-Reddito di Inclusione), per il sostegno a persone affette da grave disabilità ma prive del sostegno familiare (Dopo di Noi) e per il welfare abitativo.

Per i cittadini bergamaschi questa è una notizia importante: basti pensare che nei 243 Comuni del territorio dell’ATS di Bergamo l’investimento per i Servizi Sociali ammonta a più di  140 milioni di Euro all’anno ed è garantita per il 74,06% dai Comuni stessi, per il 10,68% dalla compartecipazione alla spesa da parte del cittadino e solo dal restante 15% da trasferimenti nazionali e regionali a favore dei Comuni associati.

I Comuni dell’ATS di Bergamo hanno aumentato costantemente negli anni la spesa per l’investimento sociale: in dieci anni sono passati da 90 milioni agli attuali 140 milioni di Euro all’anno, registrando un aumento delle risorse allocate nelle aree disabilità, minori e famiglie.

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Bergamo cardioprotetta, Ats installa due defibrillatori per le sue sedi a Bergamo

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  • 14 Giugno 2018

Salgono a 135 i defibrillatori in città. 16 operatori Ats già abilitati all’utilizzo. Presto un nuovo corso di formazione per altri 15.

Ats Bergamo ha installato due nuovi defibrillatori nelle sue due sedi cittadine di via Galliccioli 4 e via Borgo Palazzo 130. Gli apparecchi salvavita saranno a disposizione della cittadinanza in caso di improvviso arresto cardiaco all’interno delle strutture o nelle immediate vicinanze. Un ulteriore passo verso Bergamo cardioprotetta: ad oggi, secondo la rilevazione aggiornata a giugno 2018 di Areu, l’Azienda Sanitaria con il compito di promuovere l’evoluzione del sistema di emergenza e urgenza sanitaria sul territorio della Regione Lombardia, sul territorio Bergamasco sono presenti 950 defibrillatori di cui 135 in città e i restanti nei comuni della provincia. Numeri destinati a crescere in quanto l’installazione degli apparecchi è in continua evoluzione. Parallelamente all’installazione, in Ats prosegue la formazione rivolta agli operatori per insegnare il corretto utilizzo degli apparecchi salvavita in caso di un improvviso arresto cardiaco. Gli operatori già abilitati sono 16 e altri 15, tra cui il direttore generale, Mara Azzi, e tutti i vertici della dirigenza, sono già stati selezionati per un nuovo corso di formazione che li porterà presto ad avere l’abilitazione.

La presenza del defibrillatore è obbligatoria dal 2017 per le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche e per gli impianti sportivi. L’obbligo non è ancora stato esteso alle sedi delle Agenzie di Tutela della Salute, tuttavia Ats Bergamo ha deciso di dotarsi dei due nuovi apparecchi che, in caso di necessità, potranno essere utilizzati anche per soccorrere persone che si trovano all’esterno delle strutture dell’agenzia.

Grazie alla mappatura dettagliata dei defibrillatori presenti in città, in caso di necessità, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, il 118 può comunicare la presenza del defibrillatore più vicino; una pratica salvavita per intervenire con estrema tempestività.

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“Crescere in Salute”, il portale web dedicato alla salute dei bambini

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  • 30 Maggio 2018

Al via una campagna di sensibilizzazione rivolta alle famiglie coordinata da Ats Bergamo. L’informazione sulla salute di bambini e adolescenti e sui servizi offerti da pediatri di famiglia e Asst del territorio in rete sul web, nelle farmacie e nelle sale d’attesa degli ospedali. Obiettivo: orientare i genitori in un accesso più appropriato dei servizi offerti dai pediatri di famiglia e dalle ASST del territorio.

“Crescere in salute” è il portale realizzato da Ats Bergamo in collaborazione con le ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo Ovest, Bergamo Est per informare sui servizi offerti dalla rete pediatrica (Pediatri di famiglia e ospedalieri) della provincia e rispondere alle domande di tanti genitori sulla salute del bambino.

Consultabile sul sito  http://www.ats-bg.it, Crescere in salute sarà attivo dal 1° giugno, Global Day of Parents http://www.un.org/en/events/parentsday/index.shtml , in concomitanza con l’avvio di una campagna di informazione che prevede la collaborazione di farmacie e strutture sanitarie del territorio per la distribuzione di materiale informativo.

