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12 Aprile 2018

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RICERCA E IMPRESE PIÙ VICINE, NASCE UNIVERSITY FOR INNOVATION

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  • 12 Aprile 2018


Presentata oggi la Fondazione dedicata alla valorizzazione della ricerca, trasferimento tecnologico e impegnata nello sviluppo sinergico di brevetti, ricerca e innovazione delle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia, prima esperienza italiana di concreta collaborazione tra diversi Atenei in questo settore.

Milano, 11 aprile 2018 – Nasce il primo progetto in Italia per la valorizzazione della ricerca interuniversitaria. È stata presentata questa mattina, presso la Fondazione Bassetti di Milano, University for Innovation (U4I), la Fondazione costituita dalle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia.

There is no progress without innovation: we need to turn ideas into projects, and projects into progress.” Con questa vision si presenta U4I la Fondazione che si propone di attrarre importanti investitori internazionali, valorizzare un portafoglio unico di brevetti e di spin off, creare e diffondere la cultura dell’innovazione. La Fondazione U4I guarda alle esperienze internazionali di maggior successo nel campo del trasferimento tecnologico come istituti di ricerca e università inglesi e israeliane, prime al mondo per qualità della ricerca e della didattica.

Dall’open innovation alla converging innovation, la Fondazione U4I si propone di aprire i confini della ricerca dei singoli Dipartimenti agli stimoli provenienti dagli altri Atenei, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi risultato della sinergia tra le tre Università.

Le iniziative di ricerca più promettenti verranno scelte ogni anno attraverso una call for ideas e potranno ricevere finanziamenti a partire dalla fase di sperimentazione.

I progetti finanziati potranno contare sul supporto di un team specializzato nel management dell’innovazione che consentirà di portare le nuove conoscenze dal laboratorio al mercato e al territorio, oltre che su una rete di collaborazioni con agenzie straniere dedicate alla valorizzazione della nuova conoscenza e della ricerca.

A guidare le attività della Fondazione U4I, con l’incarico di direttore, sarà Enrico Albizzati.  Dagli anni nel gruppo Montedison a quelli in Pirelli, Albizzati vanta una lunga esperienza nella valorizzazione della ricerca e nell’innovazione industriale.

Alla presentazione della Fondazione U4I sono intervenuti i rettori dei tre atenei: Cristina Messa (Milano-Bicocca), Remo Morzenti Pellegrini (Università di Bergamo) e Fabio Rugge (Università di Pavia).

«U4I è una risorsa preziosa per valorizzare la ricerca e favorire un meccanismo virtuoso di trasferimento tecnologico e di saperi dalle Università alle imprese e al mercato – ha detto Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca -. Nasce così dalla sinergia tra tre Università di eccellenza un nuovo modello di sviluppo di ricerca, innovazione e condivisione strategica di brevetti e spin-off volto a favorire le attività di molti ricercatori e imprenditori impegnati a costruire valore. Un progetto che potrà fare da acceleratore alla crescita economica e industriale del Paese e diventare una buona pratica nel campo della ricerca applicata».

«U4I è un progetto nel quale crediamo molto – ha spiegato Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università di Bergamo – perché valorizza la ricerca, favorisce il trasferimento tecnologico, aumenta la capacità brevettuale e di creazione d’impresa dei nostri ricercatori. Sarà motore di un’innovazione globale e interconnessa che avrà benefici positivi non solo per il nostro Ateneo, ma per tutto l’ecosistema territoriale. E in questo contesto, strategica è la collaborazione con l’Università di Pavia e l’Università Bicocca, centri d’eccellenza con cui l’Università di Bergamo rafforza un legame teso a valorizzare appieno tutte le potenzialità innovative di una rete tanto qualificata, solida e riconosciuta per qualità a livello nazionale e internazionale».

«Creare il cortocircuito tra il sapere scientifico prodotto dall’università e le imprese capaci di valorizzarlo: questo è l’obiettivo della prima fondazione interuniversitaria per il trasferimento tecnologico – ha affermato Fabio Rugge, rettore dell’Università di Pavia-. Non per caso nasce in un territorio ad alta intensità di atenei e imprese. È un’opportunità e uno stimolo nuovo per gli oltre 2000 ricercatori delle nostre università; è un canale e una risorsa nuova per imprenditori che vogliano innovare e diversificare. E’ un modello che può espandersi e dare energia all’impresa italiana e prestigio alla nostra ricerca».

