Inflazione troppo bassa, siamo nella fase di “repressione finanziaria”

Se l’inflazione è più forte dei rendimenti, per ogni risparmiatore è un bel problema. Prendete il caso della Germania dove i titoli di Stato sono stati venduti all’asta a un rendimento di -0,39%. Sì avete letto bene: un valore negativo. La cosa peggiore però è che l’inflazione tedesca viaggia sull’1,6%, e tutto questo si traduce in un rendimento reale per il risparmiatore pari a -2%. In pratica l’investimento non produce profitti, ma erode il capitale e spinge il Market facilitation index forex (MFI) all’ingiù.

inflazioneRicordiamo peraltro che stiamo parlando della Germania, ovvero di uno dei paesi economicamente più solidi che esistano, uno dei pochi con la Tripla A di rating. Se ci spostiamo in altri paesi del mondo la situazione molto spesso è simile. Il controvalore complessivo delle obbligazioni che esprimono tassi inferiori allo zero è infatti pari a circa 11mila miliardi di dollari. Per lo più parliamo di Bond sovrani.

La repressione scatenata dall’inflazione

Questo fenomeno per il quale l’inflazione batte i rendimenti si chiama “repressione finanziaria”. Non è un fenomeno nuovo oppure di questi tempi. Già in passato c’erano state situazioni simili. Ad esempio nei casi in cui il debito pubblico si accumulava diventando insostenibile. Ma rispetto al passato, quello che caratterizza fortemente la situazione odierna è che la “repressione finanziaria” si sta manifestando in tutte le principali aree economiche, tanto quelle sviluppate quanto quelle emergenti. Inoltre la vera causa non è l’inflazione, bensì i rendimenti dall’indicatore momentum trading al ribasso. Frutto delle politiche ultra-espansive delle banche centrali.

Va fatta una considerazione in merito. Le Banche centrali hanno adottato queste politiche per spingere l’inflazione, ma rischiano l’effetto opposto. Già perché la repressione finanziaria favorisce i debitori, e non li incentiva a cambiare la loro struttura eco-finanziaria. Questo significa che possono continuare a far concorrenza ai produttori che invece sono finanziariamente efficienti. La conseguenza è che la battaglia dei prezzi li spinge all’ingiù: deflazione. Ecco perché molti sperano che finisca l’attuale ciclo di “repressione finanziaria”. Tuttavia al momento non sarebbe possibile farlo senza pregiudicare la sostenibilità dei debitori, e di conseguenza senza dare contraccolpi molto violenti alla crescita economica. Agli investitori quindi non resta altro da fare che abituarsi, e cercare altre fonti di rendimento che non siano i classici titoli di stato.

Il servizio gratuito di pubblicazione dei comunicati stampa è offerto dall'Associazione link UP Europe! di Roma

Copyright © 2017 www.press-release.it - Tutti i diritti riservati - Powered by link UP Europe! P.IVA 09257531005
Associazione Culturale per l'uso didattico ed etico dell'informatica
Sede legale: Via Pietro Rovetti, 190 - 00177 - ROMA