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9 Maggio 2021

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Pierfrancesco Latini: l’AD di SACE alla presentazione della Risk Map 2021

L’intervento dell’AD Pierfrancesco Latini alla presentazione della Risk Map 2021 di SACE: "Non ci sarà nessuna ripartenza senza economia pulita e sostenibile".

Pierfrancesco Latini

Pierfrancesco Latini: il sostegno di SACE alle imprese nell’anno della pandemia

Non ci sarà un vero rilancio dell’economia italiana senza la piena valorizzazione delle nostre eccellenze settoriali e della nostra capacità di export, elemento centrale della missione di SACE. È il messaggio lanciato dall’Amministratore Delegato Pierfrancesco Latini lo scorso 2 marzo all’evento di presentazione della Risk Map 2021. "In questo anno complesso siamo stati chiamati a svolgere un’attività straordinaria, nella fase dell’emergenza sanitaria, che non ci ha comunque distolto dal nostro ruolo tradizionale a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione", ha sottolineato l’AD parlando dell’impegno di SACE in un contesto eccezionale. Lo dicono i numeri: circa 25 miliardi di euro mobilitati nel 2020 a cui si aggiungono gli altri 22 miliardi di finanziamenti garantiti ad oggi attraverso lo strumento di Garanzia Italia. In totale oltre 47 miliardi di euro mobilitati a supporto delle imprese, come sottolineato dall’AD Pierfrancesco Latini che lo ha definito un risultato "straordinario, in crescita nonostante il contesto avverso" e a cui si aggiungono "le tante nuove sfide che ci sono state affidate nell’ambito di un nuovo mandato".

Pierfrancesco Latini: sostenibilità e inclusione siano le basi su cui improntare la ripartenza

"Dobbiamo colmare un ritardo a livello digitale che influenza la nostra competitività. Il Made in Italy e il nostro territorio sono gli elementi chiave della nostra resilienza", ha evidenziato Pierfrancesco Latini, intervenuto all’evento di presentazione della Risk Map 2021. Parlando del contesto emergenziale, l’AD di SACE ha fatto notare come sia ulteriormente maturata "la necessità di un approccio sostenibile", per quanto in realtà sia già diffusa "una forte attenzione verso i settori green": le priorità del nostro Paese si stanno intrecciando a quelle del Green New Deal, piano in cui SACE deve dare garanzie pubbliche. "Non ci sarà nessuna ripartenza senza economia pulita e sostenibile. Sostenibilità ambientale ma non solo, anche quella sociale è importantissima. La nostra Risk Map lo evidenzia: la ripresa deve avvenire su nuove basi, più inclusive. Bisogna ripensare a strategie sostenibili sotto tutti i punti di vista. Tutto questo è parte integrante del DNA di SACE", ha spiegato infine Pierfrancesco Latini, invitando le imprese "a utilizzare tutti gli strumenti che mettiamo a disposizione, come ad esempio la Mappa dei Rischi che abbiamo presentato oggi".

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Gruppo Danieli: approvata la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2020

Il settore Plant Making si è rivelato fondamentale nel 2020 di Gruppo Danieli, che ha beneficiato nella seconda metà del 2020 di diversi progetti andati a buon fine. Il settore Steel Making risulta in ripresa e consentirà di garantire una produzione di qualità e un’ampia gamma metallurgica.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: i risultati nella seconda metà del 2020

Nonostante le difficoltà causate a livello globale dalla pandemia, Gruppo Danieli si dimostra un’azienda resiliente e in crescita. Il Consiglio di Amministrazione della Danieli Officine Meccaniche ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2020. In questi sei mesi di gestione, l’EBITDA è salito del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. Fondamentale in questo senso è stato il settore Plant Making, che ha beneficiato del successo di alcuni progetti. La strategia si è basata sul mantenere un utilizzo razionale delle strutture internazionali, puntando alla competitività per quanto riguarda innovazione, qualità, efficienza e servizi ai clienti. Anche il settore Steel Making risulta in ripresa nella seconda metà del 2020. In questo settore è iniziato l’avviamento in Abs, a Pozzuolo del Friuli, di un nuovo impianto per vergella di qualità (Quality Wire Rod Mill): quest’ultimo consentirà a Gruppo Danieli di diversificare ulteriormente la produzione, garantendo un prodotto altamente rifinito, nonché un’ampia gamma metallurgica diretta a settori con maggior valore aggiunto.

