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28 Ottobre 2020

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Distributori Automatici: Caffè e Non Solo…

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  • 28 Ottobre 2020

Il caffè per molti è essenziale al mattino. Una buona tazzina infatti aiuta a svegliarsi bene poiché aumenta i livelli di adrenalina e accelera l’attività cerebrale. Ma il caffè è molto di più, e noi italiani lo sappiamo bene. Questa buonissima bevanda rappresenta un momento di riposo, un momento di disconnessione, un momento di empatia con le altre persone, tanto che nel nostro modo di parlare sono oggi presenti frasi tipiche quali “Ci vediamo per un caffè”?

Ecco perché all’interno di tante aziende e uffici non manca di certo un  distributore automatico di caffè, magari che offra tante varianti di questo prodotto così come tanti altri prodotti caldi e freddi che possono essere proposti all’utenza. Gli esperti consigliano effettivamente di fare delle pause durante la giornata lavorativa  per non sovraccaricare il nostro cervello e per ricaricare le batterie, e questo è il momento buono per prendere qualcosa alle macchinette.

Queste pause che conosciamo già bene, sono fondamentalmente delle “pause caffè” fatte dalla maggior parte degli impiegati. Tali pause oltre ad aiutare a liberare la mente dei lavoratori, contribuiscono anche a creare un’atmosfera positiva in ufficio. Parlare con i colleghi al lavoro per pochi minuti infatti, anche se si tratta di qualcosa di diverso dal lavoro, aiuta a creare una relazione positiva tra la “vita lavorativa” e la “tua vera vita”.

E se oltre a fare queste pause per riprendere con più energia le tue mansioni lavorative, ti godi un caffè di qualità come quello che trovi nei distributori automatici Prima Service a Roma, meglio ancora! Si sa infatti che esiste una forte relazione tra gusto e soddisfazione, e chi è soddisfatto lavora certamente meglio. Se stai leggendo questo post e non ti piace il caffè, pensa comunque ad una buonissima cioccolata, un tè, un cappuccino o un latte macchiato. In queste moderne macchinette trovi veramente di tutto!

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Le principali patologie del gatto, sintomi e cure

Contro le malattie infettive più gravi e contagiose, il gatto deve essere vaccinato obbligatoriamente a partire dai due mesi di età: parliamo, nello specifico, delle tre infezioni virali che compongono la vaccinazione trivalente di base, ovvero la rinotracheite, la gastroenterite virale e la calicivirosi.

Queste patologie possono portare il micio alla morte in breve tempo e fra atroci sofferenze; ancora oggi, contro di esse non esiste cura e la prevenzione attraverso il vaccino rappresenta l’unica difesa efficace.

Altre malattie incurabili del gatto sono la rabbia, la peritonite infettiva felina (FIP) e la leucemia felina (FeLV): anche queste possono essere prevenute attraverso una adeguata profilassi (facoltativa).

Tutte le altre malattie che colpiscono il felino domestico oggi possono essere curate in modo risolutivo grazie ai progressi della medicina veterinaria: tuttavia, il successo della terapia dipende in gran parte dalla tempestività dell’intervento e dall’esattezza della diagnosi.

Quando la patologia è ancora in uno stadio iniziale, infatti, ci sono maggiori probabilità di una sua regressione senza complicanze o strascichi; allo stesso tempo, è molto importante che la cura sia perfettamente adeguata al caso, e ciò è possibile solo formulando una giusta diagnosi.

Il primo passo in tal senso spetta al proprietario: a lui, infatti, è demandato il compito di rilevare i primi segnali “sospetti” e di comunicarli subito al veterinario.

Cosa non sempre facile, dato che il gatto possiede una soglia del dolore molto alta ed è solito esternare il suo disagio solo in casi estremi e quando, non di rado, è già troppo tardi per intervenire. Come fare, con queste difficoltà, ad accorgersi che qualcosa non va?

Esistono dei segnali ben precisi che, anche se non sono sempre riconducibili ad una malattia, rappresentano un “campanello d’allarme” che è bene non sottovalutare: prurito insistente (spesso in una sola zona del corpo), ferite da grattamento, scolo nasale, lacrimazione, zoppia, sete eccessiva, gonfiore addominale, minzione difficoltosa o al contrario troppo frequente, vomito, diarrea, alopecia, dimagrimento, inappetenza, aumento repentino di peso, stanchezza, alterazioni comportamentali molto marcate, aggressività, irrequietezza.

Ogni volta che noti uno o più sintomi di questo tipo contatta subito il veterinario, che stabilirà l’opportunità di sottoporre il tuo piccolo amico ad una visita accurata e ad esami mirati. No alle cure fai da te, che potrebbero peggiorare il decorso della malattia e causare effetti indesiderati.

Ma quali sono, in particolare, le più comuni patologie del gatto? Tra le problematiche più frequenti ci sono le cardiopatie, le parassitosi che colpiscono le orecchie (acariasi), i vermi intestinali, l’infestazione da pulci, la toxoplasmosi, le affezioni del sistema respiratorio (raffreddore, coriza, asma), le coliti, i disturbi cronici del metabolismo (diabete, obesità), i tumori, la clamidiosi, i problemi delle vie urinarie (struviti, cistiti, calcoli), le malattie degli occhi (congiuntiviti, glaucomi), le infiammazioni cutanee (dermatiti, micosi, rogna, tigna), le infiammazioni articolari e l’insufficienza renale.

Alcune di queste problematiche possono essere prevenute con un’alimentazione appropriata: chiedi consiglio al tuo veterinario di fiducia.

https://www.ragdolls.it/

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