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27 Maggio 2022

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Luciano Castiglione: efficientamento e transizione energetica, l’opinione dell’esperto

Luciano Castiglione, esperto nel comparto dell’efficientamento energetico: “Il settore privato può essere il motore del cambiamento ed un catalizzatore di iniziative atte a favorire la transizione energetica del Paese”.

Luciano Castiglione

Luciano Castiglione: efficientamento e transizione energetica, l’analisi dell’esperto

Il settore privato come motore del cambiamento e catalizzatore di iniziative per agevolare la transizione energetica del Paese. Ne parla Luciano Castiglione, esperto nel settore dell’efficientamento energetico che analizza sul suo blog le tematiche più discusse, legate all’ambito professionale in cui opera. In un momento in cui le politiche nazionali puntano a rendere più efficiente il patrimonio edilizio e a ottimizzare i consumi energetici, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), il settore privato può essere “il vero protagonista” con “la sua capacità di contribuire a raggiungere questi obiettivi estremamente ambiziosi”, scrive l’esperto in un focus dell’aprile 2021. Luciano Castiglione pone l’attenzione in particolare sull’aggregato del condominio: “Possiamo ricordare a titolo di esempio le iniziative legate all’ecobonus, superbonus ed al sismabonus”, a cui si aggiungono “le opportunità di autoproduzione diffusa incluse nei provvedimenti noti sotto il nome di ‘comunità energetiche’ e, in ultimo, l’ammodernamento delle ‘colonne montanti’, che è il tema meno noto”. È necessario in quest’ottica considerare che “gli edifici condominiali costruiti ante il 1970, ed in alcuni casi fino al 1985, sono caratterizzati da impianti elettrici interni (quelli cioè che vanno dal confine del condominio al contatore) vetusti”. Impianti “progettati e tarati sulla base di esigenze di carico elettrico molto diverse rispetto alle attuali” e pertanto non idonei a soddisfare le necessità degli utilizzi finali odierni. E anche la bonifica delle colonne montanti rappresenta “un’opportunità per la diffusione delle moderne infrastrutture telefoniche (fibra in casa) e per dare impulso all’adeguamento dell’impianto di terra dello stabile”.

Luciano Castiglione: il ruolo del settore privato nell’agevolare la transizione energetica

Luciano Castiglione parla nella sua analisi del contributo dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) nello stabilire l’iter da seguire: in particolare l’Autorità ha previsto che i Distributori Locali o le loro associazioni, con le associazioni degli Amministratori di Condominio, “definiscano un ‘contratto standard’ che ne regolamenti i rapporti fornendo le istruzioni operative e valutando anche l’opportunità di escludere il Distributore dalle responsabilità nel caso di interruzioni dell’energia elettrica se questi lavori di adeguamento non verranno fatti”. Tali interventi potranno essere compiuti con “centralizzazione dei contatori in apposito vano condominiale” oppure “senza centralizzazione”. L’obiettivo finale è quindi “garantire la possibilità che ogni condomino possa contrattualizzare una potenza fino a 6,6 kW”, in maniera tale da “soddisfare le moderne esigenze e garantire la stabilità dell’erogazione dell’energia elettrica ed incrementare la sicurezza complessiva scongiurando il surriscaldamento dei cavi”. Al termine dei lavori, aggiunge inoltre Luciano Castiglione, è previsto che il Distributore Locale rimborsi le spese “in funzione anche del numero dei piani dello stabile e degli utenti per piano, della centralizzazione o meno del vano contatori e delle opere edili necessarie”, rendendo quindi neutro l’investimento economico effettuato dai proprietari. Insomma “un esempio tra tanti di come il settore privato può essere il motore del cambiamento ed un catalizzatore di iniziative atte a favorire la transizione energetica del Paese”.

