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13 Ottobre 2021

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Edilizia ed ambiente: i due mondi conciliati da Tecnicaer Engineering, guidata da Fabio Inzani

Fabio Inzani è Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Tecnicaer Engineering, con la quale è riuscito a trovare un equilibrio tra la sostenibilità ambientale ed il settore dell’edilizia.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: in Tecnicaer Engineering abbiamo trovato un punto di incontro tra edilizia e sostenibilità

Da un lato c’è il comportamento passivo e attivo degli edifici e dall’altro l’impellente necessità di ottimizzare l’efficienza energetica degli stessi: due mondi apparentemente opposti che adesso devono incontrarsi per la salvaguardia del pianeta. Nonostante il compito non facilissimo, alcune realtà come la società guidata da Fabio Inzani stanno riuscendo nell’intento, grazie ai prodotti dell’ingegneria innovativa. Tecnicaer Engineering è infatti una società di ingegneria integrata e innovativa che dal 2015 ha adottato un approccio, ormai consolidato, che prevede l’interazione tra tutte le componenti del sistema edilizio, resa possibile dall’impiego di sofisticati strumenti di modellazione digitale parametrica. Tale approccio è stato già utilizzato dalla società in diversi interventi, tra i più recenti vi è la riqualificazione del Centro di addestramento della Polizia di Nettuno, quella dell’Ospedale del Mugello e, infine, quella del nuovo Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.

Una lente di ingrandimento sulla metodologia utilizzata dalla società guidata da Fabio Inzani

I sistemi di modellazione digitale parametrica messi a punto dal team di Tecnicaer Engineering prevedono la creazione di una replica digitale del complesso edilizio, in gergo chiamata digital twin, la quale simula il comportamento reale del sistema edificio-impianto per poter ottimizzare il suo funzionamento ancora prima che venga effettivamente costruito. Nei recenti interventi portati avanti dalla società guidata da Fabio Inzani, sono state eseguite con questo metodo diverse operazioni. Tra queste: le simulazioni fluidodinamiche che hanno lo scopo di perfezionare la climatizzazione degli ambienti; le analisi energetiche dinamiche che vengono fatte per ottenere degli andamenti sovrapponibili ai reali fabbisogni energetici quotidiani e la previsione della spesa energetica annua; le indagini sul comportamento attivo dell’involucro edilizio che permettono di valutare il beneficio sui fabbisogni energetici e sul regime dei sistemi impiantistici; l’autoapprendimento dei sistemi di generazione che consentono di attivare degli algoritmi capaci di adattare il regime al punto di massimo rendimento di generazione e di emissione dei terminali.

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Italian Energy Summit, Stefano Donnarumma (Terna): “18,1 miliardi su transizione energetica”

Transizione green, l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma spinge sulle infrastrutture: "Al lavoro su importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma porta la testimonianza di Terna all’Italian Energy Summit

Transizione energetica e sostenibilità sono stati i temi centrali della 20esima edizione dell’Italian Energy Summit. Durante la due giorni promossa da "Il Sole 24 Ore" i principali attori dell’energia hanno discusso e analizzato trend e prospettive future del settore. Tra gli ospiti dell’evento anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Stefano Donnarumma. Il manager, alla guida del gestore della rete elettrica nazionale da maggio 2020, ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture, fondamentali per portare a compimento il percorso green avviato dal Paese. "Terna è al centro della transizione energetica in quanto gestore e implementatore del sistema di trasmissione nazionale – ha dichiarato l’AD e DG – La testimonianza che portiamo oggi è quella di una forte spinta sugli investimenti infrastrutturali per raggiungere gli obiettivi dell’agenda ONU al 2030". Per supportare la transizione, il Gruppo ha messo in campo 18,1 miliardi di euro nei prossimi dieci anni: "Quello che dobbiamo fare – ha detto Stefano Donnarummaè realizzare importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".

Stefano Donnarumma (Terna): "Per raggiungere obiettivi Onu serve condivisione"

Un terzo delle risorse a disposizione si concentrerà in particolare sulle infrastrutture marine: "L’infrastrutturazione è il punto forte – ha spiegato Stefano Donnarummain questo Piano industriale abbiamo un buon terzo degli investimenti totali che sono su cavi sottomarini, e che consentono di utilizzare quindi la dorsale come supporto di integrazione di quelle continentali". L’impegno di Terna come abilitatore non è tuttavia sufficiente. Per rendere l’Italia un Paese più green è fondamentale il ruolo delle imprese, in particolare quello delle Pmi: "Bisogna mettere a sistema piani e programmi, condividere anche modalità, metodi e approcci. Oggi c’è molta iniziativa autonoma, un po’ estemporanea e ci sono regole del gioco che rendono difficile l’implementazione". Stefano Donnarumma appare dunque ottimista sul futuro sostenibile dell’Italia: "Credo che saremo in grado di raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Anche se oggi dobbiamo focalizzarci soprattutto e primariamente sugli obiettivi di medio termine".

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Aussafer acquisisce Ramo: il contributo di 21 Invest, guidata da Alessandro Benetton

Alessandro Benetton, fondatore e Presidente di 21 Invest, ha commentato con entusiasmo la nascita di un nuovo polo dell’acciaio a Nord Est: Aussafer, partecipata della società di private equity, ha acquisito Ramo, da 50 anni attiva nel settore della lavorazione dell’acciaio.

Alessandro Benetton

Aussafer, nel portafoglio di 21 Invest (guidata da Alessandro Benetton), acquisisce Ramo

Aussafer, azienda friulana, è leader nella lavorazione dei metalli ad alta tecnologia. L’attività fa parte da dicembre 2020 del portafoglio di 21 Invest, gruppo di investimento europeo fondato e guidato da Alessandro Benetton. Aussafer ha di recente concluso l’acquisizione di Ramo, altra azienda friulana attiva nel medesimo settore: si tratta di un’operazione strategica, che consente alla società nel portafoglio di 21 Invest di acquisire una tecnologia sinergica e complementare a quella del taglio laser, con significative opportunità di cross-selling. La squadra di Ramo, guidata da Marco De Sabbata, è attiva da oltre 50 anni nella lavorazione dell’acciaio con applicazione della tecnologia dello stampaggio a freddo e del taglio laser. Lo stabilimento di Povoletto, in provincia di Udine, è animato da una squadra giovane e competente. I prodotti, indirizzati in particolar modo ai settori della refrigerazione e dell’arredamento, interessano Germania ed Austria, aree strategiche per lo sviluppo del Gruppo Aussafer: l’operazione rientra quindi nella tipica strategia di 21 Invest, fondata e guidata da Alessandro Benetton, utile a supportare e far crescere le aziende italiane dal grande potenziale.

