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7 Luglio 2020

Attualità e News

Dal 13 al 17 luglio la nuova edizione degli Open Days digitali di Unibg


Al via, dal 13 al 17 luglio, la terza edizione degli open days digitali Unibg, dedicati ai corsi di studio triennali e quinquennali. Dopo le prime due edizioni (svoltesi nei mesi di aprile e giugno), che hanno raccolto quasi 5.000 visualizzazioni da parte degli studenti della scuola secondaria superiore ed una prima sessione di [email protected], l’Ateneo riapre le sue “porte digitali” a tutti quanti vogliano esplorarne l’offerta formativa ed i servizi.

«I numeri della partecipazione ai nostri open days digitali non sono gli unici dati che confermano l’interesse delle future matricole alla nostra università – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo -. In questi giorni, infatti, sono pervenute le domande di partecipazione ai dottorati e il risultato segna uno storico positivo per noi: a fronte di 45 posti disponibili sono pervenute ben 552 domande, di cui il 33% stranieri e l’89% degli italiani fuori provincia. Numeri in linea con il rapporto qualitativo e quantitativo sulla formazione post-laurea di AlmaLaurea pubblicato in queste ore, da cui emergono i diversi motivi che spingono il lifelong learning, come efficacia e performance occupazionali e retributive. In questo panorama si colloca un grande segnale di ripartenza del mondo universitario dove la qualità dell’insegnamento, insieme alla sicurezza e cautela fin da subito dimostrate, battono il timore del virus».

Un’attrattività dovuta all’eccellenza confermata anche dal recente accreditamento ANVUR dell’ateneo orobico, un riconoscimento a cui si accede solo se si mantengono nel tempo determinati requisiti di qualità richiesti dal Ministero dell’università e della ricerca. Bergamo ha superato con un giudizio “B-Pienamente Soddisfacente” la verifica dei requisiti, collocandosi tra i pochi atenei con un punteggio così alto.

Gli open days digitali prevedono non solo la presentazione dei vari corsi di studio, ma anche spazi di interlocuzione diretta con i vari presidenti dei corsi di studio, secondo il calendario sotto riportato.

Inoltre, in vista del bando TOLC di selezione estiva (in uscita il 10 luglio 2020) e il bando per scienze della formazione primaria (in uscita il 16 luglio), sono previste 3 sessioni dedicate alle modalità di svolgimento dei test a numero programmato.

Chi è interessato ad iscriversi all’ Università di Bergamo trova, inoltre, a sua disposizione nella sezione “Studia con noi – Orientarsi” lo sportello orientamento, strumento dedicato alle matricole e alle famiglie dei futuri studenti, che permette di avere informazioni dettagliate e propone, tra i tanti aspetti, anche counseling personalizzati.

L’Università degli studi di Bergamo, inoltre, predispone servizi per l’orientamento dedicati agli studenti con disabilità e/o disturbi specifici dell’apprendimento, offre informazioni dettagliate sulle tariffe agevolate e sulle convenzioni per la mobilità sostenibile, oltre che sulle numerose opportunità di studio all’estero.

Tutte le informazioni per partecipare e porre i propri quesiti al link www.unibg.it

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News

Reagire alla crisi: i commercialisti siano alleati degli imprenditori


Investire sulle competenze. Riscoprirsi uniti. Imparare a reagire. Sono queste le leve fondamentali per ripartire secondo Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

In carica da gennaio 2017, Simona Bonomelli ha ripercorso le condizioni dell’economia globale, nazionale e provinciale, soffermandosi sulle conseguenze generate dai due mesi di lockdown. Dalla fine di febbraio la diffusione dell’epidemia di Covid-19 ha infatti determinato un forte impatto negativo sull’attività economica con una contrazione del PIL nel primo trimestre del 4,7% e una riduzione degli occupati, soprattutto tra i dipendenti a termine. Le stesse prospettive della finanza pubblica sono state modificate dall’emergenza sanitaria: il rapporto tra il debito e il PIL, ad esempio, potrebbe aumentare di oltre 20 punti percentuali quest’anno, raggiungendo il 155,7%. Nel contempo, si è attenuata la crescita dei consumi delle famiglie e vi è stato un calo marcato nei servizi turistici, nella ristorazione, nel trasporto, nelle attività ricreative e culturali. Un contesto nel quale i commercialisti sono stati chiamati a dare un importante contributo al Paese con le loro competenze e peculiarità, manifestando proposte concrete al Governo. Da qui, il richiamo a una maggiore coesione e ad un’attenzione crescente al ruolo della categoria.

