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14 Febbraio 2021

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Lavoro da remoto: come migliorare la cooperazione

Comunicato Stampa

Lavoro da remoto: come migliorare la cooperazione

Il 3 marzo 2021 un corso in videoconferenza si sofferma sullo smart working come strumento idoneo per migliorare il carattere cooperativo e favorire processi di crescita delle persone e delle aziende.

 

Nella nostra cultura organizzativa abbiamo sempre dato importanza più alle relazioni che ai processi lavorativi, siamo stati abituati a confrontarci, discutere, guardarci negli occhi per capire l’altro e affrontare insieme i problemi.

Poi è arrivata l’emergenza sanitaria COVID-19 ed uno dei mutamenti che ha portato nel mondo del lavoro è stata la diffusione delle attività in smart working o in telelavoro.

Tuttavia, mancando di un’idonea preparazione, spesso i lavoratori hanno provato ad adattare alla nuova condizione i vecchi schemi procedurali e relazionali con molti insuccessi e grande dispersione di tempo, denaro e fatica.

 

In realtà attraverso lo smart working, se utilizzato consapevolmente e con un’adeguata preparazione, è possibile non solo mantenere ma anche migliorare il carattere cooperativo del lavoro e il benessere organizzativo aziendale.

 

Esistono corsi di formazione a distanza che possono fornire ai lavoratori gli strumenti e le indicazioni per utilizzare efficacemente le nuove modalità organizzative? Ci sono percorsi formativi in grado di far diventare lo smart working un elemento di empowerment per le persone e i progetti?

 

Il corso in videoconferenza su cooperazione e smart working

Per migliorare l’efficacia delle attività in smart working o lavoro agile, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 3 marzo 2021 il corso, in videoconferenza, dal titolo “La cooperazione in smart working”.

 

Il nuovo corso permetterà di mostrare che un utilizzo idoneo dello smart working, come definito nella Legge n. 81 del 22 maggio 2017, permette di mantenere, malgrado le necessità correlate all’emergenza COVID-19 del distanziamento sociale, il carattere collaborativo e cooperativo del lavoro. Con il lavoro agile è possibile la gestione in modalità collettiva e collaborativa di molte attività, ad esempio attraverso funzionalità come la condivisione di immagini e documenti, favorendo anche la redazione di documenti condivisi.

 

In questo senso è possibile affermare che le nuove tecnologie digitali, in questa fase di emergenza, non solo hanno permesso di mantenere attive alcune attività aziendali, ma hanno reso ancora più forte la possibile interconnessione tra le persone creando una rete che permette alle aziende di unire sempre più le forze e confrontare le esperienze.

 

Il programma del corso su cooperazione e smart working

Per migliorare l’utilizzo e l’efficacia dello smart working in azienda si terrà mercoledì il 3 marzo 2021 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 – il corso in videoconferenza “La cooperazione in smart working”.

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Le basi: il nuovo benessere organizzativo, spazi e tempi privati e lavorativi
  • La comunicazione da remoto, come riorganizzare la parte verbale del linguaggio e servirsi del non verbale in maniera efficace
  • L’approccio strategico: gli obiettivi S.M.A.R.T.
  • Tools per organizzare riunioni e incontri in video conferenza
  • Confrontarsi sulle esperienze personali e ricavarne apprendimenti

 

La partecipazione al corso vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 2 ore di aggiornamento per Formatori qualificati area 1. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la_cooperazione_in_smart_working

 

La docente della videoconferenza, una formazione a distanza tramite piattaforma informatica equiparata alla formazione in presenza, è Sara Calì, formatrice esperienziale e mediatrice interculturale.

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

11 febbraio 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Dividendi, brusco calo nel 2020. In Europei si tornerà ai livelli pre-crisi nel 2022

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  • 14 Febbraio 2021


Se la crisi da pandemia non sembra aver intaccato il buonumore degli operatori di Borsa, vista la marcia record di molti listini (a Wall Street come in Europa), di sicuro ha però intaccato una componente importante per le valutazioni, ossia i dividendi.

Battuta di arresto per i dividendi

dividendiNella composizione del proprio portafoglio di asset, i dividendi rimangono sempre un elemento di grande rilevanza. Negli ultimi anni il loro andamento aveva segnato un incremento pressoché costante, arrivando a toccare quota 360 miliardi di euro del 2019. La crisi pandemica ha però arrestato bruscamente questa corsa. Nel 2020 infatti i dividendi distribuiti dalle aziende europee sono arrivati a 290 miliardi, segnando una brusca frenata (-20%).
Proiettandosi al futuro, gli indicatori affidabili migliori prevedono una parziale ripresa nel 2021 fino a circa 330 miliardi di euro, ma per rivedere i livelli ante-Covid occorrerà aspettare almeno il 2022.