Gruppo Danieli: le attività e le iniziative meritevoli

Il livello dei ricavi di Gruppo Danieli è sceso rispetto a quanto realizzato nell’esercizio precedente, con un fatturato in crescita nel settore acciaio (Steel Making) ed in calo del 13% nel settore impianti (Plant Making). I ricavi per il Plant Making risultano comunque in linea con le previsioni di inizio anno. Le principali società operative del settore per Gruppo Danieli si trovano in Europa (Italia, Svezia, Germania, Francia, Austria, Olanda, Regno Unito, Russia, Spagna) e Asia (Cina, Thailandia, India, Vietnam), con centri di servizio anche in USA, Brasile, Egitto, Turchia ed Ucraina. Tra le iniziative da ricordare portate avanti dal Gruppo c’è la partecipazione al Carbon Disclosure Project (CDP): nel 2020 Danieli è stata tra i soggetti più meritevoli in ambito italiano ed europeo, con il titolo di Supplier Engagement Leader per l’utilizzo di una Supply Chain sostenibile. Il Gruppo partecipa inoltre al United Nations Global Compact (UNGC), promuovendo i suoi valori etici, basati sui diritti umani, anticorruzione, tutela del lavoro e dell’ambiente.

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Terna, focus su transizione ecologica e futuro sostenibile

Investire in un’infrastruttura elettrica efficiente e sostenibile significa investire nel futuro del Paese: questa la linea di Terna, Gruppo che gestisce il sistema elettrico nazionale.

Terna

Sostenibilità: l’obiettivo della transizione ecologica per Terna

“Costruendo infrastrutture per l’energia si creano lavoro, formazione, competenze. E si mette in sicurezza l’intero Paese”: sono le parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma a mettere in luce l’approccio di Terna nei confronti delle importanti sfide del presente. Transizione ecologica, investimenti sostenibili, occupazione e ripartenza economica sono infatti alcune delle questioni più urgenti e d’impatto su cui il Paese è chiamato a rispondere. E per cui il Gruppo è intenzionato a ricoprire un ruolo centrale di promotore del cambiamento. “Per favorire la transizione ecologica non c’è altra strada”, ha dichiarato l’AD e DG in un’intervista al “Corriere della Sera”, “questa è la lezione della crisi e gli sforzi vanno intensificati”. Un’emergenza sicuramente molto complicata ma che ha fornito anche alcuni risvolti positivi: “Abbiamo visto le energie rinnovabili salire dal 38 a oltre il 50% del fabbisogno, sia pure per breve tempo. Come fossimo in laboratorio, abbiamo testato quello che dovrebbe accadere nel 2030, in base agli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima”. Ora è necessario però consolidare i progressi raggiunti e per questo la strategia di Terna prevede uno sforzo notevole sul fronte degli investimenti: 8,9 miliardi di euro è infatti il volume previsto nel Piano Industriale 2021-2025, con l’obiettivo di rafforzare il sistema elettrico del Paese per adattarlo alle sfide della transizione ecologica.

Terna, l’attenzione verso le risorse umane e il progetto “NexTerna”

