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24 Giugno 2012

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Una tecnica chirurgica che unisce sicurezza e benessere per il paziente: anche in Veneto l’implantologia è sempre più diffusa


Da quando, oltre 30 anni fa, il dott. Per-Ingvar Branemark ha presentato il moderno sistema implantare, milioni di persone hanno ritrovato il proprio sorriso: la tecnica è stata perfezionata e oggi l’implantologia in Veneto è ormai una realtà acquisita. . Grazie all’inserimento di radici artificiali in sostituzione a quelle naturali, si sono infatti trovate soluzioni permanenti per risolvere i problemi di edentulismo, che causano disagi ai pazienti. Non si tratta solo di fastidiosi inestetismi: la mancanza di uno o più denti porta a problemi posturali, difficoltà fonetiche e a un’errata masticazione, con conseguente insorgere di mutamenti nell’apparato stomagnotico. In passato si tendevano a utilizzare soprattutto soluzioni come la cosiddetta dentiera che, oltre ad essere temporanee, portano però allo sviluppo di arrossamenti e sanguinamenti nell’area gengivale. Oggi invece il ricorso a tecniche chirurgiche è aumentato in maniera esponenziale, grazie soprattutto allo sviluppo serie dell’implantologia computer assistita, che permette fin dalla prima seduta di posizionare una protesi fissa. In sintesi nella fase di programmazione dell’intervento, grazie ad una serie di radiografie e con l’aiuto di software dedicati, il medico può decidere già la posizione degli impianti, valutando anche lo stato dell’osso sottostante la gengiva. Nel caso in cui la struttura ossea non sia sufficiente sviluppata – per esempio a causa di malattie pregresse – è possibile procedere con una ricostruzione. Si procede poi alla sedazione del paziente, che resta comunque cosciente, evitando quindi tutte le problematiche di recupero legate all’anestesia totale. La procedura di applicazione delle protesi e degli impianti risulta quindi estremamente precisa e indolore: il successivo decorso post-operatorio è molto rapido e fin da subito il paziente può procedere con la masticazione. Oltre a un effettivo vantaggio funzionale ed estetico – oltre che psicologico – il carico immediato produce delle sollecitazioni che influenzano positivamente l’integrazione tra impianto e neoformazione ossea. I benefici rispetto alle tecniche tradizionali sono numerosi: riduzione del dolore e dei tempi di recupero, maggiore precisione e sicurezza per il paziente in tutte le fasi e un effettivo vantaggio economico, dato che i costi sono inferiori rispetto al passato. Per conoscere l’effettiva fattibilità dell’intervento e i relativi vantaggi, consigliamo di approfondire le opportunità offerte dall’implantologia in Veneto.

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L’implementazione del controllo di gestione con un click: le novità per ottimizzare il lavoro con un software contabile


Ottimizzare il lavoro di un ufficio in pochi click è un desiderio di aziende e professionisti, in particolare in periodo di crisi: grazie a un software contabile personalizzato sulle necessità individuali, è possibile ottenere facilmente questo risultato. Il controllo strategico e gestionale è infatti una priorità per realtà di ogni dimensione: il continuo aumento delle normative, la mole di documenti da gestire, le complessità legate ai singoli clienti o fornitori, rendono il lavoro sempre più complesso. L’aggravio sulle risorse umane comporta spesso un aumento dei costi: una soluzione non sostenibile che può essere aggirata con l’uso di un applicativo contabile strutturato per ottimizzare il lavoro interno. Uno strumento che consenta quindi non solo di pianificare le attività, ma anche di controllare in tempo reale il loro andamento, di verificare il lavoro eseguito da ogni singolo collaboratore coinvolto in un progetto e soprattutto di controllare – attraverso grafici e analisi – la corrispondenza tra le previsioni e l’effettivo fatturato. Le innovazioni tecnologiche risultano quindi il primo alleato degli imprenditori moderni: se la programmazione non corrisponde al risultato ottenuto, si possono controllare eventuali sprechi, verificare le aree che potrebbero essere incrementate e l’allocazione delle risorse. Se da un lato si ottimizza il lavoro interno, assegnando in modo più equilibrato mansioni e responsabilità, dall’altro si possono anche ridurre i costi e garanitre un servizio più preciso e puntuale ai propri clienti. Per scoprire come raggiungere miglior risultati, si possono quindi approfondire tutte le opportunità per aziende e professionisti offerte da un software contabile.

