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30 Marzo 2020

Comunicati Dieta e Alimentazione

LA SOMMELLERIE DIVENTA…DIGITALE

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  • 30 Marzo 2020


ASPI INTRODUCE I NUOVI MODI DI FARE CULTURA DEL VINO E DELLE BEVANDE AL TEMPO DEL #IORESTOACASA

ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana non si ferma e, anzi, trova nuove strade, tutte digitali, per portare la cultura della sommellerie nelle case degli italiani, anche in questo periodo di emergenza. Già “digitalizzati” i corsi delle delegazioni di ASPI Campania e ASPI Milano, i giovani aspiranti Sommelier Junior seguono i professori online, mentre gli appassionati scoprono tutti i segreti dei territori del vino italiano direttamente dalla propria casa.

Milano, 30 marzo 2020 – Dopo lo stop forzato per l’emergenza da Covid-19, da tutta la nazione giungono le storie di chi sta provando a superare le difficoltà con tutti i mezzi possibili. Anche il mondo della sommellerie ha risposto con un segnale positivo per la comunità: non fermarsi e anzi far fronte alla situazione in maniera attiva, ricorrendo a nuove forme di comunicazione e diffusione del sapere. ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana ha così reiventato il suo modo di comunicare, ricorrendo a modalità inedite ma altrettanto efficaci per proseguire nelle attività di formazione e portare la cultura delle bevande direttamente a casa degli italiani.

L’esempio è offerto dalle delegazioni locali di ASPI, prontamente attrezzatesi alla ricerca di metodi nuovi, a distanza, che potessero supplire al fermo imposto dalle disposizioni governative.

L’esigenza di portare a termine le attività già avviate e di non lasciare soli i propri corsisti ha spinto ASPI Campania a introdurre lezioni telematiche capaci di coinvolgere in tutto più di 70 persone. Tramite conference call su Skype, i partecipanti dei corsi di I e II livello possono seguire le presentazioni dei loro formatori e gli interventi di alcuni ospiti “speciali”: la prima lezione ha visto infatti la partecipazione di Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI e Miglior Sommelier del Mondo; la seconda quella di Gennaro Buono, Miglior Sommelier d’Italia 2012, e la terza quella di Konstantinos Stavroulakis, Miglior Sommelier d’Italia 2016; e nelle prossime ci saranno i sommelier ASPI Angelo Di Costanzo (F&B manager e Wine Specialist, eletto Sommelier Italiano dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014) e Umberto Campioni, sommelier al Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento. Solo teoria in questa fase, ma con la voglia (e già il programma) di recuperare presto le lezioni pratiche di degustazione non appena superata l’emergenza.

Non si ferma neanche ASPI Milano, sempre al fianco dei suoi studenti e dei giovani professionisti del domani. La delegazione meneghina ha proposto due appuntamenti a settimana con le lezioni online, che stanno registrando una partecipazione attiva ed entusiasta da parte dei ragazzi. E di fronte agli inevitabili limiti della comunicazione digitale, la creatività dei formatori ha portato a sperimentare modalità tutte nuove anche per la degustazione a distanza: i corsisti sono stati invitati, quando vanno a fare la spesa, ad acquistare gli stessi vini, da poter poi assaggiare insieme durante la videoconferenza. Malgrado gli ostacoli di questa situazione, l’obiettivo è di proseguire al meglio delle possibilità per offrire contenuti formativi interessanti e utili nei giorni del #iorestoacasa.

Anche ASPI Romagna sfrutta il canale digitale realizzando videolezioni tematiche, mentre ASPI Marche tiene aggiornati i suoi corsisti di I e II livello tramite articoli e materiali di approfondimento sugli argomenti affrontati durante il percorso formativo.

Lo stesso spirito accompagna anche i giovani protagonisti del corso Sommelier Junior: le videolezioni sono già operative presso l’Istituto Carlo Porta di Milano e, nei prossimi giorni, saranno attivate anche presso il Collegio Ballerini (MB) e il Collegio Arcivescovile Castelli di Saronno (VA).

Ma l’efficacia della modalità a distanza non è un esperimento del tutto inedito per ASPI. Ne è un esempio il nuovo digital wine stoytelling di Wine Hoop – Storie da gustare, il servizio in abbonamento che permette ai winelovers di ricevere a casa ogni mese due etichette diverse, provenienti dalla stessa regione produttiva, selezionate dai sommelier ASPI, accompagnate ciascuna da tasting cards che guidano la degustazione e da un video che racconta le storie dei produttori, delle loro creazioni e della loro terra, per un’immersione (digitale) nel vino italiano, direttamente da casa.

 

ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

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Scienza e Tecnologia

Interior Design: Cos’È e Cosa Fa il Professionista degli Interni


Con il termine interior design s’intende la progettazione degli spazi, dell’arredamento e degli oggetti d’uso comune di un qualunque ambiente interno, dall’abitazione privata all’ufficio, inclusi negozi, attività ristorative e ricettive.

In sostanza, il designer d’interni “gioca” con arredi, oggetti, accessori, colori, decori e illuminazione per modificare la percezione degli spazi interni e migliorarne la fruibilità, senza intervenire sulla struttura dell’ambiente.

La differenza fra interior designer e architetto

Quest’ultimo è un aspetto fondamentale, che differenzia in modo sostanziale l’interior designer dall’architetto. Se, come appena detto, il primo rimodella gli spazi interni senza modificarne la struttura, l’architetto è quel professionista qualificato per trasformare gli ambienti con uno o più interventi sulla struttura stessa di un edificio. Per questo motivo, all’interno di un progetto di ammodernamento e riallestimento di un qualunque spazio, queste due figure sono chiamate a collaborare fra loro.

Cosa fa un interior designer

Il designer degli interni, altra denominazione per indicare l’interior design, non ha a che fare solo con l’organizzazione estetica degli spazi e dei relativi accessori. Il lavoro dell’interior designer va assai oltre questo concetto: un professionista del design per interni deve saper unire al bello la praticità e la funzionalità delle soluzioni proposte. Insomma, in altre parole, oltre che piacevole e proporzionato alla vista, un ambiente interno deve poter essere vissuto in modo confortevole.

Per questo, è di importanza fondamentale scegliere gli arredi giusti per l’attività e le funzioni per cui l’ambiente interno sarà adibito. Inoltre, è necessario garantire materiale e tecnologie di elevata qualità e occorre assicurare l’assenza di eventuali pericoli per la salute delle persone che usufruiranno degli spazi.

Tutto questo dovrebbe far comprendere che il lavoro di questo professionista non corrisponde affatto a quello di uno stilista d’interni, poiché, nel caso dell’interior designer, occorre progettare un ambiente sotto ogni punto di vista, inclusi i dettagli più minuti, con l’obiettivo di trasformare ogni spazio in un contesto vivibile e funzionale all’attività per cui lo stesso è stato destinato.

Interior design e sostenibilità ambientale

In una società, come quella contemporanea, sempre più sensibile alla qualità della vita, è necessario scegliere un interior designer capace di pensare ogni spazio in modo funzionale, così da garantire un’alta vivibilità degli ambienti interni anche per lunghi periodi di tempo. In questo senso, soprattutto negli ultimi anni, il focus di molti interior designer si è spostato con sempre maggior interesse verso l’ecosostenibilità degli spazi.

La sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono due valori sempre più centrali, specie nell’ultimo decennio. Ecco, allora, che sempre più professionisti hanno iniziato a studiare nuove soluzioni compatibili con questa nuova filosofia di vita. In questa prospettiva, il riuso di materiali un tempo considerati solo come scarto è diventato una vera e propria tendenza, soprattutto nel contesto delle abitazioni private. Così, una vecchia porta, se affidata a un abile professionista del design d’interni, diventa un tavolo per la cucina o dei pallet destinati al macero si trasformano in sostegni per delle sedie vintage.

Come diventare interior designer

Oggi, per accedere a questa professione esistono due percorsi principali. Il primo è rappresentato dall’università. In questo senso, sarà prima necessario conseguire una laurea triennale in architettura, per poi specializzarsi in architettura d’interni, di solito di durata biennale.

L’alterativa è frequentare uno dei tanti corsi di formazione professionale erogati da aziende private, possibilmente riconosciuti da uno o più ordini professionali.

Terminati gli studi, è bene far pratica il prima possibile. L’ideale è collaborare con uno o più studi specializzati, in modo da capire il più in fretta possibile quali sono le sfide e la difficoltà della professione. Per trovare uno studio specializzato in interior design, potresti affidarti a Internet, aprire un motore di ricerca e scrivere le parole “interior design” seguite dal nome della città o provincia che t’interessa, per esempio interior design a fidenza e dintorni.