Il 2020 s’è fatto sentire.. sul 2020

Molti potrebbero porsi una domanda: se il Covid si è manifestato nel 2020, come mai già nello stesso 2020 i dividendi sono crollati? Sarebbe stato più logico aspettarsi una diminuzione nel 2021.
Il fatto è che sebbene i dividendi pagati in un esercizio siano il frutto del bilancio dell’anno precedente, lo scorso anno molte società hanno deciso di anticipare i tempi, riducendo o annullando i dividendi in via precauzionale. Ci sono stati casi poi (come le banche) nei quali esisteva un divieto o una restrizione imposta a livello normativo.

Alla fin fine il panorama racconta che meno di tre aziende europee su quattro hanno pagato dividendo. Il che è eclatante se si considera che negli anni precedenti lo avevano fatto oltre il 90%.

La prospettiva

Dal momento che abbiamo sottolineato l’importanza dei dividendi per chi opera sui mercato azionari, è lecito domandarsi quali siano le prospettive future.
Come anticipato poco fa, nel 2021 ci sarà una tiepida ripresa, ma è bene ricordare che non sarà trasversale in tutti i settori. Resistenze e supporti condizioneranno rispettivamente sanità e utility da una parte, e beni di consumo e ciclici dall’altra. I primi hanno aumentato le distribuzioni durante la crisi, i secondi potranno incrementare i dividendi solo a fronte di una generale ripresa economica.

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Il bisogno di trattamenti estetici nel dopo lockdown


Nella fase immediatamente successiva al lockdown forzato per la pandemia per il Covid-19, sono stati richiesti molti più trattamenti estetici da parte delle clienti di tutta Italia.

Le prenotazioni per tutti i servizi di bellezza nei centri estetici sono infatti sono lievitate del +146% rispetto ai lunedì precedenti alla quarantena, secondo un’apposita ricerca. Finalmente le italiane, dopo mesi nell’arrangiarsi con il fai da te casalingo, hanno potuto affidarsi a dei professionisti e a delle professioniste nei centri adibiti alla cura della bellezza e del benessere.

Quali trattamenti sono stati al top? In primis la ceretta, che è stata subito seguita dal taglio capelli per gli uomini, poi è venuta la ceretta Hollywood (che sarebbe la depilazione totale della zona dell’inguine), infine la ceretta al viso e la manicure di tipo semipermanente.

Dopo essere rimaste chiuse tra quattro mura, faticando tra smart working, la gestione della casa e i rapporti con i fidanzati e mariti, le italiane hanno cercato un poco di relax e trattamenti per la cura della bellezza in gran quantità, proprio come rivalsa al periodo più duro della pandemia

Affidarsi alle mani di esperte della cura del corpo è stato per loro un vero toccasana per l’umore. Anche lasciandosi andare a non far nulla per oltre un’ora di trattamento.

Gli esperti dei saloni di bellezza parlano di richieste di trattamenti combinati di 2-3 ore, proprio per ricostruire quella fiducia nella propria bellezza dopo un periodo difficile attraversato un poco da tutte.

Trattamenti molto richiesti, anche perché rilassanti, sono stati ad esempio il massaggio del viso, adatto a tutte le età. In questo caso si utilizzano pressioni, si sfiora il viso e si effettuano movimenti rotatori.

Per riuscire a scorrere meglio con le dita sul viso, l’estetista in questo caso usa degli oli o o delle creme per ogni tipologia di pelle delle clienti. Questo tipo di massaggio riduce i gonfiori e stimola la microcircolazione.

Tutto ciò fa ridurre le rughe d’espressione e i cedimenti della cute. Bisogna notare che nella faccia vi sono una quarantina di muscoli: se sono in forma, il viso di una donna risulterà tonico, proprio come accade sul resto del corpo.

Un centro estetico per essere all’avanguardia in tutte le serie di trattamenti estetici possibili, deve avere due fattori fondamentali:

–         Attrezzature e prodotti usati avanzati, aggiornati agli ultimi ritrovati in fatto di bellezza e cura del corpo

–         Personale esperto e qualificato, che sa intervenire perfettamente sui corpi dei clienti, senza tralasciare neanche un dettaglio di tutto ciò che riguarda il trattamento.

Quando il cliente e la cliente di un centro estetico, come è accaduto nel dopo pandemia, sono alla ricerca di un trattamento estetico, non si tratta solo di una cura per la bellezza, ma di trovarsi magicamente in una vera e propria oasi del benessere dopo magari giorni di lavoro, fatica, stress quotidiani.