Questa iniziativa, nata nell’ambito della definizione delle regole di sistema per la gestione del servizio socio-sanitario 2017,  scaturisce dall’utilizzo generico e sempre più indiscriminato della rete da parte delle famiglie che approdano spesso ad informazioni non sempre sostenute da fondamenti scientifici e dunque pericolose per la salute dei più piccoli. Per questo motivo Regione Lombardia ha chiesto alle Ats di sviluppare e coordinare insieme alla rete pediatrica provinciale un sito web dedicato alle famiglie di bambini e adolescenti, per fornire loro un’informazione più efficace in grado di orientarli nell’accesso più appropriato dei servizi offerti dai pediatri di famiglia e dalle ASST del territorio.

Il progetto di Ats Bergamo è stato sviluppato dal Direttore del Dipartimento Cure Primarie, Dr Vito Brancato, insieme a due pediatri di famiglia individuati come referenti per la categoria, Marina Balestra e Luigi Greco, e ai rappresentanti delle 3 ASST della provincia, tutti specialisti pediatri: Angelo Di Giorgio, Dirigente Pediatra ASST Papa Giovanni XXIII, Mario Rubino, Dirigente Pediatra ASST Bergamo Est, e Francesco Morandi, Responsabile UOC Pediatria ASST Bergamo Ovest.

Accedendo alla pagina web si ha la possibilità di consultare il materiale scientifico e informativo, anche grazie all’ausilio di filmati, suddiviso in 10 aree tematiche: Adolescenti – Alimentazione – Allergia – Neonati e lattanti – Emergenza – Malattie – Rete pediatrica – Stili di vita corretti – Scuola – Vaccinazioni.

“L’intero sistema bergamasco della pediatria si è mobilitato per questo progetto, che è di fondamentale importanza per la tutela della salute dei nostri bambini. In una società in cui ormai la rete offre ogni tipo di notizie, spesso incontrollate, le famiglie hanno invece la necessità e il diritto di poter accedere a informazioni utili, sicure e certificate. E’ bene però ricordare che questo sito vuole essere un supporto alle famiglie, senza sostituirsi alla competenza e ai consigli dei pediatri”, sottolinea Mara Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo.

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6° Global Healthy Workplace Awards&Summit

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  • 26 Maggio 2018

Da tutto il mondo a Bergamo per premiare Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dopo Londra 2013, Shanghai 2014, Florianopolis (Brasile) 2015, Washington DC 2016, Singapore 2017, il Global Center for Healthy Worplaces, ente di certificazione internazionale, sceglie Bergamo, per la prima volta nella sua storia, come meta del 6° Global Healty Workplace Awards & Summit.

L’evento, in programma il 6 e il 7 settembre 2018,  celebra e premia a livello mondiale le aziende che più si sono impegnate, in accordo con il modello di azione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella promozione della salute nei luoghi di lavoro.

La scelta di Bergamo non è casuale: ATS Bergamo infatti, grazie all’alleanza con Confindustria Bergamo, ha attivato nel 2012 il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia, diventando modello virtuoso anche a livello europeo.

I temi del Summit, illustrati in presenza del direttore della Scuola di Affari Internazionali degll’Istituto di Studi politici di Parigi, già presidente del Consiglio dei ministri italiano, Enrico Letta,  e di numerosi esperti di fama internazionale, spazieranno dallo sviluppo di programmi innovativi per promuovere salute e benessere al lavoro, alle nuove sfide aperte dall’Intelligenza Artificiale nella promozione del benessere, fino agli investimenti in salute e ai fattori di successo e gli elementi innovativi rileavti nella creazione di ambienti di lavoro salubri.

il Premio viene assegnato a due aziende multinazionali, due medie imprese e due piccole aziende da una giuria d’eccellenza: Stephen Bevan, Institute for Emplyment Studies UK, Alberto Jose Niituma Ogata, ABQV Brazil, Joseph A. Leutzinger, Health Improvement Solutions USA, Edieth Essie Clarke, M.Ed Sci Occupational Health, FZ Safety & Healty Centre of Ghana e dalla prof. Cordia Chu AM, Centre for Enviornment and Population Health, Griffith University Australia.

 

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XXI Giornata Nazionale su Donazione e Trapianto di Organi, Tessuti e cellule

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  • 23 Maggio 2018

ATS Bergamo, in collaborazione con tutte le strutture ospedaliere del territorio, pubbliche e private accreditate che contribuiscono all’eccellenza dell’attività di donazione e trapianto del territorio di Bergamo, dedica al cittadino la campagna “Dal tuo dono una nuova vita”. In occasione della Giornata del 27 maggio informazioni a tappeto e sui social.