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Comunicati

VIROLOGI MILITARI RUSSI CHE ELABORARONO UN VACCINO ANTI EBOLA VANNO AD AIUTARE L’ITALIA NELLA LOTTA CONTRO IL CORONOVIRUS


Россия отправила в Италию лучших военных вирусологов, которые ранее боролись с лихорадкой Эбола, свиной лихорадкой и сибирской язвой.

Группа ВВС России из 9 самолетов Ил-76 доставила оборудование и около 100 военных специалистов в Италию, чтобы помочь Итальянской Республике в борьбе с короновирусом.

Руководитель группы, генерал-майор Сергей Кикот, который когда-то выполнял специальные обязанности по борьбе с распространением сибирской язвы, считается в России одним из лучших специалистов в области применения новейших образцов систем специального лечения.

Подполковник Геннадий Еремин, также входящий в состав делегации, имеет большой опыт борьбы с африканской чумой свиней, ящуром и другими заболеваниями. Он кандидат медицинских наук и один из ведущих ученых из исследовательского центра. Предполагается, что Геннадий Еремин будет заниматься организацией и реализацией противоэпидемиологических мероприятий.

Одним из важнейших участников группы является специалист по разработке защитных устройств от вирусных биологических вредных веществ Вячеслав Кулиш. Научный мир знает его как эксперта, который принимал активное участие в создании вакцины против Эболы и разработал серию лекарств. В сотрудничестве с итальянскими коллегами Вячеслав Кулиш решит проблемы проведения специального лечения, применения противоэпидемиологических мер.

В состав делегации, прибывшей в Италию, входит подполковник военно-медицинской службы, доцент Военной медицинской академии им. С.М. Кирова, кандидат медицинских наук Александр Юманов. В 2019 году он принял участие в военных учениях военно-медицинских служб государств АСЕАН и партнеров по диалогу формата MEDEX-2019 «CMOA Plus», проводимых в Индии с целью противоэпидемической защиты от стихийных бедствий и чрезвычайных ситуаций. , Александр Юманов работал в российском военном госпитале в Гвинейской Республике в рамках международной программы по борьбе с вирусом Эбола, проводимой в этой стране.

Другим членом группы экспертов является кандидат медицинских наук, специалист-эпидемиолог, полковник медицинской службы Алексей Смирнов, который принимал активное участие в разработке вакцины против вируса Эбола.

Среди оборудования, поставляемого в Италии российскими властями, имеются системы диагностики короновируса и системы дезинфекции.

Италия остается лидером в Европе по количеству людей, пораженных короновирусом.

23 марта было зарегистрировано более 5400 смертей и около 59 400 инфицированных. На данный момент многие эксперты отмечают, что короновирус в России и в некоторых европейских странах имеет явно «итальянскую» симптоматику.

Россия регулярно отправляет своих специалистов-вирусологов и эпидемиологов для борьбы с болезнями в других странах. Так, в 1999 году он отправил военный госпиталь, созданный на базе специальной военно-медицинской бригады, в югославскую область Косово. В самое короткое время больница стала крупнейшим санаторием в Косово, а руководство Организации Объединенных Наций обратилось к Министерству обороны России с заявлением о предоставлении регулярных медицинских услуг сотрудникам Организации Объединенных Наций на больница выше. В 2004 году российские вирусологи помогли индонезийскому правительству после цунами, в результате которого погибло 120 000 человек и была полностью разрушена медицинская инфраструктура страны. Более 2000 человек были госпитализированы в российскую больницу в Индонезии. В 2014 году Российские эксперты помогли Гвинейской Республике победить лихорадку Эбола. В то время в эту африканскую страну была доставлена ​​больничная изоляторная больница на 200 мест в рамках российской программы помощи, и российские эпидемиологи были направлены в командировку.

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Comunicati Etica e Società

Coronavirus: #iorestoacasa Bisogna continuare a fare ciò che sta producendo il miglioramento


Ecco cosa ci chiedono a viva voce i governanti, i medici, infermieri, studiosi, e chiunque in questi giorni stia lavorando per l’emergenza Coronavirus.

La nostra responsabilità come cittadini è proprio quella di aiutare contribuendo al miglioramento della condizione che stiamo vivendo. 

Si tratta di Etica e di Condizioni operative. Ed è responsabilità di ogni singola persona seguirle. Che vengano seguite in modo consapevole, autodeterminato o imposto, è quello che stanno contribuendo a migliorare, sebbene in forma lieve, le tragiche statistiche che ci vengono fornite tutti i giorni.

Interessanti i dati trovati negli strumenti operativi dei Ministri Volontari di Scientology in merito al soggetto dell’Etica e delle Condizioni. Tecnologia disponibile on line sul sito www.ministrovolontario.it.

Alla sezione L’Etica e le Condizioni si possono trovare delle interessanti risposte relative alle esatte formule per migliorare la vita. Conoscere le leggi che, se seguite esattamente, governano la sopravvivenza e che garantiscono un futuro felice e fiorente, e ancora, che cosa sono le statistiche, di cui sentiamo tanto parlare, come si possono usare per valutare l’andamento di qualunque attività e prevedere che cosa succederà nel futuro. Per finire sono disponibili le informazioni sui passi specifici che si possono applicare per migliorare qualsiasi situazione personale o professionale in cui ci si trova. 

 “La scienza che riguarda l’etica e la giustizia ha avuto per lungo tempo un ruolo centrale per l’umanità. Siamo umani nella misura in cui lo è il nostro sistema di giustizia, e in base al comportamento che abbiamo con gli altri. Nel corso di Scientology dei Ministri Volontari sull’Etica e le Condizioni, L. Ron Hubbard ha presentato un sistema completo di strumenti da utilizzare per vivere le nostre vite.

Insegnando alle persone come riconoscere le esatte condizioni di esistenza e come applicarne le formule e i passi, possono scoprire che i propri miglioramenti e quelli della loro vita non hanno limite.

Seguendo i passi delle condizioni, mi sono ritrovato ad avere migliorato talmente tanti aspetti della mia vita e ad essere talmente indaffarato che il mio più grande problema, ora, è quello di saper distribuire bene le mie energie nelle varie aree della mia vita.

Mai come ora ho condotto una vita che mi facesse sentire così felice. Ho anche avuto un momento di ‘realizzazione’ riguardo alla ragione per cui le persone che non hanno etica tendano a vivere in un’esistenza di livello molto più basso. …Le abilità di questo corso potrebbero essere apprese da chiunque, e la loro vita cambierebbe completamente.” – C.H.

Per maggiori informazioni visita il sito: www.ministrovolontario.it e vai alla sezione L’Etica e le Condizioni.

 

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Comunicati News

Fabrizio Palermo: riunione Cdp, Sace e Simest per piano straordinario 2020 per il Made in Italy


Un focus importante da parte di Cdp è stato già messo in atto per supportare le imprese, soprattutto per quanto riguarda export e internazionalizzazione: l’ha confermato l’AD Fabrizio Palermo durante la riunione con i vertici Sace e Simest in occasione della presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: il piano straordinario 2020 per il Made in Italy

Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cdp, ha partecipato alla riunione con i vertici di Sace, Simest e Cdp Venture Capital per la presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy. L’AD ha sottolineato le misure già in parte messe in atto dal Gruppo per far fronte all’emergenza coronavirus, che prevedono un miliardo di euro a favore delle imprese, il differimento delle rate dei mutui delle pubbliche amministrazioni, oltre a interventi di moratoria presto introdotti da Sace e Simest. Cdp è “fortemente focalizzata” sul supporto alle imprese, soprattutto sui temi dell’export e dell’internazionalizzazione, ha dichiarato Fabrizio Palermo. Cdp è pronta ad erogare risorse per un miliardo a favore delle aziende, oltre al differimento delle rate dei mutui delle PA nelle zone maggiormente interessate dall’emergenza. Si prevede l’attuazione di ulteriori garanzie a favore di acquirenti esteri per favorire l’export.

Fabrizio Palermo: tutte le iniziative a sostegno delle imprese

Fabrizio Palermo è impegnato in prima persona su tutte le linee di intervento che possono rivelarsi utili o necessarie per sostenere le imprese. Tra queste, rientra il sostegno all’innovazione attraverso il lancio del Fondo nazionale innovazione. Si prevede, inoltre, di supportare la crescita con il lancio dell’Export Basket Bond da 500 milioni, le iniziative di formazione all’export per le aziende, l’avvio di un portale unico che spieghi alle imprese i vari strumenti a loro disposizione. Per le aziende con accordi di filiera nei settori aerospazio, agroalimentare, difesa e ingegneria, l’acceso al credito sarà facilitato. Fabrizio Palermo ha ricordato che il Gruppo Cdp è già di per sé fortemente focalizzato sul supporto all’export e all’internazionalizzazione delle aziende: questi infatti rappresentano “una leva di sviluppo importante per il Paese”. Alle Pmi e alle Mid-Cap è dunque fondamentale fornire tutto il supporto possibile. L’AD ha concluso ringraziando il Governo per il rifinanziamento del fondo 394, gestito dalla controllata Simest e dedicato all’internazionalizzazione delle Pmi.

