Il franchising caffetteria: il caso di Starbucks

Perché aprire un franchising caffetteria sta diventando sempre più popolare anche in Italia? Il bel paese sembrava restio inizialmente ad accettare il mondo dei cafè in franchising, non è un caso se in Italia il numero uno delle catene di caffetterie come Starbucks non ha mai ritenuto il nostro mercato appetibile per l’apertura dei suoi punti vendita.

Ma qualcosa è cambiato, la diffidenza verso questa tipologia di franchising sta progressivamente abbandonando i preconcetti dei nostri connazionali in materia di caffè. Sorseggiare la bevanda per eccellenza al bancone del bar, prima di iniziare la giornata è vissuto dalla maggior parte degli italiani come un “vero e proprio rito” quotidinao e per questo è considerato ancora di più un piacere irrinunciabile. Con Starbucks la pausa caffè ha un gusto totalmente nuovo, il tempo e lo spazio vengono pensati e vissuti in maniera differente rispetto a un tradizionale bar-cafè. In un punto di ristoro del genere l’esperienza del caffè diviene secondaria perché è l’atmosfera conviviale ad assumere un ruolo determinante.

Un franchising cafè come starbucks determina una reinterpretazione dei ritmi quotidiani, il bar non più inteso come luogo “toccata e fuga” ma come ambiente adibito al relax . Leggere un libro, ascoltare musica con l’i pod o semplicemente svagarsi con il proprio laptop sono alcune dei gesti più comuni che la gente compie all’interno di una caffetteria in franchising. Solitamente questi posti di ritrovo si caratterizzano per il design curato e accogliente, trasmettendo la sensazione di benessere al cliente, invogliandolo a tornare e intrattenersi sempre più spesso, fidelizzandolo in maniera inconsapevole.

In Italia il nuovo modo di vivere questi spazi inizia a farsi strada, infatti negli ultimi cinque anni sono sempre di più i franchising caffè che aprono sul nostro territorio riscuotendo anche numerosi consensi. Le persone insomma iniziano ad apprezzare questa mutata concezione della fruizione della pausa caffè e ad allinearsi con il resto d’Europa, a questo punto anche Howard Schultz il padre di fondatore di Starbucks potrebbe essere pronto al mercato made in Italy e portare a termine la “rivoluzione” della pausa caffè.

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