Durante il periodo del lockdown del 2020, le italiane hanno sentito la forte necessità di trovare evasione successivamente evasione da quella gabbia forzata che era diventata la propria casa.

Evasione e benessere trovati nei centri estetici di fiducia, dove il rimettersi in sesto è stato coniugato con estreme sensazioni di relax e di benessere.

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Consorzio Elis, Stefano Donnarumma (Terna): “Contributo a studio e professione dei giovani”


“Il futuro dei ragazzi è studiare con interesse particolarmente le materie che consentiranno loro di essere attori di questo futuro”, ha dichiarato Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma

Scuola, impresa e lavoro: il commento di Stefano Donnarumma

“Il nostro impegno è favorire la formazione delle giovani risorse per il futuro”: sono le parole di Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, a commento dell’ultimo incontro tra le imprese del Consorzio Elis. Tenutosi lo scorso 13 ottobre a Villa Blanc, a Roma, il convegno ha visto la partecipazione di oltre cento CEO: i temi affrontati sono stati il rilancio del Paese e il ruolo fondamentale di scuola e aziende. L’obiettivo dei partecipanti è stato quello di tracciare le linee guida per la trasformazione della società e delle stesse imprese, partendo dalla rinascita della scuola. “Il futuro – ha dichiarato l’AD e DG di Terna – sicuramente è molta tecnologia applicata alle infrastrutture, ai trasporti, all’energia in un progetto di sostenibilità ambientale che non potrà che essere la base portante delle nostre iniziative”. Per questo oggi sono fondamentali azioni concrete per sostenere i cambiamenti in atto e permettere ai giovani di diventare attori per il futuro. Il Consorzio Elis, composto oltre che dalle aziende anche da università e centri di ricerca, lavora proprio per aumentare la sinergia tra istituti scolastici e aziende: “Noi di Terna – ha dichiarato Stefano Donnarummapossiamo dare un contributo soprattutto per la modernizzazione di alcuni aspetti e concetti che possono essere trasferiti con la scuola, alla scuola per gli studenti”.

Transizione energetica e tecnologie: il parere di Stefano Donnarumma

“Queste sono imprese di infrastrutture che hanno piani decennali, ventennali – ha commentato Stefano Donnarumma riferendosi alle aziende ospiti a Villa Blanc – devono necessariamente pensare a quello che saranno i prossimi anni, alle necessità per sviluppare questo tipo di tecnologie e anche guidare la transizione energetica. Servono skill specifiche e noi cerchiamo di contribuire all’orientamento, allo studio e alla professione dei giovani”. Il CEO e DG di Terna evidenzia quelli che sono gli ambiti potenzialmente più importanti per il futuro: sostenibilità, innovazione tecnologica e completamento della transizione energetica. Tematiche che rappresentano anche l’essenza del Recovery Plan che il Governo italiano presenterà alla Commissione Europea per ottenere le risorse per il rilancio post Covid: “Stiamo collaborando con le istituzioni proprio nella proposta di investimenti utili a questo scopo – ha annunciato Stefano Donnarummanel nostro caso, essendo aziende che fanno piani pluriennali, è particolarmente più semplice individuare progetti spendibili anche su questi tavoli”.

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Energy Talks: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento di RCS Academy


La velocità del cambiamento green dipenderà in buona parte dalla capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme: le riflessioni dell’AD di Eni Claudio Descalzi, intervistato in occasione dell’Energy Talks “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” di RCS Academy.

Claudio Descalzi

Energy Talks, l’invito di Claudio Descalzi: collaborare per rendere la transizione energetica più veloce ed equa

In Eni “siamo sempre in transizione” ma oggi sicuramente “è tutto più accelerato” e “irreversibile”: a sottolinearlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, intervenuto lo scorso 21 ottobre al forum “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” nell’ambito degli Energy Talks di RCS Academy. “Da quando l’energia è il motore della civiltà siamo sempre stati in transizione. Oggi le nuove fonti di energia incalzano le vecchie: dobbiamo ridurre la componente carbonica mantenendo la sicurezza energetica”, ha spiegato l’AD parlando delle sfide che il mondo dell’energia è chiamato ad affrontare nell’immediato futuro. Secondo Claudio Descalzi la capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme si rivelerà determinante nel velocizzare il cambiamento green: “Se il sistema viene lasciato a se stesso e al mercato vinceranno sempre le fonti di energia più accessibili, meno costose e che comportano minori interventi sulle infrastrutture”. In quest’ottica “saranno cruciali gli incentivi”: oggi infatti le rinnovabili rappresentano solo il 2% nel settore energy, nonostante su questo fronte siano stati investiti 3,5 trilioni di dollari.