Aussafer-Ramo: il commento di Alessandro Benetton

Con l’operazione Aussafer si consolida nel suo settore, raggiungendo un fatturato di circa 50 milioni già nel 2021. Soddisfatto il fondatore e Presidente di 21 Invest Alessandro Benetton, che ha così commentato: "Questa operazione è un segnale importante del percorso di crescita condiviso che stiamo strutturando con Aussafer, nonché un primo passo concreto verso l’obiettivo di creazione di un polo industriale della lavorazione dell’acciaio ad alta tecnologia". Alessandro Benetton ha quindi menzionato Michael Porter e la sua storica teoria dello "Shared Value", fondante per il modus operandi di 21 Invest. "Con Aussafer sposiamo appieno la teoria dello "Shared Value" di Michael Porter, applicata in Italia dalle aziende partecipate da 21 Invest, accompagnando la crescita di un’azienda capace di creare valore economico e sociale per il suo territorio". Aussafer, guidata dalla famiglia Citossi, ha sede a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine. La sua produzione si concentra in particolare sull’elettromeccanica e prototipazione di motori elettrici, anche in ottica di mobilità sostenibile.

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Claudio Machetti: il percorso professionale in Enel

Claudio Machetti: dall’esordio presso il Banco di Roma al ruolo di Direttore della Global Energy and Commodity Management di Enel. Una carriera lunga oltre 30 anni.

Claudio Machetti

Il percorso manageriale di Claudio Machetti

Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line del Gruppo Enel dal 2017, Claudio Machetti, laureato in Scienze Statistiche, esordisce professionalmente presso il Banco di Roma, prima come impiegato nella filiale di Milano e più tardi in qualità di analista finanziario nella Direzione Centrale di Roma. Nel 1990 viene nominato Vicedirettore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari e nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane. Presso la compagnia ferroviaria, Claudio Machetti viene nominato Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e nel 1996 Direttore della Finanza Operativa. Negli stessi anni collabora alla fondazione di Fercredit, la società finanziaria di cui sarà anche Amministratore Delegato.

Claudio Machetti: gli incarichi in Enel

Entrato in Enel nel 2000, Claudio Machetti ricopre inizialmente il ruolo di Responsabile dell’Area Finanza e parallelamente contribuisce alla creazione di Enelfactor, di cui diventa Amministratore Delegato. Più tardi viene nominato Presidente di Fondenel (fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel) e Fopen (fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo), ricoprendo dal 2005 al 2009 anche il ruolo di Direttore Finanziario. Dal 2009 al 2014 si occupa della Direzione Risk Management in qualità di Direttore e nel 2014 entra nella Direzione della Global Trading (oggi denominata Global Energy and Commodity Management Business Line), di cui è tuttora Direttore.

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Carlotta Ventura: A2A premiata da GAIA Rating per le performance ESG

Carlotta Ventura, Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs di A2A, ha posto l’accento sul percorso compiuto dal Gruppo per coniugare la sostenibilità alle strategie aziendali.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: fondamentale un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG

A2A leader di settore in termini di performance ESG (Environmental, Social and Governance): l’ottimo risultato emerge dalla valutazione compiuta da GAIA Rating, agenzia di rating non-finanziario appartenente al Gruppo Ethifinance e specializzata nella valutazione delle prestazioni ESG. "Questo nuovo riconoscimento premia la strada intrapresa da A2A volta a integrare in modo sempre più marcato la sostenibilità all’interno della strategia aziendale", così Carlotta Ventura in merito all’importante riconoscimento ricevuto. In particolare, con un risultato complessivo di 77 punti su 100, la Life Company ha distanziato di ben 26 punti la media raggiunta dal settore "Conventional and Renewable Energy Producer". La performance del Gruppo si è attestata in continua crescita nell’ultimo triennio, con risultati ottimi in tutte le dimensioni: Governance (70/100), Social (82/100), Environment (82/100) e External Stakeholders (73/100). "Un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG", ha aggiunto Carlotta Ventura, si rivela "fondamentale", nella consapevolezza che "oggi e sempre di più scegliere valori responsabili significa anche migliorare le proprie performance finanziarie".

Carlotta Ventura: il percorso di A2A per lo sviluppo sostenibile

Come evidenziato da Carlotta Ventura, il riconoscimento avvalora la direzione che A2A ha intrapreso da tempo in termini di sostenibilità, un ambito di rilievo che rappresenta le fondamenta del progetto di Life Company avviato con il Piano Industriale 2021-2030. Un piano industriale "disegnato da un nuovo vertice che pensa all’azienda in un contesto europeo e che decide di guardare a un orizzonte temporale di lungo periodo". Si tratta di un passaggio di grande significato valoriale che, nel rebranding guidato dalla stessa Carlotta Ventura, ha marcato appunto la trasformazione di A2A da multiutility a Life Company: una realtà che rafforza la propria vicinanza alle persone puntando sempre più su sostenibilità e uso circolare delle risorse naturali.

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Tour enogastronomico dell’isola d’Elba

L’isola dell’Elba viene considerata la più grande delle isole dell’arcipelago toscano che comprende Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio, Giannutri. L’isola è caratterizzata da un clima prettamente mediterraneo e la macchia mediterranea domina tutto il paesaggio. Nel corso dei secoli la vegetazione è molto cambiata, un tempo l’isola era costituita da foreste di leccio di cui oggi rimangono poche specie; la palma nana o palma di San Pietro rimane presente in zone specifiche tra cui Monte Grosso. In prossimità del Monte Capanne, la cima più alta dell’isola d’Elba, si trovano boschi dominati da alberi quali il castagno, il tasso, l’agrifoglio, il ginepro rosso, ontano nero e napoletano, ornello, biancospino, pero corvino, pervinca minore, felce reale, giglio rosso. La leggenda narra che la nascita di Venere Tirrenica dalle profondità marittime abbia a che vedere con la creazione delle varie isole dell’arcipelago toscano perché le perle della Venere caddero in un pezzo di mare ove oggi si trovano le varie isole. L’isola d’Elba è facilmente raggiungibile con il traghetto, visita il portale www.elbatraghetti.it, potrai visionare tutte le tratte, i costi per raggiungere l’isola.

Tour enogastronomico

Vi sono molte località dove si possono gustare i prodotti tipici di questa meravigliosa isola verde che accoglie i turisti e li ammalia con tutte le sue prelibatezze culinarie. La cucina tipica dell’isola d’Elba è caratterizzata da erbe aromatiche e piante selvatiche perché vengono utilizzate per realizzare le famose zuppe di legumi. Solitamente se passeggiate potrete tranquillamente trovare piante di rosmarino, lentisco, capperi, aglio selvatico, ginepro. Grazie a queste erbe di cui l’isola ne produce quantità molto elevate vengono ricavati anche degli ottimi liquori come quello di Mortella realizzato con la pianta di mirto, nepitella e semi di finocchio. Il dolce tipico che troverete all’Elba è la schiacciata briaca, realizzato con frutta secca e Alchermes che inzuppato nel vin santo diventa una vera e propria delizia.