Un grande sforzo dunque da parte di Terna, che mira ad assicurare un’infrastruttura elettrica nazionale con standard sempre più elevati di efficienza, sostenibilità e sviluppo tecnologico. Ma cosa ha permesso al Gruppo di intensificare il proprio impegno anche in un contesto difficile come quello dell’ultimo anno? “La differenza l’hanno fatta innanzitutto le nostre persone, che hanno risposto alla pandemia in modo straordinario. Ho trovato colleghi con un grande senso del dovere”, ha raccontato l’AD e DG Stefano Donnarumma ricordando il suo ingresso nel Gruppo a maggio 2020. Colleghi che, aggiunge, “hanno compreso subito l’urgenza e la responsabilità che derivano dall’essere gestori di un pubblico servizio fondamentale per la vita di tutti noi. Una dedizione mai venuta meno, sia durante il lockdown, sia quando siamo ripartiti e poi accelerato”. L’importanza per le risorse umane emerge in Terna anche dai progetti intrapresi e finanziati all’interno del Piano al 2025. Ne è un esempio l’iniziativa “NexTerna”: “Siamo partiti a tappeto con formazione e ancora più attenzione a inclusione e diversity”, ha sottolineato l’AD e DG, “vantiamo un primato a livello internazionale per la nostra sostenibilità: attenzione al lavoro, alle relazioni, all’equilibrio tra lavoro e vita personale dei dipendenti”.

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Analisi e miglioramento della qualità dell’aria degli ambienti indoor

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Analisi e miglioramento della qualità dell’aria degli ambienti indoor

 

Il 13 maggio 2021 un corso in videoconferenza analizza l’inquinamento degli ambienti in cui viviamo, le principali cause e le soluzioni possibili con un focus sulle analisi chimiche e batteriologiche e sui servizi di monitoraggio e sanificazione.

 

La qualità dell’aria di un ambiente di vita e di lavoro è un fattore importante per la salute e la sicurezza di chi in questo ambiente trascorre parte della sua vita. Un ambiente indoor può contenere diversi inquinanti, di natura biologica e di natura chimica, che possono avere effetti patogeni sul nostro organismo.

 

Con “qualità dell’aria interna” (IAQIndoor Air Quality) si fa riferimento all’aria all’interno e intorno agli edifici. Un’aria che può essere inquinata, ad esempio, da contaminanti microbici (come funghi e batteri), particelle sospese (come fumi e polveri), gas (come monossido di carbonio, radon, composti organici volatili) e ogni altro elemento presente nell’aria che possa creare condizioni negative sulla salute.

 

Esistono dei percorsi formativi in grado di aumentare l’attenzione sull’inquinamento dell’aria indoor fornendo utili indicazioni per ridurlo? Ci sono corsi in videoconferenza che forniscono competente utili alle attività di monitoraggio, bonifica e sanificazione?

 

Il nuovo corso per migliorare la qualità dell’aria indoor

Per sensibilizzare gli operatori sull’importanza della qualità dell’aria l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 13 maggio 2021 un corso della durata di 3 ore dal titolo “IAQ – Indoor Air Quality”. Il corso si terrà in videoconferenza, una modalità formazione a distanza equiparata alla formazione in presenza.

 

Il corso si propone di sensibilizzare i partecipanti sull’argomento della qualità dell’aria attraverso l’analisi delle condizioni tipiche di inquinamento degli ambienti in cui viviamo, le principali cause, i comportamenti virtuosi e le soluzioni adeguate, con un focus sulle analisi chimiche e batteriologiche di valutazione.

Particolare attenzione verrà rivolta anche ai servizi di monitoraggio, bonifica, inertizzazione e sanificazione attualmente utilizzati.

 

Gli inquinanti indoor e le conseguenze su salute e produttività

L’inquinamento indoor si può definire come la presenza nell’aria di ambienti confinati, di ambienti indoor, di inquinanti chimici, fisici o biologici non presenti, naturalmente, nell’aria esterna.

 

Come abbiamo visto possono essere molto diverse le cause dell’inquinamento e le sorgenti inquinanti dell’aria. Ad esempio, le attività professionali, la ventilazione inadeguata, i materiali per la costruzione, le vernici e solventi, le colle, gli arredi e i mobili, i prodotti utilizzati per la pulizia, i disinfettanti, insetticidi e sanificanti, il fumo delle sigarette, i prodotti dei processi di combustione e le attività metaboliche di piante e animali.

Se non c’è un corretto ricambio dell’aria attraverso le finestre, i vari inquinanti prodotti si accumulano negli ambienti comportando dei possibili rischi per la salute.