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Soluzioni per ridurre i costi fissi di un ufficio: con le cartucce rigenerate stessi risultati con un grande risparmio


Tra le principali necessità di imprenditori e liberi professionisti, oggi più che mai emerge quella di ridurre i costi fissi per la gestione dell’ufficio, senza però inficiare la qualità dei prodotti utilizzati: non a caso ormai sono migliaia le realtà che scelgono di utilizzare cartucce rigenerate, che consentono un oggettivo risparmio senza però ridurre le performance nel confronto con le tradizionali. Grazie al loro prezzo, i consumabili stanno infatti diventando un prodotto di largo consumo: il rapporto qualità/prezzo rispetto a quelle tradizionali tende infatti decisamente a loro favore.
Aziende e studi professionali scelgono sempre più di frequente questa soluzione, anche se permangono alcune resistenze: i più “scettici” temono che i consumabili rigenerati siano dannosi per le stampanti. In realtà non è assolutamente così: trattandosi dei vecchi supporti recuperati e ripuliti, mantengono intatte le caratteristiche strutturali fondamentali che li rendono compatibili con la maggior parte delle stampanti in commercio. Grazie all’evoluzione delle tecnologie destinate ai laboratori dove sono prodotte, questo particolare tipo di cartucce è oggi in grado di restituire le stesse performance di una cartuccia nuova, sia in termini di qualità sia di numero di stampe. Inoltre qualsiasi tipo di cartuccia può essere rigenerata: da quelle nastro e ink-jet, a quelle laser, e tutte garantiscono performance che non hanno nulla da invidiare alle loro “colleghe” nuove, originali. Oggi in Italia sono sempre maggiori le aziende che hanno scelto di specializzarsi nel campo della rigenerazione, diventando con il tempo sempre più competenti e attente a immettere sul mercato cartucce e toner rigenerati d’alta qualità, in grado di competere davvero con quelli nuovi originali. È possibile scoprire quali sono le possibilità valide per il proprio ufficio, approfondendo le novità e le opportunità offerte dalle cartucce rigenerate.

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Foto ritocco veloce su faceinhole

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  • 24 Giugno 2012


Face in hole è uno dei migliori siti web che ti dia la chance di modificare e fare un foto ritocco molto rapido alle tue immagini. Photofiltre funzionalità immediatamente colpiscono l’occhio, fino a quando si inizia a provare, è il più alto numero di filtri (mi confondo per un po ‘, pensando che aprì il negozio sbagliato vernice): impatto di oltre 100 filtri per scegliere tra le nostre immagini (dal classico come la correzione del colore saturazione, sfocatura,, cominciano a diventare decisamente insolito e originale).
Facile da usare versione 6 estrema (l’Italia vi è un plug-in) per la versione gratuita, non si è in grado di utilizzare lo strato di vernice (layer), l’unica limitazione, perché hanno GIMP o Photo Pos Pro (al posto dello strato è la versione condivisa ).

Infine, la sezione 7, un aumento della possibilità di una versione libera dello strato di disegno (strato). Questo apre nuove possibilità a molte, e fa uno dei migliori programma libero di fotoritocco. Per quanto riguarda la luce, ma che la versione portatile, 5 MB (o) …

GIMP è un immagine fotografica piattaforma software sviluppata e GIMP è l’acronimo di GNU Image Manipulation Program. The GIMP è adatto per una vasta gamma di elaborazione delle immagini diverse, inclusi il foto ritocco, la composizione e creazione di immagini. GIMP è molto flessibile. Può essere usato come semplice programma di disegno, un professionista programma di fotoritocco, come ad esempio il sistema online di elaborazione batch, restitutore di immagini prodotte, un convertitore di formato di immagine, e altro ancora.

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La tua estate tra le bellezze del Cilento


Se per le vostre vacanze estive siete alla ricerca di un luogo speciale dove trascorrere dei giorni tra natura incontaminata, mare da sogno e bellezze artistiche, allora la vostra scelta non può che ricadere sul Cilento!

Terra mitica dal passato millenario, Il Cilento è in grado di sommare in sé tutte le attrattive sia naturali sia artistiche che i viaggiatori di tutto il mondo potrebbero desiderare, e questo non soltanto perché questo territorio è riuscito a conservare intatte le proprie bellezze, ma anche perché nel Cilento, quell’atmosfera magica di una volta si è conservata nonostante l’esplodere turistico.

Ciò che sorprende di una terra come il Cilento, infatti, è la capacità di coniugare l’odierna vocazione turistica con la conservazione del proprio passato e delle proprie mitiche origini!

Vi siete convinti? Avete deciso di prenotare un hotel Cilento o un agriturismo Cilento?

Ecco cosa non dovete assolutamente perdervi!

In primo luogo merita certamente una visita la città di Agropoli, nella provincia salernitana, città conosciuta anche come la porta del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano in quanto situata su di un promontorio che domina l’intera parte meridionale del Golfo di Salerno. Tra le spiagge quella certamente più conosciuta è la baia di Trentova che ha consentito ad Agropoli di guadagnarsi ogni anno la bandiera blu di Legambiente. Ma Agropoli non è soltanto un’ottima località balneare ma anche un suggestivo centro storico , vista la presenza e la perfetta conservazione dell’antico borgo medioevale, situato proprio a picco sulla costa, e di numerosi monumenti di epoche diverse tra i quali bisogna certamente ricordare il Castello angioino-aragonese. Imperdibili sono poi gli scavi archeologici di Paestum, antica città della Magna Grecia nominata nel 1988 patrimonio dell’UNESCO, mentre per conoscere da vicino la natura del Cilento non potete esimervi dal visitare la zona del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, dove troverete un’incredibile varietà paesaggistica e una costa magnifica che raggruppa città bellissime come Castellabate, Acciaroli. Palinuro sino a Sapri.

