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31 Maggio 2022

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Premio Guido Carli, l’importante riconoscimento conferito a Luigi Ferraris (FS Italiane)

In un contesto storico delicato come quello attuale, "mai come oggi abbiamo un impegno così forte nel connettere le persone in modo rapido ed efficiente", così l’AD di FS Italiane Luigi Ferraris nel ricevere il Premio Guido Carli 2022.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: le dichiarazioni dell’AD di FS Italiane alla cerimonia di premiazione

A Luigi Ferraris la XIII edizione del Premio Guido Carli, iniziativa insignita della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A conferire il Premio è stata la giuria composta da top manager, imprenditori ed editori, con la presidenza onoraria di Gianni Letta, nel corso di una cerimonia svoltasi il 6 maggio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. "Sono onorato di ricevere questo prestigioso premio in un anno molto importante per l’Europa", ha commentato con soddisfazione l’AD: "Siamo in una fase storica delicata, e mai come oggi abbiamo un impegno così forte nel connettere le persone in modo rapido ed efficiente, con infrastrutture che ci permettono di muoverci non solo nel nostro Paese, ma anche in Europa". Il Premio assegnato a Luigi Ferraris riconosce l’impegno profuso in ambito sociale e manageriale, nonché le attività promosse per la diffusione del talento e della genialità italiana all’estero. Tra le motivazioni, inoltre, la capacità di aver inanellato una sequenza di incarichi di prestigio con pochi eguali nel panorama nazionale, per "un talento che ormai non conosce confini".

Premio Guido Carli, Luigi Ferraris ringrazia le persone di FS Italiane

Nel ricevere il Premio, Luigi Ferraris ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto dal team di FS Italiane: "Non posso non pensare alle persone che lavorano in Ferrovie, nelle quali ho trovato grande umanità e spirito di servizio, che si è manifestato a pieno durante la crisi pandemica con passione e dedizione", ha dichiarato l’AD: "Nonostante le tragedie che stiamo vivendo colgo l’ottimismo nell’entrare in una fase nuova, di rinascita, e ritengo doveroso rinnovare il mio ringraziamento a chi lavora in questo Gruppo". L’assegnazione del riconoscimento a Luigi Ferraris è stata preceduta da un messaggio del Premier Mario Draghi, da un saluto del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e da un intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

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Alessandro Benetton: “Bocciato al liceo? Vi racconto la mia esperienza”

Ogni fallimento nasconde un’opportunità per rialzarsi e migliorare, soprattutto quando si parla di scuola. Alessandro Benetton ha affrontato l’argomento nel suo ultimo video Youtube ripreso dal “Corriere della Sera”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: bocciatura un “incidente di percorso” che tutti possono superare

Fondatore e Presidente di 21 Invest, imprenditore premiato da Ernst&Young, Cavaliere del Lavoro. E di recente nominato alla guida di Edizione, la holding di famiglia. Molti immaginano la carriera di Alessandro Benetton come un percorso senza particolari ostacoli. Nulla di più sbagliato. Sono diverse le sfide che l’imprenditore ha dovuto affrontare per arrivare dov’è ora. La prima già da giovanissimo, durante gli studi. Ne ha parlato per la prima volta durante l’ultimo episodio di un #UnCaffèConAlessandro, rubrica Youtube ripresa anche dal portale del “Corriere della Sera”. “Al liceo sono stato bocciato. Una frase che detta ad alta voce mi fa ancora un certo effetto e mi riporta alla mente tantissimi ricordi, non tutti felici”. Ricordi ed esperienze che l’imprenditore ha già messo nero su bianco nella sua autobiografia dal titolo “La Traiettoria”, edita da Mondadori, e che ha deciso di condividere direttamente anche sui social: “Partiamo da un presupposto fondamentale: un fallimento nella scuola non vuol dire necessariamente un fallimento nella vita – sostiene Alessandro Benetton, portando i noti esempi di Einstein, Hack ed Edison – persone incappate in una bocciatura ma entrate poi nella storia dell’umanità. Nessuno di loro si è fatto fermare dal fallimento scolastico, perché capirono che si trattava di un incidente di percorso e non di una condanna per la vita”.

