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21 Febbraio 2021

Comunicati

CDP apre nuovi uffici a Perugia: le parole dell’AD e DG Fabrizio Palermo


L’apertura dei nuovi Spazi di CDP per una maggiore vicinanza verso imprese e PA e una comprensione delle esigenze del territorio: è il commento di Fabrizio Palermo, AD e DG, in occasione dell’apertura del nuovo Spazio a Perugia.

Fabrizio Palermo

Nuovo Spazio CDP di Perugia: le parole di Fabrizio Palermo

“CDP sta attuando una strategia di avvicinamento al territorio e oggi lo sta facendo nella regione Umbria, con l’obiettivo di avvicinare il Gruppo alle amministrazioni pubbliche e al mondo delle imprese umbre”: è il messaggio lanciato dall’AD e DG Fabrizio Palermo in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici CDP nel capoluogo umbro, un’iniziativa nata grazie all’accordo di collaborazione territoriale tra il Gruppo e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’apertura della nuova sede si inserisce all’interno del progetto Spazio CDP, operativo per mezzo dell’intesa siglata tra ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa) e Cassa Depositi e Prestiti, un progetto finalizzato a rafforzare la presenza di CDP sul territorio e la cooperazione con le singole Fondazioni. “L’apertura di questi punti ha portato a un significativo rafforzamento del supporto di CDP al territorio stesso e alle regioni interessate”, ha dichiarato Fabrizio Palermo ad Affaritaliani.it, sottolineando come l’iniziativa stia favorendo “una maggiore vicinanza del Gruppo al territorio e una più approfondita comprensione delle sue esigenze”.

Fabrizio Palermo: CDP a supporto dell’economia e del tessuto imprenditoriale in Italia

L’accordo di collaborazione giunge in momento cruciale per il Paese, impegnato nella ripartenza in seguito agli effetti scaturiti dai mesi di pandemia. L’intesa tra il Gruppo guidato da Fabrizio Palermo e ACRI punta infatti a sostenere i territori e in particolare le imprese di piccola e media dimensione, che costituiscono gran parte del comparto imprenditoriale italiano e che sono state colpite in modo significativo dagli effetti economici del Covid-19. Nello Spazio inaugurato a Perugia, così come negli altri territori, è possibile incontrare i referenti di Cassa Depositi e Prestiti che forniscono supporto integrato a soggetti pubblici e privati. L’impegno di CDP è dunque quello di continuare a supportare la ripartenza dell’economia italiana e, in tal senso, l’intesa con ACRI ne rappresenta uno strumento significativo: “Gli accordi firmati a Perugia testimoniano e rafforzano il legame di Cassa Depositi e Prestiti con il territorio, reso ancora più solido dalla partnership con le Fondazioni bancarie”, ha commentato Fabrizio Palermo, “oggi siamo pronti a lanciare nuove iniziative a supporto dell’economia del territorio e del tessuto imprenditoriale e siamo lieti di farlo in una città importante come quella di Perugia, confermando l’impegno già preso con il Comune in occasione della firma del Piano Città ad aprile del 2019”, ha concluso l’AD e DG.

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Vendere Oro Usato in Modo Redditizio e Sicuro