In occasione della “Giornata nazionale della donazione degli organi” domenica 27 maggio 2018 il sistema sanitario bergamasco che ogni giorno  contribuisce all’attività di donazione trapianto di organi e tessuti si unisce e promuove la campagna di sensibilizzazione “Dal tuo dono una nuova vita”.

E lo fa con la pubblicazione di un pieghevole informativo, realizzato da Ats Bergamo grazie al Coordinamento delle attività di prelievo/trapianto di organi e tessuti per la provincia di Bergamo e alla sinergia tra tutte le strutture ospedaliere alla base dell’attività di donazione e trapianto in provincia di Bergamo. Ats, il Coordinamento Trapianti e le aziende ospedaliere pubbliche ASST Bergamo Est / Bergamo Ovest / Papa Giovanni XXIII e private accreditate Humanitas Gavazzeni, Policlinico San Marco e Policlinico San Pietro) insieme nella campagna nazionale “Diamo il meglio di noi, su donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule.

Inoltre, il pieghevole sarà inviato ai Gruppi di Cammino della provincia di Bergamo, più di 500 persone, che – come spiega la dott.ssa Giuliana Rocca Direttore UOC Promozione della Salute del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats di Bergamo- postano quotidianamente sulla pagina FB e sul profilo Instagram dei Gruppi le esperienze dei camminatori con l’hashtag dedicato #GruppiDiCammino e #IoCamminoPerchè, raccontando il territorio e promuovendo corretti stili di vita ispirati alla salute e al benessere e in questa occasione la donazione d’organi”.

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La salute nelle città come bene comune

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  • 21 Maggio 2018

A Bergamo il 9 giugno 2018 presso la Sala del Mosaico della Camera di Commercio si confrontano i massimi esponenti delle istituzioni sanitarie regionali, del management dell’ATS di Bergamo, del Comune di Bergamo, i clinici, gli esponenti di associazioni di pazienti, i ricercatori e le imprese del settore Salute sul tema della salute nelle città.

Il convegno è organizzato da ATS di Bergamo e Comune di Bergamo in collaborazione con l’Associazione Diabetici Bergamaschi e l’Associazione NOI insieme per i diabetici insulino-dipendenti con il patrocinio di OMCeO di Bergamo e dell’Health City Institute e con il contributo non condizionante di Novo Nordisk nell’ambito del progetto internazionale Cities Changing Diabetes®.
Apre i lavori Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia. Interverranno inoltre Mara Azzi, Direttore Generale di ATS di Bergamo, Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, Roberto Pella, Vicepresidente Vicario ANCI, Guido Marinoni, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Bergamo.

I cambiamenti demografici in corso, che includono l’urbanizzazione, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento della popolazione e l’isolamento sociale si riflettono in una crescita costante della prevalenza del diabete. Il diabete è una delle malattie croniche a più ampia diffusione nel mondo e costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca. Nelle città vivono oggi i due terzi delle persone affette da diabete; questo fenomeno, noto come Urban Diabetes, è un problema emergente anche in Italia visto che nelle 14 Città Metropolitane risiede il 36% della popolazione del Paese e circa 1,2 milioni di persone con diabete. A Bergamo sono 6.000 le persone con diabete e nell’intera provincia oltre 50.000.

Da qui la necessità di mettere in atto nelle aree urbane una strategia integrata, finalizzata a costruire un’idea di città come “promotore della salute”, attraverso un approccio multilivello che comprenda iniziative di vario genere, sociali prima ancora che sanitarie. In tale direzione ATS Bergamo e Comune di Bergamo hanno aderito al progetto Cities Changing Diabetes® adottando il Manifesto della Salute nelle città, documento elaborato dall’Health City Institute in collaborazione con Ministero della Salute e ANCI, che delinea le azioni da intraprendere per studiare i determinanti della salute nelle Città e migliorare la qualità di vita dei cittadini.

Il progetto Cities Changing Diabetes, primo progetto mondiale di Urban Diabetes; è un programma di parnership promosso dall’University College of London e dallo Steno Diabetes Center danese con il sostegno di Novo Nordisk ed ha l’obiettivo di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello nazionale e locale, i decisori politici a considerare come prioritario il tema dell’Urban Diabetes.

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“Giovani Spiriti” in festa

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  • 15 Maggio 2018

Conclusione del progetto di prevenzione delle dipendenze nelle scuole orobiche.

