Intervento di rinoplastica: com’è il decorso post operatorio

Attualmente gli interventi di rinoplastica, cioè destinati a cambiare le forme e le linee del proprio naso, sono assolutamente in aumento. Sono tante le donne e gli uomini che, non amando il proprio naso, decidono di compiere un gesto estremo cambiandone e migliorandone i suoi lineamenti.
Nonostante spesso ci si informi sulla durata dell’intervento, su come funziona, sui così e così via, spesso si tralascia un’altra fase molto importante: il decorso post operatorio.
Nel caso in cui si lavori, si abbia un’attività o comunque si abbia programmato un impegno, è estremamente importante conoscere e capire i tempi di recupero.
Ebbene, in questa guida abbiamo deciso di fugare ogni vostro dubbio in merito agli interventi di rinoplastica Verona.

Rinoplastica: cosa succede dopo

Innanzitutto iniziamo col dire che dopo l’intervento (spesso di un paio d’ore) potrebbe essere necessario indossare un tutore, dei tamponi o un gesso per proteggere il vostro naso. I tamponi vengono rimossi dopo un giorno o al massimo due mentre il gesso può anche rimanere per una settimana.
Dopo l’intervento, il vostro naso avrà sicuramente una nuova forma, ma i risultati effettivi potrebbero aver bisogno di più tempo per stabilizzarsi.

Cosa fare in caso di dolore o gonfiore al naso

Può accadere che dopo l’intervento si presenti del gonfiore o del dolore al naso. In questi casi dovreste:

  • Evitare di prendere botte al naso, soprattutto se siete sempre a contatto con bambini;
  • Mangiate meglio: il consiglio è quello di evitare cibi ricchi di sale, in modo da contrastare la formazione di ritenzione idrica del liquido nella punta nasale. Mangiate anche cibi il più possibile leggeri e morbidi;
  • Se avete gli occhiali, evitate di indossarli per almeno le quattro settimane successive all’intervento. Meglio usare, quindi, lenti a contatto;
  • Durante la notte, dormite con la testa un po’ più alzata verso l’alto per attutire dolore e gonfiore;

È bene specificare che il decorso post operatorio è sempre soggettivo e varia da paziente a paziente, per cui può essere estremamente breve ma anche fin troppo lungo in termini di mesi e giorni.

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