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Comunicati News Salute e Benessere

Covid-19, l’appello di Susanna Esposito: “Subito tamponi a tappeto agli operatori sanitari esposti a Covid-19”


Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla di Parma e infettivologa di fama internazionale, Susanna Esposito si sofferma sulle politiche relative alla sicurezza degli ospedali italiani: la scarsa tutela degli operatori sanitari porterà, infatti, a gravi conseguenze per tutto il Paese.

Susanna Esposito

Pandemia, Susanna Esposito: “Imprescindibile la sicurezza degli operatori sanitari”

Nessuna azione particolare, sperando nell’immunità di gregge: era la strategia che, fino a qualche giorno fa, aveva adottato per il Regno Unito il Primo Ministro Boris Johnson. Una politica che, secondo le parole di Susanna Esposito, è assimilabile a ciò che sta accadendo nelle strutture ospedaliere italiane durante l’emergenza Covid-19s. Intervistata in una delle ultime puntate di “Coffee Break”, programma di informazione mattutino su La7 condotto da Andrea Pancani, la Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive ha lanciato l’allarme sulle misure adottate finora negli ospedali e sulla gravissima mancanza di dispositivi di protezione individuale, suggerendo urgenti modifiche: “Ci sono molte strategie che sono state impiegate in situazioni epidemiche, che comprendono controlli routinari sul personale sanitario per evitare che diffonda la malattia a pazienti con altre patologie e ai loro familiari “. In caso di impossibilità dovuta alla carenza di organico, bisogna sottoporre gli operatori a controlli quotidiani e sistematici per evitare la circolazione del virus negli ospedali: “È inutile criticare Boris Johnson – ha dichiarato Susanna Espositoperché in Italia, attualmente, nelle realtà ospedaliere, sta accadendo ciò che ha detto il premier inglese. Le Istituzioni, sotto questo aspetto, dovrebbero quantomeno fare un minimo di autocritica”.

Susanna Esposito, la carriera nell’ambito della ricerca

Selezionata come Top Italian Women Scientists della Fondazione Onda per le Scienze Cliniche, Susanna Esposito è una ricercatrice di fama internazionale che attualmente ricopre diversi incarichi di responsabilità: è infatti Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria e infine Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). Milanese, classe 1971, specializzata sia in Pediatria che in Malattie Infettive, durante la sua attività di ricerca ha collaborato con diversi istituti stranieri, come il Southwestern Medical Center in Texas e il St George’s Medical Center di Londra: tra i suoi successi l’identificazione di due nuovi Enterovirus. La sua copiosa attività scientifica ha portato a oltre 650 pubblicazioni in extenso, con un Impact Factor medio maggiore di 4 per quelle internazionali e un h index di 69. Per il suo contributo, Susanna Esposito ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Premio “Carlo Imperato” per il miglior lavoro sperimentale in ambito di “Malattie respiratorie del bambino” e lo Young Investigator Award durante il World Congress of Pediatric Infectious Diseases del 2002.

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Comunicati News

Un excursus sulla carriera di Luigino Lusuriello


Luigino Lusuriello è attualmente alla guida della trasformazione digitale di Eni. Il manager ha iniziato la sua carriera in Agip S.p.A., per poi aprirsi sul fronte internazionale con incarichi di maggior rilievo.

Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello: gli anni in Eni e l’incarico attuale

Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico assunto a partire dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo vede in prima linea sul fronte della trasformazione digitale all’interno dell’azienda: le nuove tecnologie devono essere necessariamente supportate dalle competenze umane. Solo così, lasciando le persone al centro, si può liberare il vero potenziale del digitale. Prima di ottenere questo incarico, il manager si è occupato del coordinamento e della gestione delle attività in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011 Luigino Lusuriello viene nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq. Successivamente, dal 2013 al 2018, è Executive Vice President Operations di Eni, incarico che lo mette alla guida della funzione centrale tecnica del Gruppo, a presidio delle operazioni a livello mondiale.

Luigino Lusuriello: la formazione e i primi incarichi professionali

Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, Luigino Lusuriello ha deciso di consolidare ulteriormente la sua formazione nel 2009 partecipando al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Dopo aver prestato per quasi 2 anni servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana, inizia il suo percorso professionale in Agip S.p.A. con l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. In seguito, diventa Construction Yard Manager, Platform Manager in Congo e Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito, Luigino Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest’ultima carica ricoperta anche in Val D’Agri. Dal 2004 la sua carriera si internazionalizza con il ruolo di Managing Director presso Eni Congo e, in seguito, per Eni UK.

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Comunicati Salute e Benessere

Igiene vertebrale: un progetto gratuito per gli smart worker

Igiene vertebrale: un progetto gratuito per gli smart worker

Alla luce della diffusione dello smart working a causa dall’emergenza COVID-19 l’Associazione AiFOS mette gratuitamente a disposizione un progetto di educazione posturale con esercizi che possono essere svolti in ufficio e a casa.

 

In considerazione dell’evolversi dell’attuale emergenza correlata al nuovo coronavirus, al carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e al grande numero di casi sul territorio nazionale, è responsabilità di ogni cittadino, lavoratore, associazione e azienda non solo l’accettazione delle limitazioni imposte, ma anche la condivisione libera di utili strumenti di informazione e prevenzione per affrontare questa difficile situazione.

 

E una realtà che ha deciso di proporre responsabilmente utili strumenti, liberamente utilizzabili dai lavoratori, è l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), una delle realtà che in questi anni si è più spesa, anche attraverso convegni, ricerche ed eventi, per la valorizzazione di percorsi formativi attenti alle esigenze dei lavoratori e in grado di migliorare la prevenzione di infortuni e malattie professionali.

 

La prevenzione dei rischi nelle attività di smart working

Alla luce dell’attuale grande diffusione dello smart working o “lavoro agile” – una modalità lavorativa saltuariamente effettuata al di fuori dei locali dell’impresa e con l’uso di tecnologie informatiche – l’Associazione AiFOS propone alcune video pillole con semplici esercizi preventivi che possono essere svolti sia in casa che in ufficio per evitare l’insorgere di disturbi o patologie muscolo-scheletrici del rachide.

 

Ricordiamo, a questo proposito, che lo smart working è una modalità lavorativa indicata, nei vari decreti che si sono susseguiti per il contenimento dei rischi da COVID-19, come una idonea misura per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus SARS-CoV-2.

 

La normativa indica, in particolare, che la modalità di lavoro agilepuò essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti’.

 

Igiene vertebrale: il progetto di educazione posturale

Il progetto “Igiene vertebrale“, proposto gratuitamente da AiFOS, è un progetto di educazione posturale adatto agli smart worker, ma utilizzabile anche da altri lavoratori, che è realizzato in collaborazione con Emanuele Angelo Toso e la Back School – Programma Toso.

 

Abbiamo rivolto alcune domande a Emanuele Angelo Toso. Chinesiologo, Dottore magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Preventive ed Adattay (Attività Fisica Adattata), tutor di tirocinio all’Università Cattolica di Milano (ed in altre sedi universitarie) nell’insegnamento di “Posturologia”, Massoterapista e studente all’ultimo anno di Osteopatia, Toso opera da anni anche come formatore qualificato nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Che cos’è il progetto “Igiene vertebrale”?

 

Emanuele Angelo Toso: “Da 10 anni collaboro in ambito aziendale per portare il mio messaggio di “Igiene vertebrale”, concetto ancora sconosciuto nella società. Il mio obiettivo è sottolineare l’importanza di conoscere il proprio corpo ed imparare ad utilizzarlo al meglio. La modernità, la tecnologia e lo stress ci stanno allontanando dalla presa di coscienza della corporeità e nei miei corsi mi focalizzo molto su questa importante riscoperta. L’’igiene orale’ è ormai una tematica compresa da molti, se non da tutti, ma come prevenire il mal di schiena è ancora un tema oscuro nel 2020. I miei corsi di ‘Back School’ (‘Scuola della Schiena’) sono molto pratici ed esperienziali e ad ogni argomento teorico vengono affiancati numerosi esercizi per dare risalto al motto di Confucio: ‘Se ascolto dimentico, se leggo capisco, se faccio imparo’”.