U4I – University for Innovation at a glance

  • Oltre mezzo milione di euro è stato impiegato per il funzionamento del progetto
  • 41 dipartimenti coinvolti, di cui 14 recentemente riconosciuti dal MIUR come dipartimenti di eccellenza
  • Oltre 2000 ricercatori coinvolti
  • Più di 100 famiglie di brevetti
  • Oltre 40 spin off attivi in 8 ambiti: Aerospaziale, Life science e biotecnologia, Agrifood, Materiali, Energia e ambiente, ICT, Industria Culturale, Mobilità sostenibile.
  • 8 tappe per l’innovazione: ricerca, valutazione, proprietà intellettuale, promozione, brevetto, attivazione di spin off, attivazione di joint venture e start up, ricerca condivisa.

Sito della Fondazione University for Innovation: www.u4i.it

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A MILANO LA QUATTRO GIORNI DELLA SALUTE

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  • 12 Aprile 2018


INSIEME PER LA CURA E LA RICERCA ONCOLOGICA. IN COMUNE A MILANO IL ROTARY FIRMA IL PROTOCOLLO A SOSTEGNO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI, TRA PIAZZA SAN CARLO E CORSO VITTORIO EMANUELE IL PERCORSO DELLA SALUTE E ALL’AUDITORIUM SAN FEDELE DUE GIORNI DI CONGRESSO DISTRETTUALE.

Rotary International e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, insieme per la cura e a ricerca oncologica da sempre. Un rapporto nato il 12 aprile 1928, quando l’allora presidente del Rotary Club e Sindaco di Milano Luigi Mangiagalli inaugurò il primo centro ospedaliero dedicato esclusivamente alla cura e alla ricerca sul cancro a Milano, successivamente diventato l’INT.

Proprio oggi, esattamente 90 anni dopo, il Rotary riconferma il proprio impegno al servizio della collettività rinnovando l’intesa con l’INT con l’apposizione di una targa nella sede dell’Istituto durante la celebrazione del 90esimo. Presenti alla celebrazione il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Enzo Lucchini e il Governatore Rotary – distretto 2041, Andrea Pernice.

L’apposizione della targa è stato il primo gesto di una quattro giorni di appuntamenti dedicati alla salute: domani venerdì 13 aprile alle 19.30 a Palazzo Marino, il Governatore Pernice e il Presidente Lucchini firmano un protocollo di intesa volto a sostenere e sviluppare la cura e la ricerca in campo oncologico. Una firma apre i lavori del congresso distrettuale Rotary che si terrà a Milano sabato 14 e domenica 15 aprile. L’invito alla cittadinanza però è al “fuori congresso”, con il Percorso della Salute: 9 postazioni, tra Piazza San Carlo e Corso Vittorio Emanuele, che dalle 10 alle 18 di sabato 14 e di domenica 15 aprile offriranno una serie di screening su diverse patologie per fare informazione, formazione e sensibilizzazione alla prevenzione nell’ambito della salute.

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«New look, same passion» online i nuovi siti web di Dibevit e Bièrethèque

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  • 12 Aprile 2018


La cultura della birra si rinnova. Dibevit Import, società del Gruppo Heineken da vent’anni specializzata nell’importazione e distribuzione di birre premium e speciali, e Bièrethèque, l’innovativo progetto ideato nel 2004 da Dibevit e dedicato ai gestori più importanti per diffondere la cultura della birra e offrire loro un’ampia e completa gamma di prodotti e servizi che li aiutino a diventare un punto di riferimento anche per i clienti più esigenti, presentano i loro due nuovi siti web: www.dibevit.it e www.bieretheque.it .

Parole d’ordine: intuitività e immediatezza. Con una grafica totalmente rinnovata, un linguaggio chiaro e accattivante, una navigazione più veloce ed efficace, i due siti raccontano il mondo della birra come mai prima, diventando luoghi privilegiati di informazione e scoperta, per appassionati, esperti o semplici «luppolo-curiosi».