Portoferraio

Questa piccola cittadina con vista sul porto antico vi ospita per degustare all’Osteria Libertaria una fantastica ed indimenticabile tagliata di tonno il tutto accompagnato da una meravigliosa crosta realizzata con i pistacchi. Altra specialità della casa è il famoso caffè alla Libertaria, si tratta di una schiuma di caffè alla cui base troverete una favolosa cioccolata allo stato liquido. Sempre a Portoferraio è possibile prenotare un posto in un’altra osteria, Pepe Nero, dove il tutto è rigorosamente servito sfruttando ciò che il mare accoglie. Al Pepe Nero potrete trovare razze, gamberi, seppie allo zenzero e tutto quello che il mare quel giorno dona ai pescatori.

Osteria del Noce

Il nome di questa osteria deriva dalla sua vicinanza ad un albero di noce. La sua peculiarità è data dal recupero di un vecchio casolare e rimodernato ad osteria dove è possibile degustare tutti i piatti tipici della cucina dell’isola d’Elba fra cui zuppa di pesce e fagioli, frittura di paranza, Corzetti con noci, capponcello al finocchietto selvatico.

Civico Treunotre

La città di Carpani ospita una trattoria in grado di unire in maniera semplice i piatti tipici toscani siano essi di terra e di mare. Il civico Treunotre ha come scopo quello di rievocare vecchi ricordi legati alla terra toscana, i piatti sono realizzati con prodotti raccolti di stagione e lo chef è in grado di esaudire le richieste per tutti i tipi di palato.

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Creme e prodotti per il corpo: come sceglierli

Ad oggi una delle componenti più importanti nella vita dell’uomo è l’attenzione all’estetica e alla salute. In particolare c’è stato un incremento dell’interesse verso le tecniche di cura e prevenzione per l’invecchiamento corporeo. Esistono infatti numerosi trattamenti sia topici che chimici, appositamente studiati per prevenire i segni dell’invecchiamento. Naturalmente, molto spesso le soluzioni chimiche richiedono l’impiego di macchinari specifici, e risultano estremamente costose. Per questo motivo le aziende e le case farmaceutiche con il tempo, hanno iniziato a lavorare sulla realizzazione di prodotti specifici, in relazione alle diverse problematiche legate alla pelle. Molto spesso alcune persone non danno importanza alla cura del corpo, ma piuttosto a quella del viso. Si tratta di un errore molto comune che a lungo termine potrebbe comportare delle problematiche legate alla cura e alla prevenzione. Per questo motivo, è necessario informarsi adeguatamente e scegliere pochi prodotti, ma validi, e che possano soprattutto prevenire le molteplici malattie o problematiche corporee. Per scegliere correttamente un prodotto, e per conoscere le informazioni e gli ingredienti di composizione, è possibile visitare il sito web Biotiful.it.

La scelta delle creme e dei prodotti per il corpo

Si tratta forse di uno dei tasselli più importanti, spesso, infatti, le persone disinformate acquistano prodotti realizzati con ingredienti chimici e pessimi per la pelle. Prima di acquistare un prodotto, è necessario informarsi sulla composizione e sui principi attivi di quest’ultimo. In commercio esistono moltissimi prodotti per la cura della pelle e del corpo, ognuno dei quali differisce per caratteristiche di composizione e finalità. È necessario quindi, scegliere quello più indicato al proprio tipo di pelle, considerando i principi attivi e funzionali. Bisogna ricordare che esistono molteplici tipi di pelle, e di conseguenza vi sono trattamenti del corpo molto diversi tra loro. I prodotti più impiegati per la cura della pelle e del corpo sono; crema latte, balsamo, crema idratante, burro corpo e lozioni. Si tratta dei prodotti più indicati che riescono a idratare a fondo la pelle, rendendola più morbida e contrastando la secchezza.

I migliori ingredienti

Esistono numerose creme per il corpo in commercio, prima di acquistarne una è essenziale conoscerne l’inci, ovvero l’etichetta relativa alla composizione del prodotto e gli ingredienti contenuti in esso. Le problematiche più diffuse sono quelle legate alla pelle disidratata e secca. Oltre ai fattori genetici, possono influire anche fattori climatici; freddo, vento o ambienti estremamente caldi. Per contrastare questo tipo di problematiche, oltre a bere una quantità sufficiente di acqua è necessario utilizzare delle creme che possano apportare sostanze funzionali al nostro corpo.

Le creme corpo agiscono secondo la perdita d’acqua; tutti i prodotti applicati, infatti, vanno a creare un film che contrasta la perdita di acqua corporea. Queste sostanze possono essere propriamente chimiche come la glicerina. Naturalmente è necessario conoscere l’etichetta dei prodotti, perché spesso sul web ci sono informazioni ingannevoli che possono quindi compromettere l’effettiva efficienza delle creme corporee. Le sostanze contenute nei prodotti devono quindi essere di facile tollerabilità per il corpo.

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Gianni Lettieri: il Presidente di Atitech tra i sostenitori del referendum sulla giustizia

Durante la partecipazione alla raccolta firme de "Il Riformista", Gianni Lettieri ha spiegato le motivazioni del suo appoggio al referendum sulla giustizia.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: referendum sulla giustizia, perché una riforma è necessaria

Prosegue la campagna referendaria sulla giustizia promossa dal Partito Radicale e dalla Lega. Uno degli ultimi appuntamenti si è svolto a Napoli, nei pressi di piazza Giovanni Porzio, dove il quotidiano "Il Riformista" ha organizzato una settimana di raccolta firme a sostegno del referendum "Giustizia Giusta". Tra i firmatari anche Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, società leader nella manutenzione degli aeromobili. L’imprenditore napoletano si è detto fermamente convinto della necessità di una riforma della giustizia: "Sarebbe un tassello importante nel percorso di modernizzazione del Paese, se si pensa che molti imprenditori stranieri hanno paura di investire in Italia anche per la pesante ingerenza di alcuni magistrati". Insostenibile il sentimento negativo sempre più diffuso nei confronti del sistema giudiziario, alimentato dai numerosi scandali che hanno colpito la magistratura negli ultimi anni: "Un’eventuale riforma – ha commentato Gianni Lettieriandrebbe nell’interesse di tantissimi bravi magistrati che svolgono il loro dovere con responsabilità e diligenza, e che purtroppo devono scontare anche i disastri di quei pochi colleghi che lavorano in senso opposto".

Gianni Lettieri (Atitech): "Il nostro è un Paese dove chiunque risponde delle proprie azioni"

Nello specifico, sono sei i quesiti contenuti nel referendum. Centrale il secondo, dedicato alla responsabilità diretta dei giudici: "Il nostro è un Paese dove chiunque risponde delle proprie azioni – ha dichiarato Gianni Lettierie, di conseguenza, non è concepibile che una parte della popolazione venga esclusa". L’obiettivo del quesito è, infatti, quello di equiparare i giudici a tutti gli altri funzionari e dipendenti di Stato ed Enti pubblici. Completano il referendum la richiesta di modificare il sistema di candidature del CSM, troppo incentrato sulle correnti interne, la prevenzione degli abusi in merito alle misure cautelari e infine la possibilità di presenza e di voto nei consigli giudiziari estesa ad avvocati o esperti di diritto. Oltre a Gianni Lettieri, tra i partecipanti delle giornate promosse da "Il Riformista" anche altre personalità di spicco come Giuseppe De Angelis, Presidente del Consiglio di disciplina del distretto della Corte di appello di Napoli, e Luigi Bobbio, ex pm anticamorra, senatore e oggi giudice presso il Tribunale di Nocera Inferiore.