 

Tuttavia oltre agli effetti diretti sulla salute, la qualità dell’aria indoor negli edifici di vita e di lavoro può influenzare le performance delle persone e i costi di un’organizzazione.

Ad esempio con riferimento a:

  • riduzione delle capacità cognitive
  • aumento dei tempi morti e dei tempi di non lavoro
  • aumento dell’assenza per malattie brevi e stati di malessere
  • aumento degli aspetti comportamentali negativi
  • riduzione del valore degli immobili.

 

Senza dimenticare che in un’azienda la cattiva qualità dell’aria di un ambiente chiuso può portare anche ad un calo sensibile della produttività.

 

Indoor Air Quality: le informazioni per iscriversi alla videoconferenza

Il corso di 3 ore “IAQ – Indoor Air Quality” si terrà in videoconferenza il 13 maggio 2021 dalle ore 14.00 alle ore 17.00.

 

Durante la videoconferenza saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Cenni sugli ambienti normalmente frequentati e loro caratteristiche
  • Normative vigenti
  • Parametri fisici e microbiologici importanti alla valutazione
  • Monitoraggio, bonifica ed inertizzazione impianti aeraulici
  • Disinfezione dell’aria indoor

 

La partecipazione al corso vale come 3 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Coordinatori alla sicurezza e Formatori qualificati area 2. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e per il Registro Consulenti AiFOS ambito salute e sicurezza sul lavoro.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/iaq_indoor_air_quality

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

29 aprile 2021

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Transizione energetica, Renato Mazzoncini (A2A): idrogeno elemento chiave

Il Paese è in grado di competere sul tema dell’idrogeno, ha dichiarato Renato Mazzoncini intervenendo al talk di RCS Academy.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: "Idrogeno competenza distintiva del Paese"

L’Italia ha tutte le carte in regola per competere con successo nel settore dell’idrogeno e diventarne addirittura protagonista. Lo ha dichiarato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, durante la sua partecipazione al webinar "Idrogeno e Green Economy. Strategie, Investimenti e Tecnologia". Promosso da RCS Academy e "Corriere della Sera", il talk è stata l’occasione per approfondire il dibattito sull’idrogeno, oggi al centro dei piani del Recovery Fund europeo e soprattutto di una rivoluzione in atto del sistema energetico. Un argomento, ha spiegato l’AD della Life Company, che solo pochi mesi fa appariva ancora fumoso: "Oggi invece su questo tema c’è un livello di collaborazione tra tutte le aziende – ha dichiarato Renato Mazzoncini – Tutti abbiamo capito che bisogna fare in modo che l’Italia assuma una leadership in questo settore, e abbiamo la possibilità di farlo. Ci sono tutte le condizioni di partenza per far sì che l’idrogeno diventi una nostra competenza distintiva".

Renato Mazzoncini: "Termovalorizzatori fonte interessante per produrre"

L’idrogeno prodotto con energia da fonti rinnovabili è un alleato prezioso. Grazie al suo utilizzo, il Paese potrebbe accelerare in maniera netta sugli obiettivi climatici dell’Unione Europea. A2A, sostiene Renato Mazzoncini, è pronta ad occuparsi sia del lato produttivo che del suo utilizzo. Un risultato possibile grazie agli accordi che il Gruppo ha siglato con FNM e SNAM alla fine dello scorso anno, dando il via al piano "H2iseO" e al progetto della prima "Hydrogen Valley" italiana dotata di una flotta di treni a idrogeno. "Dagli studi che stiamo facendo in collaborazione con Snam e Ferrovie Nord – aggiunge Renato Mazzoncini – sull’Hydrogen Valley in Valcamonica è emerso che una fonte interessante possono essere i termovalorizzatori, che a differenza di eolico e solare possono essere in funzione 24 ore su 24". Gli attori principali sembrano essere pronti, ora non resta dunque che accelerare: "Le aziende come la nostra, che opera sia nel settore della transizione energetica e nell’economia circolare, ha molte leve per affrontare un tema molto interessante. E l’idrogeno sarà un elemento chiave per il futuro".

