U4I, il modello lombardo per l’innovazione punta al mercato

U4I, il modello lombardo per l’innovazione punta al mercatoQuattro i progetti individuati a seguito della la prima call della Fondazione interuniversitaria University for Innovation. Obiettivo: creare valore sociale ed economico derivante dalla nuova conoscenza sviluppata negli atenei di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia.

Stampa 3D più sostenibile, cerotti termici di ultima generazione, passi avanti nella cura della leucemia e gallerie metropolitane più sicure. È quanto promettono i progetti presentati in risposta alla prima call di University for innovation – U4I, la Fondazione dedicata alla valorizzazione della ricerca, al trasferimento tecnologico e al trasferimento di nuova conoscenze, costituita dalle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia.

Arrivare sul mercato o diventare la base per la costituzione di una nuova impresa spin-off. Questi gli obiettivi dei progetti beneficiari di una prima tranche di finanziamento. Per i team di progetto prende il via un piano di lavoro di due anni per sviluppare le tecnologie, migliorarne le prestazioni e giungere alla realizzazione di prototipi che possano essere trasferiti alle imprese per migliorarne prodotti e servizi.

Ogni team di progetto sarà responsabile dello sviluppo scientifico e tecnologico e collaborerà con la Fondazione, che li affiancherà con un business developer con cui confrontarsi periodicamente sullo stato di avanzamento del piano di lavoro e sulle opportunità di valorizzazione dei risultati ottenuti.

La Fondazione farà leva sul proprio network per identificare partner industriali o investitori interessati alle tecnologie sviluppate. Recentemente sono stati siglati anche altri due accordi: il primo con MATERIAS, incubatore early stage nel settore dei materiali innovativi, il secondo con Vertis SGR e Venture Factory per investimento di seed e venture capital in progetti POC (Proof-of-Concept) e società spin-off delle tre università fondatrici.  

«Per la valutazione delle proposte ci siamo avvalsi di alcuni esperti esterni alle tre università – ha spiegato il direttore tecnico di U4i, Enrico Albizzati -per avere un giudizio oggettivo sulla maturità della tecnologia e sulle prospettive di mercato. Considerando che tutti i progetti avevano una solida base scientifica, si è dato seguito a quelli contraddistinti da un robusto e articolato piano di sviluppo e con maggiori possibilità di valorizzazione in tempi rapidi, con il duplice obiettivo di generare ricadute tangibili in ambito industriale e sociale e rimettere in circolo risorse per sostenere ulteriori progetti». 

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