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Marco Nicola Domizio, fondatore e CEO di Ares Ambiente: carriera e competenze

Ritratto formativo e professionale di Marco Domizio, founder e CEO di Ares Ambiente: l’azienda è specializzata nell’intermediazione di rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio, fondatore di Ares Ambiente: efficienza, economicità e trasparenza le leve di crescita

È il 2008 quando Marco Domizio fonda Ares Ambiente: da Treviolo, in provincia di Bergamo, dove ha sede l’azienda è arrivata rapidamente a farsi strada nel settore ponendosi come anello di congiunzione tra i soggetti attivi in Italia nel ciclo di gestione del rifiuto. Specializzata nell’intermediazione di rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, si occupa di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali pericolosi e speciali non pericolosi su tutto il territorio nazionale. Marco Nicola Domizio ne ha improntato la crescita su efficienza, economicità e trasparenza, peculiarità attestate anche dalle numerose certificazioni acquisite nel corso degli anni: Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia, lo scorso novembre è stata riconosciuta Azienda Best Performer di Bergamo nell’ambito di uno studio promosso da Italy Post per conoscere le realtà performanti delle sei province più industrializzate d’Italia.

Marco Domizio: il profilo professionale del CEO di Ares Ambiente

Il percorso professionale di Marco Nicola Domizio, nato nel 1974, prende il via dopo il conseguimento del Diploma di Geometra. Inizialmente lavora per conto di un’azienda attiva in Lombardia nell’intermediazione dei rifiuti per la quale si occupa anche della partecipazione alle gare di appalto. Successivamente entra in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali dove, in qualità di Responsabile Commerciale, arriva ad ampliare significativamente la clientela contribuendo inoltre alla realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, attivo ancora oggi. Ricopre la stessa posizione all’interno di un’azienda primaria dell’hinterland milanese: in questi anni lavora anche all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. In seguito, si specializza in attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Nel corso della sua carriera Marco Domizio ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità: gli è stata inoltre affidata la gestione di una cava di estrazione di minerali naturali. Prima di dare vita ad Ares Ambiente, ha collaborato con due realtà attive in campo ambientale: una di trasporti conto terzi e una di intermediazione.

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L’azienda: Ideal Standard, focus sull’innovativo progetto “Ferrari Experience”

"Ferrari Experience": il roadshow di Ideal Standard consente a tutti gli ospiti di vivere da protagonista una giornata indimenticabile, immersi nel mito della scuderia.

Ideal Standard

Ideal Standard "Ferrari Experience": una cinque giorni per immergersi a 360° nel mondo del Cavallino

È Ideal Standard a promuovere il roadshow "Ferrari Experience", dedicato a un target selezionato di installatori e di imprese clienti: una cinque giorni a Maranello e a Modena pensata per immergersi nel mito Ferrari. L’azienda attiva su scala internazionale nella progettazione di soluzioni per ambienti bagno collabora da sempre con i maestri del design per dar vita a prodotti iconici al fine di accompagnare l’evoluzione della società. Nell’ambito della "Ferrari Experience" si sono susseguiti anche diversi incontri per aggiornare i partecipanti sugli ultimi trend del settore delle soluzioni per il bagno e sull’ampia gamma di proposte e novità di prodotto, a partire dall’innovativo approccio alla progettazione del bagno cross category Singular™ sviluppato da Ideal Standard. Sono inoltre state presentate le proposte della linea i.life A, B e S, progettata nell’ottica di portare la semplicità del design in tutte le case. Dalla scoperta del Museo Ferrari di Maranello fino a una esperienza adrenalinica all’autodromo di Modena gli ospiti di Ideal Standard hanno poi avuto modo nel corso dei cinque giorni di immergersi a 360° nel mondo del Cavallino.

Ideal Standard: design e funzionalità alla base di una importante storia tra innovazione e traguardi

Esiste un comune denominatore che accompagna da sempre Ideal Standard e Ferrari: la storia. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno se l’è costruita in oltre 100 anni di attività impegnandosi sempre fortemente nell’ottica di poter contribuire a migliorare la vita delle persone e di plasmare il futuro del Modern Living. Tradizione e innovazione ne improntano la produzione: Ideal Standard propone soluzioni all’avanguardia, pensate per rendere l’ambiente bagno sempre più sicuro, sostenibile e confortevole. I sanitari, la rubinetteria ma anche cabine e piatti doccia, vasche, mobili, ceramiche e accessori per il bagno: funzionalità e design si coniugano nelle proposte dell’azienda, da sempre in grado di garantire risposte rapide ed efficaci alle necessità attuali e future dei clienti. E attraverso "Ferrari Experience" l’azienda si unisce a un’altra icona senza tempo, anch’essa conosciuta in tutto il mondo per la capacità di coniugare nel proprio ambito design e performance.

