Brexit, gli accordi UE-Londra sono ancora lontani

Continua ad essere molto delicata la situazione del Regno Unito, sul quale incombe ancora l’incertezza legata ai negoziati sulla Brexit. Con Bruxelles si è giunti al quinto “round” dei negoziati per l’uscita dalla UE. Nonostante il calendario sia stato infittito di summit, non sono stati fatti passi avanti significativi. L’intesa tra Londra e i negoziatori comunitari rimane ancora un miraggio. Con l’aggravante che il tempo continua a trascorrere, e dopo oltre un anno dal referendum ancora non si capisce cosa succederà.

brexitChiaramente questo ha effetti importanti sull’economia britannica, che viaggia su e giù sulle montagne russe. Ad esempio, la sterlina ha vissuto un momento di forte debolezza a inizio del mese di ottobre, con l’indicatore momentum trading che ha evidenziato una forte volatilità sui mercati finanziari, oltre che una spinta dei venditori. A innescarla è stato il voto dell’Europarlamento (557 voti a favore, 92 contrari e 29 astenuti) sulla risoluzione di Juncker che ha rifiutato la proposta britannica.

I punti controversi sulla Brexit

Il negoziatore per l’UE Michel Barnier ha spiegato che uno dei punti critici è che i 27 Paesi non ci pensano nemmeno a pagare per ciò che si è deciso quando si era in 28. In pratica ha chiamato in causa le responsabilità finanziarie del Regno Unito. Qualche passo avanti è stato fatto circa i diritti dei cittadini europei, ma manca da concordare il ruolo della Corte europea di giustizia. E poi resta sempre aperta la questione Irlanda del Nord. In tutto questo quadro non va trascurato che Theresa May, primo ministro britannico, sta subendo un assedio interno da parte di molti parlamentari (e anche da qualcuno della sua stessa corrente).

Non stupisce quindi che si faccia strada sui mercati l’idea di un divorzio senza accordi o comunque non così vantaggiosi per il Regno Unito, e che giungano dall’indicatore MACD segnali operativi che non sono certo rialzisti. Il pound inglese si indebolisce nei confronti della moneta unica europea, e questo crea altre tensioni sui mercati.

Fatto insolito: questo accade mentre si è sempre più convinti che la Bank of England procederà con l’aumento del costo del denaro di qui a breve, forse a dicembre. Normalmente questo dovrebbe dare una spinta alla sterlina sui mercati, ma così non sta succedendo. La circostanza insolita tradisce quindi ancora di più la situazione anomale del mercato. Ma del resto, nessuno prima ad ora aveva mia fatto i conti con una Brexit.

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