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Maggiore sicurezza per la salvaguardia degli operai in alta quota: l’uso di ponteggi mobili adeguati per ridurre gli incidenti


Diminuiscono gli incidenti sul lavoro ma serve maggiore sicurezza: è questo il richiamo lanciato da Inail, che invita in particolare il settore delle costruzioni a porre attenzione agli strumenti utilizzati, come i ponti mobili. I lavoratori in quota sono infatti quelli maggiormente esposti al rischio di gravi infortuni, ma l’uso di strutture adeguate alle esigenze dell’azienda e costruite secondo i più alti standard può sicuramente limitare fortemente le possibilità che si verifichino incidenti. Se l’attenzione e la formazione del lavoratore sono la prima forma di tutela, garantire all’operaio di poter lavorare su una struttura sicura e resistente deve essere una priorità per l’azienda. Sul mercato ne esistono di diversi materiali e costi: sta quindi alle possibilità dell’imprenditore valutare quali sono i più adatti alle sue esigenze. Il rapporto qualità/prezzo mostra una serie di vantaggi nella scelta di trabattelli mobili in fibra di vetro: permettono al tecnico di operare in sicurezza con valori di tensione fino a 220 kV, sono resistenti agli agenti aggressivi e alle variazioni di temperatura, possono essere montati in modo più semplice rispetto alle strutture in alluminio e, pur essendo particolarmente resistenti e adatti a tutte le condizioni atmosferiche, la loro composizione li rende molto leggeri.  Per confrontare i diversi standard, è possibile approfondire le caratteristiche tecniche dei ponteggi mobili.

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PREMIO DELLA CUCINA PER ROMA CAPITALE, SUNSWEET IN TERRAZZA AL CAMPIDOGLIO.

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  • 24 Giugno 2012


Presso la sala Protomoteca del Campidoglio Il 19 Giugno si è svolta la seconda edizione del “Premio della Cucina per Roma Capitale”. Il prestigioso riconoscimento, ideato dal Presidente dell’Assemblea Capitolina On. Marco Pomarici e dal Presidente della Federazione Italiana Cuochi Lazio Alessandro Circiello, nato per promuovere i principi della corretta alimentazione intesa come stile di vita.

Queste le linee guida dell’evento, che si è aperto con il talk show “Sana e corretta alimentazione tra scienza e falsi miti”, al quale ha preso parte il Direttore Generale del Ministero per la Salute Silvio Borrello, il Presidente della Società Italiana Scienza dell’Alimentazione Pietro Migliaccio, Andrea Ghiselli dell’Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione, il Direttore Sanitario dell’Ospedale Fatebenefratelli Maurizio Ferrante.  Per il giornalismo enogastronomico è intervenuto il critico Luigi Cremona (direttore Touring Club Italia), Enzo Vizzari (Direttore delle Guide de L’Espresso), Valeria Arnaldi (Leggo), Stefano Polacchi (Gambero Rosso) Per i media televisivi, Antonella Martinelli (autore Porta a Porta, Rai1), Carlo Raspollini (autore Linea Verde, Rai1),), Emilio Albertario (Tg2 Costume e Società) e Luca Montersino  esperto in pasticceria salutista. Al termine del talk show, sono stati presentati i piatti dei principali Chef, che hanno ricevuto il prestigioso “Premio della Cucina per Roma Capitale”.
E’ stato  ospite della serata  sulla magnifica terrazza del Campidoglio e presso l’area Sunsweet, il Colonnello Francesco Laurenzi (Mattina in Famiglia, Rai1).
La serata si è conclusa con un pizzico di California rappresentato dalle dolcissime prugne Sunsweet presenti nel buffet come ingrediente  e ideali come snack. Le prugne sono naturalmente prive di grassi, sono una buona fonte di vitamina K e potassio, di vitamina B6, rame e manganese pertanto perfettamente in linea con i temi dell’evento.

per informazioni: [email protected]

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Il D-Mannosio ed il suo utilizzo