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La Luiss nella top 100 degli istituti Social Sciences, Andrea Prencipe: “Orgogliosi”

L’innovazione e l’internazionalizzazione sono i pilastri che hanno reso possibile il riconoscimento da parte del QS World University Rankings. Andrea Prencipe: "Nostri studenti pronti ad affrontare le complessità del futuro".

Andrea Prencipe

Andrea Prencipe: "Luiss sempre più competitiva nella comunità accademica globale"

Sono bastati cinque anni alla Luiss per guadagnare oltre 200 posizioni ed entrare di diritto nella top 100 delle università per l’area Social Sciences and Management. A dirlo il QS World University Rankings by Subject, che pubblica la classifica delle migliori università divise per singole aree disciplinari. L’Ateneo guidato da Andrea Prencipe si è distinto in particolare per la scalata nell’area Studi Politici ed Internazionali, dove raggiunge la prima posizione in Italia, la 10ª in Europa e la 22ª a livello mondiale. Più che positivo anche il posizionamento nell’area giuridica e in quella di Business and Management, che quest’anno raggiungono entrambe la top 100 mondiale. Il Rettore ha espresso profondo orgoglio per i risultati ottenuti, sottolineando la velocità della crescita portata avanti dall’Istituto. "Oggi – ha dichiarato Andrea Prencipe in occasione del riconoscimento – il nostro Ateneo specializzato nello studio delle Scienze sociali, dall’economia al management, dalla politica alle relazioni internazionali, dalla giurisprudenza al marketing, è sempre più competitivo nella comunità accademica globale".

Andrea Prencipe: "Innovazione, internazionalizzazione e interdisciplinarità al centro della nostra offerta"

Per il Rettore i risultati ottenuti dalla Luiss sono il frutto di continui investimenti in innovazione, internazionalizzazione e interdisciplinarità. Una strategia che ha avuto il merito di consolidare l’identità internazionale dell’Ateneo: "Oggi – ha ricordato Andrea Prencipela Luiss ha all’attivo accordi con oltre 300 Università in 65 paesi e più di 50 programmi di doppia laurea e partnership strutturate". È recente il lancio del programma di tripla laurea in Business Administration in collaborazione con la Renmin University of China di Pechino e la George Washington University. L’Ateneo ora sta spingendo sull’offerta formativa in lingua inglese, che già caratterizza la metà dei corsi. "Il modello formativo Luiss offre a studentesse e studenti l’opportunità di costruirsi una cassetta degli attrezzi ricca di conoscenze interdisciplinari, competenze robuste, metodi e linguaggi per affrontare la complessità delle sfide del futuro e generare impatto sulla società – ha detto Andrea Prencipe, che poi conclude – Incoraggiamo i futuri professionisti a porsi domande e ad imparare a costruire una conoscenza consapevole dei fenomeni con un approccio basato sull’indagine, proprio dei ricercatori".

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Valeur Group: disponibile la nuova piattaforma di prodotti strutturati sviluppata da LinkedTrade

Valeur Group: il lancio della nuova piattaforma SaaS di LinkedTrade segna per la società il raggiungimento di un nuovo importante traguardo.

Valeur Group

Valeur Group: gli obiettivi fissati e i traguardi raggiunti con l’acquisizione di LinkedTrade

Con l’acquisizione della FinTech company londinese LinkedTrade, annunciata lo scorso maggio, Valeur Group ha fin da subito manifestato le proprie intenzioni. L’operazione ha infatti consentito al Gruppo indipendente, specializzato in asset management e trading, di focalizzare l’attenzione sul consolidamento del posizionamento dei mercati, sull’incremento dei canali di distribuzione e sull’ampliamento dell’offerta di investimento. Il lancio ufficiale della “Valeur Digital Platform for Structured Products”, avvenuto lo scorso novembre, ha rappresentato per la società fondata nel 2010 da Lorenzo Vangelisti il primo importante traguardo della strategia di acquisizione. Valeur Group propone soluzioni ad alto valore aggiunto per strutturare strategie e prodotti di investimento personalizzati e conta oggi un totale di oltre 1.8 miliardi di euro di attivi in gestione.