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Italchimica di Alessandro Fioretto sceglie la cooperativa “Riesco” come fornitore del catering

La cooperativa sociale “Riesco” diventa fornitore ufficiale della mensa di Italchimica, realtà padovana guidata da Alessandro Fioretto attiva nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca.

Italchimica

Italchimica, Alessandro Fioretto: con “Riesco” la partnership andrà oltre la ristorazione

Nata in un garage di Padova, in poco meno di 20 anni Italchimica è diventata una delle più importanti aziende italiane di detergenti professionali e cosmetici. Oggi la creatura di Alessandro Fioretto conta 174 dipendenti, 9 marchi di proprietà e prodotti distribuiti in oltre 50 Paesi. Un successo possibile grazie ad una politica aziendale basata su valori come italianità, trasparenza e innovazione. A questi si aggiunge un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale. Non sorprende dunque che Italchimica abbia recentemente deciso di avviare una partnership con la cooperativa sociale “Riesco”, che dal 2005 offre servizi di ristorazione di qualità contribuendo contemporaneamente all’integrazione lavorativa delle persone affette da disabilità. La realtà di Saccolongo (PD) è infatti il nuovo fornitore continuativo del catering aziendale per la mensa interna. L’obiettivo della realtà guidata da Alessandro Fioretto è quello di rafforzare il legame tra i dipendenti e le comunità locali, contribuendo a creare un futuro sempre più inclusivo. Ecco perché la partnership non si limiterà alla ristorazione, ma anche alla promozione di iniziative in sinergia con i dipendenti della Cooperativa.

Alessandro Fioretto: Italchimica per il sociale tra “Riesco”, “Treedom” e “Green Change Matters”

Il percorso intrapreso con “Riesco” rappresenta un ulteriore step del progetto di sostenibilità portato avanti da Italchimica. Dal 2019 la società, sotto la spinta del CEO Alessandro Fioretto, ha infatti dato il via a “Green Change Matters”. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione dei primi due Rapporti annuali di Sostenibilità, a testimonianza dell’impegno preso nei confronti di tutti gli stakeholder. Per quanto riguarda il tema ambientale, tra gli obiettivi principali della strategia di Italchimica figura la carbon neutrality. La recente adesione al programma “Treedom” va appunto in questa direzione. L’azienda di Alessandro Fioretto, con un impegno triennale, provvederà infatti a finanziare la piantumazione di alberi nei Paesi in via di Sviluppo. Si tratta di un’iniziativa che da un lato consente di compensare le emissioni di CO2 e allo stesso tempo contribuisce alla sussistenza economica e alimentare dei territori. 29 gli alberi piantati nel 2020, con un compenso di emissione di circa 2 tonnellate di anidride carbonica. Per il 2021 Italchimica prevede di superare quota 30.

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Costruire edifici ecosostenibili: l’esempio di Antonio Franchi

Antonio Franchi ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli edifici.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: cosa vuol dire architettura sostenibile?

La pressante necessità dettata dalla crisi climatica di trasformare il mondo dell’edilizia in una realtà green, e quindi sostenibile, ha portato spesso ad abusare del termine “sostenibilità”, soprattutto nell’ambito del progetto. Il lavoro svolto da professionisti del settore come il team di The Residenze, società specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma e guidata da Antonio Franchi, potrebbe aiutare a fare luce sul concetto di architettura sostenibile. Dal momento in cui l’attenzione all’ambiente non può essere realmente quantificata e definita, ciò che si può fare è prendere in considerazione una serie di fattori che, nel loro insieme, contribuiscono enormemente a ridurre l’impatto ambientale di un edificio e renderlo quindi più sostenibile. Come si evince dall’attività svolta da The Residenze, tali fattori riguardano ad esempio l’utilizzo di materiali non nocivi, l’impiego minimo di risorse non rinnovabili e lo sfruttamento di energie alternative come quella solare.

Antonio Franchi: il progetto di Palazzo Ravasio

Un esempio di approccio di tutela e di cultura volto alla costruzione o rivalorizzazione di un edificio a basso impatto ambientale lo si ritrova nel progetto a cui sta lavorando la società guidata da Antonio Franchi, e che ha come oggetto l’antico edificio veronese di Palazzo Ravasio. Lo storico palazzo, il cui fabbricato risale al 1924, è attualmente soggetto a un processo di rivalorizzazione che intende unire lo stile e l’eleganza alla sostenibilità e l’innovazione, dando vita a un edificio che rispecchia la cultura e l’attenzione all’ambiente. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un edificio a “triplo zero”, vale a dire a zero emissioni, zero consumo di energia e zero residui, il team di The Residenze effettua una serie di scelte riguardanti ad esempio la selezione di materiali rinnovabili e rigenerabili e l’installazione di impianti moderni ed in linea con le richieste della transizione energetica. Inoltre, l’impiego di nuove risorse come lo smart facility management permette ulteriormente di ottimizzare la gestione degli edifici, riducendo gli sprechi, migliorando il comfort degli occupanti e portando al minimo l’impatto ambientale.

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Imprese italiane, che batosta: i rincari delle materie prime costano 46,2 mld l’anno

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  • 13 Ottobre 2021

I prezzi delle materie prime che salgono, creano un bel problema alle piccole e medie imprese italiane. Molte di esse infatti stanno vivendo una impennata dei costi di produzione, che alla fine si trasmette sul fatturato. E in definitiva questo mina la già difficile ripresa nell’era post-Covid.

Un grosso problema per le imprese italiane

impreseOccorre rimarcare che le piccole e medie imprese italiane sono circa 848mila, e impiegano oltre 3 milioni di addetti. Se vanno in difficoltà loro, va in difficoltà tutta l’economia.
Anche perché l’aumento dei costi da sostenere si traduce in un minor valore aggiunto e in una minore propensione ad investire. Ciò compromette i processi di innovazione ma anche i progressi nel lavoro, visto che le aziende in alcuni casi sono costrette a utilizzare gli ammortizzatori sociali, nonostante la ripresa degli ordinativi.

Prezzi delle materie prime alle stelle

Secondo gli ultimi dati, durante il mese di agosto i prezzi delle materie prime hanno avuto un incremento del 31,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Non si tratta soltanto di energia, ma anche di materie prime non energetiche. Ma quel che è peggio è che gli indicatori inversione trend non danno ancora segnali che la situazione a berve cambierà.
Alla fine tutto questo aumento si traduce in un peso di ben 46,2 miliardi su base annua. Di questi, la maggior parte (29,8 miliardi) finisce per gravare sulle piccole imprese della manifattura no food. Altri 12,1 miliardi colpiscono le aziende che operano nel settore delle costruzioni. I restanti 4,3 miliardi si abbattono sulle aziende impegnate nella produzione alimentare.

