Se stai per approcciarti al settore alimentare, in qualità di imprenditore, di dipendente o di collaboratore, devi assolutamente sapere cos’è l’HACCP e perché è così importante per le attività che rientrano nella filiera produttiva e distributiva di alimenti e bevande. (altro…)
Tag: alimenti
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Agrituber lancia una linea di prodotti a base di tartufo
Dal ritiro dei tartufi alla trasformazione in prodotti per la vendita. Il progetto di un vivaista che può divenire un’opportunità per tanti.
E’ online lo shop di nuovi prodotti al tartufo. Una linea di proposte gastronomiche firmata Agrituber con novità sfiziose e prelibate ricercatezze per gli appassionati gourmet. Le materie prime utilizzate sono rigorosamente provenienti dal suolo italiano, lavorate da aziende artigianali italiane, seguendo antiche ricette e sapienti tradizioni e rivisitandole con varianti stuzzicanti ed innovative.
I tartufi arrivano direttamente dalle tartufaie di produttori a noi conosciuti, da quei tartuficoltori che abbiamo visto prendersi cura delle giovani piantine da tartufo nate nelle nostre serre e cresciute grazie alla determinazione di chi ha desiderato perseguire il proprio progetto di coltivare tartufi e ha saputo trasformare una passione in un impegno e in un’opportunità.
Ogni singolo prodotto a base di tartufo della linea Agrituber è più di una specialità artigianale e di una raffinata esperienza dei sensi. Vi è racchiusa la passione ed il lavoro di tutti coloro che negli anni si sono dedicati allo studio, alla ricerca, all’innovazione e all’arte della tartuficoltura spinti dalla volontà di fare della coltivazione del tartufo un’attività speciale, di qualità e tipicamente italiana.
Agrituber è un vivaio specializzato nella coltivazione di piante da tartufo e in tartuficoltura.
Dalla fase di consulenza e verifica di fattibilità della nuova tartufaia alla fornitura di piante da tartufo ecocompatibili, dalla progettazione dell’impianto tartufigeno al ritiro dell’intera produzione di tartufi, Agrituber è in grado di erogare un servizio globale e necessario alla realizzazione di una tartufaia sana e razionale. -
Dosatrici per l’industria alimentare nel nuovo sito della Carlo Migliavacca S.r.l.
Tecnologia, tradizione e competenza. Sono i tre ingredienti fondamentali nella storia della Carlo Migliavacca S.r.l., azienda fondata nel 1875 a Parma e specializzata nella progettazione e costruzione macchine alimentari. L’esperienza maturata nel secolo scorso ha permesso alla Carlo Migliavacca S.r.l. di conquistare importanti quote di mercato, specie nel settore delle dosatrici volumetriche meccaniche e delle pompe di alimentazione a pistone per l’industria conserviera.
L’affidabilità delle tecnologie e delle componenti meccaniche hanno permesso all’azienda di commercializzare con successo i proprio macchinari sul mercato internazionale – Africa del Nord, Centro e Sud America, Medio ed Estremo Oriente -, oltre che presidiare i riferimenti storici – Europa e Italia in particolare.
Il desiderio di accrescere la propria visibilità sia sul mercato nazionale che su quello internazionale ha spinto la Carlo Migliavacca S.r.l. ad affidare alla Web agency KosmoSol il restyling del proprio sito Internet, ora rinnovato nella forma e nei contenuti. Il portale presenta il profilo storico dell’azienda, le tecnologie, le macchine per l’industria alimentare, la loro ampia varietà d’impiego e le ultime novità nel settore delle linee di confezionamento.
La linea di tecnologia e soluzioni per l’industria alimentare proposta dalla Carlo Migliavacca S.r.l. comprende:
- dosatrici volumetriche
- gruppi termodosatori
- impianti sterilizzazione alimenti
- linee di confezionamento
- macchine per conserve
- pompe industria alimentare
- scambiatori di calore a fascio tubiero
Le macchine realizzate e commercializzate dalla Carlo Migliavacca S.r.l. garantiscono affidabilità e massima resa possibile in ogni condizione d’uso. Tutti i macchinari sono conformi alle più recenti norme sanitarie e di sicurezza (Direttiva Macchine CE). L’alta tecnologica applicata a questa gamma di macchinari consente un trattamento del prodotto efficiente e risulta essere adatta a qualunque esigenza di produzione oraria su scala industriale.
Le dosatrici realizzate dalla Carlo Migliavacca S.r.l. sono progettate e realizzate per il trattamento di prodotti misti composti da grosse pezzature e da materiale in forma liquida e pastosa, anche ad elevata viscosità. Le macchine possono dosare creme, sughi e salse, marmellate e altri prodotti semisolidi in una grande varietà di contenitori, inclusi tubetti, vasetti e bottiglie in vetro, secchielli, barattoli e buste in materiale plastico. Tutti i prodotti alimentari possono essere dosati in contenitori di forme e dimensioni diverse.
La ditta Carlo Migliavacca S.r.l. è in grado di realizzare anche linee di confezionamento complete, progettate secondo le esigenze espresse dal cliente. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito www.carlomigliavacca.com.