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Stefano De Capitani, Presidente di Municipia S.p.A.: il ritratto formativo e professionale

Il percorso professionale di Stefano De Capitani, attuale Presidente di Municipia S.p.A.: nel corso della sua carriera ha guidato alcune delle maggiori realtà specializzate in trasformazione digitale e innovazione della Pubblica Amministrazione.

Stefano De Capitani

Municipia S.p.A.: crescita e traguardi della società del Gruppo Engineering guidata da Stefano De Capitani

Specializzato da oltre trent’anni in trasformazione digitale, innovazione di tecnologie e processi, digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, smart cities, partenariato pubblico-privato e project financing, Stefano De Capitani è conosciuto anche per l’impegno sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale. Dal 2017 Presidente di Municipia S.p.A., ne guida la crescita portandola alla leadership nello sviluppo di progetti e servizi per le smart cities grazie a un’efficace strategia di diversificazione delle linee di attività. Da quando ne è Presidente, la società del Gruppo Engineering ha registrato una significativa crescita delle attività sia produttive che commerciali all’interno delle diverse sedi dislocate in tutto il Paese in cui lavorano oltre 700 professionisti. I numeri registrati indicano anche un consistente aumento nei ricavi e nel numero di clienti: sono state inoltre finalizzate diverse operazioni di acquisizione e internazionalizzazione e ampliate numerose partnership industriali. Originario di Monza, Stefano De Capitani è nato nel 1967 ed è laureato in Economia Aziendale presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC.

Specializzazioni professionali e competenze di Stefano De Capitani, Presidente di Municipia S.p.A. dal 2017

La carriera di Stefano De Capitani prende il via in Delisa S.p.A. nel 1991: dopo nove anni all’interno della società, nel 2002 approda in Opera S.p.A. nel ruolo Amministratore Delegato. In oltre trent’anni di attività professionale ha lavorato come amministratore, consigliere o consulente per aziende, fondazioni, associazioni, fondi di investimento. È stato alla guida di due delle maggiori società specializzate in innovazione e trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione: Insiel (Amministratore Delegato e Direttore Generale dal 2005 al 2008) e CSI Piemonte (Direttore Generale dal 2011 al 2013). È stato inoltre Vice President di IBM Italia tra il 2008 e il 2009. Prima dell’esperienza attuale in Municipia S.p.A., Stefano De Capitani ha lavorato in Amag S.p.A.: in qualità di Direttore Generale ne ha gestito la trasformazione in multi-utility coordinando l’implementazione di molteplici linee di attività nei servizi pubblici locali (distribuzione gas ed energia, gestione idrica, trasporto, igiene urbana, teleriscaldamento).

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SLA, i progressi della ricerca scientifica secondo Mario Melazzini, Presidente di AriSLA

Una App per comprendere e tradurre i comandi vocali dei pazienti, un software per la corretta postura in carrozzina: sono i due progetti realizzati grazie ai fondi dell’Ice bucket challenge. Ne ha parlato Mario Melazzini in un’intervista rilasciata a “Dica33”, illustrando inoltre la direzione in cui sta andando la ricerca per i malati di SLA.

Mario Melazzini

Mario Melazzini intervistato da “Dica33”

Da 10 anni AriSLA, la Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA, promuove studi di eccellenza seguendo un metodo rigoroso, meritocratico e scientifico per conoscere la malattia e scoprire una cura efficace”: si è così espresso Mario Melazzini, Presidente di Fondazione AriSLA e Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., nonché componente del Consiglio di Amministrazione del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche. In Italia le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica sono 6.000. Da sempre Mario Melazzini dedica la sua vita alla ricerca scientifica, impegnandosi per sostenere gli ammalati e le loro famiglie nella quotidianità. “In questi anni abbiamo investito più di 12 milioni di euro per finanziare 78 progetti seguiti da 129 ricercatori su tutto il territorio italiano. Nei giorni scorsi”, ha annunciato il Presidente, “abbiamo annunciato il finanziamento di nuove risorse per l’avvio di 7 innovativi studi che si focalizzeranno sulla genetica per capire i meccanismi del danno e della riparazione a livello di DNA, sull’epigenetica e sul ruolo del sistema immunitario”. L’attenzione verrà concentrata sulla SLA giovanile, di cui ancora si comprende molto poco.