Alessandro Benetton: grazie ai miei professori ho capito che studiare significa poter realizzare i propri sogni

È importante dare il giusto peso a quello che sicuramente è un campanello d’allarme, ma farne un dramma si rivela una strategia inutile: “Una bocciatura può essere un’opportunità e può portare a una vera svolta nella tua vita – spiega Alessandro Benettonproprio come quello che è successo a me”. Una vera e propria “doccia fredda” quella che colpisce il giovane durante gli anni al liceo: “Non tanto per aver perso un anno, ma perché sentivo di aver fallito in qualcosa di importante. ‘Ho deluso i miei genitori’, ‘Non posso fare niente’, ‘Sono un fallito’: questo tipo di pensieri non mi dava pace”. Il cognome importante non avvantaggia, ma conferisce maggiore peso: “Un Benetton che fallisce era un problema per l’immagine della mia famiglia”. La svolta avviene quando, proprio a causa della bocciatura, Alessandro Benetton incontra quello che considera il suo primo maestro: “Don Tarcisio, professore di filosofia, che mi ha insegnato una delle lezioni più importanti: l’ignoranza non è un male se è la benzina che accende il desiderio della conoscenza”. Con Don Tarcisio, Alessandro Benetton capisce che studiare significa possedere gli strumenti per raggiungere i propri obiettivi. Fondamentale il supporto dei genitori, che hanno il dovere di far capire ai figli la gravità del fatto, ma soprattutto che non sono destinati ad una vita di fallimenti: “Un bambino può cogliere l’opportunità nascosta dietro il fallimento – conclude – solo se i suoi genitori gliela mostrano”.

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Investimenti sostenibili ESG, prosegue il progetto “BG4SDGs – Time to Change” di Banca Generali

Raccontare lo stato di avanzamento dei 17 SDGS con una fotografia al mese: è l’obiettivo del progetto fotografico targato Banca Generali. L’Istituto, punto di riferimento negli investimenti sostenibili ESG, si è affidato agli scatti di Stefano Guindani.

Ragaini (Banca Generali): investimenti sostenibili ESG parte integrante del nostro dna

“Il progetto BG4SDGs Time To Change rappresenta per noi un racconto di una realtà che cerchiamo di far vivere ogni giorno ai nostri clienti attraverso i loro investimenti, guardando al megatrend più importante per la nostra società: la sostenibilità”. È con queste parole che Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, commenta gli sviluppi del progetto fotografico che l’Istituto pioniere negli investimenti sostenibili ESG ha lanciato lo scorso settembre. Nato in collaborazione con il fotografo italiano Stefano Guindani e l’antropologo Alberto Salza, “BG4SDGs – Time to Change” vuole raccontare lo stato dell’arte dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Uno scatto al mese per testimoniare il percorso verso un modello di sviluppo sostenibile. Due le chiavi adottate da Guindani nella sua ricerca, in tutto il mondo, di immagini iconiche relative al processo. La prima è evidenziare l’azione negativa del genere umano sull’ambiente e sulle comunità, mentre la seconda volge lo sguardo verso la sua capacità di lottare contro il cambiamento climatico grazie a soluzioni sempre più innovative e sostenibili. Finora il progetto promosso da Banca Generali è riuscito a raccontare 6 Sustainable Development Goals: “La sostenibilità è parte integrante del dna della nostra Banca – ha aggiunto il Vice Direttore dell’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESGtanto da essere alla base non solo del nostro piano industriale, ma anche di un modello commerciale che non ha eguali sul mercato”.