  • Le dolorose e numerose infezioni del tratto urinario che spesso colpiscono le donne sono di solito trattate, ma con scarsi risultati, con l’impiego di antibiotici. La stragrande maggioranza di queste fastidiose cistiti è causata da un batterio in particolare, chiamato Escheria Coli. Questo tipo di batterio trova nella vagina il suo ambiente ideale dove risiede per lungo tempo fino a che le condizioni necessarie permettano lo scatenarsi dell’infiammazione. Ciò che favorisce l’attaccamento in profondità alle pareti vaginali è proprio la conformazione fisica di questi batteri, che sono totalmente ricoperti da piccole zampe, dette lectine, la cui proprietà principale è la forte capacità di aderenza. Questi batteri però sono ancora più suscettibili all’attrazione verso il D-Mannosio rispetto a quella delle pareti vaginali.
  •  Questo zucchero semplice costituisce l’antibiotico naturale in grado di combattere efficacemente le infezioni urinarie o le cistiti. Le modalità d’assunzione sono piuttosto semplici e prive di consistenti effetti collaterali. L’assunzione può infatti avvenire per via orale o tramite lavanda vaginale. Nel primo caso bisogna sciogliere delle bustine in acqua e urinare per favorire la pulizia della vagina. Mentre con la lavanda vaginale si va direttamente a ripulire in maniera diretta e mirata la parte che costituisce non solo il luogo di concentrazione dell’infezione ma anche e soprattutto il punto di accesso per numerosi batteri. In ogni caso l’utilizzo del D-Mannosio deve essere massiccio durante la fase acuta dell’infiammazione, per poi ridursi con la scomparsa dell’infiammazione stessa. Nel trattare le infezioni urinarie non di dovrebbe però interrompere in maniera repentina l’assunzione del D-Mannosio, anche in caso di scomparsa dei sintomi. Continuando ad assumere D-Mannosio, infatti non si incorre in nessun danno collaterale, considerato che non viene metabolizzato dall’organismo ma viene direttamente trasportato nel tratto urinario dove poi viene eliminato insieme all’urina.
  •  L’impiego del D-Mannosio come terapia sostitutiva all’uso delle cure a base di antibiotici è presto spiegata dalle evidenti proprietà benefiche del D-Mannosio. Durante un’infezione urinaria il nostro organismo risente di un forte calo delle difese immunitarie e un notevole abbassamento degli anticorpi, questa condizione viene maggiormente aggravata con l’uso degli antibiotici. Mentre l’uso del D-Mannosio va a soppiantare questa momentanea assenza.Inoltre il D-Mannosio è in grado di indebolire gli stessi batteri, impedendo la formazione del bio-film, che altro non è che la corazza protettiva dei batteri contro l’effetto degli anticorpi o delle cure antibiotiche.
  •  In conclusione grazie alla sue naturali proprietà, l’utilizzo del D-Mannosio in caso di infiammazioni del tratto urinario o di cistite è efficace non solo nella fase acuta, ma anche e soprattutto nella fase preventiva. Nella sua azione il D-Mannosio è in grado di indebolire i batteri, catturarli ed espellerli dal nostro organismo senza doverli eliminare.
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LEVIGATRICE DELTA DTS 400 EQ-PLUS, IDEALE PER SUPERFICI PICCOLE


La levigatrice Delta DTS 400 EQ-Plus di Festool è quello che tutti i carpentieri, gli operai ma anche gli amanti del fai da te hanno sempre sognato. Quante volte, infatti, un lavoro non viene rifinito bene perché una delle parti che si vuole levigare è troppo piccola e quindi non raggiungibile con una normale levigatrice? Oppure quante volte dopo alcune ore di lavoro si sente il braccio stanco e indolenzito?

Sempre attenta a tutte le esigenze dei suoi clienti, la Festool ha messo in produzione questa nuova macchina per levigare piccola come dimensioni, agevole da guidare anche con una mano sola e dal peso ridotto (1,1 kg.!). La sua forma ergonomica a ‘ferro da stiro’, inoltre, permette di raggiungere anche angoli stretti, spigoli, profili e tutti i punti difficilmente accessibili.

La levigatrice ha l’aspirazione della polvere integrata: questo è utile non solo per lavorare meglio ma anche per aver sempre visibile la parte sulla quale si vuole operare. Inoltre, collegando l’unità mobile d’aspirazione, l’equipaggiamento antistatico impedisce che l’utensile abbia delle scosse: questo è ideale, soprattutto quando si devono asportare le vernici sul metallo.

Le principali applicazioni della levigatrice DELTA DTS 400 EQ-PLUS sono la levigatura di superfici piccole, di legni naturali e impiallacciature prima della verniciatura. Inoltre, è possibile anche levigare materiali diversi a filo bordo. Grazie alla sua leggerezza, anche i lavori sopra testa non sono più un problema, come anche le superfici verticali. Anche gli interstizi con questo utensile sono facili da sverniciare per non parlare di tutto quello che si può fare in casa.