«Sono numerose le sfide e le opportunità che noi professionisti siamo chiamati a cogliere, ad analizzare e a risolvere nell’ottica di un ruolo che non può più essere solo di comunicazione di nuovi obblighi e adempimenti, ma di alleanza nella gestione aziendale dell’impresa. Durante la pandemia, abbiamo lavorato ininterrottamente per garantire assistenza a imprese e contribuenti, adattandoci in tempi rapidissimi e, non senza difficoltà, a logiche di lavoro nuove. Questa esperienza è stata per noi, come per tutto il mondo del lavoro, un importante banco di prova che può aiutarci a cambiare e a migliorarci. Per farlo, dobbiamo investire sempre di più nelle competenze, dobbiamo fare leva sulla capacità di adattarci, di reagire, di svilupparci, spingendo anche le imprese a fare lo stesso, e dobbiamo agire uniti, condividendo le nostre capacità. Solo così potremo dare la necessaria forza al Paese per ambire a una nuova “ricrescita”» – ha dichiarato Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

Un richiamo forte che trova riscontro in molte delle sfide che attendono le imprese italiane, specie le PMI. Oltre alla ripartenza, l’attenzione per il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza d’impresa (D. Lgs. n. 14/2019) nel quale i professionisti sono chiamati ad avere un ruolo determinante. In molti casi, infatti, le PMI non hanno le competenze e gli strumenti necessari per osservare i nuovi adempimenti e i sistemi di allerta interna. Il ruolo dei commercialisti è quindi fondamentale per far comprendere agli imprenditori la necessità dell’implementazione di un nuovo modello di gestione basato sui moderni sistemi di controllo.

«Le sfide di mercato che si stanno rapidamente e prepotentemente manifestando impongono all’imprenditore un netto cambiamento del modus operandi, essendo ormai imprescindibile la necessità di rilevare tempestivamente i segnali della crisi. Di conseguenza anche la nostra categoria deve essere pronta ad adattarsi alle nuove sfide del tempo, facendo leva sulle sue risorse professionali. È questo l’auspicio con cui vado a concludere il mio mandato in scadenza alle fine dell’anno, un percorso che mi ha fatta crescer a livello personale e professionale, nella consapevolezza che ciascuno di noi è un patrimonio fondamentale per il Paese e che le nostre risorse sono indispensabili per la crescita di ciascuno» – ha concluso Bonomelli.

 

DATI E ATTIVITA’ DELL’ODCEC

Gli iscritti, alla data del 31 dicembre 2019, sono complessivamente 1708 di cui 1696 all’elenco ordinario e 12 all’elenco speciale, oltre a 32 STP. Nel corso dell’anno 2019 vi sono state 37 iscrizioni e 38 cancellazioni (di cui 6 decessi, 19 dimissioni, 10 trasferimenti, 3 radiazioni). Per quanto attiene ai Praticanti al 10 giugno 2020, n. 77 sono iscritti nella sezione A dei Commercialisti e n. 20 sono iscritti nella sezione B degli esperti contabili.

Oltre alle attività ordinarie è proseguito il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore così come l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia attraverso la quale si sta cercando di favorire la specializzazione anche in aree che non sono mai state riconosciute a livello istituzionale.

Per informazioni https://www.odcec.bg.it/

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Musica e Video News

ALEXANDRA: “SE GUARDI” è l’inedito d’esordio della giovane cantante monzese

Alexandra - Se guardi

 

La canzone pop autobiografica rende omaggio ad una figura femminile autentica e priva di filtri, capace di trasformare le proprie debolezze in forza.

 

“Se guardi” descrive una donna contemporanea che sa prendere coscienza dei propri dubbi e delle proprie incertezze, come dei propri sbagli e delle proprie paure. Il singolo della giovane interprete esprime l’attitudine femminile a far fronte ai problemi, trasformandoli nella carica giusta per affrontare il futuro. Il brano è stato scritto da Mattia Mitrugno e Fabio Serri (che ha curato anche l’arrangiamento), le chitarre sono di Manuel Boni ed il mix è di Simone Carbone. 

 

«Questa canzone rappresenta una nascita, una crescita e una rivincita. I sacrifici che portano soddisfazioni, la passione che può diventare vita». Alexandra

 

Il pezzo sposa perfettamente l’immagine dell’artista che, con un look androgino e sensuale allo stesso tempo, rappresenta le innumerevoli sfumature che possono caratterizzare una donna: fragilità, insicurezza, passione e tenacia.

 

Etichetta: Greylight Records

Radio date: 23 giugno 2020

 

BIO

Alessandra Galantino, in arte Alexandra, nasce a Desio nel 1997, ma si trasferisce fin da piccola a Monza, dove tuttora risiede. Sin da piccola, il canto è una sua grande passione, infatti già all’età di cinque anni avvia il suo percorso musicale con il “Coro dei Piccoli Cantori di Milano”.

Dopo un periodo di allontanamento dalla musica, sostiene l’audizione per entrare al MAS Music Arts & Show di Milano e viene selezionata per il percorso accademico che tuttora frequenta. Da qui l’idea di un progetto musicale solista. Dopo aver realizzato la cover de “La Cura” di Franco Battiato, il 23 giugno arriva in radio il singolo inedito d’esordio “Se guardi”.

 

Contatti e social

 

Instagram: instagram.com/alessandra_galantino?igshid=1ijnespur9ta9

Facebook: www.facebook.com/Alexandra-music-113457787058766/

Spotify: https://open.spotify.com/artist/1k3uLbUgqesqFnCyYPF6oa

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Comunicati

Il mago della Basilicata


Il mago Letterius nasce a Catania il 13 marzo 1966; erede del mago Frank, mago dello zar di Russia, appartiene ad un’antica e nobile famiglia predisposta alla magia. Difatti oltre 100 anni di servizi è stata praticata dal bisnonno, nonno, padre e attualmente dal mago Letterius.