 

Come è possibile capire come utilizzare bene la colonna vertebrale senza conoscerne nel dettaglio la anatomo-fisiologia?

 

Emanuele Angelo Toso: “Il primo ‘mattone’ è creare consapevolezza che genera fiducia in un percorso di autotrattamento preventivo. Se conosco qual è il meccanismo che a lungo termine può generare un problema, farò in modo di non attuarlo e viceversa opererò in una direzione di non dolore, non solo nel breve ma anche nel lungo termine.

Se insegno al lavoratore com’è fatta la sua schiena sarà per lui più facile prevenire lombalgia, dorsalgia e cervicalgia. Se queste ultime dovessero presentarsi in forma lieve, il leggero dolore sarà solo un feedback positivo del nostro corpo che segnala la necessità di movimento. Basterà spesso e volentieri cambiare posizione, fare due passi o attuare dei semplici esercizi di compenso per eliminare il dolore”.

 

Quanto sono diffuse le rachialgie, i dolori localizzati lungo la colonna vertebrale? E cosa devono fare i lavoratori?

 

Emanuele Angelo Toso: “I lavoratori non devono sottovalutare le rachialgie che sono la prima causa di assenza dal lavoro e la spesa più importante nei paesi industrializzati. Quindi devono imparare le basiche buone norme comportamentali e gli esercizi di compenso, magari dagli stessi colleghi preparati nei nostri corsi pratici di ergonomia. Non prendeteli in giro quando ogni 30′ si prenderanno pochi secondi per eseguire esercizi di compenso per il loro rachide, ma prendete invece esempio da loro. Facciamo in modo di spezzare dei circoli viziosi e trasformarli positivamente in circoli virtuosi. 50 anni fa il 70% della popolazione lavorava in piedi ed il 30% seduta. Ora siamo esattamente nella condizione opposta e dato che non siamo stati ‘progettati’ per stare fermi seduti davanti ad una scrivania dobbiamo ricorrere ai ripari”.

 

Il programma delle video pillole di igiene vertebrale

Questo il programma delle video pillole gratuite del progetto “Igiene vertebrale”:

  • introduzione
  • come stare seduti
  • scrivania ed esercizi
  • come scaricare la tensione
  • esercizi lordosi cervicale
  • esercizi per estendersi
  • grounding
  • educazione posturale in pozione eretta
  • consigli per il riposo notturno.

 

Il link per visionare le video pillole del progetto “Igiene vertebrale”:

https://bit.ly/igiene-vertebrale-AiFOS

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

 

26 marzo 2020

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Comunicati News

Claudio Descalzi, il futuro di Eni sarà green: l’intervista su “Repubblica” all’AD

Entro la metà del XXI secolo Eni diventerà “un fornitore di energia che non estrae petrolio”: “Repubblica” intervista l’AD Claudio Descalzi all’indomani della presentazione del piano 2020-2023 e della Road Map al 2050.

Claudio Descalzi

L’AD Claudio Descalzi a “Repubblica”: il futuro di Eni all’insegna della sostenibilità

Intervistato da “Repubblica”, Claudio Descalzi disegna la nuova Eni. “La nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi proiettandoci nel futuro” afferma l’AD. “Il cambiamento climatico avrà forti ricadute sui nostri mestieri e costruire un’azienda sostenibile nel lungo termine è imperativo sia per le comunità dove operiamo sia per gli investitori”: lasciandosi guidare da questa consapevolezza, cinque anni fa “abbiamo iniziato a pensare a queste strategie e dall’anno scorso mettiamo a punto una metodologia severa che include le emissioni in tutte le tre fasi: la nostra produzione di idrocarburi, l’elettricità che Eni consuma per usi interni e i clienti finali che usano prodotti nostri o di altri che noi vendiamo e che pesano l’80% del totale”. Tagli alle emissioni sono stati annunciati di recente da diverse major del settore ma, come precisa Claudio Descalzi, senza includere tutte le filiere produttive: “Noi abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio, perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo”. Eni prevede quindi al 2050 di tagliare dell’80% le emissioni totali: “Delle sue lavorazioni e degli oltre 20 milioni di clienti che stimiamo di avere allora. Obiettivi che superano le raccomandazioni lea sull’accordo di Parigi”. Trent’anni, definire strategie considerando un orizzonte temporale così ampio è particolarmente complesso, come spiega l’AD a “Repubblica”: “Un modello prova a prevedere ciò che accadrà, contiene il concetto di speranza. E questa progettualità è un fantastico collante di persone, come visto in azienda negli ultimi anni. Anche dieci anni fa nessuno credeva alla dual exploration, che poi abbiamo realizzato e ci ha messo in una posizione finanziaria eccezionale rispetto ai rivali”.

Claudio Descalzi: la nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi

Nell’intervista a “Repubblica”, pubblicata lo scorso 29 febbraio, l’AD Claudio Descalzi sottolinea inoltre come tra i quattro pilastri su cui poggia la nuova strategia di Eni ci sia anche “il mantenimento della disciplina finanziaria che ci ha permesso di ridurre il debito e aumentare il flusso di cassa oltre i 12 miliardi di euro; cassa che ci consente la nuova remunerazione progressiva delle cedole”. Sugli aspetti industriali del piano: “Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l’olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione – trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse – ci permetterà di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo”. Nel confermare quindi che al 2050 almeno l’85% della produzione Eni sarà a gas, Claudio Descalzi specifica inoltre che quel gas sarà tutto dell’Eni e non di fornitori terzi: “Ma il calo sarà graduale e avverrà nel rispetto dei contratti in essere. Gli effetti saranno anzi positivi per l’Italia, perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio “minerario”, ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere, per esempio, la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse. Con notevoli benefici finanziari, se pensiamo che il nostro costo del capitale in Italia è al 6-7%, in Nigeria il doppio, in Iraq più ancora”.

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Gruppo Bracca e Pineta, bonus del 15% per i dipendenti al lavoro


In questo momento di emergenza sanitaria Covid-19, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, con gli stabilimenti Bracca a Zogno e Pineta a Clusone, ha deciso di riconoscere un bonus del 15% della retribuzione lorda giornaliera relativo a tutte le giornate lavorate nel mese di marzo. Un riconoscimento che si aggiunge al bonus di 100 euro stabilito dal DPCM del 22 marzo 2020 per tutti gli addetti che stanno garantendo la continuità dell’operatività aziendale e che si affianca al rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza.

Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta, che  rientra nella categoria di industrie alimentari ritenute di natura “essenziale” dal Decreto ministeriale dello scorso 22 marzo, ha applicato sin dal 9 marzo 2020 tutte le procedure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus attraverso protocolli aziendali, informative a dipendenti trasportatori e clienti, modifica degli orari di turnazione così da evitare assembramenti di personale,  fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari ad evitare il contagio e disinfezione della totalità degli stabilimenti a cura di un’impresa esterna specializzata. A integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione il Gruppo ha potenziato anche la disinfezione settimanale con atomizzatore elettrostatico e prodotto a base alcolica.

Questa battaglia si vince insieme, in fabbrica e nei comportamenti individuali. Con le attenzioni che abbiamo messo in atto negli stabilimenti vogliamo contribuire a difendere noi, le nostre famiglie, le nostre valle e non ultimo il nostro lavoro. – afferma Luca Bordogna, Amministratore delegato di Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta – Un investimento economico importante perché abbiamo un enorme senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e salvaguardia dei nostri collaboratori e perché vogliamo essere di sostegno alle famiglie dei nostri dipendenti al fine di proseguire con la produzione dei beni di prima necessità basilari per affrontare questa emergenza sanitaria”.

Già lo scorso 10 marzo, su decisione del Gruppo, Luca Bordogna, aveva annunciato una donazione a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prima linea per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus e la collaborazione con Alpini e Protezione Civile per la fornitura gratuita di acqua all’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo. Un altro piccolo gesto per ringraziare medici, personale sanitario e volontari impegnati nel servizio alla Comunità.

