“Che il gioco abbia inizio”, esordio letterale della giovanissima Valentina Basile

“Tutto arriva per chi sa aspettare”. Indicativo il sottotitolo del libro della giovane cosentina Valentina Basile (20 anni) che, insieme alla sorella maggiore Maria Gaetana (Tania, 27 anni), ha dato vita al suggestivo noir: “Che il gioco abbia inizio”. Pubblicato dalla Falco Editore, Edizione 2012 , il libro – esordio letterario di Valentina che ne è l’ispiratrice – è scritto a quattro mani con la collaborazione della sorella Tania. Nasce da spunti autobiografici per finire a intersecarsi in una vicenda romanzesca molto attuale. È la storia di Alice, ragazza italiana di buona famiglia che sceglie di studiare all’estero (in Scozia per la precisione) portando dietro di se tutte le ansie, le paure e le angosce di una quasi ventenne che deve lasciare i propri affetti per allargare i propri orizzonti oltre Manica. Un libro che estrinseca dure scelte alla verità di “mettersi in gioco”. Si arguisce dalla premessa del testo, di circa 160 pagine: «Non pensavo avrei mai imparato a giocare. Non amavo i giochi, era forse la paura di essere sconfitta, forse la poca voglia di mettermi in gioco, o forse l’assenza di quel coraggio necessario. Eppure arriva un momento nella vita in cui bisogna rischiare, bisogna buttarsi nell’immenso oceano delle incertezze …». La storia prende corpo mentre Alice sale su un taxi che da Roma l’avrebbe condotta incontro al suo futuro: l’università di Glasgow. Un racconto nostalgico ma al contempo intrigante. Un libro nel quale la “casualità” è un po’ il filo conduttore: dalle prime amicizie alle nuova realtà per lo più sconosciuta intrisa di personaggi che, alla fine, aiuteranno la protagonista ad integrarsi. Una città, Glasgow, nella quale Alice trova comunque una sua dimensione, salvo poi sciogliersi “come neve al sole” quando la propria madre, che valica le scogliere bianche di Dover per visitarla, deve tornare in Italia dove ha lasciato da solo il marito. E qui s’innescano molteplici sentimenti che vorrebbero spingere Alice a tornare in patria. Anche se successive riflessioni portano a meditare che: «Tutto ha un costo nella vita» e che, quindi, bisogna fondamentalmente nutrire speranza e tanta pazienza. Il finale irrompe a sorpresa, inaspettato ed imprevedibile, con i segni inattesi, con i connotati terrifici ed implacabili di una tragedia antica. L’epilogo ci gela come una sentenza inappellabile, rendendoci attoniti spettatori di un destino immodificabile.

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L’autrice principale dell’opera Valentina Basile all’indirizzo [email protected]

Oppure potete seguirla sulla page di facebook ‘’che il gioco abbia inizio’’

Buona Lettura a tutti!

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