C’è chi deve fermare la produzione

Per alcune piccole imprese (e parliamo anche di aziende famose nel mondo) si tratta di una batosta per il bilancio. Ma in molti casi anche per la produzione stessa. Il prezzo troppo elevato delle materie prime infatti, rende impossibile l’approvigionamento di tutto quello che occorre per l’attività.

Spesso accade che le aziende devono rinunciare a lavorare, per via delle materie prime troppo care e spesso introvabili. In particolare questo accade nel mondo delle costruzioni. Secondo alcuni dati, quasi una impresa su 10 ha affermato di avere problemi a lavorare per via della scarsità di materiali.
Bisogna rimarcare che sulle materie prime sono anche in atto delle manovre speculative. Insomma, sui rincari c’è chi ci sta marciando.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA MITO E REALTÀ. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori.

Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori “Intelligenza artificiale tra mito e realtà”, Edito da Rubbettino. Un viaggio che parte da Turing e dai suoi esperimenti e arriva a delineare il futuro dell’Intelligenza artificiale e dell’umanità.

Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale delineano cambiamenti rapidi e diffusi delle interazioni tra le persone ed i sistemi dotati di capacità di ragionamento. Si aprono nuove possibilità della IA, anche in sinergia con sistemi robotici, in qualità di assistenti degli esseri umani nello svolgimento di vari compiti come il lavoro, la ricerca di informazioni in Rete ed in generale la soluzione di problemi. Di conseguenza è necessario affrontare nuove problematiche di etica applicata che rendono opportune riflessioni intorno a dignità, identità e sicurezza della persona umana, in merito all’accesso equo alle risorse tecnologiche, alla responsabilità individuale o collettiva e alla libertà di ricerca.

Il volume di Giancarlo Elia Valori, Top manager e grande protagonista delle Relazioni internazionali, Presidente di International World Group, consente anche al lettore non esperto della materia, di apprezzare i temi sia etici che tecnologici che ruotano intorno all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.

Un brano dalla prefazione di Oliviero Diliberto.
“Il libro che avete tra le mani indaga l’intelligenza artificiale con lo spirito giusto mettendo cioè da parte ogni vecchia certezza tolemaica affrontando “senza rete” una materia così inedita e complessa, per molti aspetti sconvolgente. E’ un libro che studia questi fenomeni in modo coraggioso ed altruista. Valori parte dalla storia del fenomeno, da quel genio assoluto di Alan Turing, che ne è stato il pioniere indiscusso, e giunge sino a delineare il futuro”.

Per informazioni: [email protected]

Note sull’autore

Giancarlo Elia Valori e? uno dei piu? importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose societa? italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente e? Presidente dell’International World Group

Inoltre e? presidente onorario di Huawei Italia nonche? detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 e? ambasciatore di buona volonta? dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Acade?mie des Sciences de l’Institut de France.

Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro e? gia? qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

Sito web di International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

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Mario Melazzini: il percorso professionale del medico a capo di ICS Maugeri S.p.A.

Mario Melazzini è un medico specializzato in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore nel campo dell’oncoematologia. È inoltre Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Società Benefit attiva nel settore della Medicina riabilitativa.

Mario Melazzini

Il percorso professionale di Mario Melazzini

Mario Melazzini nasce nel 1958 a Pavia, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi della città. È invece presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo che svolge la sua prima attività di tirocinio pratico e arriva a specializzarsi in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Divenuto medico convenzionato per l’esercizio della Medicina Generale, inizia a collaborare con la Fondazione Salvatore Maugeri, la quale nel 1995 gli offre un incarico presso il Servizio di Medicina del Lavoro di Veruno. Viene in seguito promosso, dapprima al ruolo di Primario e poi a quello di Dirigente Responsabile, entrambi gli incarichi svolti nel Centro Medico di Pavia – Via Maugeri. Nel 2003 diventa Dirigente Responsabile di ruolo presso l’U.O. di Oncologia II° e nel 2007 presso l’U.O. di Oncologia I°. Dal 2009 al 2011 ricopre invece il ruolo di Direttore del Centro medico di Milano della Fondazione Maugeri. Dopo una serie di esperienze in ambito istituzionale, nel gennaio del 2016 Mario Melazzini assume la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e nel novembre dello stesso anno ne diventa Direttore Generale. Ottiene poi un Master di secondo livello in Economia e Management della sanità, conseguito presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e inizia a ricoprire importanti ruoli all’interno di ICS Maugeri S.p.A. È stato Direttore Scientifico centrale di ICS Maugeri e Direttore Generale dell’IRCCS Maugeri Pavia. Oggi è Amministratore Delegato della Società.

Mario Melazzini: la diagnosi di SLA e l’impegno a favore delle cure per le malattie neuromuscolari

Nel 2003 un evento cambia per sempre la vita di Mario Melazzini, sia dal punto di vista personale che professionale: gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, comunemente conosciuta con la sigla SLA. Dal momento della diagnosi, decide di impegnarsi su questo fronte e arriva a ricoprire importanti incarichi come quelli di: Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo (specializzato nella diagnosi e cura delle malattie neuromuscolari), Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrifica – Aisla Onlus, Presidente di Arisla (la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrifica) dal 2007 al 2016 e Segretario Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap (dal 2007 al 2012).

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Massimo Rizza: il profilo del commercialista onorato con la medaglia del Collegio dei Ragionieri

Dopo anni di impegno profuso prima nella Cassa dei Ragionieri e poi nell’ODCEC di Milano, oggi Massimo Rizza guida lo Studio omonimo che ha contribuito a fondare.

Massimo Rizza

Massimo Rizza: gli studi e le prime attività

Volto noto nel settore della contabilità lombarda, Massimo Rizza ha fin da subito affiancato alla sua carriera professionale un’intensa attività a supporto della categoria. Ottenuto il diploma di ragioniere e in seguito l’abilitazione alla professione, incomincia a sviluppare le sue competenze nello Studio fondato con il fratello, lavorando come commercialista e revisore legale. In quegli anni, oltre a conseguire la laurea in Scienze Economiche, prende forma anche l’impegno a livello sociale. Grazie alla nomina come delegato di Milano, diventa infatti membro della Cassa Nazionale dei Ragionieri, ruolo che ricopre fino al 2014. Parallelamente, Massimo Rizza si fa promotore anche di numerose iniziative a livello territoriale, in primis nell’ambito della diffusione della cultura tra i minori, e poi sostenendo attivamente organizzazioni come ad esempio l’Onlus Pane Quotidiano di Milano.