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Autoconsumo e comunità energetiche, focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti


Un focus sulla Legge 28 febbraio 2020, n. 8, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29 febbraio 2020, è l’ultimo approfondimento pubblicato dallo Studio Legale Mascetti. L’intervento è ad opera dell’Avvocato Nicolò F. Boscarini, che, insieme ad altri professionisti specializzati nel settore legale, compone il gruppo guidato da Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Art. 42-bis del D.L. 162/2019: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

Sul tema dell’autoconsumo e delle comunità energetiche il Parlamento ha recentemente apportato numerose modifiche al testo del decreto governativo, introducendo l’articolo 42-bis del D.L. 162/2019 (“Autoconsumo da fonti rinnovabili”). Tale articolo è stato approfondito dall’Avvocato Nicolò F. Boscarini dello Studio Legale di Andrea Mascetti. Come emerge dal focus pubblicato sul sito, con l’introduzione dell’articolo 42-bis il legislatore ha provveduto a dare parziale attuazione alla Direttiva 2018/2001/UE che promuove l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili (RED II). Nello specifico, il comma 1 introduce “nell’ordinamento italiano la possibilità di attivare l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, ovvero realizzare comunità energetiche rinnovabili, nelle forme e nei termini previsti dal medesimo articolo”. I destinatari di tale norma sono esplicitati come “consumatori di energia elettrica”, i quali potranno “divenire autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, oppure costituire comunità energetiche rinnovabili”. Dal punto di vista operativo, le entità giuridiche costituite sono assoggettate ad alcune prescrizioni, tra cui quella di produrre energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200kW. L’energia prelevata dalla rete pubblica dai clienti finali, inclusa quella condivisa tra i soggetti partecipanti, inoltre, è assoggetta agli oneri generali di sistema. In tal modo, come illustrato dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, l’introduzione dell’art. 42-bis rappresenta l’apertura verso nuove possibilità per clienti finali, i quali possono ambire, così, a diventare prosumers.

Andrea Mascetti, il profilo del fondatore dello Studio Legale Mascetti

Nato nel 1971, Andrea Mascetti si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano e iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano. Inizia la sua carriera professionale da avvocato presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young a Milano, dove rimane fino al 2003. Dopo aver sviluppato specifiche competenze nel settore del diritto societario e amministrativo, avvia nel 2004 lo Studio Legale Mascetti. Attualmente svolge attività di consulenza professionale per società ed enti locali, oltre a essere Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. A giugno 2019 ha ricevuto l’incarico di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Oltre all’attività legale, Andrea Mascetti è appassionato di libri e autori del ‘900, geopolitica, web reputation e diritto dell’arte.

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Beatrice Trussardi racconta a “Forbes” la vocazione “nomade” di Fondazione Nicola Trussardi

Dal 2003 Fondazione Nicola Trussardi si definisce nomade: non ha una sede fissa, ma porta l’arte tra i cittadini con opere di mecenatismo e riqualificazione urbana. Beatrice Trussardi ripercorre per "Forbes" le tappe fondamentali della sua esperienza alla guida della Fondazione e parla dei suoi attuali progetti.

Beatrice Trussardi

Beatrice Trussardi a "Forbes": la vocazione "nomade" della Fondazione

"Nel 1996, mio padre, pioniere di progetti di ibridazione culturale nel fashion system, la concepì come incubatore di produzione culturale di carattere interdisciplinare. Quando nel 1999 ne presi le redini, domandai come poterla far evolvere": Beatrice Trussardi, in una recente intervista a "Forbes", parla così dell’inizio della sua avventura con Fondazione Nicola Trussardi. Dal 2003 la Fondazione si autodefinisce museo nomade, itinerante. "La nostra policy era ed è ancora quella di scegliere un luogo inaccessibile della città e di commissionare agli artisti un lavoro pensato appositamente per quello spazio", ha spiegato l’imprenditrice. E ricorda l’esperienza di Palazzo Litta, in corso Magenta a Milano. "Abbiamo realizzato veri e propri progetti di arte pubblica, in spazi accessibili a tutti": tra i più recenti c’è l’opera di Ibrahim Mahama, ai caselli daziari di Porta Venezia. I due edifici napoleonici sono stati ricoperti da tela di sacchi di juta. Beatrice Trussardi ha raccontato a "Forbes" altre esperienze importanti di ristrutturazioni di spazi: "Nel 2010 per la mostra Pig Island di Paul McCarthy abbiamo presentato una gigantesca opera inedita cresciuta nello studio dell’artista, vera summa dei suoi temi principali. Di Palazzo Citterio, antica dimora nobiliare che dopo il parziale restauro di Stirling giaceva in disuso, abbiamo scelto il piano interrato, riaprendolo al pubblico dopo 25 anni".

Beatrice Trussardi: la collaborazione con Gioni e gli attuali progetti

Tino Sehgal, Pipilotti Rist, Paul McCarthy, Maurizio Cattelan: sono solo alcuni degli artisti contemporanei che Fondazione Nicola Trussardi si è impegnata a promuovere con i suoi progetti. Beatrice Trussardi lavora ormai da svariati anni al fianco di Massimiliano Gioni, Direttore della Biennale di Venezia nel 2013 e Direttore Artistico della Fondazione dal 2003. "Con Massimiliano ci ha accomunato sin dall’inizio il desiderio di intraprendere una sfida culturale del tutto nuova in Italia in quel momento. Data la continua mutazione degli artisti e degli spazi, il mantenimento dello stesso curatore ci assicura continuità di intenti e rafforza la nostra identità". L’intervista a "Forbes" si conclude sulla figura di Beatrice Trussardi, i suoi impegni attuali, i suoi obiettivi futuri. Attualmente l’imprenditrice cura una galleria su Yoox, piattaforma online per la vendita di articoli di moda e design. Di recente è divenuta inoltre partner di "Scribit", progetto frutto del lavoro di ricerca di Carlo Ratti del Massachusetts Institute of Technology. "La società", spiega Beatrice Trussardi, "produce un robot che grazie all’artificial intelligence può disegnare e cancellare su muro, riproducendo qualunque immagine d’arte. Mio compito sarà commissionare ad artisti disegni originali destinati a essere usati dai singoli robot casalinghi. Anche questo progetto è ispirato a un’idea di accessibilità dell’arte a tutti".

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Non pensarci ed inizia a sognare

Resta a casa, ma senza rinunciare al sogno di un’estate magnifica!

Sono settimane oramai che, con l’unico scopo di sconfiggere un nemico tanto invisibile quanto infimo, tutta l’Italia, ad eccezione di qualche categoria che lotta per il bene della nazione, si ritrova chiusa tra le 4 mura domestiche. Il coronavirus ha cambiato totalmente le nostre vite, costringendosi ad una stasi cui nessuno di noi era mai stato abituato, condita dall’ansia che scaturisce dalla paura del contagio. Ecco allora che ce ne siamo inventate di tutti i colori: flashmob dal balcone, concerti live su instagram, corsi online e chi più ne ha più ne metta. Ci proviamo in ogni modo a non pensarci, cerchiamo ogni possibile fuga mentale per illuderci che sia tutto un brutto incubo, talvolta anche immaginando dove si potrebbe andare in vacanza una volta che tutto sarà finito. Perché, diciamocelo, ce la meritiamo una vacanza come si deve!

 

Vacanze a Ponza: l’altro lato del paradiso

Chiudi gli occhi e inizia a sognare: acque cristalline, fondali popolati da una fauna ittica fantastica e rara, calette e spiagge di sabbia fine, ghiaia o scogli, scorci mozzafiato, profumo di salsedine e pesce fresco. Ponza è tutto questo e molto di più, un paradiso per chi è amante del mare, del relax e del divertimento. Perché Ponza non ti lascia mai con le mani in mano! Così piccola eppure così ricca di cose da vedere e di cui far godere la tua vista.

E allora facciamo le cose per bene. Iniziamo a trasformare il sogno in realtà!

 

Come arrivare a Ponza

Pianifichiamo per bene e con ordine. A Ponza ci si arriva solo via mare, è un’isola! Allora raccogliamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.

I traghetti per Ponza, durante il periodo estivo, partono da Terracina, Formia, San Felice Circeo e Anzio. Se provieni dal nord e centro Italia ti converrà partire da Terracina, se invece provieni dal sud Italia, la soluzione migliore è Formia.

–> INFO TRAGHETTI PONZA

 

Case vacanze a Ponza

Di case vacanze a Ponza ce ne sono per tutti i gusti. Si parte da affittacamere per poi arrivare a studio da 2/4 persone fino ad appartamenti per 8/10 persone. Data l’area limitata dell’isola sarà facile trovare una casa che sia vicinissima alla spiaggia o comunque nelle viuzze del centro. Questo però significa anche che le case vacanze a Ponza vanno subito a ruba, proprio perché la disponibilità non è quella delle località di mare più blasonate.