Ma ecco alcuni dati tecnici: la levigatrice ha un assorbimento elettrico di 200W, il numero di giri si adegua al materiale che viene lavorato e si mantiene costante senza l’intervento dell’operatore, ha una corsa di levigatura di 2 mm, una piastra di levigatura intercambiabile con misure 100X150 mm e il diametro dell’attacco di aspirazione per la polvere di 27 mm. La levigatrice è garantita per tre anni e di tutti i pezzi è possibile trovare il ricambio: una bella cosa considerando che spesso questo genere di piccolo utensile viene realizzato proprio con l’idea che una volta guasto basta solo ricomprarlo.

levigatrice festoolPer i professionisti ricordiamo che, per avere sempre tutto a portata di mano, è possibile acquistare il sistema SYSTAINER SYS T-LOC: questo è un comodo bauletto con gli alloggiamenti per tutti gli accessori, macchine, attrezzi, minuteria e altro materiale. Grande vantaggio è dato dal portare le cose sempre con voi e di trovarle sempre in ordine anche quando vi spostate. Organizzazione, professionalità, funzionalità: ecco di che cosa ha bisogno oggi l’artigiano e quello che Festool mette sempre a disposizione anche con i suoi utensili più piccoli come la levigatrice DELTA DTS 400 EQ-PLUS.

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I trattamenti più comuni a base di D-Mannosio


Nel trattamento di infezioni urinarie o cistite batterica, specialmente quelle provocate dal batterio Escheria Coli, oltre che con le consuete cure antibiotiche, che sembrano avere scarsi risultati, è consigliato l’uso del D-Mannosio. Un antibiotico naturale che annovera tra le sue preziose proprietà quella di espellere i batteri con il minor danno possibile per il nostro organismo. Grazie alle sue qualità, infatti, il D-Mannosio è in grado di catturare ed eliminare i batteri che si attaccano alle pareti vaginali. Inoltre il trattamenti col D-Mannosio è in grado di indebolire i batteri responsabili delle infezioni urinarie, impedendo la formazione del bio-film, cioè della loro corazza protettiva contro l’attacco del sistema immunitario.

Per agevolare l’azione del D-Mannosio sono necessari alcuni accorgimenti, tra cui:

  • Ingerire D-Mannosio a stomaco vuoto. Vale a dire almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto;
  • Urinare prima di assumere D-Mannosio, in modo che si concentri nella vagina;
  • Diluirlo in bevande calde sembra aumentarne l’effetto;
  • é molto importante bere molto dopo l’assunzione, così da stimolare la minzione e assicurare un effettivo lavaggio della vagina.

A seconda del tipo di prodotto a base di D-Mannosio che si sceglie di assumere, per via orale o attraverso lavande vaginali, ci sono delle lievi differenze nella modalità e tempo di assunzione. In ogni caso bisogna sempre distinguere la fase acuta da quella di mantenimento. Nella fase acuta dell’infezione ci sarà bisogno di un’azione massiccia e intensa, e quindi si potrà:

  • ciogliere 4/5 bustine di D-Mannosio in acqua o succo di frutta ogni giorno, per 3 giorni. In seguito ad un miglioramento dell’infezione si potrà diminuire gradualmente il dosaggio seguendo la dose in fase di mantenimento;
  • Assumere il D-mannosio puro o in pillole. Una pillola nell’immediato, una dopo un’ora e una ogni tre ore, sempre per 3 giorni. Successivamente ridurre il dosaggio con il diminuire dell’infezione;
  • Effettuare una lavanda vaginale con trattamenti col D-Mannosio puro sciolto in una soluzione di acqua fisiologica e inserirlo nella vagina con l’aiuto di una siringa. Lavare per circa 10 minuti e in seguito inserire all’interno della vagina dei fermenti lattici per il ripristino della flora batterica;
  • Effettuare una lavanda vaginale con lavande già pronte a base di D-Mannosio, che contengono anche numerose sostanze naturali in grado di dare maggiore aderenza alle pareti vaginali e quindi non è più necessario l’uso dei fermenti lattici.

A questa fase segue naturalmente quella di mantenimento in cui i sintomi dell’infezione iniziano a diminuire e quindi si procede ad una riduzione delle dosi ma in un arco di tempo maggiore. Infatti si dovrebbe:

  • Assumere 3 bustine di D-Mannosio al giorno(mattino-pomeriggio-sera) per un mese. Successivamente alternare giorni con 2 bustine a giorni con una sola bustina per due settimane. Le settimane successive si prosegue con una sola bustina al giorno fino alla guarigione completa se non vi è alcuna ricaduta;
  • Assumere D-Mannosio puro o in pillole seguendo lo stesso dosaggio di quello in bustine sopraindicato.

Infine bisogna precisare che il trattamento con il D-Mannosio non deve limitarsi alla fase acuta dell’infezione, e a quella recidiva per impedire ricadute, ma è fondamentale un uso in fase preventiva in modo da rafforzare l’azione delle nostre naturali difese immunitarie.

