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11 Agosto 2020

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Il Mago diBari

Mago di Bari e’ il noto Mago Letterius.  Il Mago di Bari vanta un curriculum vitae di eccellenza, dato i suoi quarant’anni di esperienza nel campo esoterico e la sua dinastia di maghi. Il Mago di Bari è famoso nella città di Bari. Il Mago Letterius è il miglior Mago di tutti i tempi , ha risolto casi impossibili nella città di Bari.  Ha unito amori che si erano separati  , ha ridato il sorriso a chi aveva pianto, ha ridato i sogni a chi li aveva persi etc.. il Mago di Bari è  stato eletto come il miglior Mago della città barese. Il Mago di Bari è un noto esperto in alta magia salamoica, ebraica, africana, egiziana etc.. 

Pratica sia la magia Rossa, bianca e nera. Custodisce gli antichi segreti del suo antenato il Mago Frank.  Utilizza gli antichi rituali del suo antenato per svolgere i legamenti d’ amore, purificazione di coppia e anche singole, riti dell’ abbondanza, rito per l ‘ aumento delle vendite, rito per sbloccare un situazione, rito della fedeltà, rito dell’allontanamento, rito della protezione della famiglia, rito della passione di coppia etc….
Per chi vuole approfondire www.sensitivo.biz

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Nuovo DossieRSE: Smart working, quali impatti sul traffico a Milano e sui consumi energetici?

RSE ha realizzato un nuovo studio per analizzare la differenza di domanda di mobilità nell’area di Milano, concentrando l’attenzione sul ruolo e sull’impatto dello smart working

ROMA, Agosto 2020 – I blocchi decretati dal Governo per arginare la diffusione del SARS-CoV-2 hanno dato una rapida spinta allo smart working, creando diverse soluzioni per continuare le attività lavorative o scolastiche da remoto. Al di là delle difficoltà incontrate nell’implementazione del cosiddetto “lavoro agile”, questa misura ha determinato precisi effetti sulla vita quotidiana, anche in termini di impatto sul traffico urbano, i consumi energetici e le emissioni gassose. Ad analizzarli è oggi un nuovo studio di RSE– Ricerca sul Sistema Energetico. La società di ricerca del gruppo GSE ha cercato di comprendere come sia effettivamente cambiata la domanda di mobilità durante il periodo del lockdown rispetto ad una situazione pre-pandemia. E lo ha fatto concentrando l’attenzione su ruolo e impatto dello smart working.

“La dimensione dell’esperienza ed i vincoli prescrittivi imposti – spiega RSE – hanno, di fatto, creato le condizioni per un’analisi di ‘stress test’, utile a valutare e misurare l’impatto ‘potenziale’ che tale misura potrebbe determinare sulla riduzione della congestione del traffico urbano, con i correlati effetti di minor consumo di combustibili, e quindi di minor impatto ambientale”.

Ai fini dello studio, gli esperti hanno analizzato i dati sugli spostamenti nella città di Milano, raccolti in tre differenti periodi: ante Covid, dal 25 febbraio al 6 marzo (1Covid) e dal 9 al 20 marzo (2Covid). La scelta dell’area milanese come campo di indagine non è casuale. La città non è fortemente rappresentativa sul fronte socio-economico, ma è già stata terreno di ricerche precedenti da parte di RSE.

Si scopre così che rispetto al periodo pre-lockdown, si è registrato un calo (stimato) degli spostamenti pari al 25% nel periodo 1Covid e del 55% in quello successivo. Di questi quasi la metà (45%) è da considerarsi “sistematico”, ossia riconducibile al tragitto casa/lavoro o casa/scuola. RSE ha quindi confrontato questi dati con quelli degli addetti per settore che hanno potuto continuare a lavorare dalle proprie abitazioni grazie al ricorso allo smartworking (dati Istat).

Il risultato? Il lavoro agile dovrebbe esser la causa di circa il 23% dei mancati spostamenti sistematici nel periodo clou dei blocchi, ossia il 2Covid. “Contestualizzando questo dato in un’analisi sul potenziale massimo dello smartworking, decurtando cioè la quota di chi è rimasto a casa senza poter lavorare, si ottiene un potenziale di riduzione degli spostamenti totali giornalieri, grazie al massivo ricorso al lavoro agile, pari al 14,5%”, chiarisce RSE.

Queste informazioni sono state la base per elaborare una stima del potenziale impatto su traffico e qualità ambientale determinato dal lavoro da remoto. Il risultato per spostamenti sistematici evitati grazie allo smart working prevede una riduzione potenziale di circa 5.800.000 vetture-km al giorno. Il dato si riferisce ovviamente al solo trasporto privato in auto, ma rappresenta una fetta pari a circa il 60% del totale. Ciò significa poter risparmiare all’atmosfera 500 tonnellate di PM 2,5 e 1.300 tonnellate di CO2 al giorno, grazie ai minori consumi di carburante (-112 ktep/anno). Risultati importanti che offrono un nuovo punto di vista per le politiche ambientali urbane.