Mario Melazzini:i progetti finanziati grazie all’Ice bucket challenge

La ricerca tecnologica è fondamentale per offrire al paziente una qualità di vita migliore: in questo senso, autonomia e il supporto ai familiari sono le chiavi sulle quali puntare. Anche iniziative apparentemente frivole come l’Ice bucket challenge possono risultare in realtà molto utili per finanziare la ricerca: grazie alla sfida social dove artisti e personaggi pubblici si rovesciavano addosso un secchio di acqua ghiacciata, AriSLA ha potuto finanziare due progetti di ricerca molto importanti. Ne ha parlato Mario Melazzini: “Il primo consente, attraverso un apposito software attivato da un meccanismo di controllo oculare, la gestione della corretta postura del paziente in carrozzina. Alla realizzazione del prototipo hanno collaborato attivamente i pazienti che sono stati coinvolti nel progetto come promotori e come collaudatori”. Il secondo progetto ha portato invece alla realizzazione di una App che aiuta il paziente a comunicare attraverso comandi vocali che il sistema apprende e traduce. “Abbiamo capito”, ha concluso Mario Melazzini, “che nella ricerca si può fare squadra e mettere a patrimonio comune tutte le conoscenze allo scopo di capire la genesi della patologia per scoprire la cura per i pazienti: io la chiamo competizione sinergica”.

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Il restauro di mobili antichi

Tutti abbiamo in casa mobili ai quali siamo particolarmente legati. perché magari ci sono stati lasciati in eredità da persone a noi care o che probabilmente abbiamo trovato in un mercato dell’antiquariato. Può capitare dunque che questi mobili abbiano inevitabilmente subito nel corso del tempo un leggero deterioramento e che ad oggi il loro aspetto non sia più quello di una volta, pur mantenendo tutto il fascino del tempo.

Proprio in questi casi diventa indispensabile fare effettuare un lavoro di restauro in maniera tale da ripristinare l’aspetto originale del mobile e facendo in modo che possa rappresentare un valore aggiunto al contesto all’interno del quale l’abbiamo inserito. È proprio l’arte del restauro e l’abilità dell’artigiano che consente di restituire ad un oggetto in legno il suo aspetto originale, facendo in modo che questo possa tornare ad essere esattamente come era nel momento in cui è stato costruito anche decine e decine di anni fa.

Un intervento di restauro è infatti volto a conservare tutta l’autenticità di un prodotto, senza dunque andare ad alterare alcun tipo di aspetto stilistico o manifattura che lo caratterizza, ma al contrario esaltare le sue caratteristiche.

Lo stesso vale nel caso in cui un mobile o arredo in legno sia semplicemente rotto o che a causa del passare del tempio abbia subito un danno che al momento fa sì che ad esempio i cassetti non scivolino più bene o che le ante siano cigolanti. In alcuni casi sono direttamente i tarli a creare questo tipo di problema e dunque ancora una volta diventa necessario un intervento da parte di un esperto artigiano.

La falegnameria Littamè effettua lavori di falegnameria Legnano e si occupa dunque di restaurare o riparare i tuoi mobili antichi in legno risolvendo ogni tipo di problema e restituendolo l’aspetto originale che avevano quando sono stati realizzati. Puoi affidare con fiducia alla falegnameria Littamè gli arredi in legno a te più cari per vederli splendere nuovamente e donare loro una seconda vita.

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Carrelli elevatori a Bergamo e provincia

Grazie ai carrelli elevatori è possibile velocizzare le operazioni di movimentazione della merce in magazzino. Utilizzando i cosiddetti “muletti” infatti, è possibile sollevare anche prodotti particolarmente pesanti in maniera molto veloce, e riuscire facilmente a spostarli da un punto all’altro del magazzino ad esempio preparandoli per la spedizione.