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Le ragioni di WoW di Massimo Lucidi


Ho il piacere di annunciarti che il mio impegno cominciato a Capri nel 2007, cresciuto a Santa Margherita Ligure dal 2008 ed affermatosi pure in Toscana dal 2010, prosegue, confermando la formula vincente del Business Forum. Una tavola rotonda informale, con personalità di esperienza per scambiare informazioni e valutazioni sul cambiamento: è il mercato delle Idee.
Il momento di incontro tra professionisti, imprenditori, giornalisti, politici e giovani talenti nel quale vengono gettate le basi per intraprendere percorsi sinergici di crescita e di valorizzazione delle risorse del nostro sistema produttivo dà sempre buoni frutti. Dialogo e scambi di informazioni che grazie ad una serie di interventi mirati, consentano la promozione delle nostre realtà produttive e dei nostri talenti, dando nuovi stimoli ai nostri business: per questo Ti chiedo di partecipare!
Crediamo necessario continuare il lavoro coinvolgendo un sempre maggior numero di soggetti mossi dalla stessa volontà di contribuire alla crescita del Paese, dallo stesso senso di responsabilità che ci spinge a trasferire ad altri, soprattutto ai giovani, le nostre competenze, esperienze e gli strumenti affinché possano crescere e produrre ricchezza per se stessi e per la propria terra.

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Gli Effetti più comuni del Mannosio


Il D-Mannosio costituisce l’unico e valido rimedio naturale nella cura e prevenzione delle infezioni al tratto urinario. Si tratta di uno zucchero semplice, estratto dal legno di betulla o larice, e che viene prodotto in piccole quantità anche dal nostro organismo, ma non essendo metabolizzato viene direttamente espulso con l’urina. Grazie alla sua stessa natura apporta numerosi benefici sia nella prevenzione che nella cura della cistite acuta, con indifferenti effetti collaterali.

Le comuni e fastidiose cistiti e infezioni urinarie sono causate prevalentemente dal batterio Escheria Coli. Si tratta di un batterio dotato di zampe, dette lectine, la cui principale funzione è quella di aderire in profondità alle pareti vaginali e permettere quindi lo scatenarsi delle infezioni. Il D-Mannosio, a differenza delle cure antibiotiche che spesso risultano inefficaci, esercita sui batteri un’attrazione addirittura superiore a quella delle pareti vaginali stesse. In questo modo il effetti del D-Mannosio, la cui concentrazione più alta si trova appunto nella vagina, attira a se i batteri anche quelli ancora inattivi presenti nell’organismo e li trascina via eliminandoli insieme all’urina tramite minzione.

Durante un’infezione o cistite il nostro organismo si trova a dover affrontare un abbassamento del sistema immunitario e una forte carenza degli anticorpi di tipo IgA(vale a dire anticorpi presenti nelle secrezioni umane, quali saliva ed urine), soprattutto se si è ricorsi ad una terapia antibatterica. Il D-Mannosio, invece, grazie alle sue proprietà è in grado di soppiantare questi momentanei deficit del nostro organismo, non solo sostituendo ciò che viene a mancare durante l’infezione ma rafforza l’intero sistema evitando quindi la comparsa di recidive. Nella sua funzione preventiva il D-Mannosio è anche in grado di ricostruire lo strato di GAG(GlucosAminoGlicani), si tratta dello strato protettivo delle pareti vaginali, che può essere parzialmente danneggiato o completamente distrutto da sostanze acide o irritanti, come nel caso di cistite non batterica. È il corretto funzionamento di questo strato che protegge la vagina dall’invasione di batteri o agenti irritanti.

I benefici effetti del D-Mannosio non si limitano ad una semplice espulsione dei batteri, ma si estendono anche ad un’azione diretta contro di essi. Si tratta di inibire la formazione nei batteri del bio-film. Anche i batteri come ogni altro organismo hanno bisogno di proteggere se stessi, in particolare contro il nostro sistema immunitario e contro i nostri anticorpi. Questa protezione è rappresentata da una platina che li avvolge, una vera e propria corazza che annulla l’effetto dei numerosi trattamenti antibiotici e che permette ai batteri di perdurare all’interno della vagina per lungo tempo fino allo scatenarsi dell’infezione. Il D-Mannosio impedisce quindi ai batteri di crearsi la loro personale difesa contro l’azione del nostro sistema immunitario o degli antibiotici.

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Quando la lamiera stirata di MEVACO protegge dal sole


Göppingen, giugno 2012. L’architetto Pier Francesco Cherchi insieme a Federico Ledda della carpenteria metallica Omnimat ha creato in Sardegna una loggia come protezione dal sole, per difendere gli inquilini della casa da lui progettata dalle alte temperature. Per questo progetto è stata utilizzata lamiera stirata MEVACO a rombo 62x23x3, tirata su profili di acciaio con la possibilità di aggiungere internamente dei teli.

 In Sardegna sono più di 300 le giornate di sole all’anno. Da una parte è proprio questo che rende l’isola del Mediterraneo una meta turistica molto amata, dall’altra bisogna anche sapersi proteggere dal sole estivo a volte molto caldo ed abbagliante. Proprio per questo Pier Francesco Cherchi dello studio di architetti C+C04 Studios di Cagliari quando dovette progettare un edificio residenziale in uno dei quartieri periferici di Cagliari con appartamenti di proprietà, prese il tema della “protezione dal sole“ come punto fondamentale di tutto il concetto costruttivo. Il concetto che è stato impostato consiste nel colore sul bianco e su tonalità sfumate di grigio. Con la chiara luce del sole rende molto bene. Inoltre i balconi sono stati resi otticamente più lunghi, perché è stata dipinta la parete esterna per la stessa larghezza in grigio scuro e creato così un collegamento con la porta della terrazza sottostante.