Il ricorso allo smartworking, anche se applicato in forma più leggera rispetto a quanto ipotizzato in questo studio, che rappresenta una stima di ‘massima potenzialità’, potrebbe permettere riduzioni dei consumi e delle emissioni paragonabili a quelli di altre tipologie di interventi (potenziamento del TPL, mobilità elettrica..) – scrive RSE  – e si colloca, quindi, tra le soluzioni che possono essere messe in campo per una maggiore sostenibilità della mobilità all’interno delle città”.

https://youtu.be/na2vCTgOoto

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Auto: nel Lazio ci sono ancora più di 366.800 Euro 0

Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto laziale che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione laziale risultano ancora registrate 366.884 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,96% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

A livello nazionale, il Lazio si posiziona al quarto posto tra le peggiori del Paese, subito dopo Campania, Sicilia e Lombardia, mentre se si guarda al rapporto percentuale la regione supera la media nazionale (8,4%).

Il quadro peggiora ulteriormente se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 1.466.756. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 36% della auto potenzialmente in strada nel Lazio ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la regione supera leggermente la media nazionale del 34,1%.

Mappa dei “catorci”

Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Frosinone che, con un valore di 10,77%, risulta essere la provincia laziale con il maggior numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (39.214 auto private); alle spalle di Frosinone si trova la provincia di Rieti, dove il 10,59% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (12.295 veicoli). Subito dopo troviamo le province di Latina (9,84%, 39.634) e Roma (8,63%, 256.834). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Viterbo, che, con una percentuale di 7,99%, risulta essere l’area laziale con il minor numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (18.907).

Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Roma, che con 256.834 auto private Euro 0 è anche la seconda peggiore a livello nazionale.

Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Frosinone; qui poco meno della metà delle autovetture (43,02%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Rieti (41,61%), seguita da quella di Latina (39,24%).

Chiudono la graduatoria laziale le province di Viterbo (37,78%) e Roma (34,09%).

Gallina vecchia…costa solo di più

In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

 

 

* I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

 

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Quando è necessario chiamare il pronto intervento idraulico

A tutti noi è capitato nel corso del tempo di trovarsi almeno una volta alle prese con problemi di tipo idraulico, sia per quel che riguarda le tubature, i problemi ai sistemi di scarico, o il malfunzionamento di qualche componente. Sono problemi che possono darci molta preoccupazione quando si manifestano soprattutto perché riguardano il funzionamento della nostra casa che è per tutti la cosa a cui teniamo di più in assoluto. Questi problemi alterano il nostro stato di tranquillità e di conseguenza appena un problema alle nostre tubature si manifesta quasi subito andiamo nel panico. Pensiamo a cosa occorre fare per risolverlo nel minor tempo possibile in modo che tutto possa tornare alla normalità. Se pensi di avere bisogno immediato di assistenza idraulica il consiglio è quello di affidarti a servizi che offrano il pronto intervento idraulico, come ad esempio quello di Idraulico Firenze.

Pronto intervento idraulico: quali problemi lo richiedono

La prima cosa che ci viene in mente quando ci troviamo alle prese con un problema idraulico è quello di chiamare un esperto del settore per farlo venire nelle nostre case e locali per risolvere la questione. La cosa invece da fare per prima è concentrarsi sul problema che notiamo nelle nostre tubature e provare a verificare se è un problema che possiamo risolvere da soli, magari utilizzando qualche prodotto specifico, oppure se c’è la necessità di chiamare un idraulico che ovviamente, essendo un servizio di pronto intervento, ha un costo già a partire dell’uscita dell’idraulico per venire da noi.
Ci sono sicuramente una serie di problemi che richiedono l’intervento di un idraulico  professionista perché facendo da soli potremmo provocare ulteriori danni. Quelli più importanti sono tutto ciò che riguarda il malfunzionamento del Wc, se notiamo per terra delle pozze di acqua di cui non riusciamo a spiegare la provenienza. Quando apriamo i rubinetti e notiamo un basso flusso di acqua, indice di bassa pressione. Infine, sostituzione o collegamenti dei tubi che fanno parte dell’impianto idraulico. Per tutti questi casi che abbiamo citato il nostro consiglio è quello di chiamare un pronto intervento idraulico, perché sono tutti problemi delicati della cui soluzione si può occupare solamente un vero professionista del settore

Problemi che non necessitano della chiamata di un pronto intervento idraulico

Molti altri piccoli problemi che si possono presentare in relazione alle nostre tubature sono invece facilmente risolvibili da noi, mettendo ovviamente un po di impegno e attenzione. Possiamo fare da soli se dobbiamo cambiare ad esempio il pulsante del Wc, oppure, se dobbiamo sostituire le guarnizioni esterne dei nostri rubinetti, possiamo sporcarci le mani, magari con il consiglio e l’assistenza di una persona pratica, per intenderci, il classico vicino o parente. Così anche se abbiamo appena comprato in negozio una nuova lavastoviglie o una lavatrice possiamo installarla da soli senza alcun tipo di aiuto esterno semplicemente seguendo con attenzione le indicazioni di montaggio presenti sul foglio delle istruzioni. Per tutti questi piccoli problemi quindi non abbiamo bisogno dell’aiuto di un professionista idraulico che sicuramente verrà in nostro aiuto dietro un pagamento economico più o meno alto. Quello che dobbiamo riscoprire, come le generazioni passate, è solamente un poco di manualità nei piccoli lavori di casa.

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