–> PRENOTA LA TUA CASA VACANZE A PONZA

 

Cosa fare a Ponza

Se ti stai chiedendo cosa fare a Ponza, beh sull’isola ce n’è per tutti i gusti! Puoi noleggiare una barca o un gommone e fare il giro delle calette. Se però non ti senti abbastanza sicuro nel navigare in totale libertà, allora quello che può fare al caso tuo è un tour dell’isola, un tour delle grotte, durante il quale avrai anche del tempo per immergerti e scoprire i fantastici fondali della zona, fino a un tour dell’arcipelago, che comprende anche le isole di Palmarola e Zannone. Se sei un tipo più “terrestre”, quello che può fare al caso tuo è un tour in bus dell’isola, se invece sei uno sportivo nel sangue e non vuoi perderti neanche un giorno di allenamento, beh regalati ei momenti a contatto con la natura e scopri i percorsi di trekking offerti da Ponza.

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A Ponza c’è tantissimo da fare e da scoprire. Non perdere neanche un minuto e trasforma il tuo sogno in realtà contattando Ponza Tour!

–> COMPILA IL FORM PER RICHIEDERE INFORMAZIONI

 

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Claudio Bertini all’evento per i 20 anni di AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale


Ha avuto luogo ad Ancona, l’11 dicembre scorso, il convegno 20 anni di AIA – L’innovazione normativa a tutela dell’ambiente, organizzato da Ecocae presso SeeBay Hotel di Portonovo. Tra i relatori intervenuti durante l’iniziativa, il Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl Claudio Bertini.

Claudio Bertini all’evento per i 20 anni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale

Promuovere la riflessione sui risultati positivi raggiunti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nel corso di 20 anni di attività, e allo stesso tempo, evidenziarne le principali difficoltà emerse nei processi di gestione delle autorizzazioni: è con questo obiettivo che Ecocae, una delle prime società italiane nel settore della gestione ambientale, ha organizzato un incontro dedicato all’innovazione normativa nel settore della tutela ambientale. Nel corso dell’evento, tenutosi ad Ancona lo scorso 11 dicembre e patrocinato dalla Regione Marche, ha partecipato Claudio Bertini, Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl, il quale ha incentrato il proprio intervento sul ruolo che l’AIA ha avuto sino ad oggi come strumento di innovazione normativa e sulle opportunità ancora da perseguire in ottica di sviluppo sostenibile. Entrata in vigore nel 1999 grazie al Decreto Legislativo n. 372/1999, l’Autorizzazione Integrata Ambientale comprende in un unico documento l’intera gestione operativa delle aziende, e stabilisce regole comuni in materia ambientale e per l’adozione delle BAT, le migliori tecnologie disponibili da utilizzare, con l’obiettivo ultimo di perseguire la tutela dell’ambiente. Come sottolineato da Claudio Bertini, nel corso dei suoi 20 anni di storia l’AIA ha rappresentato un grande strumento per l’innovazione normativa e un’opportunità nei confronti dello sviluppo sostenibile, soprattutto attraverso lo strumento della prevenzione dell’inquinamento.

L’esperienza del biologo Claudio Bertini, esperto in problematiche ambientali ed eco-sostenibilitàa

Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl, Claudio Bertini è un consulente e verificatore ambientale specializzato nel settore della gestione aziendale delle problematiche legate all’ambiente. Dopo essersi laureato in Biologia con specializzazione in Biologia Marina presso l’Università Politecnica delle Marche, nello stesso ateneo ha conseguito un Master in Recupero Ambientale con l’utilizzo di tecnologie innovative, Bioremediation e Biotecnologie. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, dal 1998 al 2003 svolge attività di consulenza ambientale per l’Università Politecnica delle Marche, dove organizza anche progetti e convegni su Sviluppo Sostenibile, Valutazione di Impatto Ambientale e Sistemi di Gestione Ambientale. Tra il 2001 e il 2004 è docente formatore per Verificatori Ambientali singoli, in collaborazione con la Camera di Commercio di Ancona. Dal 1999 svolge attività di consulenza in CAE – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, dove attualmente ricopre l’incarico di Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC), oltre a occuparsi di Sistemi di Gestione Ambientale, Valutazione di Impatto Ambientale, End of Waste, Environmental Risk Analysis e Money Saving Ambientale. Dal 2001 è Responsabile Ambientale per Somipress srl, azienda internazionale che opera nel campo della pressofusione di leghe di alluminio, per cui Claudio Bertini si occupa di progetti operativi per la riduzione delle incidenze ambientali.

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Il saggio La peste nera e la crisi del Trecento pubblicato da Federico Motta Editore

Casa Editrice italiana da sempre impegnata nella divulgazione della cultura, Federico Motta Editore ha realizzato una grande collana che approfondisce una delle epoche più affascinanti della storia: Il Medioevo, un’opera edita in cinque volumi e curata da Umberto Eco.

Federico Motta Editore

Le epidemie nel Medioevo e nella storia in un saggio di Federico Motta Editore

All’interno della grande collana Il Medioevo sono ospitati numerosi saggi che analizzano quel periodo storico comunemente ricordato come i "secoli bui". Tra le pubblicazioni realizzate da Federico Motta Editore, La peste nera e la crisi del Trecento ripercorre la storia delle epidemie che, nel corso dei secoli, hanno flagellato maggiormente l’esistenza umana, alcune delle quali passate alla storia con il nome di peste. Partendo dalla storia antica, il saggio di Catia Girolamo affronta una delle epidemie più famose che colpì l’antichità, quella avvenuta ad Atene nel 330 a.C., causata probabilmente da una febbre tifoide e ricordata anche da Tucidide. La pestilenza più conosciuta, però, è quella che, con un salto temporale, colpì l’Europa nel XIV secolo, ricordata come la peste nera. Come approfondito nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, la situazione di crisi nel continente europeo fu dovuta a diversi fattori, tra cui un’agricoltura non in grado di sfamare le popolazioni, uno stato di guerra duraturo e numerose rivolte violente da parte delle popolazioni rurali, oppresse dai padroni terrieri. A questa situazione si aggiunse un batterio che provocò milioni di vittime, lo Yersinia pestis, trasmesso all’uomo dalle pulci dei ratti. Come spiega Catia Girolamo, però, tale situazione ebbe se considetata sul lungo periodo, permise di riequilibrare il rapporto tra uomini e risorse disponibili, preannunciando la successiva epoca rinascimentale.

Tradizione e qualità: la storia di Federico Motta Editore

Fondata nel 1929 con il nome "Cliché Motta", Federico Motta Editore è una Casa Editrice italiana conosiuta per i temi dicultura affrontati, l’autorevolezza delle opere e la loro fattura di qualità. Nata come ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica, nel corso del tempo si specializza nella realizzazione di enciclopedie, editoria per ragazzi, collane e riviste di arte, architettura e fotografia, alcune delle quali in collaborazione con prestigiosi musei nazionali e internazionali. La sua attenzione per l’innovazione ha condotto alla realizzazione di strumenti sempre al passo con i tempi: Tavole Transvision, Sonobox, videocassette e CD-Rom prima, a cui ha fatto seguito l’enciclopedia Motta con Internet TV, i progetti Internet Motta Club e il portale mottaformazione.it. Tra le collaborazioni, spiccano quelle con Umberto Eco, che ha portato all’elaborazione della collana Historia, e quella con Margherita Hack nel mondo delle scienze. Grazie al suo impegno verso la qualità, Federico Motta Editore ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010, il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980. È da sempre identificata dal logo del Torcoliere, che rappresenta l’originaria identità di tipografia e stampa di antichi volumi.

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Le attività dell’Almo Collegio Borromeo, tra formazione, cultura e musica


L’Almo Collegio Borromeo è promotore di cultura a 360 gradi: grazie a un’ampia offerta formativa, gli studenti dell’Ateneo hanno la possibilità di integrare il proprio curriculum universitario tramite corsi, convegni, workshop e seminari, incontrando direttamente esperti del mondo accademico e imprenditoriale.

Almo Collegio Borromeo

Le attività formative e culturali dell’Almo Collegio Borromeo

Una biblioteca con oltre 80mila volumi, un Archivio Storico, aule multimediali, sale studio, una stagione concertistica e numerose discipline sportive: sono solo alcune delle attività che l’Almo Collegio Borromeo, fondazione privata con sede a Pavia, mette a disposizione dei propri alunni. La proposta formativa comprende numerosi corsi che, in seguito al superamento del relativo esame, ne permettono il riconoscimento in CFU presso l’Università di Pavia. Rivolti a tutti gli iscritti all’Ateneo e aperti al pubblico, tali corsi sono identificati come attività non formali per gli studenti che non li hanno inseriti nel proprio piano accademico. Nell’ambito dell’internazionalizzazione, il Borromeo è sede e partner istituzionale del Master di secondo livello in Cooperation and Development, un percorso di formazione accademica e pratica: dopo otto mesi di lezioni e un periodo di internship, infatti, trenta studenti internazionali vengono premiati con il conseguimento del Diploma di Master, ed avviati, in tal modo, alla carriera nel settore della Cooperazione internazionale allo sviluppo. Ad arricchire l’offerta formativa dell’Almo Collegio Borromeo, numerosi concerti e appuntamenti di musica, realizzati grazie all’organizzazione di un coro e un’orchestra interni al Borromeo. Dedicata al celebre compositore tedesco, la stagione concertistica in corso è intitolata Aspettando Beethoven e omaggia i 250 anni dalla nascita del talento di Bonn.