Con i caratteristici colori giallo – nero – bianco, il sito di Dibevit Import, dedicato al mondo della birra, mette a disposizione dei visitatori un sistema di ricerca semplicissimo che consente di spaziare tra le tantissime referenze della società che da oltre 20 anni mette tutta la sua passione ed esperienza al servizio dei propri clienti Ho.Re.Ca e Gdo, selezionando ed importando i migliori marchi birrari di tutto il mondo. Ogni birra, infatti, potrà essere ricercata per «nazione» di produzione (Australia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Messico, Olanda e USA), per «tipologia» (Abbazia, Ale, Analcolica, Bière de Garde, Blanche, Bock, Inda Pale ale, Lager, Lambic, Pale Ale, Pale Lager, Pils, Scotch Ale, Sour, Speciale, Stagionale, Stout, Strong Ale, Strong Lager, Trappista, Weizen) e per «fermentazione» (bassa, alta, rifermentata e spontanea), con la possibilità di applicare anche ulteriori filtri come «formato» e «selezione Ho.Re.Ca o Gdo». Non solo: con un semplice accesso al sito si potrà scoprire come servire ogni birra nel bicchiere più appropriato e alla temperatura più adeguata e con la funzionalità «My Menu» si potrà accedere a un’area dedicata alla creazione di materiali personalizzati. Il tutto, senza dimenticare le sezioni: «Chi siamo», «Birra», «Sidro», «Ho.Re.Ca», «Gdo», «News&eventi», «Il prodotto» e «Contatti» con accessi diretti ai cataloghi immediatamente scaricabili.

Altrettanto coinvolgente e intuitivo il sito di Bièrethèque, dedicato al mondo dell’Ho.Re.Ca, nato su colori più forti, dal nero al rosso, inneggiando all’intensa energia sprigionata dal mondo delle birre speciali. La grafica dinamica e i contenuti accattivanti, rendono la fruizione ancora più semplice. E questo, anche grazie a schede prodotto sempre più chiare pensate per mettere in risalto le caratteristiche principali di ogni prodotto. Anche in questo caso, il menu offre numerose opzioni di navigazione: «Chi siamo», «Selezione bottiglie», «Selezione fusti», «Selezione stagionali», «Esclusiva Ho.Re.Ca», «Cerca una birra», «News&eventi», «Prodotto», «contatti» e le sezioni «My Menu» e «Servizio clienti» con il collegamento diretto al sito di Dibevit. Ma non è tutto: sono sempre disponibili le «Selezioni degli esperti», la sezione «Storie di Birra» per accedere a tutte le curiosità sulle bionde, le rosse e le scure più amate di sempre come, ad esempio, ricette, tecniche di produzione, ingredienti e menu a tema. E tanta voglia di condividere con i canali social.

Ma non finisce qui: oltre alle numerose informazioni, entrambi i siti web dedicano uno spazio sempre più importante alla formazione con la nuova sezione sul prodotto security first nella gestione di impianti e fusti.

«Abbiamo creato due siti dinamici, perfettamente fruibili da ogni device, accattivanti e creativi. Proprio come l’universo delle nostre birre: ognuna diversa per caratteristiche ma tutte eccellenti per qualità. Due siti da navigare e scoprire che regaleranno ai nostri clienti e ai nostri partner tante informazioni utili per offrire un’esperienza davvero indimenticabile ai consumatori. I due portali, infatti, con i nuovi look sapranno raccontare la storia di una passione antica che negli anni si è rafforzata sempre di più. Perché noi di Dibevit Import amiamo pensare in grande per vincere alla grande» – commenta Davide Daturi, Amministratore Delegato di Dibevit Import.

www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Specializzata nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

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7° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi

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  • 12 Aprile 2018


«Quanto ne sai di embolia polmonare?» Dall’11 aprile rispondi al sondaggio social e fai un salto nella scienza e nel buonsenso con alt onlus.

 

Tutto è pronto per la 7°Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi appuntamento organizzato da ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus per dire «No!» alle malattie cardiovascolari da Trombosi che torna quest’anno mercoledì 18 aprile con un focus sull’Embolia Polmonare e tanti appuntamenti social dedicati all’informazione e alla promozione della salute.