Investimenti sostenibili ESG: l’approccio di Banca Generali

L’iniziativa di Banca Generali si inserisce dunque nel più ampio ventaglio di attività che vedono l’Istituto impegnato nel perseguire un percorso di crescita sostenibile. Negli anni il modello di business si è sempre più ispirato a principi di integrità, responsabilità sociale e innovazione. Ne è un esempio concreto BG Personal Portfolio, la piattaforma proprietaria dedicata agli investimenti sostenibili ESG lanciata nel 2019 in collaborazione con MainStreet Partners, nota società londinese di advisory. Uno strumento in grado di quantificare il contributo generato dagli investimenti in relazione al singolo Sdg su cui il cliente ha deciso di investire. Dal suo lancio, Banca Generali è riuscita a imporsi come punto di riferimento, superando quota 7 miliardi nelle masse convogliate in strumenti certificati ESG. Non è un caso dunque che la sostenibilità rappresenti uno dei perni del Piano strategico e finanziario presentato a febbraio, e che gli investimenti sostenibili ESG rientrino tra le priorità al 2024: l’Istituto ha annunciato infatti che entro il prossimo triennio prevede di raggiungere una percentuale del 40% in prodotti ESG (fondi e wrappers) sul totale delle soluzioni gestite complessive, raddoppiando di fatto quella attuale (20%).

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Carlotta Ventura: A2A e la mission di una Life Company, l’intervista alla manager

Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs di A2A, Carlotta Ventura è intervenuta sul cambio di paradigma in corso sul tema della sostenibilità: “La transizione ecologica è un obbligo, la sostenibilità è una guida imprescindibile”.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura intervistata da “Italia Informa”

Parla di “grande responsabilità” Carlotta Ventura nel descrivere gli impegni assunti da A2A in tema di sviluppo sostenibile. Lo ha ribadito in un intervento per il magazine “Italia Informa”: “Abbiamo una grande responsabilità”, spiega, quella di “assicurare il benessere oggi ed un futuro sostenibile per le generazioni che verranno e per fare questo è necessaria un’azione quotidiana che concretizzi ciò di cui parliamo”. Il percorso di riposizionamento come Life Company è nato da “una vera e propria presa di coscienza di quella che è l’identità tangibile e intangibile dell’azienda”, sottolinea, aggiungendo che “per questo motivo è stato molto semplice raccontare la Life Company a tutta la comunità A2A e ottenere un ottimo riscontro dai circa 13.000 dipendenti, dai vertici a tutti i colleghi, che in questo concetto si sono identificati; avere ben chiara la nostra mission aiuta tutti a lavorare meglio”. Una mission indicata nel Piano Industriale 2021-2030, il primo con un orizzonte temporale di lungo periodo. Oggi, aggiunge Carlotta Ventura, “per un’azienda di successo, l’impegno sociale e la sostenibilità ambientale sono sempre meno una scelta e sempre più un’esigenza”, anche alla luce degli avvenimenti di enorme portata scaturiti dalla pandemia: “Ogni crisi rappresenta la possibilità di portare alla luce un nuovo modo di vedere le cose, di consentire una rielaborazione di concetti e modelli. La sensibilità verso il tema della sostenibilità da parte di cittadini, aziende, istituzioni è certamente legata al grande impatto di un tema quale il climate change, ma è stata grandemente accelerata e ampliata dall’arrivo della pandemia da Covid 19”. Da qui deriva “una presa di coscienza trasversale a tutte le generazioni sul fatto che sia indispensabile occuparsi dell’ambiente che ci circonda”.

Carlotta Ventura: la comunicazione d’impresa “racconti la concretezza delle azioni”

Ricordando come in A2A tale impegno sostenibile si manifesti attraverso azioni, strategie e progetti concreti, Carlotta Ventura ha poi parlato dell’importanza di avere obiettivi aziendali raggiungibili e verificabili. Fondamentale in tal senso la credibilità: “Il vero collante che avvicina le aziende ai clienti, ai cittadini, alle istituzioni è la fiducia”, osserva, evidenziando come oggi la sfida sia “allargare e consolidare il proprio capitale relazionale attraverso comportamenti agiti e risultati tangibili”. Per far ciò è importante una comunicazione d’impresa che “racconti la sostanza, la concretezza delle azioni davvero messe in campo”. I giovani e in particolare la Generazione Z sono grandi alleati in questa direzione: “Sono i veri esperti in tematiche ambientali e sono coloro che influenzano i comportamenti all’interno delle famiglie. Inoltre, sono queste le generazioni che dovranno convivere un domani con i risultati di ciò che oggi si sta facendo per la lotta al climate change”. People, Planet, Prosperity – le “3 P” delle Nazioni Unite – e, inoltre, l’inclusione sono gli altri grandi temi presenti nell’ecosistema della sostenibilità: “Fa parte degli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ai quali sono allineati circa il 90% degli investimenti del Piano Industriale di A2A. E un Piano non può essere definito sostenibile se non contempla l’inclusività, intesa non solo come gender balance ma come rispetto e valorizzazione di ogni diversità”, rimarca Carlotta Ventura al termine dell’intervista.