Valeur Group: la nuova piattaforma di prodotti strutturati

La nuova piattaforma Saas Multi-Issuer, nata in collaborazione con LinkedTrade, rappresenta uno degli ultimi traguardi nel percorso di crescita di Valeur Group. “Valeur Digital Platform for Structured Products” è uno strumento all’avanguardia di gestione patrimoniale: avvalendosi dei vantaggi messi a disposizione dall’Intelligenza Artificiale, la piattaforma offre l’accesso ai mercati globali e consente il monitoraggio costante dei prodotti strutturati. La novità è stata presentata in occasione dei “Digital Platform & Wine Tasting Events”, eventi promossi nelle città di Ginevra, Zurigo e Lugano. La nuova Digital Platform è per Valeur Group un vero e proprio “balzo in avanti in termini di innovazione e tecnologia, una pietra miliare nella crescita” del Gruppo che oggi gestisce 18 fondi di investimento e offre i suoi servizi a livello internazionale attraverso Valeur Capital Ltd, Valeur Securities, Valeur SA e Valeur Concept.

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Linee vita: A cosa servono?

Lo scopo delle linee vita è quello di consentire che il lavoro da svolgere ad alta quota sia eseguito in sicurezza.

Nei lavori in quota, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto, e quando il dislivello è maggiore di quello imposto dalla legislazione vigente (2 mt), devono essere adottate misure di protezione collettive (parapetti, ponteggi, impalcature, reti, ecc), in mancanza di queste e/o per eliminare rischi residui occorre utilizzare Dispositivi di Protezione Individuale combinati con ancoraggi singoli o linee vita rigide o flessibili che siano. Come previsto dal D.L. 81 del 9 aprile 2008 art. 115.

Nei lavori in quota si è esposti a rischi, sia di caduta dall’alto o strettamente legati ad essa, sia di natura diversa in relazione alla attività specifica da svolgere e che procurano morte o lesioni corporali o danni alla salute.

Si individuano le seguenti tipologie:

1.Rischio prevalente di caduta a seguito di cadute dall’alto.

2.Rischio conseguente alla caduta derivante da:
a)Oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (effetto pendolo)
b)Sollecitazioni trasmesse dall’imbragatura sul corpo al momento dell’arresto della
caduta
c)Tempo di permanenza in sospensione inerte al dispositivo di arresto caduta.

3. Rischio connesso al DPI anticaduta:
a)Non perfetta adattabilità del DPI
b)Intralcio ai movimenti provocato dal DPI
c)Rischio di inciampo su parti del DPI.

4. Rischi innescanti la caduta:
a)Poca aderenza delle calzature
b)Vertigini
c)Abbagliamento
d)Scarsa visibilità
e)Colpo di calore
f)Repentino abbassamento della temperatura

5. Rischi specifici dell’attività lavorativa:
a)Natura meccanica (urti, tagli, caduta di oggetti, ecc)
b)Natura termica (scintille, fiamme libere, ecc)
c)Natura chimica
d)Natura elettrica

6. Rischi di natura atmosferica:
a)Vento
b)Pioggia
c)Ghiaccio o neve sul piano di calpestio

Le tipologie di caduta considerate sono:

1. Caduta libera. Distanza di caduta, prima che il sistema di arresto inizi a prendere carico, è superiore ai 0,6 mt, sia in caduta verticale che in caduta inclinata dove non sia possibile camminare senza l’aiuto di un corrimano. La caduta libera massima consentita è comunque comunque contenuta in mt 1,5 mt contenuta in mt 1,5 mt. Naturalmente lo spazio di arresto potrà essere superiore determinato dalla tipologia degli assorbitori, dall’allungamento fisico/meccanico del sistema sollecitato.

