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10 Febbraio 2009

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“I nostri soldi”: una guida semplice e chiara per imparare a gestire i propri risparmi ed investimenti


È da qualche giorno disponibile in libreria “I nostri soldi – Buoni e cattivi consiglieri del risparmio”, scritto da Sandro Vita con la prefazione di Ennio Doris e la postfazione di Giuseppe Mascitelli.Il volume, edito da Sperling & Kupfer, insegna “come gestire con buonsenso i soldi e fare i migliori investimenti”. Il linguaggio utilizzato è alla portata di tutti, estremamente semplice, lontano dal lessico complicato della finanza e diventa uno strumento ricco di preziosi consigli e suggerimenti per gestire i soldi in modo corretto e consapevole. In un momento di grave crisi delle borse e dell’economia mondiale, in cui ogni scelta diviene fonte di angoscia, è indispensabile saper investire con buonsenso. Questo libro illustra con chiarezza come fare, rappresenta infatti la guida ideale rivolta ad ogni buon investitore perché spiega come evitare scelte dettate dal panico e quali strumenti si hanno a disposizione per gestire il denaro in modo attento ed oculato. L’autore sostiene che proprio in periodi come quello che stiamo attraversando sia necessario “riconoscere i cattivi consiglieri, i fattori negativi che influenzano i nostri comportamenti per contrastare il panico che spesso porta a scelte affrettate e pericolose per i nostri risparmi”, ma soprattutto che “è proprio nelle difficoltà che si presentano le maggiori opportunità”. “I nostri soldi” insegna perciò a mettere in atto strategie positive e a mantenere nel tempo scelte coerenti con gli obiettivi, facendo conoscere al lettore i vantaggi fiscali di cui si può godere e sottolineando l’importanza della pianificazione della previdenza con attenzione e equilibrio. Coerenza e autonomia sono, secondo Vita, i due attributi fondamentali di ogni buon investitore; tutti dovrebbero imparare ad “essere liberi e a fidarsi del proprio buonsenso senza continui condizionamenti esterni” e “I nostri soldi” insegna proprio come poterlo fare. Sandro Vita è attualmente il responsabile della Comunicazione Interna di Mediolanum Comunicazione Spa. Nel 2008 si è occupato della serie televisiva di successo “Angeli e demoni della finanza” in onda su Mediolanum Channel, canale 803 di Sky. I nostri soldi. Buoni e cattivi consiglieri del risparmio di Sandro Vita, 2009, Ed. Sperling & Kupfer, pagg. 241, prezzo 18 euro.

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Finalmente in Italia Sin Guitars

Si ha il piacere di annunciare a tutti i musicisti della rete,  la nascita di un nuovo marchio di chitarre e bassi elettrici tutto italiano.

Per la prima volta, un’azienda nata sulla penisola produce strumenti musicali a corda trasgressivi e dall’inconfondibile tocco rock n roll.

Finalmente l’American look arriva nel made in Italy.

Orgogliosamente si annuncia l’esordio della Sin Guitars sul mercato Italiano.

Prossimamente sarà disponibile online il sito www.singuitars.it con informazioni, dettagli,fotografie e dati tecnici.

Vi invitiamo a visitarlo, la sua innaugurazione si terrà in brevissimo tempo.

Sin Guitars è un proud partner del negozio online di strumenti musicali ed accessori www.mymusicshop.it .

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SERATA DI JAZZ AI NAVIGLI

Venerdì 13 febbraio, ore 22.00, Scimmie – Milano
TRIO BOBO – Faso, Christian Meyer, Alessio Menconi

Continua il Festival “Jazz alle Scimmie Sottolaluna 2009”, organizzato da Sottolaluna con il sostegno di Fabricatore.

Lo storico locale milanese “Scimmie”, ospita un altro degli appuntamenti musicali nell’ambito del festival jazz organizzato dall’agenzia Sottolaluna.
Venerdì 13 febbraio dalle 22.00 si esibirà il Trio Bobo: sul palco i musicisti Faso, Christian Meyer e Alessio Menconi.

La rassegna, che durerà fino ad aprile, è sostenuta, per il secondo anno consecutivo, da Fabricatore, l’azienda leader nel mercato dei materassi in lattice e delle reti ortopediche.

Il prossimo appuntamento sarà venerdì 13 marzo con la band Francesco Cafiso Italian Quartet.