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Economia e sostenibilità, la guerra fa finire i fattori ESG in secondo piano

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  • 31 Maggio 2022

Il tema della sostenibilità è stato cavalcato con vigore negli ultimi due anni. Anche e soprattutto sulla scia della pandemia da Covid. Ma adesso che l’inflazione galoppante e un’economia in frenata stanno minacciando gli utili societari, la questione ESG viene sbattuta in secondo piano. Perché la finanza di fronte al dubbio tra profitti e sostenibilità, sceglierà sempre i primi.

Il quadro nuovo dell’economia

economia sostenibileSenza dubbio l’invasione della Russia in Ucraina ha modificato gli scenari globali dell’economia. Ha rallentato la ripresa post-Covid, mentre ha spinto con forza la crescita dell’inflazione.
Questo nuovo panorama alimenta il timore che l’economia globale possa infilarsi dentro una spirale recessiva, minacciando così gli utili e i titoli societari.

Per questo gli asset manager stanno facendo una brusca retromarcia sulla questione ESG, ritenuta secondaria rispetto alla necessità di garantire la sicurezza energetica.

Il caso Black Rock

Il caso più eclatante riguarda il fondo di investimento BlackRock, il più grande gestore al mondo. Nel corso delle assemblee 2022, i gestori hanno preannunciato che non voteranno alcuna risoluzione che mira a imporre il rispetto degli impegni di decarbonizzazione. Di fronte al profitto, non c’è sensibilità che tenga.
In questo modo si mandano alle aziende fossili dei segnali operativi negativi: verrà dato il via libera a tanti nuovi progetti di investimento delle major nella ricerca ed estrazione di gas o petrolio.

Il caso Vanguard

Il ceo di Vanguard, Tim Buckley, secondo gestore al mondo per masse (8100 miliardi di dollari), ha candidamente ammesso al Financial Times che il primo compito dell’industria del risparmio gestito è di massimizzare i rendimenti a lungo termine per i clienti, e cercare di essere un  broker con spread più bassi. Il cambiamento non può essere un fine, ma solo un requisito nella scelta delle allocazioni. Ma visto l’attuale scenario dell’ecoonomia, Vanguard non escluderà i produttori di energia da fonti fossili dalle strategie di investimento, né stabilirà obiettivi intermedi di decarbonizzazione.

Le esigenze di sostenibilità possono quindi attendere, per adesso bisogna proteggere gli interessi degli azionisti.

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Mezzogiorno, Gianni Lettieri: per crescere il Sud ha bisogno di infrastrutture

Il Presidente di Atitech, Gianni Lettieri, in una recente intervista a "La Discussione" ha espresso il suo parere su temi molto importanti per l’Italia, ovvero la crescita del Mezzogiorno e l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Gianni Lettieri