L’Embolia Polmonare è una malattia che colpisce ogni anno, in Italia, una persona su 100 ed è la causa più probabile di morte nelle donne dopo il parto. Inoltre, 11 persone su 100 tra quelle colpite perdono la vita entro 30 giorni. Essa è la conseguenza di trombosi venose gravi che, se non riconosciute, possono portare alla formazione di un embolo che, viaggiando lungo tutto il corpo, arriva al polmone e può essere mortale. Una trombosi venosa non riconosciuta e non curata si trasforma in Embolia polmonare in 40 casi su 100.

Per questo, ALT ha scelto di concentrare l’attenzione della 7° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi su questo tema, diffondendo con ancora maggior forza il suo messaggio di scienza e buonsenso. Per farlo, usa tutti i suoi canali, a partire dai social network, strumento sempre più diffuso e penetrante di comunicazione per giovani e adulti. E l’impegno parte ancora prima della ricorrenza del 18 aprile: già dall’11 aprile ALT invita tutti a collegarsi alla sua pagina Facebook e a rispondere al sondaggio «Quanto ne sai di Embolia Polmonare?». Gli internauti saranno messi alla prova con 7 domande –  ne verrà pubblicata una al giorno – a cui rispondere con VERO o FALSO per testare il proprio livello di informazione e conoscenza su questa malattia. E alla fine della settimana, sempre su Facebook, saranno svelati i risultati che i naviganti potranno approfondire leggendo il nuovo numero di SALTO, dedicato proprio a Trombosi ed Embolia Polmonare, o guardando le nuove puntate di «Mi Curo di Te» che saranno pubblicate online dal 19 al 22 aprile.

 Insomma, basta avere un account social su Facebook per partecipare alla 7° GNLT – e saperne di più su malattie che sono subdole ma che, se conosciute, in un 1 caso su 3 possono essere evitate. Lo sa bene ALT che da 30 anni è in campo con i suoi soci e con tante attività per diffondere tutte le informazioni più utili sulle malattie cardiovascolari da trombosi e su come prevenirle. E la Giornata Nazionale è uno degli appuntamenti più seguiti. “Un’iniziativa che ALT ha proposto per prima al mondo – dichiara la dottoressa Lidia Rota Vender, presidente di ALT  e a cui, qualche anno dopo, si è aggiunta l’ISTH, International Society for Thrombosis and Haemostasis, società scientifica che riunisce i clinici e i ricercatori che in tutto il mondo studiano e curano la Trombosi, con il World Thrombosis Day che sarà celebrato per il quinto anno consecutivo il prossimo ottobre. Importante, soprattutto, è sapere che nessuno è escluso da queste patologie. Anche una campionessa dello sport come Serena Williams è stata colpita da Embolia polmonare dopo aver dato alla luce la sua bambina. – Ricorda la dottoressa Rota Vender – E come lei, tante altre persone «insospettabili». Ma, riconoscendo i sintomi, evitando i fattori di rischio, prendendosi cura della propria salute, diagnosticando per tempo eventuali patologie, affidandosi alle cure degli specialisti e seguendo le terapie prescritte, dall’Embolia polmonare, così come dalle altre malattie cardiovascolari da trombosi, si può guarire”.

Per questo, dall’11 aprile unisciti al mondo di ALT. Segui le iniziative sui social, partecipa al sondaggio, condividi le tue esperienze, invita i tuoi amici a dire ALT alla Trombosi con gli hashtag #micurodite #altonlus e taggando @ALTonlus.

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Oyster bar alla conquista di Milano: cosa sono e dove trovarli


Siete amanti del pesce e ancora non conoscete gli oyster bar? Siete nel posto giusto! Se anche voi amate coccolarvi con dell’ottimo pesce, del vino eccellente e delle atmosfere chic in una cornice trendy e alla moda, gli Oyster bar fanno sicuramente al caso vostro. Volete andare a cena fuori e non sapete ancora dove prenotare? Siete curiosi di provare qualcosa di nuovo e desiderosi di un’esperienza gastronomica multisensoriale? Siete già amanti dei raw bar e conoscete già questa chicca del genere ma siete in cerca di consigli sulle zoni migliori dove trovarli? Continuate a leggere e conoscerete tutti i segreti di questi locali super trendy! Nuove tendenze e un paradiso per il palato, una scelta che non vi deluderà: scoprite tutti i segreti di questi fantastici bar-ristoranti e dove trovare i migliori oyster bar di Milano.