L’importanza di tale opportunità di velocizzazione è da ricerca nella sempre maggiore necessità dei clienti di ricevere velocemente la merce ordinata, considerando che ad oggi molte aziende non fanno più pochi ma sostanziosi ordini l’anno ma preferiscono invece fare piccoli ordini più spesso.

I carrelli elevatori proposti dall’azienda Fratelli Consolandi S.R.L. consentono di risolvere efficacemente la necessità di velocizzare il movimento delle merci in magazzino, con tutta la praticità di utilizzo ed il livello di sicurezza che soltanto mezzi moderni ed efficienti possono garantire.

Questi carrelli elevatori Bergamo e provincia sono facili da manovrare, compatti e robusti, veramente il massimo della praticità e della funzionalità. I modelli elettrici sono il top digamma, dato che garantiscono una resa elevata sollevamento ad alti livelli di stoccaggio. Possono infatti superare i 10 metri per quel che riguarda la capacità di sollevamento, il che è davvero prezioso soprattutto per quei magazzini che si sviluppano prevalentemente in verticale e che hanno dunque maggiore necessità di movimentare le merci dall’alto verso il basso e viceversa.

Se la necessità è invece quella di adoperare questo tipo di macchinari soltanto occasionalmente, è possibile optare direttamente per una soluzione di noleggio anziché di acquisto, pagando solamente “a gettone” e dunque in base ai giorni di utilizzo del mezzo.

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Capodichino, Atitech libera hangar per hub vaccini. Gianni Lettieri: “Dovere civico”

Continuano le iniziative di Atitech in tema di emergenza sanitaria. Il nuovo polo, secondo il Patron Gianni Lettieri, potrà vaccinare fino a 6.000 persone al giorno.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: i dettagli del nuovo hub

Dal prossimo mese la campagna vaccinale in Campania potrà contare su un nuovo centro che sorgerà nell’aeroporto di Capodichino e sarà l’hub più grande e performante di tutto il Mezzogiorno, a dichiararlo è Gianni Lettieri. L’imprenditore aggiunge che, di comune accordo con l’Asl Napoli 1 Centro, in Atitech verrà realizzato un centro hub enorme; verrà messo a disposizione gratuitamente un hangar di 12mila metri quadri che permetterà la somministrazione delle dosi a tutti i cittadini appartenenti alle Asl Napoli 1, 2 e 3. “Abbiamo liberato l’hangar Avio 2 in 5 giorni dalle attrezzature e dagli aerei con uno sforzo organizzativo ed un lavoro incredibile – ha spiegato – spostando tutto negli hangar di Capodichino Nord, a San Pietro a Patierno”. Il nuovo hub potrà contare su 30 box: un numero che consentirà di vaccinare quotidianamente fino a 6.000 persone. “Questo è il momento di rimanere uniti e di pensare alla collettività – ha dichiarato Gianni Lettieri – ho sentito il dovere civico di mettere a disposizione parte della struttura di Atitech, come stanno facendo anche altri imprenditori nel mondo”.

Gianni Lettieri: le iniziative di Atitech nella lotta al Covid-19

La proposta di aprire un centro vaccinale a Capodichino è stata accolta dal Presidente della Regione De Luca con entusiasmo. Si tratta di una delle più grandi iniziative imprenditoriali finora promosse nel contrasto all’emergenza sanitaria. Per la società guidata da Gianni Lettieri si tratta del raggiungimento di un altro traguardo in un percorso solidale iniziato già nei primi mesi di pandemia. Oltre a una donazione di 20.000 mascherine FFP2 alla Regione, l’azienda leader nella manutenzione di aeromobili ha ideato una serie di iniziative a sostegno delle persone in difficoltà a causa della crisi economica. La più recente durante le festività natalizie: 150 pasti caldi al giorno offerti gratuitamente dalla mensa di Atitech a 50 nuclei familiari residenti nei quartieri di Secondigliano, San Pietro a Patierno e Sanità. “Intendo portare avanti questa iniziativa – ha detto Gianni Lettieri – non appena ci saremo lasciati alle spalle questa pandemia, continuerò la distribuzione dei pasti nella mensa Atitech di Capodichino nord”. Nel frattempo, l’imprenditore raccomanda pazienza: “Siamo quasi alla fine. Per uno come me abituato a viaggiare è desolante vedere gli aeroporti vuoti, ma bisogna essere resilienti”.

