Che cosa è l’amnesia

L’amnesia è la perdita di memoria degli avvenimenti trascorsi e, allo stesso tempo, l’incapacità di fissare i ricordi. Può essere parziale o totale ed è causa di gravi problemi per chi ne soffre.

L’apprendimento presuppone un normale stato di coscienza, una sufficiente comrpensione del linguaggio e attenzione. L’amnesia può essere quindi dovuta all’incapacità di richiamare alla memoria il ricordo di un evento correttamente recepito o alla manzanza assoluta di ricezione causata da semplice carenza di attenzione oppure da ubriachezza, delirio, stato stuporoso, deliri morbosi come nel caso dell’isteria, malattie come meningite o epilessia o da ferite riportate alla testa.

Si definisce amnesia retrograda l’incapacità di ricordare eventi immediatamente, precedenti a un trauma o altri danni cerebrali acuti.

L’amnesia anterograda si riferisce invece all’impossibilità di ricordare gli avvenimenti successivi.

L’amnesia lacunare è una perdita di memoria che interessa uno specifico periodo di tempo, che non viene ricordato dal paziente. Tale perdita di memoria è però limitata ad alcune ore o al massimo a giorni, ossia un breve periodo, dopo il paziente non ricorda quanto accaduto durante le ore precedenti. Essa si contrappone dunque all’amnesia retrograda, che causa invece la perdita di memoria di tutto il passato del degente.

Il tipo di amneisa può variare anche a seconda della causa che ha comportato la nascita dell’amnesia, a cui è strettamente correlata la durata della stessa:

– Amnesia transitoria: come nel caso di un evento traumatico, con ritorno alle funzionalità normali
– Amnesia stabile: se provocata da un evento morboso grave (come arresto cardiaco)
– Amnesia progressiva: se riscontrata in malattie degenerative, che comportano l’andamento progressivo della mancanza di memoria.

Si distingue inoltre un’amnesia di fissazione da una di conservazione: nella prima (di cui è esempio tipico la citata sindrome di Korsakov) vi è assoluta incapacità di memorizzare gli avvenimenti che si presentano attualmente, con relativa conservazione di quelli memorizzati precedentemente alla forma morbosa; nella seconda si ha un progressivo annullamento anche dei ricordi più antichi.

Le due forme si trovano abitualmente associate (per esempio nelle demenze senili) con prevalenza dell’una o dell’altra.

Inoltre l’amnesia può essere selettiva, riguardare cioè solo determinati eventi della vita passata del soggetto. Questa forma di amnesia si riscontra abbastanza di frequente nella cosiddetta amnesia affettiva, conseguente cioè non a lesioni organiche ma a traumi emotivi (detta anche sindrome da stress postraumatico).

In questi casi può avvenire che il soggetto dimentichi in particolare eventi per lui dolorosi. In psicanalisi, per amnesia infantile si intende la rimozione a livello inconscio dei contenuti relativi alle prime fasi di sviluppo della sessualità.

In molti casi di amnesia, con il passare del tempo o con il risolversi del trauma che l’ha provocata, la memoria del paziente ritorna.

Tuttavia, se la causa risiede in un disturbo emotivo, ciò potrebbe significare che la mente desidera inconsciamente rimuovere alcuni avvenimenti troppo dolorosi da ricordare. In questo caso è necessario l’aiuto di uno psicoterapeuta.

La Dott.ssa Nadia Barberis, psicologo e psicoterapeuta presso il suo studio di Messina, offre consulenze psicodiagnostiche, sostegno psicologico, psicoterapia psicoanalitica, sia all’individuo che alla coppia.

Si occupa, in particolare, delle seguenti problematiche: abuso, anoressia, ansia, attacchi di panico, bulimia, depressione, difficoltà legate allo sviluppo dell’identità personale, difficoltà relazionali, dipendenza affettiva, disturbi di personalità, elaborazione del lutto, fobie, ipocondria, ludopatia, nevrosi, problematiche di coppia, stress, trauma psicologico.

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