Oyster bar: cosa sono?

L’ oyster bar, universalmente conosciuto anche come oyster saloon, oyster house o più genericamente come tipologia di raw bar, è un ristorante specializzando in ostriche o più semplicemente una parte, un’area di un ristorante che offre in perfetto stile buffet prelibate ostriche di prima qualità, freschissime e pronte a deliziare anche i palati più esigenti. Le ostriche sono da sempre sinonimo di eleganza, raffinatezza, stile e qualità. Consumate fin da tempi antichi dalla nobiltà europea, sono diventate protagoniste di questa tipologia di ristorante fin dal XVIII secolo. Se inizialmente erano relegate ad un pubblico abbiente e a ristoranti lussuosi, è infatti proprio in quel periodo che grazie alla diffusione dei primi ristoranti ad hoc diventano accessibili anche al resto della popolazione. Secondo alcune fonti, il primo oyster bar fu aperto a Londra nel 1738. Nettamente diverso è lo scenario americano: se in Europa il consumo di ostriche è da sempre associato a lusso e ricchezza, ngli Stati Uniti le ostriche furono da subito servite in taverne e locali per il popolino. Il primo oyster bar apre in America circa un secolo dopo, nel 1826, a Boston. La loro diffusione continua, specialmente negli USA. Pensate che addirittura, nel XIX secolo, vi furono quelle che passarono alla stoiria come Oyster Wars!

Dove trovarli? A Milano!

Milano è in breve tempo diventata fra le mete più ambite per gli amanti degli oyster bar. Pesce freschissimo e ambienti di classe, estetiche raffinate e locali di design per tutti gli amanti dello stile meneghino e di bar e ristoranti di tendenza. Non solo bar, non solo ristorante. Gli oyster bar permettono di combinare in un mix vincente pesce di qualità, gastronomia, design e locali trendy, ottimi cocktails e vino eccellente. Atmosfera, gusto, ma anche un piacere per gli occhi per tutti gli amanti dello stile e della movida: perfetto per una serata in compagnia degli amici o per una cena romantica a due, perfetto per gustare prelibatezze prima di un’uscita scatenata nei migliori club di Milano. Nelle migliori location del centro, che preferiate l’arte di Brera, i bar trendy di zona Navigli o il quadrilatero della moda: Milano è il posto giusto per gustare ottime ostriche e godere di tutti i vantaggi della metropoli meneghina!

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1,18 milioni di romani ogni settimana discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio


Ogni settimana, a Roma e provincia, 1,18 milioni di persone discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico; addirittura 370.000 individui lo fanno quasi tutti i giorni. Questa è una delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Facile.it in occasione dell’inaugurazione del Facile.it Store di Roma. Il comparatore ha commissionato lo studio* a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione di Roma e provincia, cercando di capire come venga gestito il tema del risparmio all’interno delle famiglie romane, quali siano le voci di spesa più onerose e come si cerchi di affrontarle, ma anche quali siano quelle su cui si vorrebbe risparmiare e quelle sulle quali si sia effettivamente riusciti a farlo.

Il risparmio è donna, l’uomo è sprecone

Se non sorprende vedere che, all’interno delle famiglie romane, l’attenzione al risparmio nelle attività domestiche sia materia principalmente appannaggio delle donne (62%, dato notevolmente superiore alla media nazionale, dove invece la percentuale femminile è pari al 58%) e dei 35-54enni (44%), fa riflettere, invece, il fatto che siano ben 5,4 le discussioni medie che, ogni mese, una famiglia capitolina intesse attorno alle spese di casa.