2. Caduta libera limitata. Come sopra ma da 0 a 0,6 mt.

3. Caduta contenuta. Spazio percorso non in caduta libera ma in fase di rallentamento/arresto per intervento dei sistemi di assorbimento di energia. Non oltre i 0,6 mt.

4. Caduta totalmente prevenuta. Situazione in cui non si può cadere per un sistema di trattenuta che impedisce all’operatore di raggiungere la zona a rischio.

La “linea vita” è normalmente costituita da un insieme di ancoraggi e funi orizzontali in acciaio che consente a più operatori di agganciarsi con mezzi di protezione individuale e di lavorare su coperture edili con un’ampia libertà di movimenti in completa sicurezza.

È necessario realizzare uno studio preliminare in funzione delle tipologie di coperture affidando l’installazione di quanto serve solo a personale qualificato.

https://www.lazzaronisrl.com/

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Mercati USA e Cina, nuovi trend e quotazione: la nuova sfida in Illycaffè di Cristina Scocchia

Dopo aver risanato L’Oréal Italia e KIKO Milano, Cristina Scocchia ora ha il compito di guidare l’espansione di Illycaffè e il suo ingresso in Borsa. Un percorso, ha dichiarato la manager a "Repubblica", che verrà portato a termine nonostante i mutamenti negli scenari macroeconomici.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: "Caffè? Nel 2020 quasi la metà è stata consumata in casa"

Oltre un decennio nel settore della cosmetica non ha impedito a Cristina Scocchia di prendere in mano le redini di Illycaffè. Lo scorso gennaio, terminata l’avventura in KIKO Milano, la manager ha fatto il suo ingresso nel Gruppo di Trieste con due obiettivi ben precisi. Innanzitutto, il leader italiano nella produzione di caffè vuole dare il via ad un nuovo ciclo di espansione. Ma la vera sfida per l’azienda di Andrea Illy è arrivare a Piazza Affari. La scelta di affidare il processo a Cristina Scocchia non è un caso. Il curriculum della nuova AD di Illycaffè parla chiaro. In meno di dieci anni ha prima risanato L’Orèal Italia, per poi rilanciare anche il Gruppo di Antonio Percassi, riuscendo ad arginare con successo gli effetti della crisi causata dal Covid-19. Non sorprende dunque che la manager abbia già in mente la strategia da sottoporre al CdA. Un Piano che, ha spiegato in una recente intervista pubblicata su "Repubblica", tenga conto dei cambiamenti che la pandemia ha portato nelle abitudini dei consumatori. Gli ultimi dati del Consorzio promozione caffè sul consumo degli italiani dicono infatti che nel 2020, su 100 tazzine bevute, 48,5 sono state consumate a casa, 8,5 a casa di amici, solo 13,6 al bar e 13,3 al lavoro: "Un cambio di paradigma – ha spiegato – per tutti quelli come Illy che hanno le radici nel canale Horeca, una tendenza che proseguirà nei prossimi mesi visto che con il lockdown gli italiani si sono comprati le macchinette e un caffè su tre viene consumato in cialde".

Cristina Scocchia: "Incertezze dei mercati non impediranno l’ingresso di Illy in Borsa"

Per avviare la nuova fase di crescita, la manager intende cavalcare il trend positivo delle vendite online, che oggi rappresentano per Illy circa il 15% dei ricavi: "L’obiettivo è spingere su questo canale e raddoppiare. Ma – aggiunge Cristina Scocchiainvestiremo anche nei punti vendita che oggi sono 200 nel mondo, dalla A di Azerbaijan alla U di Usa". Ed è proprio sul mercato statunitense, il secondo più importante dopo l’Italia, che la società concentrerà buona parte dei suoi sforzi con l’intento di raddoppiare le vendite. Ma l’orizzonte di Illycaffè si estende anche ad Est: "La Cina è un mercato strategico dove investiremo molto. Il nostro è un caffè speciale, con un posizionamento di alta gamma, è uno degli aromi dell’Italia, e vogliamo fare leva sul nostro DNA per crescere all’estero partendo dall’Europa ed espanderci poi in Asia e Nord America". Obiettivi che, una volta raggiunti, serviranno da volano alla quotazione in Borsa. Sull’argomento la manager si dice ottimista, nonostante le incertezze su energia e materie prime: "Ogni crisi porta con sé anche delle opportunità. In quest’azienda ho trovato un’altissima qualità delle persone e dei processi, che mi rende fiduciosa nelle sue prospettive future. Non sarà il vento macroeconomico di questi mesi a impedire a Illy di andare avanti nel percorso verso la Borsa", conclude Cristina Scocchia.