Carlo Migliavacca S.r.l. a S.U.
Via Monte Corno, 5/A – 43122 Parma
Tel.: 0521 771040
Fax: 0521 701859
Web: www.carlomigliavacca.com
e-Mail: [email protected] -
L’innovazione dell’industria alimentare lancia l’export italiano
Nell’industria alimentare il made in Italy è da sempre garanzia di qualità. In tempi moderni però alla tradizione culinaria italiana si è lentamente affiancata la tecnologia: nella distribuzione alimentare su larga scala l’industria meccanica per la lavorazione ed il confezionamento del cibo, grazie alla ricerca continua, sta offrendo ottimi nuovi strumenti di lavoro per le aziende italiane che esportano all’estero.
La conferma del ruolo fondamentale dell’industria meccanica nel settore alimentare si è avuta anche in occasione della ventisettesima edizione di Cibus Tec, Technologies & Solutions for the food industry, la fiera internazionale del settore meccano-alimentare che si è tenuta alla Fiera di parma dal 18 al 21 ottobre 2011.
Le novità tecnologiche in mostra a Cibus Tec 2011 riguardano tutti i settori dell’alimentare, dalla lavorazione delle materie prime come la carne ed il latte all’industria conserviera, dal packaging alle attrezzature per molini e per pastifici, dalle macchine per la lavorazione del caffè alle affettatrici alle macchine industriali alimentari.Dal convegno inaugurale della fiera è emerso che attualmente ben il 43% delle imprese alimentari italiane aggiornano i macchinari e sono estremamente recettive rispetto a quelle che sono le novità che l’industria meccanica crea per il loro settore; tale attenzione si è tradotta in un incremento del 18% dell’export per questa aziende, percentuale che è tripla se confrontata con la percentuale di aumento dell’export per le imprese che invece non hanno innovato.
Roberto Monducci direttore del dipartimento per i conti nazionali e le statistiche economiche dell’Istat ha spiegato come “L’innovazione dell’alimentare in Italia si fa soprattutto nel day by day e collaborando con l’università oppure in collaborazione con i fornitori di macchine e impianti”.
Federalimentare, rappresentata da Annalisa Sassi- presidente dei giovani imprenditori dell’associazione- ha confermato i dati forniti dall’Istat, evidenziando che non tutti gli italiani sembrano essere però consapevoli del valore delle scelta di queste aziende innovatrici, che puntando sull’evoluzione ed il potenziamento delle raffinatrici alimentari, dei macchinari che realizzano il packaging, dei sollevatori meccanici, dei mezzi per la distribuzione. L’imprenditrice sostiene infatti che i consumatori sicuramente apprezzano il contenuto qualitativo delle innovazioni introdotte nel settore alimentare, ma non comprendono a fondo lo sforzo tecnologico che vi è alla base; vedi ad esempio l’introduzione delle vaschette di plastica per la conservazione del prosciutto affettato, che da qualche anno a questa parte ha veicolato una vera e propria rivoluzione nella conservazione e nella durata della shelf life del prodotto stesso, ma che hanno costituito investimento non da poco per le aziende del settore alimentare.
Alla fiera è stato presentato, tra gli altri, un macchinario che sarebbe utilissimo per la lavorazione della farina- prima ancora che tramite l’ impastatrice domesticaindustriale- attraverso la pulizia dell’involucro esterno del chicco di grano (cariosside) che grazie ad una“frizione” permette quindi di avere una maggior sicurezza per quanto riguarda le contaminazioni chimiche, biologiche e micotiche. La materia prima così ottenuta è una “farina extra white” estremamente apprezzata nei Paesi del Nord dove si utilizza principalmente per la produzione di pizza e di pasta surgelata.
Un forte aiuto alle aziende che intendono seguire i processi di innovazione del settore arriva in particolare dalla banca Cariparma Crédit Agricole che, oltre ai classici mezzi per l’erogazioni dei crediti necessari, dispone di una struttura dedicata che prevede ad esempio, l’entrata della banca nel capitale dell’azienda come socio di minoranza consentendo quindi alle aziende di avere una consulenza a 360°, che segue i processi di crescita dell’azienda.Articolo a cura di Serena Rigato
Prima Posizione srl- aziende web marketing -
Il sistema immunitario ed il Cioccolato
Qual è il ruolo che riveste il cioccolato in alimentazione, nel complesso sistema immunitario umano ? (altro…)
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Alimentazione: l’Italia diffida del cibo straniero
Una delle conseguenze della globalizzazione è sicuramente la diffusione del cibo tipico di ogni paese in ogni parte del mondo.
Ovviamente come il cibo italiano si è diffuso in tutto il mondo anche in Italia molte sono le tendenze straniere che si stanno diffondendo sempre più. Basta guardarsi intorno con attenzione e si potranno facilmente scorgere numerosi ristoranti cinesi, giapponesi, venditori di kebab, sushi, falafel e altre specialità tipiche di ogni zona del mondo. Per non parlare della capillare diffusione dei fast food di stampo americano che hanno letteralmente invaso i centri commerciali e sono diventati quasi uno status symbol tra i più giovani.Queste nuove tendenze però sono state accolte in maniera abbastanza contraddittoria dal popolo italiano che vanta una tradizione culinaria e gastronomica di eccellenza che si avvale dei prodotti della zona e di numerose specialità che vengono spesso proposte dai numerosi consigli ristoranti e di qualsiasi altra città.