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 22.00 e sono ad ingresso libero con consumazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 02 89402874; [email protected]

Ufficio Stampa Fabricatore
www.fabricatore.com

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Lione: Bharati il musical dal 21 al 22 Febbraio 2009

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  • 10 Febbraio 2009





Se volete avvicinarvi alla cultura dell’India, alla sua musica e alle sue tradizioni, e al tempo stesso volete godervi uno spettacolo entusiasmante, “Bharati” è quello che fa per voi. “Bharati” è infatti uno spettacolo musicale nato in India, che ha però già fatto il giro del mondo, guadagnando consensi ovunque. Lo spettacolo fa ora tappa a Lione (il 21 e il 22 febbraio), e anche qui, c’è da scommetterci, rimarrà nei cuori degli spettatori.

“Bharati” è un musical che conta sulla partecipazione di attori, ballerini, musicisti, cantanti, acrobati e un narratore, per un totale di circa cento persone, il tutto condito da gigantesche proiezioni video e costumi variopinti, e racconta, in musica, la storia di Siddharth, un ingegnere di origini indiane che vive in America e che si reca a Varanasi per lavoro. Inizialmente Siddharth, che appare completamente occidentalizzato, guarda con sufficienza tutto ciò che riguarda la cultura indiana, ma prova una forte attrazione per Bharati, ragazza indiana rimasta orfana da bambina. Siddharth comincia quindi ad innamorarsi non solo della ragazza, ma anche dell’India e della sua cultura, e il viaggio geografico che ha intrapreso verso la sua terra d’origine finisce per essere un vero e proprio viaggio interiore, verso il vero se stesso e verso le sue origini, che gli fa cambiare la sua visione del mondo.

Non si tratta quindi di una semplice storia d’amore, ma di un vero e proprio viaggio che coinvolge sia il protagonista, che arriva alla scoperta di sé ponendosi e ponendo al pubblico importanti interrogativi quali la necessità di trovare un equilibrio tra tradizione e modernità, sia il pubblico e dei tutirsti che approfittano delle pensioni economiche della città, che in 90 minuti di spettacolo ha modo di avvicinarsi alla cultura indiana rimanendo comodamente seduto in poltrona. Uno degli scopi dello spettacolo è infatti quello di portare l’India, col suo vastissimo bagaglio di musica, tradizioni e valori, nel resto del mondo, cercando di superare le barriere che troppo spesso esistono tra popoli lontani e vicini. Uno dei principi su cui i basa la cultura indiana è infatti quello del “Vasudhaiva Kutumbkam”, secondo cui tutti i popoli sono uniti da un unico filo e fanno parte della stessa famiglia, e “Bhurati” è dunque un piccolo tentativo di avvicinare i popoli fratelli e di facilitarne la conoscenza reciproca. Assistere allo spettacolo è un’opportunità, anche per chi ha scelto la città come meta turistica e alberga in uno dei tanti hotel di qualità di Lione, perché significa entrare nell’universo indiano, scoprendone le varietà linguistiche, filosofiche e storiche, lo stile di vita e le tradizioni, e soprattutto la musica e la danza, tratti peculiari del popolo indiano e “coscienza collettiva” di tutti gli indiani sparsi per il mondo. La musica gioca infatti un ruolo primario nello spettacolo, e la storia raccontata dal narratore (Sutradhar) viene intramezzata da circa 14 canzoni e balletti. Mentre le danze contribuiscono a dare al pubblico l’impressione di vivere in un mondo incantato, in cui gli elementi magici sono la normalità e la normalità, viceversa, diventa magica, le canzoni (delle rivisitazioni di film di Bollywood) sono funzionali al racconto, dato che sottolineano gli sviluppi della trama, gli umori e i pensieri dei protagonisti.

“Bharati” è quindi un compendio di musica, tradizione e ideali indiani, che vi farà conoscere meglio questa cultura, ma che vi farà anche emozionare e divertire.
Per due giorni l’India si trasferisce in Francia! Prenota subito un alloggio economico a Lione e preparati a immergerti nella cultura e nella musica indiane.

Biglietti: prezzi vari
Date: 21 – 22 Febbraio 2009
Dove: La Halle Tony Garnier, Lione, Francia
Articolo a cura di Trenet Srl – Creazione Siti

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A Differens Marketing & Innovation la comunicazione del master con relatori di fama mondiale


Dopo il tutto esaurito della prima edizione di Roma, che ha visto oltre 500 partecipanti, si rinnova ad aprile 2009 l’appuntamento con uno degli eventi formativi più innovativi in Italia. Il Master Performance Strategies, infatti, rappresenta un’occasione imperdibile per apprendere gli strumenti, le tecniche e i “segreti del mestiere” di chi opera abitualmente in organizzazioni altamente competitive e vincenti.