Massimo Rizza: gli anni dedicati all’ODCEC

Durante gli ultimi anni come membro della Cassa Nazionale, Massimo Rizza diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. L’apporto alla categoria gli vale una medaglia al merito da parte del Collegio dei Ragionieri di Milano e Lodi. È il 2014 quando entra a far parte del Consiglio dell’ODCEC, dove rimarrà in carica fino al 2020. Per un breve periodo svolge anche il ruolo di Segretario, con delega a diverse commissioni di studio (Bilancio integrato, Compliance e modelli organizzativi, Finanziamenti e bandi, Principi contabili, Semplificazione e startup). Tra i successi ottenuti anche l’Oscar di bilancio per le imprese non quotate promosso da FERPI. Conclusasi l’esperienza nell’Ordine, Massimo Rizza è tornato a dedicarsi completamente alle attività dello Studio, una realtà che oggi può contare su una squadra di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

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Gruppo Riva è pronto a cogliere le sfide della ripresa economica avviata nei primi mesi del 2021

Aumento della produzione e conseguente incremento del fatturato: gli investimenti da 88 milioni di euro hanno permesso a Gruppo Riva di avviare la ripartenza economica già nei primi mesi del 2021.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le problematiche del 2020

Nonostante la ripresa economica abbia ormai preso il via in pressocché tutti i settori, la diffusione del virus e il conseguente stato di emergenza hanno causato un arresto generale dell’economia mondiale. Numerose realtà hanno dovuto affrontare gli effetti causati dalla pandemia da Covid-19: tra queste Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano specializzato da oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica. I risultati in termini di bilancio economico raggiunti nel 2020 non sono paragonabili a quelli ottenuti nel 2019, lo scorso anno il Gruppo ha infatti registrato una diminuzione della produzione nonché un calo del fatturato. Gruppo Riva dispone di 5 stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania: circa l’89% del fatturato totale viene prodotto dalle controllate europee, circa l’11% dalle società italiane, mentre il profitto proveniente dai Paesi non europei è minimo. L’operatore siderurgico è ora concentrato sulla ripartenza già avviata all’inizio del 2021.

Gruppo Riva: la ripartenza del 2021

L’incremento della domanda e il rilancio dei prezzi sul mercato hanno permesso a Gruppo Riva di aumentare del 18% la produzione: il Gruppo è passato da 1.407 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nei primi mesi del 2020 a 1.666 milioni di tonnellate prodotte nello stesso periodo del 2021, confermando la ripresa economica. Con un investimento del valore di 88 milioni di euro, “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Il fatturato dell’attività è aumentato del 21% raggiungendo un valore che tocca 881 milioni. “In assenza di eventuali e ulteriori interventi governativi limitativi delle attività produttive è ragionevole presumere per il Gruppo Rfe un risultato in deciso miglioramento rispetto all’esercizio appena concluso”, hanno dichiarato i responsabili di Gruppo Riva, fiduciosi per i risultati che si potranno raggiungere in futuro.

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Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti “Serve new deal italiano sulla cultura”

Il mecenate è una figura in via di estinzione e il sostegno all’arte arriva sempre più da banche e fondazioni. Andrea Mascetti: “C’è bisogno di un grande progetto italiano per la cultura”.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Imprenditori e industriali sempre più sconnessi dalle dinamiche territoriali”

Durante il Rinascimento italiano le più importanti famiglie dell’epoca erano in competizione per assicurarsi gli artisti e gli artigiani più promettenti. I cosiddetti mecenati hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte e della cultura italiana: un esempio su tutti Lorenzo de’ Medici. Figure che nel corso dei secoli sono diventate sempre più rare. Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, è intervenuto sulle cause del fenomeno durante la sua recente partecipazione ad “A tu per tu”, format di interviste lanciato da Fondazione Sangregorio Giancarlo. Uno dei motivi principali della scomparsa del mecenate come singolo è da ricercarsi nell’evoluzione del mondo industriale. Se fino agli anni ’70-’80 i grandi industriali avevano ancora un forte legame con le comunità in cui operavano, questo si è fortemente indebolito per via dell’internazionalizzazione sempre più diffusa delle aziende. Al loro posto si sono inseriti soggetti privati organizzati, in particolare banche e fondazioni: “Sono un tessuto molto radicato su tutto il nostro territorio – ha detto Andrea Mascettisoprattutto nel nord Italia. Queste riescono a sopperire alla carenza di un mondo che ha perso un po’ la dinamica di appartenenza territoriale”.

Andrea Mascetti: “Il Paese ha bisogno di un grande progetto destinato alla cultura”

Al fenomeno che vede gli imprenditori sempre più “lontani” dai territori si aggiunge poi quello della difficoltà nel sostenere i costi di conservazione del patrimonio artistico e culturale privato. “Capita spesso – ha continuato Andrea Mascettiche le famiglie che non possono vantare l’agio di un tempo non riescano più a mantenere il proprio patrimonio intatto e soprattutto fruibile”. A completare il quadro le risorse sempre più limitate degli Enti locali. Problematiche a cui bisogna trovare al più presto rimedio. Una prima soluzione, secondo il Coordinatore di Fondazione Cariplo, potrebbe essere quella di agire a livello fiscale con l’obiettivo di potenziare le possibilità di spesa delle regioni. In questo modo, oltre ad ottenere una gestione più prossima ai territori, si andrebbe anche a rafforzare un’identità di appartenenza. Un singolo intervento che tuttavia dovrebbe essere propedeutico ad un vero e proprio “new deal” della cultura italiana che coinvolga tutti, dai cittadini agli industriali: “Il Paese – conclude Andrea Mascettidovrebbe fare qualcosa di più importante in questo campo di ciò che ha fatto finora. C’è bisogno di concorrenza ‘buona’, una gara positiva e gioiosa: un grande progetto per una sorta di Rinascimento”.

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Linate 2001-2021: una lezione per la prevenzione del futuro

Comunicato Stampa

Linate 2001-2021: una lezione per la prevenzione del futuro

Un webinar gratuito sul case study relativo al disastro aereo di Linate dell’8 ottobre 2001. Cosa può insegnare a chi si occupa di prevenzione? Come analizzare gli incidenti e aumentare la sicurezza?

 

Nel primo mattino dell’8 ottobre 2001 all’aeroporto di Milano-Linate avvenne uno dei disastri aerei italiani con il maggior numero di vittime. L’incidente coinvolse un Cessna Citation CJ2 privato, entrato erroneamente nella pista di decollo principale dell’aeroporto milanese, e un McDonnell Douglas MD-87 in fase di decollo. L’impatto non solo uccise gli occupanti del Cessna ma portò l’MD-87 a schiantarsi contro un edificio adibito allo smistamento dei bagagli. L’impatto e il successivo incendio portarono ad un bilancio finale di 118 vittime.

 

L’analisi dell’incidente di Linate del 2001 mette in evidenza tre diverse dimensioni inerenti gli errori e i fallimenti: la dimensione individuale (ad esempio relativamente a pilota e controllore), quella organizzativa (del contesto organizzativo all’interno avviene l’incidente) e la dimensione interorganizzativa (con riferimento, in questo caso, agli attori della gestione e della regolazione del trasporto del traffico aereo).

 

A distanza di vent’anni cosa si può imparare da quanto avvenne quel giorno di ottobre? Cosa si può apprendere dalla catena di errori, di problemi organizzativi, di disfunzioni che hanno portato all’incidente?

 

Linate 2001-2021: l’importanza di riflettere sugli incidenti

Proprio per affrontare questi temi e riflettere sull’incidente di Linate per migliorare la prevenzione in tutti gli ambienti di lavoro, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per l’8 ottobre 2021 il webinar gratuito “LINATE 2001-2021: com’è cambiata la consapevolezza in questi vent’anni”.