Eni, l’AD Claudio Descalzi: occorre un mix energetico sempre più efficiente nel ridurre le emissioni

“Ci troviamo in una emergenza ambientale”, ha evidenziato Claudio Descalzi intervenendo agli Energy Talks di RCS Academy: occorre quindi “creare un processo di trasformazione più veloce di quanto fatto in passato” e allo stesso tempo “più equo” in modo da non lasciare fuori i Paesi sottosviluppati, perché “l’energia è vitale come l’acqua”. Fondamentale è “essere moderati” dal momento che “è difficile abbandonare qualcosa che costa poco” e “pensare a un mix energetico che per gradi diventi sempre più efficiente nel ridurre le emissioni“: in questa prospettiva è più appropriato lavorare su prodotti in grado di sfruttare le infrastrutture disponibili, come ha spiegato Claudio Descalzi. È il caso, ad esempio, dei biocarburanti testati per i motori dei mezzi pesanti: “L’idea è che funzionino sull’esistente in modo da non stravolgere i processi produttivi e le catene di montaggio”. L’AD ha invitato infine ad essere “pragmatici” e a scegliere “un mix energetico meno impattante”, puntando sulla condivisione e sulle tecnologie, oltre che sulla capacità e sulle competenze acquisite sinora.

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Orologi Casio Milano, il must-have per l’ora esatta

 

Quanti anni avevi quando hai scelto o ricevuto il tuo primo casio Milano? Un orologio intramontabile unisex che non ha target precisi di età. La sua particolarità è che piace proprio a tutti, senza distinzione tra uomo e donna. Si tratta di un pezzo di gioielleria che risale al 1974, quando venne sviluppato il quadrante digitale per facilitare la lettura dell’ora, in modo da riconoscere chiaramente sia i minuti che i secondi. L’evoluzione del Casio continua nel 1988, quando la maison decide sviluppare funzionalità dedicate a chi pratica sport, o in genereale per chi ha uno stile di vita attivo. L’obiettivo era fornire un prodotto ancora più performante anche per le attività del tempo libero, compresi i viaggi.

 

Scegli l’orologio indistruttibile Casio

 

Il Casio Milano è veramente così! Creato da un’idea del giapponese Kikuo che, dopo uno spiacevole evento, decise di creare un orologio estremamente resistente. Aveva ricevuto come regalo questo orologio, ma cadde e si ruppe così, decise di sviluppare una versione adatta a tutti e a qualsiasi imprevisto. Questo tipo quindi, accompagnava il polso di chi lo sceglieva nelle attività più disparate e per lunghissimo tempo. Infatti, la resistenza veniva misurata attraverso ripetuti esperimenti, facendo cadere l’oggetto da altezze sempre più elevate. Il fine era di misurarne la solidità, che raggiunse i 10 metri di altezza. Oltre a questa caratteristica fondamentale venne calcolata la performance a contatto con la pressione dell’acqua, in questo caso sono stati raggiunti i 20 metri. Ma le sorprese non finiscono qua: se si avesse intenzione di intraprendere un viaggio in Siberia o in Alaska, l’orologgio Casio sarebbe il primo oggetto da portare con sé, dato che funziona anche a basse temperature, -20° per precisione. Chi invece preferisce attività lungo la costa, può tranquillamente indossare il Casio Milano durante le escursioni subaque, l’orologio resiste fino a 200 metri sotto il livello del mare.

 

Il casio cresce con te

 

La sua vita dura attorno ai 10 anni, e durante questo tempo ne accadono di cose…Lui sarà sempre presente. La tecnologia ha permesso di sviluppare un orologio che resiste a tutto anche al passare del tempo! Quindi, se sei indeciso sul regalo da prendere per il tuo migliore amico, nonna, zio, mamma, scegli uno dei mille modelli Casio e andrai sul sicuro. È un pezzo di classe che non può mancare nel cofanetto di nessuno. L’orologio ti garantisce l’ora esatta grazie alla tecnologia di radiocontrollo. Infatti, è collegato a segnali da tutta Europa, Nordamerica, Canada e molti altri. L’attenzione ai dettagli è un’altra nota distintiva del Casio Milano, che ha garantito la creazione di un orologio con la priorità assoluta di fornire l’ora esatta, ma che offre a chi lo usa altre funzionalità particolari. Il Casio è di classe e quanti stilisti sostengono che gli accessori siano fondamentali per dare quel tocco in più all’outfit quindi, non resta che seguire il consiglio degli esperti e trovare l’esemplare Casio perfetto. In definitiva, questa tipologia di orologio non vuole imporre la propria idea di stile anzi, cerca di andare incontro ad ogni minimo desiderio grazie alla varietà di modelli disponibili.

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