I trainers – di eccezionale livello – prestano abitualmente la loro consulenza professionale a multinazionali, aziende leader in Italia o nel mondo ed Enti governativi.

L’eminente sociologo Francesco Alberoni affronterà il tema: “La crisi come opportunità di leadership” illustrando le qualità ed il modo di operare dei leader nei momenti critici. Alberoni, oltre che ricercatore, docente e famoso saggista, è attivissimo nella  consulenza strategica, prestata a grandi aziende multinazionali: Fiat, Indesit, Frau, Tod’s, Barilla e tante altre.

 “La negoziazione vincente”, sessione formativa per chi opera nel commerciale è tenuta da Alessio Roberti, il più grande esperto italiano di PNL (programmazione neuro linguistica) che ha già formato manager di aziende come Siemens, Ducati, YKK, Azimut Yachts.

Sarà invece Gianni Golfera, il più accreditato memory trainer mondiale, attualmente oggetto di studio da parte della Nasa, a svelare le tecniche di memorizzazione che permettono di  aumentare le capacità produttive: esporre in modo mnemonico conferenze e relazioni ,memorizzare rapidamente  testi, cifre, password e codici bancari.

Tu3, ”Eleva al cubo al tuo potenziale” è il concept comunicativo del master, messo a punto da Differens Marketing & innovation, l’azienda che, non a caso, ha fatto della teoria dell’evoluzione Darwiniana il proprio modello di Business.

“Un messaggio semplice e diretto, rivolto a tutti coloro che desiderano migliorarsi attraverso una formazione di qualità” commentano Andrea Rosini e Maria Grazia Abruzzese, che coordinano le attività di marketing e comunicazione con la società Differens Marketing & Innovation.

Gli strumenti utilizzati sono principalmente direct marketing, direct mailing, roadshow e infomeeting, below the line, campagna stampa e web marketing. Di particolare efficacia quest’ultimo strumento, sviluppato in stretta collaborazione con la dinamica web agency Gialloafrica di Tommaso Ricci.

“Il nostro master non è solo tecnica, ma  è concepito per offrire ai partecipanti anche  momenti di grande emozione e coinvolgimento, grazie alle testimonianze di personaggi che hanno saputo ottenere risultati straordinari in campi competitivi” spiega Marcello Mancini, amministratore delegato di Performance Strategies Srl.

L’ ospite speciale Valentina Vezzali, unica atleta del mondo ad aver vinto tre medaglie d’oro consecutive nella stessa disciplina ai giochi olimpici, porterà la sua testimonianza di donna e campionessa, capace di raggiungere il difficile equilibrio tra vita familiare e successo agonistico.

Guiderà la tre-giorni formativa in qualità di Master Tutor,  Anthony Smith, uno dei docenti più innovativi nel campo dello sviluppo delle risorse umane, che metterà a disposizione dei partecipanti i suoi 15 anni di esperienza manageriale in multinazionali come Nike e Levi’s.

Il Master, dedicato a manager, imprenditori e tutti coloro che desiderano migliorare le proprie “performance”, si terrà al Palazzo dei Congressi di Milano Marittima (RA), dal 3 al 5 aprile 2009.

www.performancestrategies.it

www.differens.it

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Concerti a Roma: Luca De Nuzzo alla Locanda Atlantide di Roma


Mercoledì 4 marzo 2009 Luca De Nuzzo sarà in concerto alla Locanda Atlantide di Roma, accompagnato dai musicisti Federico Ferrandina, Paolo Sturniolo, Federico Di Maio e Massimiliano Natale. La serata musicale di Roma avrà anche un ospite speciale: l’artista Andrea Satta dei Têtes de Bois. L’appuntamento con la musica di Luca De Nuzzo è fissato alle 21.30 in Via dei Lucani 22/b a Roma, sede della Locanda Atlantide.

Si prevede un incontro all’insegna della musica d’autore, ricco di emozioni per il pubblico che sa apprezzare l’originalità della composizione d’autore, la varietà delle musiche di De Nuzzo e i contenuti intrecciati da uno spirito di ricerca continua delle emozioni e delle domande, che si insinuano nella vita quotidiana e nei grandi eventi che ci circondano.