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Investimenti sostenibili ESG: il progetto “BG4SDGs – Time to Change” di Banca Generali

Da un lato gli effetti generati dall’uomo sull’ambiente, dall’altro le modalità per intervenire con azioni di recupero sostenibile: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, insieme al fotografo Stefano Guindani in "BG4SDGs – Time to Change".

Banca Generali: Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" negli investimenti sostenibili ESG

A che punto è la realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite? Quali sono i risultati raggiunti? A queste e altre domande è dedicato "BG4SDGs – Time to Change", progetto fotografico realizzato da Stefano Guindani, fotografo di respiro internazionale, e Banca Generali. Come reso noto dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, l’obiettivo è indagare lo stato di avanzamento dei 17 traguardi stabiliti dall’ONU nel documento "Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", siglato a Parigi nel 2015. Per la sua ricerca Stefano Guindani ha viaggiato oltre i confini nazionali individuando casi critici e situazioni di eccellenza, spaziando tra Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti e Sudafrica. Un percorso che si muove lungo il solco dell’Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" nei principi legati agli investimenti sostenibili ESG, come evidenziato dall’AD dell’Istituto Gian Maria Mossa.

Investimenti sostenibili ESG: gli obiettivi del progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali

Tra le tappe del viaggio, Stefano Guindani ha testimoniato ad esempio gli sviluppi di un progetto in Kenya: qui, nel deserto del Chalbi – una delle zone più inospitali dell’Africa – alcune tribù locali hanno dato vita a un piccolo centro abitato chiamato North Horr. In questo contesto, l’organizzazione Amref ha avviato Heal, iniziativa che punta a cambiare radicalmente il rapporto di interdipendenza tra uomo e ambiente. È solo una delle ricerche riportate nel progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali, il cui obiettivo è esplorare sia gli effetti dell’uomo sull’ambiente sia gli interventi possibili per costruire un futuro realmente sostenibile. Tale filosofia si inserisce nelle attività portate avanti dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, da sempre impegnato nella costruzione di soluzioni in linea con i Sustainable Development Goals dell’ONU. È anche il motivo per cui le proposte di Banca Generali sono sempre più indirizzate verso il cruciale ambito degli investimenti sostenibili ESG.

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Le località migliori per fare surf in Sardegna

La Sardegna non è solo una meta eccellente per gli amanti della natura, è anche una delle migliori località per fare surf, grazie alla qualità dei suoi venti e delle sue mareggiate, che permettono ai surfisti di praticare questo sport per oltre 200 giorni all’anno, ad aprile-maggio e in autunno. Le località migliori in cui praticare surf in Sardegna si trovano lungo la costa occidentale, essendo questa la parte più incontaminata dell’isola, dove non è presente il turismo di massa e si possono trovare onde in grado di arrivare anche ai 3-4 metri di altezza. Scopri tutti i collegamenti marittimi per la Sardegna su www.traghettolivornoolbia.it. In questo articolo, vediamo alcuni dei posti migliori in cui recarsi per praticare questo bellissimo sport!

La spiaggia di Capo Mannu a Oristano

Considerato in assoluto il paradiso dei surfisti, Capo Mannu dopo essere stato scoperto alla fine degli anni Ottanta, diventa ben presto una delle mete più ambite, sia a livello nazionale che internazionale.  Cosa rende questo posto così speciale? Essendo la baia esposta a sud-ovest, il maestrale arriva a creare onde alte anche 4 metri.  Punto di inizio della Penisola del Sinis, questo spot è consigliato soprattutto ai surfisti più esperti, dato il fondale roccioso e la presenza di forti correnti; a pochi km di distanza si trova invece Mini Capo, dove è possibile trovare numerose scuole di surf e surf camps, adatte anche ai principianti.