Le proposte di Gianni Lettieri per far crescere il Sud Italia

Gianni Lettieri è molto legato alla sua terra e crede nelle sue potenzialità. Per sfruttarle al meglio bisognerebbe però risolvere qualche problema e ad occuparsene dovrebbe essere innanzitutto lo Stato. "In Italia – spiega il Presidente di Atitech – abbiamo un paradosso: abbiamo un Mezzogiorno dove ci sono spazi e manodopera da occupare e un Nord dove di spazi non ce ne sono più e dove ci sono meno dipendenti da assumere". Paragonando l’Italia a una grande azienda e Nord e Sud a due capannoni, il primo occupato mentre il secondo libero, sostiene che se si vuole far crescere il fatturato dell’azienda si dovrebbe riempire il capannone vuoto con macchinari e persone. Secondo l’imprenditore, quindi, il Governo dovrebbe indirizzare gli investimenti nel Mezzogiorno, destinandoli soprattutto alla creazione di infrastrutture. A differenza di quanto si pensava una volta, gli incentivi non possono essere considerati come l’unico mezzo per far crescere il Sud. "Posso dire, per esperienza personale, che gli incentivi sono importanti ma non sono il tassello esclusivo che fa decidere a un imprenditore di investire nel Mezzogiorno", afferma. I numerosi incentivi proposti in passato non hanno, infatti, dato i frutti sperati perché c’è prima di tutto bisogno di un territorio che funzioni, e quindi di infrastrutture. Lo Stato dovrebbe seriamente considerare che per far crescere il Paese è necessario spingere sul Mezzogiorno.

Gianni Lettieri: preoccupazioni sull’attuazione del PNRR e sugli effetti della guerra

I fondi del PNRR costituiscono un’enorme opportunità ma al contempo anche una grande sfida. A preoccupare maggiormente il Presidente di Atitech è la "capacità progettuale e di spesa del Mezzogiorno". La verità è che "non siamo abituati né a progettare, né a spendere", ammette. Sono le esperienze passate che spingono l’imprenditore a fare queste considerazioni. "Negli ultimi dieci anni, nel Mezzogiorno abbiamo commesso un delitto, ovvero quello di non spendere i fondi della Comunità europea. Siamo stati costretti a stornare circa 10 miliardi di euro di fondi dalla Comunità europea che sono tornati indietro e sono andati a beneficio delle aree che sapevano spendere di più. E guarda caso quelle aree sono quelle che competono con il Mezzogiorno, cioè le aree dell’Est", osserva Gianni Lettieri. Quella dell’attuazione del PNRR non è però l’unica preoccupazione del Presidente. Gli effetti della guerra in Ucraina si fanno sempre più insistenti. "Il mio timore è che duri troppo, e non può durare troppo", confessa. A pagarne le spese sono sia le aziende che le famiglie. "L’inflazione è una cosa seria – continua -. Fa alzare i tassi di interesse alle aziende che erano abituate a lavorare da anni con tassi bassi". Per non parlare poi dell’incremento di prezzi che influisce pesantemente sull’acquisto delle materie prime da parte delle aziende, ma anche sul costo degli alimentari e sulle bollette che le famiglie fanno sempre più fatica a pagare.

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Federico Motta Editore sulla perdita della memoria: la lezione di Umberto Eco

Federico Motta Editore si rivolge alle generazioni presenti e future per trasmettere loro il valore che la memoria racchiude in sé e lo fa riportando alla luce la lezione tenuta da Umberto Eco sul tema durante l’assemblea generale dell’ONU.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore riporta alla memoria il discorso di Umberto Eco

“Il problema che entra in gioco – spiegava Umberto Eco nel suo discorso di apertura all’assemblea generale dell’ONU del 2013 – è che nessuna civiltà (nel senso antropologico della parola, intesa come sistema di idee scientifiche e artistiche, miti, religioni, valori e abitudini quotidiane) può sussistere e sopravvivere senza una memoria collettiva”. In quell’incontro del 21 ottobre 2013 veniva affrontato il tema “Contro la perdita della memoria”, scelto partendo da un interrogativo che iniziava a pesare sulla collettività, ovvero: la civiltà sta andando incontro a una perdita della memoria? Federico Motta Editore è tornata sulla questione ricordando le parole del filosofo e scrittore, il quale sottolineava l’importanza della memoria: “Le società hanno sempre fatto affidamento sulla memoria per preservare la loro identità, a partire dal vecchio che, seduto sotto un albero, raccontava storie sullo sfruttamento dei suoi antenati e sul mito fondatore della tribù”.