Oltre alla poesia, che caratterizza tutto il repertorio del cantautore pugliese, si è principalmente colpiti dalla “ricerca instancabile” nel linguaggio e nelle tematiche di ogni canzone. La ricerca instancabile è parte di ogni artista. Non è nulla di nuovo per chi tratta di arte e musica. Ma ad ascoltare Luca, l’idea della ricerca si fa quasi prepotente, fuoriuscendo da ogni parola e nota. Forse per la sua scelta coraggiosa di fare del dialetto di San Severo (FG) lo strumento comunicativo protagonista delle canzoni: già questo punto di partenza, fa pensare a quanto lavoro di ricerca, analisi e studio vi sia dietro ad ogni frase ed espressione, alla base di ciascun modo di dire o parola, dimenticata tra le case di uno dei tanti paesi del nostro Paese.

Nella ricerca della lingua locale, Luca conquista anche un linguaggio profondamente intimo, che lo porta ad una forma di libertà nuova. Una posizione un po’ ribelle e lontana dalla omologazione e dallo svuotamento delle parole che, nel processo di normalizzazione, rischiano di perdere per strada componenti essenziali del loro significato.

La ricerca tocca poi i contenuti. Si passa dal racconto di emozioni, amicizie e amori a tematiche che partono dall’uomo per trovare un filo conduttore con eventi di respiro internazionale, dove l’uomo e l’umanità annebbiano il racconto del puro evento. Nonna Estela è lontana ma sente e si dispera come noi, la protagonista di “A mòstre ballerine” non la conosciamo, ma sentiamo la sua disperazione, e anche la sua libertà, conquistata nell’altalena di suoni e ritmi trascinanti che distinguono questa straordinaria canzone, vincitrice del premio De Andrè 2004. Ogni brano è legato all’altro dall’ironia amara e dallo sguardo di Luca, nelle parole e nei suoni, mentre è intento ad osservare, capire e cercare il senso degli eventi. Ed ogni brano racchiude anche tutta una cultura pugliese ricca di colori e ritmi, simili a quelli del grande cantautore Matteo Salvatore o alle tematiche classiche della letteratura dialettale.

Ascoltando ‘A sentènze d’ù cimetère di De Nuzzo, ritorna alla mente uno dei capolavori della poesia napoletana ‘A livella o il Cimitero della Civiltà, del Principe Antonio De Curtis in arte Totò. Tra ironia, divertimento e provocazione, il brano racconta il teatro effimero della vita di fronte alla morte, quando chi ha già vissuto guarda con occhio ironico coloro che si affannano ancora per i modi e le regole del niente.

Poesia, intimità, ritmi e divertimento sono in scena Mercoledì 4 Marzo alle 21.30 presso la Locanda Atlantide di Roma con Luca De Nuzzo e l’ospite speciale Andrea Satta. Trovate un’anteprima delle canzoni, con testi e traduzioni, ai siti http://www.myspace.com/lucadenuzzo e www.lucadenuzzo.com . Tra le novità, è prevista per maggio l’uscita del nuovo album di Luca con un tour di spettacoli segnalati periodicamente on line.

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Moda mare 2009, essere fashion anche in spiaggia


Come tutte le vere fashion victim sanno bene, le case di moda stanno già facendo uscire le nuove tendenze per la moda mare 2009 e molti stilisti hanno già presentato le loro collezioni.

Ormai per essere fashion in spiaggia non basta più un semplice costume da bagno, ogni anno i cataloghi si rinnovano ed è importante essere sempre aggiornate. Negli ultimi anni poi hanno assunto grande importanza anche gli accessori da portare in spiaggia, come le infradito, l’asciugamano, ma anche bracciali e collane, il pareo è da qualche anno ormai un protagonista della spiaggia.
Quest’ anno poi la moda mare si ispirerà anche alla moda colombiana, quindi il bikini tornerà ad essere (quando mai non lo è stato), il costume di tendenza. Colori forti, pareo trasparenti, fantasie sudamericane: una collezione veramente fantastica.
Dopo l’inverno, anche in estate il viola con tutte le sue nuances sarà uno dei colori di tendenza, e poi anche micro e maxi fantasie, stampe safari o giungla.