12 istituti scolastici, 2.750 studenti, 70 docenti. Questi sono i numeri 2018 di #GiovaniSpiriti, il progetto di prevenzione di Ats Bergamo in collaborazione con le  ASST  PG 23 e Bergamo Est, Ufficio Scolastico di Bergamo, Associazione Genitori Atena, Politiche Giovanili Comune di Bergamo, Progetto Safe Driver, Polar Tv e Compagnia teatrale La Pulce, giunto alla sua ottava edizione che ha coinvolto, nel corso di questi anni, scuole superiori, centri di formazione professionale e istituti per un totale complessivo di 18.720 studenti, 570 insegnanti e 950 genitori.

Il progetto è entrato nelle scuole della città e della provincia con iniziative mirate alla prevenzione delle dipendenze delle giovani generazioni, dalle droghe all’alcool, agli incidenti stradali correlati all’uso di sostanze, fino al gioco d’azzardo e l’utilizzo smodato dismartphone e offensivo dei social network, essendo la prevenzione, da sempre, fra gli obiettivi primari di Ats Bergamo.

Venerdì 18 maggio allo Spazio Polaresco di Bergamo con la premiazione delle classi che hanno vinto il concorso video (18 quelli partecipanti) e degli studenti che daranno vita al contest dei cocktail analcolici, si festeggerà il momento conclusivo del progetto #GiovaniSpiriti che ha visto momenti di formazione dei docenti, fino ai lavori in classe, con l’obiettivo finale di sviluppare negli studenti alcune importanti abilità di vita, tra cui la capacità di relazionarsi agli altri pensando con la propria testa e sviluppare un senso critico verso le comunicazioni ingannevoli legate a possibili comportamenti a rischio.

Per informazioni www.ats-bg.it.

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Il carcinoma polmonare: una sfida possibile?

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  • 9 Marzo 2018

Saranno presentati sabato 10 marzo i dati aggiornati sui tumori polmonari in provincia di Bergamo. Elaborati dal Servizio epidemiologico di ATS Bergamo, i dati saranno resi noti e analizzati nel corso dell’appuntamento annuale del DIPO – Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico. La rete, coordinata dall’ASST Papa Giovanni XXIII, riunisce da anni gli specialisti delle Unità di Oncologia di tutte le strutture sanitarie della provincia di Bergamo, per consentire ai pazienti di accedere ai trattamenti più aggiornati e innovativi.

Il tumore del polmone è uno dei più frequenti nei paesi industrializzati. Rappresenta in Italia la principale causa di morte tumorale con il 20% dei decessi sul totale di tutti i decessi tumorali. Infatti è il tumore più frequente per mortalità nel genere maschile (27% sul totale di tutti i decessi tumorali) e il terzo nel genere femminile (11% sul totale di tutti i decessi tumorali). Per quanto riguarda invece l’incidenza in Italia si colloca al terzo posto sia nel genere maschile che in quello femminile.

“In Provincia di Bergamo – spiega Giuseppe Sampietro, Servizio Epidemiologico di Ats Bergamo –  si registrano mediamente ogni anno 434 decessi tra i maschi e 181 tra le femmine. Anche per la nostra provincia rappresenta la più importante causa di morte tra gli uomini (25% di tutti i decessi tumorali) e si colloca al terzo posto fra le donne (12% di tutti i decessi tumorali). Per quanto riguarda l’incidenza, si registrano ogni anno 523 nuove diagnosi tra i maschi e 205 tra le femmine, rappresentando così il secondo tumore più diagnosticato tra gli uomini (15% sul totale dei tumori diagnosticati) e il terzo tra le donne (7,5% di tutti i tumori diagnosticati”).

Gli studi condotti dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum), di cui fa parte anche il Registro Tumori di Bergamo, evidenziano, sia per la mortalità che per l’incidenza, un andamento temporale in decremento tra i maschi e in costante incremento tra le femmine. Questo dato è da porre in relazione al diverso andamento dell’abitudine al fumo nei due sessi negli ultimi due decenni.

“Rispetto alle altre realtà del nord Italia, – conclude Giuseppe Sampietroil tumore del polmone in provincia di Bergamo presenta una mortalità e un’incidenza sovrapponibile”.

Il fumo di sigaretta rappresenta il più consistente e riconosciuto fattore di rischio. Altri fattori di rischio sono: il fumo passivo, esposizione a radon, asbesto e metalli pesanti, quali cromo, cadmio e arsenico.