La correlazione tra memoria e identità illustrata da Federico Motta Editore

Perché quindi è importante non cancellare la memoria? “Quando un qualche atto di censura spazza via una parte della memoria di una società, questa società attraversa una crisi di identità”, commentava Umberto Eco. La memoria può pertanto essere considerata come una parte complementare dell’identità stessa, senza la quale la seconda entrerebbe in crisi. La Casa Editrice sottolinea come questi due aspetti, così fondamentali e profondi dell’essere umano, non possono fare altro se non procedere di pari passo. Per “preservare la propria identità”, la civiltà deve però compiere un ulteriore passo, “non deve solo comportarsi come un archivio di informazioni, ma anche come un filtro”, tenendo sempre a mente che “filtrare non significa cancellare”. Opinione condivisa anche da Federico Motta Editore: senza la memoria neanche il progresso sarebbe possibile: tutti gli innovatori sono partiti dal lascito dei loro predecessori.

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La popolarità delle strutture modulari di Easystand

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  • 31 Maggio 2022

Easystand è un nome rinomato che vanta oltre 20 anni di esperienza nell’offerta di strutture modulari e stand per diverse occasioni ed eventi.

L’azienda fornisce un gran numero di prodotti che comprendono stand, soluzioni espositive di vario tipo per eventi, fiere e punti vendita. In questo marchio è presente una vasta famiglia di strutture modulari, che hanno stabilito una nuova rivoluzione nel mondo degli stand, adatti all’uso in eventi promozionali e fiere.

Easystand o stand modulari per eventi promozionali e fiere offre tre diversi tipi di strutture modulari. Queste strutture possono essere assemblate con estrema facilità e aiutano a creare allestimenti adatti a gazebo, stand, vetrine, scenografie, eventi e fiere e oggetti e strutture di design. Le strutture modulari che fanno parte integrante della famiglia Easystand sono molto versatili. Possono essere montate in molti modi. Ciò dipende dallo spazio in cui verranno montate.

Le strutture modulari offerte da Easystand sono perfette per chi ha bisogno di adattare ogni volta il proprio stand a un nuovo spazio. Sono perfette anche per chi desidera allestire gli stand in modo indipendente e ha bisogno di avere uno stand modulare che sembri sempre nuovo. È un buon modo per dimostrare che ogni volta c’è uno stand diverso.

Ecco alcuni degli utilizzi più diffusi delle strutture modulari Easystand.

  • Stand espositivi – Vengono utilizzati in diverse mostre per esporre informazioni sull’evento.
  • Stand per riunioni e congressi – Questi stand sono utilizzati durante le riunioni. Su questi stand vengono affisse informazioni e avvisi importanti.
  • Allestimenti per musei e mostre – Questi stand sono ampiamente utilizzati nei musei, dove espongono fatti e informazioni fondamentali.
  • Eventi sportivi – Vengono utilizzati in diversi eventi sportivi come allestimento e spesso come elemento decorativo.
  • Arredi e vetrine – Si tratta di elementi che spesso espongono abiti o altri prodotti nei negozi.
  • Cavalletti portatili fai da te – Essendo portatili, i cavalletti possono essere facilmente spostati da un luogo all’altro. Sono leggeri e facili da usare per qualsiasi scopo.

Per saperne di più sui prodotti offerti da Easystand, visitate il sito https://easystand.it/.

Informazioni sull’azienda:

Easystand è un nome popolare che offre un’ampia gamma di prodotti, tra cui strutture modulari e stand. L’azienda offre una serie di prodotti che comprendono stand per fiere, stand espositivi e stand portatili. Il vantaggio principale di questi stand è che sono economici e di lunga durata.