Alla domanda “Per quali motivi vi capita di discutere sul risparmio nella conduzione della casa?1,2 milioni di romani rispondono “perché uno di noi è veramente sprecone” e 960.000, di contro, affermano che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti. Quando poi si chiede di indicare se lo sprecone e il taccagno siano un uomo o una donna, l’uomo è indicato come sprecone dal 62% dei rispondenti (valore superiore alla media nazionale che è invece pari al 58%), mentre la palma del “taccagno” è assegnata a ex aequo ad uomini e donne.

Il risparmio nelle famiglie romane

L’indagine ha voluto fotografare i comportamenti più comuni messi in atto dai nuclei familiari romani per tagliare i costi domestici; oltre ad azioni consapevoli e virtuose ormai entrate nelle abitudini di molti, come usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico (69% dei rispondenti) e chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti (63%), sono emersi comportamenti meno scontanti e, in alcuni casi, forse eccessivi.

2,3 milioni di romani dichiarano che almeno uno dei propri familiari è affetto da mania da risparmio. Tra gli atteggiamenti più sorprendenti emersi dall’indagine c’è quello dei 390.000 che dichiarano di non usare mai l’aria condizionata, nonostante il caldo, per risparmiare corrente, dei 420.000 che, ancora una volta per ridurre i consumi e, conseguentemente, l’importo della bolletta, abbassano di qualche grado la temperatura dello scaldabagno.

O ancora, 550.000 romani ammettono di riutilizzare più volte alluminio o pellicola trasparente per alimenti; 370.000 automobilisti capitolini dicono che, quando si trovano a percorrere strade in discesa, mettono l’auto in folle per risparmiare carburante, mentre sono 380.000 coloro che dividono in due i tovagliolini di carta per usarli più volte.

Fa riflettere un altro dato rilevato da mUp per Facile.it; a Roma e provincia 260.000 persone dichiarano che, per risparmiare, comprano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

Eppure, nonostante gli sforzi messi in campo, sembra che il risparmio conseguito in questo modo sia basso; secondo quanto dichiarato dai rispondenti, in media il vantaggio economico ottenuto dalla famiglia in un anno, grazie a questi espedienti, è di 224 euro, addirittura inferiore alla già bassa media nazionale (239 euro).

I romani hanno risparmiato sull’ RC auto, ora vorrebbero farlo su luce e gas

La ricerca ha poi indagato sulle spese domestiche che incidono maggiormente sul budget delle famiglie romane. Assicurazione auto, luce e gas sono le voci che pesano di più, ma se per l’RC auto sono 1,38 milioni i capitolini che nel 2017 sono già riusciti ad abbattere i costi, le tariffe luce e gas sono quelle su cui a Roma si vorrebbe risparmiare di più nel 2018.

La crescente consapevolezza dei consumatori emerge anche dal fatto che, sempre più spesso, si cerca di risparmiare anche su altri prodotti o servizi; sono 490.000 i romani che vorrebbero ridurre i costi di gestione della carta di credito e 460.000 quelli che sperano di abbassare quelli del conto corrente.

Da questo punto di vista diventa centrale il ruolo svolto dagli strumenti che consentono ai romani di informarsi. Ma quali sono? Dall’indagine è emerso che Internet è ormai la prima fonte di informazione; è sul web che oltre 1,9 milioni di romani cercano consigli per risparmiare e tra le diverse opzioni offerte dalla Rete sono i comparatori, usati da 900.00 utenti capitolini, il canale più utilizzato per questo scopo.

Basandosi sulle risposte del campione, quotidiani e periodici sono usati come fonte di aiuto da 740.000 lettori romani, mentre in 650.000 si affidano a radio e TV.

 

* Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Inoltre, per Roma e Provincia è stato realizzato un sovra campionamento pari a n.407 interviste complessive. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

 

 

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Antifurto in negozio: assicurare la serenità del proprio lavoro


Molto spesso, la propria attività commerciale rappresenta ciò per cui si è lavorato a lungo, magari per tutta la vita. Qualcosa costruito con i sogni e con i sacrifici e che ha un valore che va ben oltre il principio economico. È ciò che scandisce le giornate, i ritmi, che alimenta le passioni e da linfa ai progetti e al futuro stesso. Tutto questo, con giudizio, consapevolezza e col senno di poi, va sicuramente difeso e protetto.