I bikini on-line aumentano la grandezza dello slip, abbandonando o quasi i fiocchetti. Triangoli e push-up fanno da padroni.
Attorno al bikini o al costume intero sempre meno intero, che lascia scoperto abbondantemente il corpo, tutti i coordinati da spiaggia. Caftani impalpabili in chiffon o mussola di cotone, parei e hot pants.
Grande importanza rivestono le borse da spiaggia, di tela o in paglia, ma sempre impreziosite da ricami o applicazione di fiori, rigorosamente fatti a mano in stile crochet e rigorosamente in tinta con il costume.
Che in spiaggia non si vada solo in costume ormai è chiaro, anche il mare è diventato una passerella importante per chi voglia sfoggiare sempre un look alla moda. Oltre a parei e caftani, altri capi imperdibili sono tutine, hot pants e pantaloni morbidi in ciniglia.
Fanno la loro comparsa anche coordinati in spugna: teli, poncho, accappatoi con intarsi, con ruches. Le alternative sono davvero tante, per tutti i gusti e per ogni tipo di fisico.

Per quanto riguarda le calzature, ancora imperversano ballerine e infradito anch’essi in spugna, dei colori più differenti ma rigorosamente abbinate al colore del costume o del pareo.
Dato che il bikini o comunque il due pezzi ormai imperversano, anche i costumi femminili da bagno interi si adattano lasciano scoperto sempre di più il corpo. La tinta unita ha quasi lasciato definitivamente il posto a stampe, inserti di pizzo francese, ne esistono persino tempestati da miriadi di pietre sfaccettate cucite a mano.

Un accessorio indispensabile nella vostra borsa da mare sono senza dubbio le creme solari, ne esistono di ogni tipo e con vari livelli di protezione, l’importante è che idrati anche la pelle e che vi impedisca di scottarvi, perciò per i primi giorni meglio scegliere una protezione un po’ più elevata, altrimenti dovrete cambiare tutto, abbigliamento e costumi, per essere in pandant con il rosso gamberone della vostra pelle. Meglio non esagerare con i bagni solari, la pelle è molto più alla moda se è sana e idratata anche se magari un po’ meno abbronzata.
Se invece volete a tutti i costi un’abbronzatura da capogiro, una tendenza intramontabile sono le lampade e i solarium da fare in città nei mesi prima delle vacanze. Queste, fatte però con moderazione, prepareranno la belle all’esposizione solare, oltre a conferirvi un colorito già più scuro.

Dopo tutta questa preparazione, non dimenticate però di godevi al massimo la vostra vacanza, rilassandovi e divertendovi più che potete, in fondo l’estate è anche questo!

A cura di Michele De Capitani
Trenet Srl – Web hosting

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Con Ambrose Bierce per non dimenticare Darwin


Mentre nella Home di Vox Company prosegue l’omaggio ad Allan Poe per il suo bicentenario, anche un’altra ricorrenza incalza: il 12 febbraio 1809 – e quindi sempre 200 anni fa – nasceva in Inghilterra Chales Darwin. E così a Vox il racconto di Ambrose Bierce, “Il maestro di Moxon”, è sembrato particolarmente indicato per tenere insieme i due illustri personaggi. 

Cosa consente ad alcuni autori di leggere chiaramente nel futuro? Francamente è difficile dirlo, però questo racconto di Bierce è letteralmente stupefacente quanto a capacità anticipatorie. Scritto da uno dei legittimi eredi di Poe, il racconto è un perfetto esempio di equilibrio tra horror e fantascienza: agghiaccia e fa riflettere sul significato della parola “evoluzione”. Se ascoltato con attenzione,  potrebbe addirittura richiamare alla mente un film recente con Will Smith. È narrato da Vasco Mirandola e dura 24”. Euro 3.00.

AMBROSE  BIERCE (1842-1914?) è un autore capitale della letteratura americana. Considerato l’unico vero erede di Edgar Allan Poe, è stato un inquieto giramondo dalla vita avventurosa. Non a caso di lui non si hanno più notizie dal 1914, quando cioè finì inghiottito dalla rivoluzione messicana. Per descrivere la sua narrativa si usano abitualmente parole come: macabro, grottesco, terrificante, sanguinolento, diabolico. Tra i pionieri del genere “fantascienza”, ha lasciato una indimenticabile testimonianza della Guerra di Secessione americana nei racconti “neri “ad essa dedicati.

Dettagli su titoli, autori e narratori nel sito www.voxcompany.it 

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Olio 100% italiano?? Perché non quello calabrese!!

Il ritorno al buon olio di casa nostra come risposta alle tante frodi alimentari

Gli ultimi controlli effettuati dai varie nuclei e autorità antisofisticazioni alimentari, con contestuali sequestri di partite di prodotti confezionati e pronti per esser posti in commercio anche in regioni (vedi Toscana e Liguria) dalle forti tradizioni “olearie”, hanno riacceso il dibattito sulla opportunità di ritornare a consumare un olio veramente nostrano. 

