La delusione del cittadino italiano

 Un forte senso di sfiducia e amarezza pervade l’aria del nostro bel paese, il risultato di tanti anni di aspettative continuamente ripagate da una gestione politica deludente.

In uno scenario politico così frammentato, labile, statico e retrogrado  è davvero facile fare irruzione in scena palesando apertamente tutto quel malcontento comune del cittadino italiano che le altre forme di comunicazione di massa si ostentano a censurare.

Così Beppe Grillo, comico italiano, forte del suo carisma e con i suoi eccessi verbali, è riuscito a conquistarsi l’attenzione di molti cittadini e a travolgere il delicato sistema politico e la maggioranza che attualmente governa il nostro paese nel faticoso tentativo di riprendere ossigeno.

Già da anni Beppe Grillo ha colpito nel segno con il suo blog, uno spazio web dove il comico italiano schiaffeggia il conformismo della stampa italiana pubblicando una serie molto eterogenea di notizie, che nessuno stampa. Infatti già la censura dei giornali e la monotonia che li caratterizza ha contribuito da anni a far nascere un forte senso di repulsione dei cittadini verso l’informazione politica di cui parlano.

Ma la nausea per l’informazione odierna è nulla se paragonata a quella per la politica italiana.

I giovani sentono di vivere in un paese fantastico posto nelle mani di persone chiuse, inefficaci e per molti versi ancora conservatrici rispetto a molti altri paesi dell’Unione Europea. Non meraviglia, quindi, se Grillo promuovendo una campagna, come quella portata avanti nel V-day, per un parlamento pulito e ringiovanito ha avuto l’appoggio di molti giovani, studiosi e non, che vorrebbero veder fare qualcosa in più per il loro paese dalle persone che hanno scelto alle innumerevoli elezioni parlamentari… si fa per dire: rappresentanti della volontà popolare personificati in deputati condannati ed eletti dalle segreterie dei partiti più che dai cittadini.

Ancora non basta, per avere una svolta, secondo Grillo, si deve eliminare l’odierno sistema dei partiti sfilacciati, fatti di formazioni sempre più numerose e poco rappresentative, ma potenti e invadenti. Alla luce di tutto questo forse una buona percentuale di italiani sarebbero disposti ad avere Beppe Grillo come premier, non tanto per la fiducia nelle sue abilità politiche (ammesso che ne abbia) ma perchè semplicemente non ne può più.

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