Fare surf a Buggerru

Spostandoci più a sud lungo la costa troviamo Buggerru, altro posto magico dove praticare surf in Sardegna. Cosa ha di particolare questa località? Poco affollato e caratterizzato da fondali sabbiosi e da mareggiate frequenti, è il luogo ideale per surfisti con poca esperienza. Inoltre, la posizione strategica in cui si trova questo territorio, gli permette di essere esposto costantemente alle perturbazioni atlantiche, africane e continentali, col risultato di avere molti giorni surfabili all’anno. Buggerru si divide poi in diverse località: il Molo, dove sono generalmente presenti le onde migliori, Portixeddu, indicata maggiormente per i surfisti più esperti, e infine San Nicolò, adatta sia ai principianti che ai surfisti professionisti.

La Baia di Chia e le sue bellezze

Per ultimo, ma non per importanza, la bellezza dei paesaggi e delle spiagge presenti nella Baia di Chia, a soli 50 km da Cagliari. Bagnata dal Mar Tirreno, è una delle mete più ambite dai surfisti, soprattutto durante la stagione invernale, meno affollata rispetto a quella estiva. Dato il fondale sabbioso con presenza di rocce di granito, questa località è consigliata in questo caso principalmente a surfisti con un livello medio-alto di esperienza, che saranno senz’altro in grado di godersi le onde che raggiungo anche i 4 metri di altezza.

Come abbiamo visto, le località per fare surf non mancano: dal nord al sud la Sardegna offre paesaggi suggestivi e onde alte per chi vuole impegnarsi in questo bellissimo sport, così come opportunità sia per i surfisti più esperti che per i principianti. Il consiglio è di visitare questi luoghi in autunno, quando sono meno affollati, così da poter godere del mare e delle sue bellezze in assoluta tranquillità!

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Oro Contro Inflazione e Crisi Economica Senza Fine

Oro è questa una delle poche difese che oggi hanno retto contro gli effetti negativi di inflazione e crisi economica, un rimedio vecchio quanto il mondo il cui valore non è stato intaccato nemmeno dalla tossicità dell’attuale sistema finanziario che si basa su un castello di carta chiamato valuta fiat.
Per oro da investimento in grado di resistere, almeno fino ad oggi, ad ogni crisi o dissesto di tipo finanziario si intende il lingotto in oro fisico da acquistare e detenere personalmente senza intermediari.
Acquistando lingotti da investimento entriamo in possesso di una riserva non solo in grado di mantenere il valore ma anche di essere monetizzato in modo diretto presso banchi metalli o attività come questo compro oro Firenze.
Questo vecchio metodo è stato utilizzato anche in passato per preservare il valore del la propria ricchezza durante momenti storici di particolare gravità come le guerre chi deteneva oro ha atteso il passare degli criticità per poi utilizzare il prezioso metallo per ricostruire o semplicemente per sopravvivere in momenti in cui la moneta aveva perso il suo valore.
Nonostante il momento attuale sia ben lontano da eventi di quella natura ed entità sono stati molti gli investitori che hanno convertito parte dei propri soldi in oro acquistandolo sotto forma di lingotti da investimento.
Una scelta che una certa parte della finanza non approva in quanto il prezioso metallo giallo non da dividendi.
La questione dividendi non è però un argomento sufficiente in quanto si tratta sempre di più di interessi minimi che non riescono nemmeno lontanamente a coprire l’attuale tasso di inflazione che si avvicina sempre di più alla doppia cifra.
Difficile trovare un asset che negli ultimi 20 anni sia cresciuto come la quotazione oro anche sommando i dividendi eventualmente accumulati e non spesi nel tempo.
20 anni fa il prezzo aureo si aggirava sugli 11 euro oggi il suo valore si avvicina ai 60 euro al grammo, una differenza che si commenta da sola e che può trovare confronti solo con le tanto discusse criptovalute ma solo in quei casi in cui siano state acquistate quando ancora non valevano nulla.

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