Etichette contraffatte, oli di semi colorati ad arte ed indebitamente ed inopportunamente spacciati come oli extravergine, artifici più disparati sul prodotto, hanno affollato le cronache degli ultimi tempi: il tutto con l’obiettivo ultimo, data la contingenza sfavorevole del periodo, di offrire un prezzo concorrenziale sugli scaffali della distribuzione.

Tutto ciò induce il consumatore a dubitare fortemente sui prezzi da “gassosa” che contraddistinguono tante referenze, con una criticità, dunque, più accentuata rispetto al passato, che lo spinge a svolgere una attenta analisi della relativa filiera di produzione: ci si è resi conto, insomma, che non regala niente nessuno. 

Le più recenti normative in materia, in particolare, hanno fortemente facilitato il compito di ricerca sulla origine del prodotto, così come stabilito dal Comitato di gestione olio di oliva della Commissione europea di modifica al regolamento per l’etichettatura dell’olio, imponendo l’obbligo di indicare sulle etichette la provenienza delle olive molite. Si tratta di una svolta storica per l’Europa, che interpreta il bisogno di sicurezza e trasparenza dei cittadini. 

Sarà un problema di vitale importanza per tante aziende, conosciute come “italiane” e massivamente presenti nella grande distribuzione, ma che in realtà non utilizzano più del 30/40% di olio nazionale nelle loro allettanti proposte.  Per fortuna ci sono i prodotti D.O.P., certamente costano qualcosa in più, ma ci garantiscono quella sicurezza alimentare oggi dimenticata dal mondo globale, che fa fatto perdere la gioia del rapporto rispettoso con la terra, l’unica cosa che fa valere il lavoro dei contadini, riconsegnando al consumatore il gusto della buona tavola ed un prodotto sano e prezioso come una volta. 

L’olio calabrese, ad esempio, proposto su siti di commercio elettronico di prodotti tipici, che rida il piacere di gustare olio d’oliva verace, attraverso una maggiore conoscenza delle esigenze del consumatore e la vecchia regola del “poco,ma buono”. 

Oli di ottima qualità, gusto schietto e sincero, con caratteristiche date dalla particolare posizione geografica e le perfette condizioni meteorologiche che solo la collina litoranea calabrese è in grado di offrire. Produzioni da oliveti curati secondo l’agricoltura integrata ed a basso impatto ambientale, dalla fioritura sino alla raccolta, con tipologie Meridionali quali la Carolea e la Nocellara messinese, inseriti in appezzamenti di terreno magari corredati da tipici alberi di agrumi della regione.    
 
La raccolta inizia precocemente, attorno ai primi di ottobre,  con olive ancora verdi o appena invaiate. Le eventuali olive già cadute a terra non vengono  raccolte, piuttosto vengono successivamente interrate con la lavorazione, per garantire al prodotto un minimo grado di acidità.
     

        
Riguardo alle tecniche di lavorazione delle olive, la raccolta è quella tradizionale, che prevede l’uso di pettini manuali e meccanici con caduta del frutto su reti, dopodiché il raccolto viene posto in cassette da 20 kg. Il sistema più diffuso di estrazione è a ciclo continuo a freddo (T. max 27 ° C), con consequenziale estrazione quotidiana di olio entro 2 ore massimo dalla fine della raccolta in azienda.. Dopodiché l’olio viene opportunamente conservato in contenitori in acciaio inox ed in ambienti freschi, asciutti e lontano da fonti di calore, ad una temperatura compresa tra i 10 e i 18°C. Si provvede al relativo imbottigliamento solo nel momento della contestuale commercializzazione.
In questa situazione ottimale la qualità del prodotto è eccellente, con una bassissima acidità, un gusto decisamente unico e pronto ad essere testato da solo (…come tradizione insegna!!) su di una buona fetta di pane casereccia, mantenendo le sue caratteristiche per circa 24 mesi.

Gli stessi portali, ovviamente, non disdegnano l’offerta di oli opportunamente aromatizzati, quali l’olio diavola al peperoncino, o olio santo (come si definiva una volta), da riservare per particolari usi originali in cucina: si usa, infatti, per condire spaghetti, insalate, legumi e frutti di mare. Anche in tal caso, ovviamente, l’importante è che la materia prima utilizzata sia un buon olio italiano e peperoncino tipico calabrese.

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