 

Il webinar, promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Non Technical Skill (AINTS), coglie l’occasione per riflettere su ciò che si può apprendere e su come sia cambiata la consapevolezza in materia di sicurezza in questi venti anni.

 

L’incontro non vuole ripercorrere la dinamica o le responsabilità dell’evento, ma raccogliere la lezione che questa drammatica storia insegna a chi si occupa di sicurezza.

 

Come analizzare gli eventi incidentali

Per analizzare correttamente gli eventi incidentali e le non conformità rilevabili è necessario evitare innanzitutto di cercare un capro espiatorio organizzativo, l’individuo (o insieme di individui) coinvolto nell’evento e sul quale ricadono colpe anche di altri. E se si parla di “incidenti inintenzionali”, eventi che sono accaduti non intenzionalmente, è bene favorire approcci non punitivi all’analisi degli eventi.

 

Invece di chiedersi subito “di che è la colpa?” è bene porsi le giuste domande: “Come e perché ha fallito la prevenzione? Cosa possiamo fare per evitare che un incidente riaccada?”. Con queste domande si sposta l’attenzione dal fattore individuale personale ai fattori organizzativi.

 

Ed è importante porsi queste domande partendo già dai cosiddetti near miss, che sono spesso simili, dal punto di vista delle cause, agli incidenti più gravi e dannosi, ma non generando danni, non hanno quel rumore giudiziario e della colpa che rende più difficile apprendere dagli errori.

 

Le informazioni e il programma del webinar

Per apprendere partendo dalle lezioni dell’incidente di Linate si terrà, dunque, venerdì 8 ottobre 2021 – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – il webinar gratuito “LINATE 2001-2021: com’è cambiata la consapevolezza in questi vent’anni”.

 

Riportiamo il programma e le relazioni del webinar.

 

Chairman: Massimo Servadio, Vicepresidente AiNTS, socio AiFOS

 

Relatori:

  • Attilio Pagano, Presidente AiNTS, “Passato, presente e futuro delle NTS: il sottile confine tra competenze individuali e condizioni organizzative”
  • Rocco Vitale, Presidente AiFOS, “La formazione come fattore di organizzazione”
  • Andrea Cirincione, socio AiNTS, Consigliere nazionale AiFOS, “Consapevolezza dell’uso di euristiche comunicative”
  • Gianluca Del Pinto, Segretario di ANACNA, “Il controllo del traffico aereo come sistema complesso e sotto-specificato. Considerazioni sul fattore umano nel XXI secolo”
  • Antonio Chialastri, Comandante di aereomobile, “Quattro domande sulla sicurezza”.

 

Interviste registrate:

  • Fabio Spadaro, Quality Manager nel settore aeronautico, “L’evoluzione della formazione del personale tecnico negli ultimi vent’anni”
  • Maurizio Catino, professore ordinario di Sociologia dell’organizzazione presso l’Università di Milano-Bicocca, “2001-2021: quale lezione per il futuro”.

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per RSPP/ASPP e Formatori area tematica n.3 (relazioni/comunicazione).

 

Il link per avere ulteriori informazioni e iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/linate_2001-2021

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595037 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

30 settembre 2021

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Tumore al seno: a quali segnali dovresti prestare attenzione?

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  • 13 Ottobre 2021

Per quel che riguarda il tumore al seno, ci sono una serie di segnali e sintomi di cui ogni donna dovrebbe essere consapevole. I più comuni sono:

  • Un nodulo palpabile al seno, che di solito non fa male. È il sintomo più comune.
  • Retrazione del capezzolo.
  • Alterazioni della pelle del seno: irritazione, arrossamento, rilassamento o cosiddetta “buccia d’arancia”.
  • Perdite di liquido dal capezzolo, soprattutto se si tratta di sangue o se questo si verifica solo in un seno. Esistono altri processi patologici benigni che possono produrre secrezioni, e che richiedono comunque la corrispondente valutazione di un senologo Milano. Naturalmente, la secrezione di latte materno durante l’allattamento è normale.
  • Cambiamenti nella forma o dimensione del seno o mobilità asimmetrica di questi quando si alzano le braccia.
  • Dolore in qualsiasi parte del seno: sebbene questo non sia un sintomo caratteristico in una fase iniziale del cancro al seno, se si verifica bisogna comunque consultare il proprio medico.

Come viene rilevato e diagnosticato il cancro al seno?

La diagnosi precoce è fondamentale per avere buone possibilità di guarigione dal cancro al seno. Per questo motivo, anche in assenza di sintomi, è consigliabile che la donna si sottoponga ad un regolare autoesame del seno, la cosiddetta autopalpazione. Ciò consiste nell’esaminare il seno autonomamente mediante palpazione alla ricerca di grumi o cambiamenti anormali.

Inoltre, durante le visite ginecologiche annuali, lo specialista può eseguire anche un esame del seno e delle ascelle. Se egli rileva qualsiasi anomalia o alterazione palpabile, potrebbe essere richiesto per la paziente di eseguire alcuni test strumentali come mammografia, ecografia del seno e delle ascelle e, in alcuni casi, risonanza magnetica.

Se si sospetta un cancro, sarà necessaria una biopsia. Questa consiste nel prelevare un campione di tessuto per analizzarlo. Può essere eseguita anche la biopsia chirurgica (rimozione di tessuto sospetto o nodulo in sala operatoria) a questo scopo.

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Treedom: un albero piantato per ogni nuovo dipendente in Italchimica

Un albero piantato per ogni nuovo dipendente: Treedom rappresenta per Italchimica una nuova opportunità per compensare volontariamente le emissioni di CO2.

Italchimica

Italchimica: il progetto Treedom nel segno della responsabilità sociale

Leader nella produzione di detergenti e cosmetici, fin dalla nascita nel 2003 Italchimica ha incentrato le proprie attività su valori ispirati all’etica e alla sostenibilità. Un percorso intrapreso nel solco della responsabilità sociale d’impresa, verso cui la realtà guidata da Alessandro Fioretto indirizza i propri processi produttivi. Numerose le iniziative condotte in quest’area: ad esempio, il progetto “Green Change Matters”, che presenta con trasparenza le scelte effettuate in materia di sostenibilità e da cui deriva il Rapporto di Sostenibilità pubblicato volontariamente dal 2019. Ma non solo: Italchimica aderisce infatti a Treedom, importante programma a livello mondiale per la piantumazione di alberi. L’iniziativa consente di far crescere alberi a distanza, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo, seguendo online l’intero processo di maturazione. Treedom è inserito nel contesto di più ampi progetti agroforestali, il cui obiettivo è favorire l’uso sostenibile delle risorse.