Almo Collegio Borromeo, dalla fondazione alle attività attuali

Nato nel 1561 dall’intuizione di San Carlo, l’Almo Collegio Borromeo fu fondato per permettere a studenti promettenti, ma senza mezzi economici, di poter studiare all’Università di Pavia, città in cui il Borromeo ha sede. Oggi il Collegio è una fondazione privata che, svolgendo attività in forma no profit, si rivolge a studenti, ricercatori e docenti del mondo. Ente morale dal 1922, è legalmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le sue attività sono incluse in un’offerta formativa che comprende, oltre a una Biblioteca con 80mila volumi, un Archivio Storico, aule multimediali e campi sportivi, i servizi di vitto, alloggio, assistenza religiosa, culturale e morale. L’accesso è selezionato annualmente con un concorso che garantisce posti in modo gratuito o semigratuito. Il Borromeo, di cui è Rettore Alberto Lolli, è attivo anche all’estero grazie a collaborazioni internazionali con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. È sede del Master in Cooperation & Development che fornisce a circa trenta studenti internazionali un anno di attività formativa e sul campo. La formazione è supportata, oltre che dai servizi di tutorato e tirocini per l’inserimento lavorativo, anche grazie all’Associazione Alunni che dal 1947 riunisce gli ex studenti e quelli attualmente iscritti. L’Almo Collegio Borromeo ospita il corso annuale “Pavia Cello Academy” e organizza, in ambito sportivo, il Trofeo dei Collegi, che consente agli studenti di cimentarsi in diverse discipline atletiche.

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Come risparmiare sui liquidi per sigaretta elettronica


A chi non piace risparmiare? Qualunque cosa si acquisti è sempre una buona idea fare tutto il possibile per salvare un po’ di soldi extra prendendo qualche piccolo accorgimento. Questo è particolarmente vero quando si tratta di svapare. Molte persone che iniziano con la sigaretta elettronica scoprono rapidamente che, senza fare attenzione, si può spendere una fortuna in prodotti.

Ma per fortuna esistono alcuni modi piuttosto semplici per risparmiare, a cominciare dai liquidi. Sono loro la principale spesa nel bilancio di un vaper, la materia prima per godersi un momento di relax o generare enormi nuvoloni di vapore.

Che tu abbia appena iniziato a svapare o lo faccia da anni, ecco alcuni consigli su come risparmiare sui liquidi per sigaretta elettronica.

Liquidi sigaretta elettronica: cosa sono e cosa contengono

Prima di capire come non spendere troppo denaro in prodotti per lo svapo facciamo un passo indietro e vediamo cos’è un liquido. Il liquido per sigaretta elettronica, detto anche e-liquid, è una miscela composta da due macroparti: la base e l’aroma.

La base neutra è fatta da due sostanze principali: il glicerolo vegetale (chiamato con la sigla VG) e il glicole propilenico (PG). Il VG è un prodotto denso e dolciastro che serve a dare corpo al vapore. Il PG invece è più fluido e ha il compito di veicolare l’aroma. A questa base si possono aggiungere anche una percentuale di nicotina e una piccola di acqua.

Quasi tutte le basi in commercio sono composte:

  • dal 50% di VG e dal 50% di PG, detta comunemente base 50/50, usata per tiro di guancia e aromatizzazione standard;
  • dal 70% di VG e dal 30% di PG, detta base 70/30 o da cloud chasing (per creare grandi nuvole di vapore) per il tiro di polmone.

Poi ci sono gli aromi, anch’essi divisi in due categorie: ci sono gli aromi artificiali (sintetici), creati in laboratorio, fedeli nel gusto e non aggressivi su testine e resistenze, e gli aromi naturali (organici), estratti dagli ingredienti originali da cui prendono il loro gusto

Come risparmiare sui liquidi

La maggior parte dei liquidi per sigaretta elettronica non è molto costoso. Ma una volta che si inizia a svapare regolarmente è facile esaurire in fretta le bottigliette. E quando lo fai, cominci a spendere sempre più denaro. Niente paura: ci sono delle soluzioni per imparare a risparmiare.

Smetti di sprecare e-juice

Uno dei modi più semplici per ridurre i costi dei liquidi è quello di smettere di sprecarlo. Impara a riempire con cura la tua sigaretta elettronica, senza fretta e in un luogo adatto. Ricaricare il tuo dispositivo sulla metropolitana o in coda alla posta non è un’ottima idea: rischi di far colare parte del contenuto e perderlo.

Fai anche attenzione alle condizioni della tua e-cig: controlla che non abbia perdite e che atomizzatore e coil siano ben isolati con cotone in buono stato. Se noti che il liquido cola o la tua mano rimane appiccicosa dopo lo svapo smonta e controlla con cura il dispositivo per trovare il punto da cui esce.

Scegli liquidi già pronti (se non sei un esperto)

Basi e aromi sono disponibili sul mercato separatamente, in modo che l’utente esperto si possa fare i propri liquidi e le proprie ricette. Questo procedimento è molto interessante tra i pro vapers, ma richiede un alto livello di competenza per ottenere un risultato salutare e buono da svapare.

La percentuale di aroma disciolto in una base è fondamentale, un liquido troppo aromatizzato risulterà nauseante, un liquido poco aromatizzato debole e non appetibile.

Chi prova a fare l’alchimista con questi componenti senza conoscerne le dosi e la tecnica di mixaggio rischia solo di sprecare soldi e buttare via liquidi. Per risparmiare tempo e denaro, quindi, è meglio cominciare comprando liquidi già pronti, preparati, studiati e miscelati dalle case produttrici. Basta solo inserirle nella sigaretta elettronica e iniziare a goderseli.

Occhio alle offerte: fare scorta o poco alla volta?

Ogni giorno esistono centinaia di offerte e promozioni che la maggior parte di noi ignora, per qualunque categoria merceologica. Anche i vape store attraggono i clienti con i loro sconti, e se vuoi risparmiare soldi sui liquidi devi stare molto attento. In un verso e nell’altro.

Se svapi da tempo e hai un debole per un liquido in particolare, approfitta dei ribassi per comprarne parecchie confezioni. Chissà quando potrà ricapitarti l’occasione di trovare l’e-liquid dei tuoi sogni a metà prezzo!

Ma se invece sei alle prime armi e ancora sei alla ricerca del sapore che soddisfa la tua voglia di svapo non farti tirare troppo. Differenzia i tuoi acquisti, approfittandone per comprare diversi aromi da testare, senza comprare decine di boccette tutte uguali (anche se a prezzo stracciato). Se il gusto non ti soddisfa rischi di ritrovarti con un repertorio di liquidi sprecati e tanti soldi in meno.

Compra e-liquid su vape shop online

Un ottimo modo per risparmiare su aromi, basi e liquidi pronti è comprare online. Internet offre molte comodità e una di queste è salvare qualche soldo acquistando i soliti prodotti che troviamo nei negozi. Non è sempre vero, ma se trovi il giusto vape shop online puoi fare veri affari. Molti di questi store hanno sconti tutto l’anno, codici promo, coupon, e ulteriori ribassi se sottoscrivi newsletter o altro ancora.

Risparmiare sui liquidi per sigaretta elettronica è possibile. Metti in pratica questi piccoli trucchi e ottieni di più spendendo meno.

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Scienza e Tecnologia

Come scegliere il miglior consulente seo a Milano ?


consulenza seo Milano 

Con la crescente popolarità di Google, le aziende hanno iniziato a cercare servizi SEO online a Milano e in tutto il territorio della Lombardia. Molte aziende si sono rese conto che possedere un sito Web non è abbastanza per competere in quello che è un mercato estremamente competitivo.

Il sito web di un’azienda dev’essere facilmente accessibile affinchè le persone possano vedere i prodotti e i servizi offerti dall’ azienda. E questo implica che dovrebbe “posizionarsi” per termini di ricerca e parole chiave che spiegano ciò che la tua attività fa e offre. Investire nell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) è l’unico modo sicuro per raggiungere questo obiettivo.