Ed è l’antifurto a configurarsi come la soluzione principe per mettere al riparo la propria attività da furti, scassi e infrazioni, sia durante lunghi periodi di allontanamento (vacanze, ponti, chiusure improvvise), sia nella routine quotidiana delle chiusure programmate, in orari sia diurni che notturni.

Molto spesso serrande e saracinesche risultano essere dei confini troppo labili per i ladri, che senza troppa difficoltà e senza destare particolari sospetti, potrebbero introdursi nella proprietà e causare danni e perdite.

L’antifurto per negozio, invece, grazie alla sua particolare struttura, addirittura previene le forzature, mettendo in fuga i malviventi prima ancora che possano adoperarsi nell’operato.

 

Antifurto per negozio: come è fatto e come opera

Un sistema di allarme si basa su tre elementi portanti: una centralina di controllo wireless, sensori e rilevatori di movimento, e una sirena (da esterno) dotata di lampeggiante e segnale sonoro.

La tecnologia wireless è la grande innovazione che conferisce, ancor di più, valore aggiunto a quello che già, di per se, è un oggetto dall’insostituibile utilità e rilievo. Grazie al sistema senza fili, infatti, il sistema di allarme potrà essere installato senza alcuna opera muraria e senza, quindi, necessità di invasivi lavori e modificazioni. Basta semplicemente avere una connessione internet e un modem a cui collegare il dispositivo di antifurto.

I sensori di cui è dotato il sistema di allarme, possono essere dislocati e impostati a seconda della richiesta dell’utilizzatore e in base ai punti di accesso del luogo: saracinesche, vetrate, porte e portoni blindati, grate, passaggi di servizio e ingressi a vista.

La sirena da esterno è una parte fondamentale del sistema di allarme. In molti casi, ha la funzione di vero e proprio deterrente che, con la sua sola presenza, scoraggia molti dei tentativi di effrazione da parte dei malintenzionati. Al bisogno, la sirena attiva la sua luce lampeggiante ed emette un segnale sonoro intermittente, secondo il set upimpostato in fase di installazione.

Antifurto per negozio: un valido interlocutore a cui rivolgersi!

Affidarsi a dei professionisti, per la scelta del proprio sistema di allarme, è sicuramente il primo gradino verso una scelta sicura e di grande qualità. Il Gruppo ITL (www.gruppoitl.it), attivo a Roma e provincia e molte altre regioni italiane, è il partner giusto verso cui optare. Attivi dal 1989, i tecnici specializzati del Gruppo ITL sapranno consigliarti verso il prodotto più giusto per te e per le esigenze della tua casa, proponendo tante diverse soluzioni, tutte ottimizzate a seconda delle tue richieste e personalizzate in base al luogo da proteggere.

Antifurto per negozio: ama e proteggi il tuo lavoro!

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Il Palazzo storico del Credito Bergamasco ospita “Amore e Psiche, la favola dell’anima”

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  • 12 Aprile 2018


Parole, danza e musica per raccontare una storia che ha saputo tramandarsi nei secoli, attraversando ogni forma d’arte. Venerdì 13 aprile, dalle 18.00 alle 19.00, la Fondazione Credito Bergamasco Banco BPMospita, presso il Palazzo Storico in Largo Porta Nuova, la rappresentazione “Amore e Psiche, la favola dell’anima”, a cura del gruppo artistico “Antiche Contrade”.

Con la regia di Fulvio Manzoni, il capolavoro di Apuleio prenderà vita nelle parole di Bruno Pizzi, che con Elisabetta Brignoli cura le scenografie, negli interventi di teatro-danza di Daniela Petrò e Cristian Turcutto, accompagnati dagli interventi musicali su brani di Antonio Vivaldi e Claudio Monteverdi interpretati da Carmen Barattolo (soprano), Jacopo Ogliari, Cesare Zanetti e Roberto Lucano (violini), Francesco Caputo (viola), Aurelio Pizzuto (violoncello), Mariapia Begna (oboe).

La serata, a ingresso libero e gratuito, sarà anche occasione per presentare le attività in programma a Palazzo per le celebrare il trentennale della Fondazione Credito Bergamasco.

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