I balconi sono rivestiti con lamiera stirata a rombo 62x23x3. Tuttavia non solo fino all’altezza della porta del balcone, bensì un terzo in più. La lamiera stirata diventa così una facciata chiusa. Questa forma architettonica della loggia è molto comune nel Sud. Le logge venivano costruite frequentemente durante il Rinascimento italiano e all’epoca chiuse con vetro. Oggi percorriamo la strada moderna utilizzando la lamiera stirata. Non solo ha un bell’aspetto, bensì soddisfa due funzioni importanti: da una parte protegge da sguardi indiscreti, in fondo ci troviamo in una zona abitata dove gli edifici non sono lontani tra loro, e dall‘altra protegge dal sole. Ecco che siamo tornati sul tema. Ma non è finita qui, poiché in questa costruzione con la lamiera stirata l’architetto ha previsto una funzione aggiuntiva e cioè ha tirato la lamiera stirata su telai di acciaio e poi piegato e saldato i bordi sul telaio. Qui, internamente, si possono fissare teli che garantiscono un’ulteriore protezione dal sole. I lavori di carpenteria sono stati eseguiti dalla carpenteria metallica Omnimat di Elmas.

 Indipendentemente dall’aspetto climatico, ci sono altri vantaggi delle lamiere stirate di MEVACO, che vengono utilizzate molto volentieri dall’architetto Cherchi. Infatti esse sono economiche e facili da lavorare. Se vengono utilizzate come facciata donano agli edifici un look moderno, permettendo comunque di realizzare idee architettoniche tradizionali. Così gli abitanti si godono la loro loggia rivestita di lamiere stirate anche se dovessero arrivare le nuvole all’orizzonte. Perché i sardi lo sanno che il prossimo giorno di sole arriva di sicuro.  

Contatto azienda MEVACO:

MEVACOGmbH, Vordere Karlstraße 12, 73033 Göppingen, Tel.: +49 800.5891160, E-Mail [email protected],www.mevaco.de

MEVACO Srl, Via Stazione 1, 39044 Egna (BZ), Tel.: 0471/827211, Fax: 0471/827220, [email protected], www.mevaco.it

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Pasquale Bottone presenta a Napoli “Non rompete i castelli di sabbia”


Napoli. Martedì 26 giugno alle ore 18.30 si terrà la presentazione del libro “Non rompete i castelli di sabbia” del giornalista Pasquale Bottone, all’interno della rassegna “Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina” presso il Salottino del Chiaja Hotel De Charme in via Chiaja, 216.

Il volumetto di Bottone, edito da Sette Città, è la improbabile narrazione delle vicende di due amici, Joe Carmelo Villoso e Fedro Maria Guardaspada, che, stanchi della loro monotona vita di istruttori di sirtaki di scuola Theodorakis, entrambi a corto di assegni familiari e di carte di credito ricaricabili, decidono di regalarsi un anno di vacanza in giro per il mondo, con lo scopo di allontanarsi dai disagi di una opprimente quotidianità verso imprecisate, ma stuzzicanti mete…

Con la prefazione del noto giornalista tv Mimmo Liguoro e la postfazione di Piero Gaffuri, direttore di rai.it, “Non rompete i castelli di sabbia” si delinea come un romanzo corrosivo, esilarante, dalla lettura godibile e spassosa, una vera e propria metafora dell’assurdo che sembra voler ritrovare ordine, come ha suggerito Vittorio Castelnuovo, curatore di Millepagine per Rai.tv, nel suo sembrare una canzone: un libro con un suo canone musicale dal punto di vista ritmico, cosa che dobbiamo sicuramente aspettarci da un critico musicale come Pasquale Bottone.

Martedì 26 giugno, ore 18.30
“Non rompete i castelli di sabbia” di Pasquale Bottone
Salottino del Chiaja Hotel De Charme
via Chiaja 216, Napoli

Letture a cura di Cinzia Cordella
Coordina l’incontro Claudio Finelli

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Mimmo Liguoro (in)canta al Salotto delle 6


Viterbo. La XIII edizione del Salotto delle 6 si chiude con una serata strepitosa grazie alla grande performance di Mimmo Liguoro.
Il giornalista napoletano, già in passato gradito ospite della rassegna di Pasquale Bottone, si è esibito in un One Man Show sui generis: “L’Italia raccontata dalle canzoni” è stata l’occasione per ripercorrere le vicende del Belpaese attraverso la storia della canzone italiana, rivelatasi la vera protagonista della serata. La sorpresa, poi, è venuta direttamente dal pubblico: non solo numerosissimo, ma talmente coinvolto e partecipe da cantare assieme a Liguoro, peraltro molto intonato, i motivi più belli e conosciuti del nostro patrimonio musicale.