Certo, non tutto la SEO è uguale. La SEO per le imprese locali può variare notevolmente da quello di un marchio globale. Giulio Stella di Gstarseo.it consulente seo a Milano, spiega che oggi per poter dominare il proprio mercato, è fondamentale poter contare sull’apporto di qualcuno che si occupi del posizionamento seo di un sito e aggiunge “ Si tratta di traffico gratuito proveniente dai motori di ricerca” assumere un consulente SEO Milano è importante se vuoi vedere il tuo sito balzare sulla prima pagina di Google.

L’importanza della SEO locale

Esistono numerosi motivi per cui un’azienda locale deve investire nella SEO, soprattutto se è ben consolidata online. La maggior parte dei consumatori (oltre l’86%) utilizza Internet per la ricerca e l’accesso alle imprese locali. E il 29% cerca aziende locali online almeno una volta alla settimana.

Il 72% afferma che la ricerca è il loro metodo preferito per accedere alle informazioni sui commercianti locali. La ricerca mostra che le ricerche locali portano la maggior parte delle persone a visitare un’azienda entro 24 ore. Da questi dati, puoi vedere chiaramente che, indipendentemente da ciò che offre la tua azienda, è ancora molto importante stabilire una forte presenza online. Con il giusto consulente SEO a Milano puoi farlo facilmente. Ma quali sono le qualità che un consulente seo locale dovrebbe avere:

Flessibilità e serietà. La SEO continua a cambiare continuamente. E un esperto SEO freelance a Milano dovrebbe avere la capacità di far fronte a tali cambiamenti e fornire soluzioni affidabili.

Onestà e trasparenza. I consulenti SEO tengono aggiornati i loro clienti su tutte le loro intenzioni. Poiché è in gioco la reputazione della tua azienda, è fondamentale lavorare con un partner di fiducia. L’Agenzia SEO dovrebbe essere efficace, etica e in grado di rappresentare il tuo marchio in modo positivo.

Come scegliere un servizio SEO affidabile: Consigli

Con le innumerevoli agenzie SEO presenti sul mercato, può essere abbastanza scoraggiante scegliere quella giusta. Ma con i seguenti suggerimenti, può essere più semplice trovare l’agenzia giusta per la tua azienda.

Imposta i tuoi obiettivi. Per ottenere il miglior esperto seo, è necessario individuare le aree specifiche che si desidera migliorare. Ad esempio, potrebbe essere necessario un sito Web completamente nuovo o solo alcuni aggiornamenti SEO. Una buona agenzia fornirà dati sulle aree di interesse più utili.

Capacità di tracciamento dei dati. Un’agenzia SEO dev’essere in grado di tracciare e misurare tutti i dati della tua azienda – dalle telefonate, alle visite al sito fino ad arrivare ai moduli di contatto.

Recensioni e casi studio. Uno dei modi più efficaci per identificare un’agenzia SEO affidabile è quello di controllare le loro testimonianze e le recensioni online. Puoi esplorare il sito Web dell’azienda o cercarli su siti come Google e Yelp.

Budget. Pianifica il tuo budget in anticipo per evitare di rimanere intrappolato in qualcosa che non puoi permetterti. La maggior parte delle aziende fornirà diversi pacchetti mensili tra cui scegliere. Scegli qualcosa di economico che ti semplifichi la vita.

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Cultura aziendale tra gruppi e valori, online il nuovo video di Alessandro Benetton


È online il nuovo video di Alessandro Benetton sul mondo imprenditoriale: nell’ultimo episodio di #UnCaffèConAlessandro, il fondatore di 21 Invest spiega in che modo è possibile creare una cultura aziendale e soprattutto come condividerla con i propri dipendenti.

Alessandro Benetton

Lavoro di squadra e molta pratica: i consigli di Alessandro Benetton per progetti aziendali di successo

Per Alessandro Benetton è il termine “dipendente” a causare spesso confusione nel rapporto che viene a crearsi tra quest’ultimo e il datore di lavoro: secondo il Presidente di 21 Invest il sostantivo infatti giustifica la visione, errata, di una relazione a senso unico. Disponibile sia sul suo canale Youtube che sul portale del “Corriere della Sera”, l’ultimo video pubblicato dall’imprenditore riguarda l’importanza che le risorse umane assumono nella crescita di una società: “Un’azienda non cresce solo in funzione del fatturato, dei flussi di cassa e delle immobilizzazioni: un’azienda cresce soprattutto quando crescono le persone che la compongono. Se non si parte da questo presupposto, ogni altra azione sarà inutile”. Per questo risulta fondamentale il concetto di cultura aziendale, ossia tutti quei comportamenti, valori e relazioni che definiscono l’identità di un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune. Se questa identità non è condivisa o comunque risulta difficilmente riconoscibile, secondo Alessandro Benetton l’unico modo per ovviare al problema è investire.

Cultura aziendale, Alessandro Benetton e il workshop con Mark Kramer

Un esempio di come creare o rafforzare la propria cultura aziendale è fornito dallo stesso Alessandro Benetton con il racconto di un workshop organizzato da 21 Invest dedicato ai dipendenti e incentrato sul concetto di “Shared Value”. “L’anno scorso ho voluto che tutti i dipendenti tra Italia, Francia e Polonia partecipassero ad un workshop con Mark Kramer, un professore di Harvard, su un tema per me fondamentale che volevo condividere con tutti i miei collaboratori per inserirlo nella nostra cultura aziendale”: in poche parole lo shared value è quando un’azienda tiene conto, nelle sue attività di business, dell’impatto ambientale e sociale di cui è responsabile, cercando le modalità più efficienti per produrre benefici e dunque valore per tutti gli stakeholders. La due giorni voluta da 21 Invest è stata l’occasione dunque per capire come condividere al meglio questo concetto con i propri dipendenti. Secondo l’esperienza di Alessandro Benetton, per creare una cultura aziendale c’è stato bisogno da un lato del classico team working, mentre dall’altro è stato fondamentale mettere in pratica quei valori che, se relegati nell’ambito teorico, non daranno mai un effettivo contributo alle politiche aziendali. Dunque, per essere “già a metà dell’opera”, Benetton ricorda l’insegnamento di Andrew Carnegie: “Uno degli imprenditori e filantropi più importanti della storia americana diceva: portatemi via la mia gente, lasciatemi le aziende vuote e presto crescerà l’erba sui pavimenti dei reparti; portatemi via le mie aziende, lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò delle aziende migliori di quelle di prima”.

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SPES 1970: A PASQUA #AiutateciAdAiutare COMPRARE UOVA DI PASQUA (CONSEGNATE GRATUITAMENTE A DOMICILIO) PER AIUTARE UN PROGETTO SOCIALE


#AiutateciAdAiutare è l’Hashtag lanciato in questi giorni da Spes 1970, l’impresa sociale torinese che da 50 anni offre opportunità di lavoro a giovani in formazione e persone socialmente fragili. L’invito, che arriva a pochi giorni dalla Pasqua, è rivolto a tutti i golosi e non solo, ed è quello di acquistare il cioccolato Spes 1970.

Cioccolatini, dragees, praline, creme spalmabili ma soprattutto le uova di Pasqua e tra tutte le uova L’UOVO, la dolce novità lanciata per Pasqua da Spes 1970 in collaborazione con l’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino.

Dal 2013 presso il carcere minorile di Torino si trova un laboratorio di Spes 1970 nel quale alcuni giovani detenuti imparano il mestiere di addetto alla produzione del cioccolato, attraverso un percorso di formazione teorico e pratico volto al loro reinserimento all’interno del tessuto sociale, al fianco dei maître chocolatier di Spes. Barretta su barretta, molti ragazzi in questi anni hanno imparato un mestiere e, alla fine del loro percorso in carcere, hanno trovato un nuovo lavoro nella cooperativa sociale.

L’UOVO è una dolcissima scoperta:120 gr. di cioccolato fondente realizzato dai ragazzi detenuti che, per rafforzare il messaggio, hanno scelto anche una sorpresa che sappia parlare di lavoro e di speranza: gli oggetti di Extraliberi, la cooperativa sociale che opera all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino.

“Abbiamo sempre messo al centro le persone e desideriamo continuare a farlo. Mentre le persone sono a casa ci piace l’idea di portare loro un momento di dolcezza, anzi, due. Il nostro cioccolato ha un’anima etica: con la nostra produzione e vendita aiutiamo tante persone ed offriamo loro un’opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro. Comprare il cioccolato SPES 1970 significa aiutare il futuro dei nostri ragazzi”.

Per acquistare il cioccolato SPES 1970 è sufficiente telefonare al numero di telefono: 342.0519730. Verrà prenotata la consegna a domicilio gratuita, gestita dai ragazzi della cooperativa; il pagamento degli acquisti verrà effettuato alla consegna in contanti, con POS e con Satispay.

 

 

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