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Serenissima Ristorazione selezionata come “Green Star” dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza

Da ormai 35 anni tra i principali player della ristorazione collettiva in Italia, Serenissima Ristorazione è stata riconosciuta dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come “Green Star” della sostenibilità nella categoria Servizi di Ristorazione.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: lo studio di Itqf per l’assegnazione del riconoscimento

Il riconoscimento è arrivato a seguito di un’attenta analisi delle citazioni online legate all’impatto di aziende italiane sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Per lo studio sono stati raccolti e analizzati oltre un milione di siti, news, comunicati stampa, commenti sui blog e sui social contenenti riferimenti alla sostenibilità, in seguito valutati dall’intelligenza artificiale che ha determinato se il contenuto fosse positivo, neutro o negativo. “Siamo orgogliosi di essere una delle 300 imprese ‘Green Stars’ della sostenibilità – ha affermato il Cfo di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin – Essere stati riconosciuti dall’approfondita ricerca dell’Itqf, su un panel di 2mila imprese, tra i campioni di sostenibilità in Italia ci conferma che il nostro impegno per migliorare il nostro impatto sull’ambiente, nel territorio in cui operiamo e, in generale, verso tutti i nostri interlocutori sta andando nella direzione giusta. Siamo consapevoli che la strada verso la sostenibilità è ancora molto lunga e articolata, questa certificazione ci spinge a fare ancora di più e meglio”.

Le iniziative di Serenissima Ristorazione sul fronte della sostenibilità

Sono diverse le iniziative a cui ha aderito Serenissima Ristorazione. È recente il progetto, in collaborazione con Foodinsider, volto a favorire il consumo di menu a basso impatto ambientale. Introducendo la Green Week Food all’interno delle scuole del Comune di Bolzano, al quale la società fornisce i suoi servizi di ristorazione scolastica, si sta provando a sensibilizzare maggiormente i ragazzi sui temi della sostenibilità, ad esempio attraverso la sostituzione di proteine animali con quelle vegetali nella dieta dei bambini. Un’altra interessante iniziativa deriva invece da una partnership con Biova Project, la società che realizza birra artigianale a partire dal pane invenduto, applicando i principi dell’economia circolare. Il pane non somministrato presso i centri cottura e le cucine del territorio viene quindi consegnato a Biova Project che lo lavora e lo trasforma in birra. E non è finita qui. Da anni, Serenissima Ristorazione recupera il cibo ancora perfettamente integro ma non somministrato per devolverlo come pasto solidale ad associazioni benefiche come il Banco Alimentare. Nel 2021 il Gruppo Veneto si è persino aggiudicato il Premio Emas Italia dedicato alle comunicazioni ambientali più efficaci.

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Francesco Starace: Integrated Reporting 2021, il percorso di Enel nella sostenibilità

Verso lo stakeholder capitalism, l’energia per creare valore nel lungo periodo per tutti: l’AD Francesco Starace presenta la nuova piattaforma online sulla sostenibilità di Enel.

Francesco Starace

Francesco Starace: Integrated Reporting 2021, Enel lancia un nuovo sito appositamente dedicato

“È un report che consente di avere una visione diversa delle nostre attività rispetto ai report finanziari tradizionali”. Francesco Starace introduce con queste parole la nuova piattaforma online sulla sostenibilità in cui Enel illustra la performance 2021 e le strategie alla base del modello di business sostenibile su cui negli ultimi anni ha improntato la propria crescita. Il sito digitale racconta inoltre le prospettive di medio e lungo termine. “Da sempre riteniamo che la sostenibilità sia fondamentale per i risultati finanziari. È il motore principale che ci consente di ottenere buoni risultati finanziari per gli azionisti”, spiega Francesco Starace. Non a caso l’innovativa piattaforma si propone di offrire valore sostenibile creato e distribuito a tutti gli stakeholder del Gruppo in linea con l’obiettivo “Open Power for a Brighter Future we empower a sustainable progress”.

Enel, l’AD e DG Francesco Starace: il futuro racchiude la chiave della sostenibilità

Dimostrare l’impegno di Enel per la sostenibilità “non solo a parole ma anche nei numeri”: l’AD Francesco Starace, in merito al lancio della nuova piattaforma dedicata all’Integrated Reporting 2021 “Towards stakeholder capitalism”, sottolinea il valore dell’iniziativa. “Ritengo che sia uno strumento interessante. Sono convinto che ci consentirà di accrescere ulteriormente la trasparenza e anche di affrontare diverse questioni”, aggiunge l’AD che ha definito il nuovo sito come “il riflesso di un cambiamento avvenuto molto tempo fa”. Il riferimento è al percorso che Enel ha intrapreso ormai da anni in questa direzione. “Il futuro racchiude la chiave della sostenibilità”, ribadisce l’AD di Enel Francesco Starace: “Non c’è sostenibilità senza la volontà di andare avanti nel tempo”.