Vendere oro usato è capitato in modo sempre più ricorrente alle persone, soprattutto dall’inizio del nuovo millennio le continue crisi economiche hanno portato ad una maggiore scarsità di liquidità in sempre più famiglie.
Non è un caso che dopo il 2000 si sia diffuso in modo capillare su tutto il territorio le attività che acquistano oggetti preziosi da chi vuole vendere oro usato che non usa più o che semplicemente decide di monetizzare per necessità.
Partendo dalle principali città come i compro oro Firenze, Milano, Roma per arrivare ai paesi più piccoli queste attività si sono diffuse in modo capillare in tutto il paese.
Vendere oro usato sotto forma di gioielli e oggetti di ogni genere non implica una conoscenza approfondita ma è comunque buona consuetudine seguire alcune semplici regole che tutti possano verificare.
Una delle prime regole è quella di cercare di capire la reale percentuale, espressa in carati, di oro puro presente nella lega aurea che compone l’oggetto.
Per questo esiste la possibilità di eseguire prove empiriche che però necessitano di una certa conoscenza e dimestichezza nell’utilizzo di alcuni strumenti e sostanze, una operazioni che sono normalmente eseguite dai compro oro per verificare la purezza dell’oro.
Ad un semplice cliente è consigliabile controllare se sull’oggetto siano presenti dei timbri che ne svelino la purezza, in mancanza di questi sarebbe opportuno rivolgersi ad una gioielleria di cui ci fidiamo o in caso contrario ottenere più di una stima di diverse attività compro oro.
Una altra importante cosa da saper è il peso dell’oggetto o del gioiello che deve essere preso al netto di eventuali altri elementi presenti nell’oggetto come; pietre o altri materiali utilizzati come decorazione del gioiello.
Adesso che ci siamo fatti una idea su come comprendere il peso e la qualità dell’oro dobbiamo trovare la valutazione di acquisto più alta per vendere oro usato nel modo più redditizio possibile.
In questo caso dovremo prestare maggiore attenzione poiché ogni compro oro è libero di variare a proprio piacimento il prezzo a cui intende acquistare oro.
Per conoscere le valutazioni possiamo usare internet alla ricerca delle attività presenti nella nostra zona o nel capoluogo di riferimento.
Quando avete trovato gli operatori in oro più convenienti contattateli e chiedete se ai prezzi offerti non venga applicata alcuna diminuzione.
Una volta che avete individuato l’operatore più vantaggioso per acquistare gli oggetti ed i gioielli preziosi dovete verificare che questo, come del resto la maggioranza dei commercianti del settore, sia disponibile ad acquistare pagando subito per intero il valore dei preziosi.
Ricordate che da alcuni anni è stata introdotta una legge che non permette ai compro oro di pagare in contanti sopra una soglia di 500 euro per cui dovrete tenere presente la possibilità di avere un conto su cui far addebitare l’importo per mezzo di bonifico o altro tipo di pagamento tracciabile.

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Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A: la partecipazione all’Open Day di RCS Academy

"Spingere sulla formazione a tutti i livelli": l’invito dell’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini intervenuto in occasione dell’Open Day di RCS Academy lo scorso 15 settembre.

A2A

A2A all’Open Day della RCS Academy: l’intervento dell’AD e DG Renato Mazzoncini

I giovani possono essere motore del cambiamento di domani. Ma come? Quale ruolo hanno le aziende nel guidarli e indirizzarli verso il mondo del lavoro? Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, si è confrontato su questi temi lo scorso 15 settembre durante l’Open Day di RCS Academy a cui hanno preso parte alcuni dei principali rappresentanti del mondo delle imprese oltre al Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Nel suo intervento, Renato Mazzoncini ha sottolineato il valore dello scambio tra Università e aziende. Impegnato attivamente in ambito accademico, ha dato vita al corso di laurea in Mobility Engineering e, come ha raccontato nel corso dell’evento, attraverso A2A ha promosso l’istituzione di "un fondo con il Politecnico per favorire la nascita di start up".

L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: la necessità di puntare sulla formazione a tutti i livelli

"Dobbiamo approfittare della crisi terribile della pandemia per recuperare un gap digitale che il nostro Paese aveva già prima della pandemia", ha sottolineato inoltre l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini intervistato da "Affari Italiani" in occasione dell’Open Day. "Dobbiamo colmarlo per sburocratizzare e semplificare i processi nella PA ma anche nelle aziende. Abbiamo bisogno di competenze sulla transizione energetica, sull’economia circolare e sullo sviluppo sostenibile in generale, che è anche la chiave del Recovery Fund. Bisogna spingere sulla formazione a tutti i livelli perché siamo ancora molto indietro, in particolare nelle materie tecniche", ha aggiunto l’AD e DG di A2A. Sui dottorati di ricerca, Renato Mazzoncini ha evidenziato come ci sia poca propensione da parte delle aziende a finanziarli: "Su questo dobbiamo migliorare parecchio. È molto difficile per un’azienda, soprattutto se una PMI, fare innovazione, quindi appoggiarsi all’università è la strada giusta".

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