Nel 1980 il mago studiò a Nazareth in Terra Santa e successivamente si specializzato in varie aree.

Il mago Letterius si occupa di servizi di chiromanzia, lettura dei tarocchi, cartomanzia, parapsicologia, magia bianca, nera e rossa.

E’ sempre predisposto e motivato il mago Letterius ad eliminare i problemi degli altri; ti consiglia e ti assiste, risponde con precisione e chiarezza nella consultazione.

Il mago Letterius è specializzato in problemi d’amore: può aiutarti a ritrovare il sorriso, a uscire da una situazione di dolore.

La parola mago è la translitterazione del termine greco magos; trattasi di un titolo riferito specificamente ai Magi, re-sacerdoti dello Zoroastrismo, tipici dell’ultimo lasso di tempo dell’impero persiano.

La filosofia del mago Letterius è di superare le previsioni del cliente alla fine del consulto.

Mago Letterius: riceve in tutta Italia
63100 Ascoli Piceno
Cell 3356592908
www.letterius.it

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Scienza e Tecnologia

Qual è il futuro dei chat bot in italiano?


I chat bot sono strumenti versatili e sin dalla loro iniziale applicazione in diversi ambiti del web, hanno riscontrato positivi feedback da parte degli utilizzatori e anche dei venditori. Il panorama internazionale si è mano a mano riempito di queste applicazioni e l’Italia allo stesso modo ha voluto prendere parte a questa nuova tendenza che non conosce limiti di frontiere, introducendo quindi diversi chat bot in lingua italiana, mirati specialmente alla clientela della penisola. Essendo questi programmati per rispondere a richieste definite, la lingua è solo un veicolo per ottenere determinate azioni, perciò la traduzione in diverse lingue non è in sé una cosa complessa ne richiede particolari lavori elaborati.
Il discorso principale riguardante i chat bot italiani sta nel capire se e come la clientela è pronta a relazionarsi con questo innovativo sistema di customer care, che inizialmente potrebbe risultare sorprendente ma anche inaspettato. È altresì vero che i chat bot, soprattutto se ottimizzati propriamente, hanno il vantaggio di non apparire come strumenti automatizzati ma possono sembrare partecipanti di una normale conversazione e quindi fare risentire meno il cliente di questo gap generazionale tra le tecnologie in uso oggi.

 

L’innovazione in Italia

L’Italia sembra essere un ottimo consumatore delle nuove tecnologie e, nonostante non sia tra i maggiori paesi innovatori e molte infrastrutture non siano al passo con i tempi, la modernizzazione ha colpito in maniera modesta anche questo paese, influenzando la vita dei propri cittadini. Le mail hanno rimpiazzato quasi completamente la posta tradizionale, la messaggistica istantanea ha preso il posto delle chiamate e i giochi da tavolo sono stati messi da parte a vantaggio dell’intrattenimento digitale.
L’introduzione delle innovazioni è sensata ed efficace solo nel momento in cui il mercato è già saturo delle precedenti ed è pronto ad assorbire nuove proposte; la forza dei chat bot sta nel rendere il rapporto del cliente con il venditore molto snello e semplice, senza necessitare di attese spropositate attendendo che il servizio clienti sia disponibile per loro.
È questo che definisce un innovazione come vincente, soprattutto in questo periodo storico dove si è sempre alla ricerca della semplificazione e del comfort maggiore. Ci si ritrova quindi a chiedere se questo è ciò di cui un italiano, in questo caso, può necessitare per ovviare ad un bisogno insoddisfatto; dal momento in cui la risposta è sì e si vuole ridurre il tempo di attesa, ci sono buone probabilità che i chat bot interessino una buona fetta del mercato.

 

Una rivoluzione nel settore terziario

L’automazione e l’intelligenza artificiale non hanno ancora preso la parte che meritano nella nostra quotidianità e viene da chiedersi a che punto sia in Italia questo processo. Sicuramente l’adozione crescente dei chatbot potrebbe segnare il primo importante passo in questi termini, avvicinando quindi i clienti ad un altro tipo di rapporto con i loro marchi preferiti. Da anni a questa parte, nei fast food ad esempio, sono stati introdotti i cosiddetti chioschi digitali ossia dei grandi schermi touch screen dove i consumatori scelgono la loro consumazione con un interazione uomo-macchina e non uomo-uomo.
Nel caso dei digital kiosk non siamo si fronte a un vero e proprio chatbot ma questi, come loro, possono considerarsi i primi giocatori in una partita che vedrà unicamente un aumento dei partecipanti nel futuro prossimo.
L’automazione e la digitalizzazione nella realtà del Bel Paese è da molti vista come una possibilità di svolta per l’economia italiana, una catalisi in grado di rimettere in gioco l’Italia nel panorama europeo; non tutti sono tuttavia d’accordo con questa tesi e si aspettano una forte caduta nell’occupazione che vedrebbe ridotti molti dei posti riguardanti mansioni ripetitive.

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