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Snam, il Presidente Nicola Bedin parla di sostenibilità: una rivoluzione senza precedenti

“Quello che conta davvero è l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo”: il Presidente Nicola Bedin parla di sostenibilità e transizione energetica al “Corriere della Sera”.

Nicola Bedin

Snam, il Presidente Nicola Bedin al “Corriere della Sera”: anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica

La considera “una rivoluzione senza precedenti” il Presidente di Snam Nicola Bedin, intervistato lo scorso 21 marzo dal “Corriere della Sera”: oggi l’interesse di aziende e istituzioni converge sempre più sulla transizione energetica e “l’impatto del Covid probabilmente ha accelerato questo processo”. Non solo: “Anche il mercato, vedi gli investimenti in Esg (ambiente, sociale e governance, ndr.) di grossi fondi come Blackrock, ha fiutato questa direzione. La gran parte degli investitori istituzionali, e così sarà anche per i piccoli risparmiatori, decide di puntare sulle aziende che perseguono l’obiettivo dell’interesse collettivo, del miglioramento della società in cui viviamo, delle ricadute ambientali delle strategie che mettiamo in campo, della lotta alle disparità di genere”. Non a caso, su proposta del CdA presieduto da Nicola Bedin, l’articolo 2 dello statuto di Snam è stato modificato con l’introduzione del corporate purpose, secondo cui “la società svolge attività d’impresa con la finalità di favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. È un impegno che il gruppo porta avanti da tempo, come ha spiegato il Presidente nell’intervista: “Siamo stati la prima società italiana a costituire in seno al proprio cda un comitato Esg. E nel piano strategico, predisposto dal ceo Marco Alverà e dal management con la piena condivisione del consiglio, abbiamo anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con un calo delle emissioni del 50% già entro il 2030”.

Nicola Bedin: la logica del profitto non può essere l’unico indicatore delle performance di un’azienda o di una classe dirigente

In Snam “abbiamo individuato 22 indicatori come parametri Esg da raggiungere entro il 2023”: come ha evidenziato Nicola Bedin “significa adesso”. Lo scorso anno, ad esempio, le donne “nel nostro organigramma sono cresciute del 15%, con posizioni via via sempre più apicali”. Il gruppo è impegnato anche nella finanza sostenibile: “Nel 2020 abbiamo collocato sul mercato due transition bond, uno da 500 e l’altro da 600 milioni, che hanno riscontrato una domanda molto superiore rispetto all’offerta. Un terzo è stato collocato a febbraio con tasso negativo”. La direzione è dunque tracciata: “Anche nell’opinione pubblica si sta sedimentando la stringente necessità di produrre azioni che abbiano effetti positivi di lungo termine per tutti, non solo per chi lavora a diretto contatto con le aziende”. In questa prospettiva a giocare un ruolo decisivo è stata anche la pandemia che “ci ha costretto a riflettere sulla differenza più importante: che cosa conta davvero e cosa no?”. Nicola Bedin, a 44 anni il più giovane Presidente di una società quotata, cita le parole di Papa Francesco per ribadire che “la logica del profitto non può essere l’unico indicatore delle performance di un’azienda o di una classe dirigente”: ciò che conta davvero è “l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo”. Per questo Snam punta convinta sulla transizione energetica: “Crediamo che i gas rinnovabili, dal biometano all’idrogeno, siano la strada da seguire. Strada complementare, e non in contrasto, a quella dell’energia elettrica”.

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