Distinzione necessaria, attacca Liguoro, quella tra la musica classica, legata ai ricordi più profondi, e le canzonette, intese in generale come elemento secondario ma correttamente definite da Eugenio Scalfari “custodi della memoria, il più perfetto contenitore di volti, luoghi, vicende, amori: una biografia della persona”. Le canzoni come segnali di memoria, legate al passaggio delle epoche storiche, come un susseguirsi delle stagioni.
Dalle villanelle, forme corali di argomento agreste, apparse inizialmente a Napoli poi divenute fenomeno europeo, alla canzone monodica con voce e strumenti musicali.
Liguoro si sofferma sulla nota “Michelemmà”, che compare nel “Carosello Napoletano” di Giannini. La prima canzone napoletana, conosciuta dal 1660, tra i cui interpreti figura Roberto De Simone, tratta di una invasione dei Saraceni nella capitale del Sud e Liguoro ne percorre con dovizia di particolari la storia: dal falso operato da Salvatore Di Giacomo per far risalire il testo alla scrittura di Salvator Rosa, al significato ancora incerto del titolo e all’ipotesi che la tarantella sia un inno ad una fanciulla nata ad Ischia, e quindi all’isola.
Ciò che colpisce dell’approccio di Liguoro è la capacità di integrare in modo gradevolissimo l’esegesi e la storia di testi e musica con una narrazione mai pesante, arricchita da toni sempre pacati e attenti agli umori del pubblico, continuamente stimolato da Liguoro a intervenire intonando.
È la volta poi di “Santa Lucia”, la prima canzone italiana moderna, trascritta da Cottrau e divenuta un successo all’estero. Seguono “Te voglio bene assaje”, “Addio mia bella Napoli”, “E spingole francese”, “Funiculì Funiculà”, “O sole mio”, accompagnate dal costante canto dell’allegro pubblico.
L’Ottocento secolo d’oro della canzone napoletana, che esplodeva ogni anno nella festa di Piedigrotta: Libero Bovio, Roberto Bracco, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Rocco Galdieri, Giovanni Capurro, Salvatore Di Giacomo e la finestrella di “Marechiaro”, Salvatore Gambardella, De Curtis e Nicolardi.
Un accenno a Petrolini e alla canzone romana – da “Come te posso ama’” a “Affaccete Nunziata” –, sicuramente presente in quantità minore rispetto alla napoletana, e un tuffo nella Prima Mondiale con la “Canzone del Piave” di E.A. Mario, inno nazionale dal 1943 al 1946, e le canzoni di protesta di fine guerra come “Gorizia”, che narravano della difficile vita dei soldati.
Dalla patria allo spettacolo: la figura della sciantosa, intrigante e ammaliatrice, legata a un’immagine peccaminosa della donna, contrariamente a ciò che avveniva Oltralpe.
Lina Cavalieri e Maria Ciampi, che inventò la “mossa”, il tramonto della sciantosa e il successo delle interpreti nel varietà. Ancora: tabarin, rivista e sceneggiata, da fine Ottocento agli anni tristi della guerra.
Il 1932 anno del primo festival di Sanremo, in realtà Festival partenopeo di canti, tradizione e costumi, e qui Liguoro non nasconde un certo campanilismo. La fine degli anni Trenta con la rivalutazione della campagna nelle canzoni – “Amor di pastorello”, “Reginella campagnola” – e la Seconda Mondiale: “Lili Marleen” trasmessa da Radio Belgrado ogni sera alla stessa ora, osteggiata da Goebbels, malinconica e struggente, in breve tempo cantata da tutti, quasi una liturgia, lontana dallo spirito marziale del guerriero, vicina troppo vicina all’uomo, tanto da indebolire il soldato.
Le parodie del Duce, “Il tamburo principale della banda d’Affori”, e i figli della guerra, “Tammurriata nera”.
Dalle marce militari a una sorridente marcetta di speranza: “Dove sta Zazà”, che nasce in un momento difficile e fa impazzire la gente oppressa da anni dal conflitto armato, un fenomeno epocale con valore catartico. Tra gli interpreti Aldo Tarantino e Nino Taranto, ma Liguoro insiste sull’interpretazione intimista, splendida, di Gabriella Ferri, che ha saputo donarle toni esistenzialisti, una personale intensa riflessione sul malessere.

Qui si ferma Liguoro, a furor di popolo il pubblico chiede che il racconto vada avanti, ma l’orario non lo permette. “La seconda puntata nella prossima edizione” è la promessa di Bottone.
Lasciamo la canzone che ha cantato la realtà collettiva e attendiamo la canzone cantautoriale, espressione di singole sensibilità e individualità, una per tutte Luigi Tenco.
L’appuntamento è al prossimo anno, i ringraziamenti vanno a Unindustria, alla Provincia, alla biblioteca, ai collaboratori, alla caparbia tenacia di Paolo Pelliccia e alla sua incredibile capacità innovativa.

Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
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