Da una recente inchiesta di Coldiretti è infatti emerso come la diffidenza verso altre tradizioni culinarie sia molto diffusa tra i consumatori italiani che in questo modo mettono in atto una sorta di “resistenza” alla globalizzazione. Sono ben 4 su 10 infatti gli italiani che dichiarano di non aver mai messo piede in un ristorante straniero. E non certo per intolleranza o razzismo nei confronti di questi prodotti e della cultura che essi portano con loro ma per una vera e propria diffidenza sugli alimenti stessi, sulle materie utilizzate e sulla loro qualità di fondo.
Proprio il made in Italy infatti è uno dei settori che più risentono della dura concorrenza di prodotti stranieri che, grazie al loro costo minore che denota molte volte anche minore qualità, hanno letteralmente invaso il mercato italiano. Infatti mentre la resistenza alla globalizzazione può avvenire resistendo al consumo di prodotti di dichiarata provenienza straniera questo non si può prevedere quando questi prodotti vengono utilizzati direttamente dai ristoratori italiani.
Sicuramente l’unico modo per prevenire il consumo da parte nostra di questi prodotti derivanti da surrogati che imitano la qualità del prodotto nostrano è quella di recarci in determinati ristorante pesce che possano garantire la provenienza delle materie prime ma soprattutto la loro qualità grazie anche ad innovative tecniche quali telecamere piazzate in cucina che possono mostrare agli avventori il lavoro continuo dei cuochi e dei loro collaboratori in cucina.
Ma molte altre sono le tecniche per essere, se non del tutto ma quasi, della buona qualità degli alimenti che quotidianamente consumiamo sia durante pranzi di lavoro in ristorante pranzo sia tra le mura domestiche. Certo nei primi tempi sarà necessario un po’ di tempo per abituarsi a leggere accuratamente le etichette e le indicazioni geografiche però con l’abitudine anche questo diventerà facile e veloce ma soprattutto fondamentale per la nostra salute.
Comunque, dopo il via libera della Camera, entro il 2010 dovrebbe essere approvata la legge che obbliga ad indicare all’interno dell’etichetta la provenienza degli alimenti di qualsiasi genere limitando inoltre i messaggi pubblicitari fuorvianti per il consumatore che possano trarre in inganno sul prodotto, la sua provenienza e la sua qualità.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
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Bambini e pappe: come affrontare il rifiuto del cibo
Quando si è neogenitori, è inutile dirlo,la vita di ognuno cambia drasticamente. Le attenzioni nella vita di tutti i giorni si focalizzano sul bambino, soprattutto per i primi anni di vita. Molto spesso la parte in causa, il neonato, non contribuisce alla serenità dei propri genitori e anche la più semplice cena può diventare un ostacolo insormontabile.
Se il bimbo infatti si oppone alle pappe, il genitore normalmente è portato a cadere in apprensione e a spingere il bambino a mangiare controvoglia, tra urla e pianti. Ovviamente una situazione simile non porta del bene a nessuna delle due parti.
Per questo motivo il genitore dovrebbe adottare una linea strategica di intervento per risolvere il problema che qui abbiamo preso ad esempio. Innanzitutto si devono individuare le cause che portano il bimbo a rifiutare il cibo: può succedere che al neonato non piaccia il cibo che gli viene proposto; oppure il bambino preferisce giocare allo stare seduto a tavola; o ancora la differente collocazione dei genitori attorno al tavolo può farlo sentire a disagio.
Ovviamente questi sono ancora pochissimi dei motivi che portano il neonato al rifiuto del cibo, ma prendiamoli ad esempio.
Ovviamente va sempre analizzata la possibilità che il cibo che si propone non sia di gradimento al nostro cliente, per cui sarebbe una buona pratica guardasi un po’ attorno e proporre al bimbo una serie di alimenti differenziati. A questo punto si deve comunque fare attenzione ad offrire al piccolo comunque le sostanze di cui il suo organismo abbisogna per lo sviluppo e il mantenimento, secondo la sua età: nel proposito, qualche sito illustra ampliamente, sulla base di ricerche scientifiche mirate, il giusto rapporto tra necessità alimentare del bimbo e possibile offerta sul mercato. Non solo ma molto spesso viene espresso qualche consiglio su cosa sia più adatto per ogni momento della giornata.
Per quanto riguarda la voglia di giocare o il sentore di disagio che lo potrebbero distogliere dal pasto, un consiglio fondamentale è quello di coinvolgere il figlio nella dinamica del pasto stesso in modo giocoso oppure permettergli di fare ciò che desidera. Ovviamente quest’ultima affermazione va presa in senso lato, perché si dovrebbe trattare di una concessione finalizzata a far mangiare le pappe al bambino.
Non siate oppressivi insomma, ma razionali e analitici. Le cose si semplificheranno moltissimo.