Marketing esperienziale: che cos’è e come implementarlo

Oggi il consumatore non sceglie il prodotto in sé. Attraverso ciò che indossiamo, mangiamo, guardiamo e utilizziamo, esprimiamo noi stessi, il nostro modo di pensare e di stare in società. Visto dalla parte del venditore, le idee di comunicazione e di marketing mutano, orientandosi non più verso il posizionamento di beni e servizi bensì dell’intero brand, con tutte le implicazioni che la questione comporta. L’utente odierno vuole essere coinvolto nella conoscenza del marchio, desidera fare esperienza dell’acquisto in un modo plenario e inclusivo, vuole percepire l’esperienza di consumo. Per tale ragione, l’approccio che si basa sul marketing esperienziale è divenuto via via preponderante in seno alle strategie comunicative d’impresa.

Che cos’è il marketing esperienziale

Il marketing esperienziale fa riferimento a strategie e attività che si pongono l’obiettivo di includere l’utente in un processo di conoscenza del marchio che va oltre la mera transazione e mira, piuttosto, a trasformare il pubblico in parte attiva e partecipante. L’utente fa esperienza del brand in un senso più ampio, impara a conoscerne i valori, la storia, le rappresentazioni sociali attraverso cui la gente impara a definire se stesso all’interno della propria quotidianità.

Gli eventi aziendali

Non è certo un caso se i professionisti dell’organizzazione eventi aziendali Milano e Roma si attestano in sostanziale aumento: l’evento-marchio, oggi, rappresenta la risorsa più immediata per mezzo della quale un brand diffonde se stesso all’esterno, traccia la propria identità e assorbe gli spettatori in un processo dinamico. Non si parla più di economia di prodotto bensì di economia di esperienza, in cui l’elemento emozionale gioca un ruolo persino superiore al valore d’uso dell’oggetto in sé.

L’evento aziendale è lo strumento più efficace poiché permette di rompere il velo che separa la realtà in cui muove il marchio da quella in cui l’utente ne fa esperienza, includendo entrambi in uno spazio comune. Il marchio assume così colori, forme, odori e sensazioni tangibili, immediatamente riconducibili all’idea di consumo, introiettati però in un contesto concreto e dotato di senso proprio.

Centrale, qui, è il valore del ricordo, inteso come un collante, un mezzo attraverso cui consolidare nell’immaginario e nel bagaglio di esperienze e trascorsi del pubblico l’esperienza del marchio, dei suoi colori, odori, tratti caratterizzanti e differenzianti.

Customer satisfaction

Ciò implica, inoltre, che l’esperienza di acquisto non si esaurisce neppure al completamento del pagamento ma perdura finché l’oggetto o il servizio viene utilizzato dall’utente. Insieme alla merce, l’utente acquista anche i servizi di post-vendita e desidera fare esperienza di un bene che lo rende parte di un gruppo, lo identifica come membro di una comunità che ha compiuto le medesime scelte. La customer satisfaction, così, assume un significato e una valenza più ampi, poiché sono parte integrante del servizio. Assistenza, servizi aggiuntivi, aggiornamenti, scontistica sono elementi che servono a consolidare un legame tra consumatore e fornitore che assume l’aspetto di una relazione consapevole, in cui il brand sa di essere stato scelto tra tanti altri e deve fare in modo di meritarsi tale attestato di fiducia. D’altronde, il consumatore di oggi è infedele, specie se trascurato…

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