I valori sostenibili al centro di Italchimica

Il programma intrapreso da Italchimica prevede un piano di sviluppo nel triennio 2020-2022. Come segnalato dall’azienda, il primo anno ha già condotto alla piantumazione di 29 alberi da frutto (cacao) in Camerun: l’attività ha reso possibile una compensazione delle emissioni pari a circa 2 tonnellate di CO2. Treedom, inoltre, supporta i territori direttamente coinvolti nella coltivazione degli alberi, fornendo formazione e sostegno finanziario per favorirne la crescita. Italchimica prevede nel 2021 di superare la quota di 30 piantumazioni, continuando fino al 2022 con l’impegno di un nuovo albero per ogni nuovo dipendente. Il progetto rispecchia uno degli assi portanti del Bilancio di Sostenibilità aziendale, quello legato al tema ambientale, ed è in linea con i principi di responsabilità sociale d’impresa perseguiti dall’azienda. Attività come la compensazione delle emissioni e la riforestazione ben rispecchiano infatti la vision della realtà guidata da Alessandro Fioretto: “Creare soluzioni di detergenza e cosmetica professionale che migliorino la qualità della vita nel rispetto della natura”.

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Il New Green Deal nel concreto: la spiegazione di Luciano Castiglione

Se l’Europa punta a diventare il primo continente a impatto climatico zero, bisogna investire necessariamente in due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione tecnologica, così da trovare nuove soluzioni a rischio ridotto. Di questo si è occupato Luciano Castiglione.

Luciano Castiglione

Il New Green Deal spiegato da Luciano Castiglione

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”: sono le parole di Winston Churchill, che ben racchiudono il cosiddetto New Green Deal. Si tratta della strategia congiunta che l’Europa deve necessariamente adottare per raggiungere l’ambizioso traguardo dell’impatto zero, che nessun Paese può più permettersi di ignorare. Si è occupato dell’argomento Luciano Castiglione, che punta a fornire una spiegazione accurata su cosa significhi attuare il New Green Deal nella pratica. L’esperto sottolinea che si tratta di una strategia europea che ha come obiettivo finale quello di arrivare alla piena decarbonizzazione entro il 2050. Ciò è sinonimo di un’economia nuova e moderna, competitiva sul panorama internazionale, che renderebbe l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Tale importante transizione dipende fondamentalmente da due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione, che interagiscono tra loro per trovare e diffondere nuove possibili soluzioni a rischio ridotto, così da coinvolgere istituzioni, aziende e cittadini.

Luciano Castiglione: la transizione ecologica, nel concreto

Come spiegato da Luciano Castiglione, l’iniziale obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 è stato modificato dalla Commissione europea, che ha innalzato l’obiettivo intermedio del 2030 al -55% (era a -40%). Questo, nella pratica, significa concentrarsi sul settore più inquinante, quello energetico, nonché sulla mobilità sostenibile. Il comparto energetico, ricorda Luciano Castiglione, produce oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra. Tutta l’energia dunque dovrà in futuro provenire da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda invece la mobilità, si aspira a ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del 90% grazie all’utilizzo di carburanti alternativi ed elettrificazione per il trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo. Lo sforzo economico da impiegare per raggiungere questi obiettivi è attualmente stato stimato dall’Europa in 350 miliardi di euro: una spesa ingente, che servirà a coprire gli investimenti per il periodo 2021-2030. I benefici però sono irrinunciabili: una riduzione del 60% dell’inquinamento, con contenimento dei danni alla salute per 110 miliardi di euro (entrambi rispetto al 2015), e minori costi di controllo dell’inquinamento atmosferico. Come sottolineato da Luciano Castiglione, tutto questo è attuabile grazie alla presa di coscienza da parte di Governi e cittadini, insieme al costante sviluppo delle tecnologie.

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Macchine punzonatrici

La punzonatura è una tecnica utilizzata nella lavorazione della lamiera che permette di imprimere un segno, o una forma, su una superficie mediante la pressione o la percussione di uno strumento detto punzone (dal latino “punctio”, pungere).

Il primo esempio importante di punzonatura applicata all’arte pittorica si ha nell’affresco della Maestà di Simone Martini nel palazzo Pubblico di Siena (1315 circa). Questa tecnica veniva anticamente utilizzata nella lavorazione e decorazione di metalli e nella produzione di monete, poi anche per la dentellatura dei francobolli.

Oggi viene utilizzata frequentemente in meccanica per lavorare le lamiere, tramite uno stampo o (matrice) ed un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere. La lamiera viene appoggiata sullo stampo e la pressione del punzone provoca la recisione della lamiera.

Si usano macchine automatiche (punzonatrici) per tagliare e forare lamiere metalliche (alluminio o acciaio) di spessore fino a 25-30 mm. Con punzonatrici evolute a controllo numerico (CNC) si possono effettuare lavorazioni di taglio e sagomatura (roditura) anche molto complesse in modo veloce e sicuro.

Le punzonatrici sono macchine automatiche che consentono operazioni anche molto complesse di taglio, sagomatura, deformazione e foratura lamiere, in modo veloce e sicuro.

La punzonatura di lamiere con macchine permette la lavorazione della lamiera attraverso uno stampo e un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere: le macchine a controllo numerico offrono la massima precisione e, l’innovazione tecnologica, sempre seguita e ricercata dalla nostra azienda, consente di offrire al cliente un parco macchine particolarmente innovativo.

La punzonatura delle lamiere attraverso l’utilizzo di macchine a controllo numerico ha il notevole vantaggio di consentire la lavorazione della lamiera stessa con uno stampo e un punzone che permettono di riprodurre la forma del foro desiderato. Le macchine a controllo numerico garantiscono la massima precisione nella lavorazione.

Gli interventi di punzonatura di lamiere con macchine a controllo numerico si affiancano ad altre lavorazioni, come la piegatura di lamiere e il taglio.

La punzonatura della lamiera si usa frequentemente in meccanica per lavorare le lamiere, tramite uno stampo o un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere. La lamiera viene appoggiata sullo stampo e la pressione del punzone provoca la recisione della lamiera. Si usano macchine automatiche chiamate punzonatrici per tagliare e forare lamiere metalliche.

La punzonatura consente di effettuare aperture, contorni e profili di qualsiasi forma e dimensione all’interno dell’area di lavoro della macchina.

L’attrezzatura per la punzonatura e la roditura è composta da un punzone a tagliare, da una matrice e da un ferma-lamiera. Il punzone a tranciare può essere costituito da un solo punzone o da più punzoni differenti (punzoni multipli).

Il procedimento di taglio si basa su operazioni singole molto semplici: il pezzo viene bloccato nelle pinze e posizionato sotto l’utensile per mezzo di una guida a coordinate. Un punzone a tranciare, che può avere svariate forme, viene azionato idraulicamente e produce ad ogni corsa un foro nel pezzo.

La punzonatura è il procedimento di taglio in cui il punzone a tranciare effettua una corsa singola. La perforazione del pezzo da lavorare corrisponde perfettamente alla geometria del punzone a tranciare. Quest’ultimo può avere una superficie di taglio piana (punzone normale) oppure obliqua (“whisper tool”).

L’utilizzo delle punzonatrici si presta a numerosi settori del comparto industriale, soprattutto nella produzione di manufatti metallici che richiedono elevati gradi di qualità e finitura.

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