“Gli ultimi dati confermano una tendenza già in atto da alcuni anni: il tumore al polmone è sempre più un nemico temibile per le donne. Non a caso la nostra Conferenza annuale 2018 si tiene proprio a ridosso della Festa dell’8 marzo – ha dichiarato Roberto Labianca, direttore del Cancer Center dell’ASST Papa Giovanni XXIII e del Dipartimento Interaziendale Oncologico della Provincia di Bergamo – Ancora una volta fare rete tra strutture del territorio ci permetterà di fare il punto su metodi di diagnosi, studi aggiornati e terapie innovative, mettendo in comune risorse preziose per sempre nuovi progressi nella lotta ai tumori”.

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Comunicati

“Rete delle Città Sane”: ATS Bergamo e Comuni insieme per promuovere la salute dei cittadini

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  • 2 Marzo 2018

Dall’avvio del progetto nel 2013 ad oggi sono 500 le Buone Pratiche messe in atto per migliorare la salute della città, della popolazione e dell’ambiente. L’ATS di Bergamo ha attivato nel 2013 un programma di promozione della salute che sta coinvolgendo progressivamente i Comuni della provincia.

Nell’ambito del Programma Rete delle Città Sane dell’ATS di Bergamo, nella Sala Lombardia dell’ATS di Bergamo, via Gallicciolli 4 – sono stati premiati i 21 Comuni che nel 2017 si sono distinti nella promozione e nel miglioramento della salute e del benessere dei propri cittadini. I Comuni premiati sono: Albino, Alzano Lombardo, Brignano Gera d’Adda, Bergamo, Caravaggio, Ciserano, Cologno al Serio, Costa Volpino, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Nembro, Ranica, Romano di Lombardia, San Paolo d’Argon, San Pellegrino Terme, Trescore Balneario, Val Brembilla e Zogno.

La Rete delle Città Sane dell’ATS di Bergamo nasce nel 2013 e si ispira ai principi del Programma “Healthy Cities” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obiettivo è migliorare la salute delle città, della popolazione e dell’ambiente, tramite un modello operativo creato in collaborazione con i Comuni del territorio e basato su azioni eque e sostenibili per la salute, il benessere e la qualità di vita dei cittadini.

Ogni anno ATS premia con la targa “Comune che promuove salute” quei Comuni che abbiano realizzato almeno 6 Buone Pratiche per migliorare la salute e il benessere dei propri cittadini, concordate con ATS. Con Rete Città Sane, infatti, ATS propone un’ampia gamma di Buone Pratiche raggruppate in 14 aree: infanzia e giovani, anziani, vulnerabilità, attività fisica, alimentazione e obesità, alcol, tabagismo, salute mentale e benessere, formazione e promozione della salute, alleanze tra istituzioni e cittadini, pianificazione urbana, trasporti, ecologia e cambiamenti climatici, abitazioni e riqualificazione urbana. Azioni e risultati di queste Buone Pratiche vengono documentate con delle schede di rendicontazione redatte dai Comuni.

Nel corso dell’evento sono stati presentati due temi che saranno oggetto di approfondimento e della realizzazione di interventi specifici nel corso del 2018: l’importanza dei primi 1000 giorni di vita e la promozione dell’attività fisica nell’età della preadolescenza e adolescenza.

Il dott. Leonardo Speri, psicologo, già Responsabile del Servizio Promozione ed Educazione della Salute ULSS 20 di Verona, ha presentato il programma Genitoripiù che prevede 8 azioni per la salute del bambino. I primi anni di vita, sono fondamentali perché sono le basi sulle quali l’individuo costruirà il resto della propria esistenza. Problemi di salute (come obesità, malattie cardiovascolari, problemi di salute mentale) e sociali (come dispersione scolastica, disoccupazione) hanno le radici nella gravidanza e nella prima infanzia.

Il secondo tema affrontato, la promozione dell’attività fisica nell’età della preadolescenza e adolescenza è altrettanto rilevante; l’obiettivo di ATS è combattere la sedentarietà e prevenire l’abbandono dell’attività fisica specialmente da parte delle ragazze. Proprio in tal senso le amministrazioni comunali, insieme alle scuole e alle associazioni del territorio, possono giocare un ruolo chiave. Fondamentale è il coinvolgimento diretto degli adolescenti tra gli 11 e i 16 anni, tramite questionari o focus-group e nella realizzazione di Buone Pratiche nei Comuni. Il progetto è stato sperimentato nel 2017 in alcuni Comuni che testimonieranno le azioni realizzate.

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