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Sul “Corriere della Sera” l’intervista a Fabrizio Di Amato: “Transizione un’opportunità da non perdere”

Partire dalle competenze ingegneristiche italiane e produrre gas dagli scarti urbani e industriali: la strategia di Fabrizio Di Amato, Presidente di Maire Tecnimont, per la transizione energetica in Italia.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: “Valorizzare il passato dell’industria italiana per dare luce al futuro energetico del Paese”

Con i mutamenti nello scenario energetico causati dagli effetti delle sanzioni internazionali verso la Russia, l’Italia si trova improvvisamente costretta a fare i conti con il problema, atavico, della dipendenza energetica. Una situazione critica che tuttavia per il Paese può rivelarsi un’opportunità. A spiegarlo è Fabrizio Di Amato, fondatore e Presidente del Gruppo Maire Tecnimont, in una recente intervista pubblicata sul “Corriere della Sera”. “Si stanno aprendo nuove rotte per gli approvvigionamenti energetici – ha dichiarato l’imprenditore – e c’è in gioco la transizione ecologica. È un’occasione da non sprecare per ridare le carte al sistema industriale e pensare a nuovi modelli. Si tratta di guardare al futuro valorizzando il passato dell’industria energetica italiana”. Per il Presidente di Maire Tecnimont è necessario partire dalle “straordinarie competenze ingegneristiche” che l’Italia ha sviluppato nel corso dei secoli e sfruttarle per cercare nuove soluzioni tecnologiche a supporto del cambio di paradigma. Una delle strade da percorrere l’ottimizzazione del riciclo degli scarti urbani e industriali, utilizzando quelli non riciclabili per produrre gas sintetico, etanolo, metanolo e idrogeno a basse emissioni di CO2: “Abbiamo radici antiche e ora vogliamo proiettarle nel futuro per costruire impianti del terzo millennio con il “nuovo” petrolio che viene dalla valorizzazione dei rifiuti”, spiega Fabrizio D’Amato.

Fabrizio Di Amato: “Transizione ecologica? La vorrei in Costituzione”

Nel dettaglio, la proposta dell’imprenditore è ripartire dai siti industriali oggi in dismissione, come ad esempio quelli di raffinazione, e sfruttare le loro caratteristiche per trasformarli in impianti di riciclo di materiale plastico: “L’idea è fare prodotti uguali a quelli che vengono realizzati con gli idrocarburi – sottolinea Fabrizio Di AmatoÈ un processo di upcycling che può sostituire il prodotto vergine. Non si usa solo per fare panchine o bidoni per la raccolta ma anche per costruire pezzi di automobili”. Grazie alle tecnologie sviluppate da Maire Tecnimont e oggi confluite anche in NextChem, società dedicata alla transizione, è possibile utilizzare i vecchi impianti per recuperare carbonio e idrogeno dalle tonnellate di rifiuti raccolti invece di mandarle in discarica o smaltirle pagando a caro prezzo i partner europei: “Riciclandoli in gas sostitutivo del metano si potrebbe ridurre del 10% il fabbisogno di gas per il settore termoelettrico. Con la nostra tecnologia si può risparmiare fino al 90% delle emissioni di CO2. Il concetto è quello del distretto circolare verde dove i rifiuti diventano idrogeno, metanolo, fertilizzanti”. L’augurio di Fabrizio di Amato è che in Italia venga disegnata al più presto una politica industriale dell’energia che tenga conto della transizione ecologica: “Io la inserirei come legge costituzionale, così nessuno la potrà più smontare. Adesso – conclude – stiamo pagando le non scelte del passato”.

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